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Pietro Campilli

politico italiano
Pietro Campilli
Pietro Campilli.jpg

Ministro del commercio con l'estero
Durata mandato 14 luglio 1946 –
2 febbraio 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Mario Bracci
Successore Ezio Vanoni

Ministro delle finanze e del tesoro
Durata mandato 2 febbraio 1947 –
1º giugno 1947
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Mauro Scoccimarro e Giovanni Battista Bertone
Successore Luigi Einaudi

Ministro dei trasporti
Durata mandato 5 aprile 1951 –
19 luglio 1951
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Ludovico D'Aragona
Successore Piero Malvestiti

Ministro dell'industria e del commercio
Durata mandato 26 luglio 1951 –
7 luglio 1953
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Giuseppe Togni
Successore Silvio Gava

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature AC, I, II
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Roma
Collegio Roma
Incarichi parlamentari
  • Componente della II Commissione (Affari esterni) - II legislatura
  • Componente della Giunta per i trattati di commercio e la legislazione doganale - II legislatura
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in economia
Professione Dirigente bancario, dirigente industriale

Pietro Campilli (Frascati, 30 novembre 1891Roma, 8 luglio 1974) è stato un politico italiano e un ministro della Repubblica.

BiografiaModifica

Diplomatosi in ragioneria, si laurea poi in Economia e Commercio. Militante nella FUCI ne presiede il circolo romano. Nel novembre-dicembre 1918 partecipa alla piccola costituente del Partito Popolare Italiano. Nel febbraio seguente è tra i principali componenti della direzione romana, da cui è estromesso nell'agosto successivo per le sue posizioni ritenute troppo avanzate. È consigliere nazionale del PPI nei congressi di Napoli (8- 11 aprile 1920), Venezia (20-23 ottobre 1921) e Torino (12-13 aprile 1923).

Attivo nel Lazio, soprattutto per quel che riguarda le questioni agricole. Nella campagna elettorale per le elezioni provinciali del 1920, rimane vittima di un attentato. Ciononostante viene eletto consigliere alla Provincia di Roma, dove svolge il ruolo di leader dell'opposizione fino al 1923, allorquando decade dalla carica per lo scioglimento del Consiglio.

Durante il Fascismo svolge l'attività d'imprenditore. Dal 1943 partecipa al processo di formazione della Democrazia Cristiana, collaborando all'estensione della parte economica delle "Idee ricostruttive" e poi facendo parte del I Consiglio Nazionale (luglio 1944) e della direzione (agosto 1945).

Membro del comitato economico del CLN, della Consulta Nazionale e della Commissione economica per la Costituente, il 2 giugno 1946 viene eletto all'Assemblea Costituente nella circoscrizione laziale, nella quale verrà eletto deputato nel 1948.

Nel luglio 1946 entra nel secondo Ministero De Gasperi come Ministro del commercio con l'estero. Dal febbraio 1947 è ministro delle Finanze e del Tesoro nel terzo Governo De Gasperi, con questa carica accompagna il presidente del Consiglio negli USA per trattare il prestito di 100 milioni di dollari dell'Export-import bank.

Dal maggio 1947 fino al 1949 rappresenta l'Italia prima al Comitato di cooperazione economica europea e poi all'OECE.

Nel 1951 è dapprima ministro senza portafoglio e poi Ministro dei trasporti nel sesto Governo De Gasperi, nel successivo dicastero De Gasperi ricopre invece la carica di Ministro dell'industria e del commercio.

Dal 1953 al 1958 è ministro per la Cassa del Mezzogiorno nei governi: ottavo De Gasperi, Pella, Fanfani, Scelba, Segni e Zoli, ed in alcuni casi ha avuto anche la delega a Presidente per il Comitato dei Ministri per l'esecuzione di opere straordinarie nell'Italia centrale e meridionale.

Dal 1958 al 1959 è Presidente della neo-nata Banca europea degli investimenti in Lussemburgo.

Nel 1959 è nominato presidente del CNEL, carica che ricopre fino alla morte, nel 1974[1].

Tra il 1970 e il 1971 presiede la Montedison come soluzione di compromesso fra democristiani e socialisti, ma poi cede il posto a Eugenio Cefis.

Pietro Campilli ebbe quattro figli dalla moglie Teresa: Marcella (che sposò il noto cardiologo Vincenzo Masini), Maria Teresa, Cecilia (che sposò il figlio dell'ex governatore della Banca d'Italia Donato Menichella), e Sandro, il quale tuttavia morì molto giovane. La famiglia rimane, ancora oggi, una delle più importanti e facoltose della società romana[senza fonte].

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90279182 · ISNI (EN0000 0000 6210 2986 · SBN IT\ICCU\RAVV\010070 · GND (DE1029759987 · WorldCat Identities (EN90279182