Noce (botanica)

in botanica, tipo di frutto secco con un seme contenuto in un pericarpo legnoso o coriaceo
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'albero di noce, vedi Juglans.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando lo specifico frutto dell'omonimo albero, vedi Noce (frutto).

La noce è un tipo di frutto secco indeiscente di consistenza legnosa o cuoiosa. Appartengono ad esempio alla categoria noci le castagne, le nocciole e le ghiande.

La noce, nel senso comune della parola, non è una noce, non è un frutto completo ma è il "nocciolo" di una drupa
Castagne, il frutto è la "buccia" la parte edule è il seme
Frutti di marruca

In lingua italiana il termine può risultare ambiguo, in quanto identifica anche il seme delle piante del genere Juglans.

Definizione botanicaModifica

Dal punto di vista della classificazione botanica dei frutti, una noce è un frutto secco legnoso o coriaceo con un seme (raramente due) [1], deriva da un ovario pluricarpellare sincarpico supero; è legnosa o cuoiosa, il seme interno è libero.

La distinzione tra le tre parti del frutto (esocarpo, mesocarpo ed endocarpo) non è sempre evidente in quanto i tre strati sono di consistenza secca e unito, a differenza del gheriglio, la componente commestibile della noce, che è nettamente diviso in due metà simmetriche dal setto internocciolare.

Il frutto (ovvero l'ovario del fiore trasformato dopo l'impollinazione e la gamia) diventa molto duro una volta raggiunta la maturazione e il seme si distacca dalla parete dell'ovario (se invece il seme non è del tutto libero, si parla di achenio). Tutte le noci sono indeiscenti (cioè non si aprono spontaneamente a maturità).

Esempi di noci in questo senso "scientifico" sono le nocciole prodotte dal genere Corylus, le ghiande prodotte dal genere Quercus, le castagne prodotte dal genere Castanea e anche i frutti dei tigli. Non sono noci, invece, in questo specifico senso, quelle prodotte dal genere Juglans (benché chiamate volgarmente noci) né le noci di cocco (Cocos nucifera), che sono entrambe drupe; e tanto meno le noccioline (genere Arachis), che sono legumi (detti anche bacelli) indeiscenti (vedi sotto per maggiori dettagli).

Oltre alle Fagaceae, altre famiglie (Betulaceae, Ulmaceae, Tiliaceae, Ramnaceae, Dipterocarpaceae ecc.) includono piante che hanno frutti secchi della categoria "noci" (p.es. Zelkova, Tilia, Paliurus). Il loro impiego per l'alimentazione è ovviamente molto variabile secondo le specie.

Definizioni culinarie e denominazioniModifica

Il termine noce in cucina è utilizzato in maniera molto ampia per indicare vari tipi di frutti, di semi o parti di essi.

Ogni grosso seme oleoso che abbia un guscio e venga usato per l'alimentazione (crudo, cotto, tostato, macinato, pressato per estrarne l'olio) assume volgarmente la qualifica di noce. Molti di questi vengono indicati anche come frutta secca.

Alcuni esempi di frutti e semi che sono considerati noci nella tradizione culinaria (o farmaceutica), ma non lo sono dal punto di vista della definizione botanica includono:

Inconvenienti e benefici nutrizionaliModifica

 
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Allergia alle nociModifica

L'allergia alimentare alle noci è un problema relativamente comune tra gli individui, e spesso può causare seri problemi. Per le persone allergiche ingerire o entrare in contatto anche con piccole quantità di prodotto (soprattutto se presente in preparazioni industriali non dichiarate) può causare fatali shock anafilattici.

Benefici nutrizionaliModifica

 
Una coppa contenente un mix di noci, arachidi e mandorle

Alcuni studi epidemiologici hanno rivelato che le persone che consumano noci abitualmente corrono meno rischi di subire cardiopatie coronariche.[2] Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il consumo di vari tipi di semi, quali ad esempio le mandorle e le noci comuni, può diminuire le concentrazioni del colesterolo LDL.[2]

L'alto contenuto di arginina stimola la produzione di ossido nitrico che è indispensabile all'elasticità dei vasi sanguigni.

Oltre ai benefici cardiaci, le noci generalmente hanno un bassissimo indice glicemico (GI). Conseguentemente, i dietologi si raccomandano affinché le noci siano incluse nelle diete prescritte ai pazienti con deficienze di insulina (diabete);[2] inoltre sono ricche di sali minerali e di vitamine B.

Ricche di Omega-3, calcio, magnesio, acido folico e antiossidanti prevengono l'artrite e rendono la pelle più bella.[3]

Le caratteristiche nutrizionali le rendono adatte anche ad un consumo controllato durante il periodo della gravidanza.[1]

NoteModifica

  1. ^ Enciclopedia Italiana delle Scienze - De Agostini, Novara, 1968 - I Vegetali, p. 358
  2. ^ a b c Noci: proprietà, calorie, valori nutrizionali, benefici e controindicazioni, su Benessere 360. URL consultato il 9 maggio 2017.
  3. ^ La bellezza vien mangiando: 10 cibi che fanno la pelle del viso perfetta (FOTO), su Huffington Post. URL consultato il 9 maggio 2017.

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