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Piero Marini
arcivescovo della Chiesa cattolica
MariniFotoThalerTamas.jpg
S.E. Mons. Piero Marini nel 2017
Coat of arms of Piero Marini.svg
Fons Vitae
 
TitoloMartirano
(Titolo personale di arcivescovo)
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nato13 gennaio 1942 (77 anni) a Valverde
Ordinato presbitero27 giugno 1965
Nominato vescovo14 febbraio 1998 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo19 marzo 1998 da papa Giovanni Paolo II
Elevato arcivescovo29 settembre 2003 da papa Giovanni Paolo II
 

Piero Marini (Valverde, 13 gennaio 1942) è un arcivescovo cattolico italiano, dal 1º ottobre 2007 presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali.

Indice

BiografiaModifica

Nasce a Valverde, in provincia di Pavia e diocesi di Bobbio, il 13 gennaio 1942.

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Nel 1953 entra nel seminario vescovile di Bobbio, dove studia teologia[1].

Il 27 giugno 1965 è ordinato presbitero.

Nel settembre 1965 il vescovo Pietro Zuccarino lo invia a Roma come studente di filosofia[1]; durante gli ultimi mesi del Concilio Vaticano II inizia a collaborare con il Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia[2], dove conosce padre Annibale Bugnini, di cui diverrà segretario. Nel 1970, dopo aver conseguito la licenza, ottiene la laurea in teologia, con specializzazione in liturgia presso il Pontificio ateneo Sant'Anselmo[3].

Dal 1970 inizia a prestare servizio durante le celebrazioni liturgiche papali e collabora con la Congregazione per il culto divino. Il 12 ottobre 1975 è nominato cerimoniere pontificio. Dal 1983 è capoufficio della Congregazione per i sacramenti e il culto divino[3].

Nel 1981 consegue la laurea in scienze politiche presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali "Guido Carli"[3].

Il 1º agosto 1985 è nominato sottosegretario della Congregazione per i sacramenti; lascia pertanto il compito di cerimoniere pontificio.

Il 24 febbraio 1987 papa Giovanni Paolo II lo nomina maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie; succede a John Magee, precedentemente nominato vescovo di Cloyne.

Durante l'incarico di maestro porta a compimento la riforma delle liturgie papali, in particolar modo modifica le cerimonie del concistoro, della consegna dei pallii, le canonizzazioni e le beatificazioni nonché i riti per le esequie del pontefice, la sede vacante, il conclave e la Messa d'inizio del ministero petrino[2].

Ministero episcopaleModifica

 
Giovanni Paolo II con mons. Marini a Rio de Janeiro, il 5 ottobre 1997.
 
Mons. Marini alla sinistra di papa Benedetto XVI, presso la basilica di Nostra Signora di Aparecida, il 13 maggio 2007.

Il 14 febbraio 1998 papa Giovanni Paolo II lo eleva alla dignità episcopale, nominandolo vescovo titolare di Martirano; il 19 marzo successivo riceve l'ordinazione episcopale, con i vescovi James Michael Harvey e Stanisław Dziwisz (poi entrambi arcivescovi e cardinali), nella basilica di San Pietro in Vaticano, per imposizione delle mani dello stesso pontefice, coconsacranti i cardinali Angelo Sodano e Franciszek Macharski.

Il 29 settembre 2003 riceve il titolo di arcivescovo ad personam[4].

Il 1º ottobre 2007 papa Benedetto XVI lo nomina presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali[5]; succede al cardinale Jozef Tomko, dimessosi per raggiunti limiti di età. Gli subentra nell'incarico di maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie mons. Guido Marini, del clero dell'arcidiocesi di Genova.

Il 1º settembre 2015 papa Francesco lo nomina presidente della Commissione speciale per la liturgia presso la Congregazione per le Chiese orientali[6], mentre il 28 ottobre 2016 lo nomina membro della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti[7].

Nella notte tra il 30 e 31 ottobre 2016 viene colpito da un ictus mentre era ospite della parrocchia del Buon Pastore ad Ischia[8]; viene ricoverato presso l'ospedale di Lacco Ameno e in seguito trasferito al policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Nei primi mesi del 2017 è nominato vicario del cardinale arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore[9], entrando di conseguenza nel relativo capitolo dei canonici.

Conosce l'inglese, il francese, lo spagnolo e il tedesco[2].

Genealogia episcopaleModifica

OpereModifica

OnorificenzeModifica

  Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica
— 11 luglio 2003
  Grande Medaglia d'argento dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca
— febbraio 2013

NoteModifica

  1. ^ a b Luisa Follini, Mons. Piero Marini da Bobbio al lavoro in Vaticano (RTF), su webdiocesi.chiesacattolica.it, giugno 2008. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  2. ^ a b c d Il cerimoniere del Papa "Antonino d'oro" 2003, Diocesi di Piacenza-Bobbio, 2003. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  3. ^ a b c Il Presidente S.E. Mons. Piero Marini, su congressieucaristici.va, Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  4. ^ Rinunce e nomine. Conferimento della dignità arcivescovile, su press.vatican.va, 29 settembre 2003. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  5. ^ Rinunce e nomine. Nomina del Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Interazionali, su press.vatican.va, 1º ottobre 2007. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  6. ^ Rinunce e nomine. Commissione speciale per la Liturgia presso la Congregazione per le Chiese Orientali, su press.vatican.va, 1º settembre 2015. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  7. ^ Rinunce e nomine. Nomina di Membri della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, su press.vatican.va, 28 ottobre 2016. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  8. ^ Monsignor Piero Marini ricoverato ad Ischia dopo un ictus, su farodiroma.it, 1º novembre 2016. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  9. ^ Piero Marini nominato vicario dell'arciprete di Santa Maria Maggiore. Il debutto col Papa, su farodiroma.it, 14 maggio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2019.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (EN) David Cheney, Piero Marini, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato l'8 febbraio 2019.  
Controllo di autoritàVIAF (EN15597272 · ISNI (EN0000 0001 1468 2231 · LCCN (ENn2007019489 · GND (DE120299879 · BNF (FRcb157953150 (data)