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Governo De Gasperi VI

5º esecutivo della Repubblica Italiana
Governo De Gasperi VI
AlcideDeGasperi.jpg
StatoItalia Italia
Presidente del ConsiglioAlcide De Gasperi
(DC)
CoalizioneDC, PSLI, PRI
LegislaturaI Legislatura
Giuramento27 gennaio 1950[1]
Dimissioni16 luglio 1951
Governo successivoDe Gasperi VII
26 luglio 1951
Left arrow.svg De Gasperi V De Gasperi VII Right arrow.svg

Il Governo De Gasperi VI è stato il quinto governo della Repubblica Italiana, il secondo della I legislatura.

È rimasto in carica dal 27 gennaio 1950[2][3] al 26 luglio 1951[4] per un totale di 545 giorni, ovvero 1 anno, 5 mesi e 29 giorni.

Indice

Composizione del parlamentoModifica

Partiti di governoModifica

ComposizioneModifica

Ministeri Ministro Sottosegretari
Affari esteri Carlo Sforza Giuseppe Brusasca, Francesco Maria Dominedò
Interno Mario Scelba Teodoro Bubbio
Africa Italiana Alcide De Gasperi, ad interim
Grazia e Giustizia

Dal 10 al 23 marzo 1951 incaricato di esercitare le funzioni del Presidente del Consiglio e Ministro ad interim dell'Africa italiana in assenza di De Gasperi.

Attilio Piccioni
Egidio Tosato
Bilancio Giuseppe Pella, ad interim Silvio Gava
Finanze Ezio Vanoni Edgardo Castelli, Ferdinando Casardi
Tesoro Giuseppe Pella Piero Malvestiti, Domenico Chiaramello (fino al 05/04/1951), Ennio Avanzini, Tiziano Tessitori (dal 19/04/1951)
Difesa Randolfo Pacciardi Giovanni Bovetti, Enrico Malintoppi, Nicola Vaccaro
Pubblica Istruzione Guido Gonella Carlo Vischia, Virginio Bertinelli (fino al 05/04/1951)
Lavori Pubblici Salvatore Aldisio Ludovico Camangi
Agricoltura e Foreste Antonio Segni Emilio Canevari, Emilio Colombo
Trasporti Ludovico D'Aragona fino al 05/04/1951
Pietro Campilli dal 05/04/1951
Bernardo Mattarella, Emilio Battista
Poste e Telecomunicazioni Giuseppe Spataro Vito Giuseppe Galati
Industria e Commercio Giuseppe Togni Vinicio Ziino, Eduardo Di Giovanni (fino al 05/04/1951)
Commercio con l'Estero Ivan Matteo Lombardo fino al 05/04/1951
Ugo La Malfa dal 05/04/1951
Edoardo Clerici
Marina Mercantile Alberto Simonini fino al 05/04/1951
Raffaele Petrilli dal 05/04/1951
Fernando Tambroni
Lavoro e Previdenza Sociale Achille Marazza Leopoldo Rubinacci, Vittorio Pertusio (fino al 01/02/1950)

CronologiaModifica

1950Modifica

  • 27 gennaio: De Gasperi scioglie la riserva e comunica la lista dei ministri.
  • 30 gennaio: sciopero generale della Fiat contro la politica militare del governo.
  • 31 gennaio: De Gasperi presenta il nuovo governo nei due rami del Parlamento.
  • 2-3 febbraio: Operai impegnati in picchetti di solidarietà per le vertenze in corso alla San Giorgio denunciati alla magistratura.
    Scontri a napoli tra disoccupati e polizia: 27 feriti, tra i quali 7 agenti. La Camera del lavoro proclama lo sciopero generale cittadino per il giorno dopo.
  • 9 febbraio: inizia negli Stati Uniti la stagione del maccartismo.
  • 14 febbraio: il governo ottiene la fiducia alla Camera con 314 voti favorevoli e 189 contrari.
  • 18 febbraio: i proprietari terrieri lombardi, riuniti in un convegno a Milano, chiedono la mano pesante contro le occupazioni delle terre.
  • 22 febbraio: il MSI lancia la proposta di un accordo coi gruppi monarchici per la creazione di un polo di destra conservatore.
  • 24 febbraio: il quotidiano "La libertà", vicino alle posizioni del presidente della camera Giovanni Gronchi, pubblica una intervista di Palmiro Togliatti che, commentando il dibattito sulla fiducia che si è svolto alla Camera, accusa De Gasperi di «avvilire” con il suo «fanatismo ideologico» la funzione del Parlamento e la maggioranza della DC di impedire un corretto dialogo fra forze politiche diverse. Una nota dell’ufficio stampa della DC precisa che «La Libertà» non è un giornale della corrente gronchiana della DC, come ha scritto «l’Unità», ma un quotidiano che si «colloca all’opposizione della DC». Lo stesso Gronchi replicherà alle critiche mosse al giornale e alla sua persona dalla DC e dall’Azione cattolica con un articolo che apparirà sul n.10 settimanale «Politica sociale» del 9 marzo.
  • 5 marzo: si costituisce a Roma la Unione italiana lavoratori: partecipano Italo Viglianesi, Enzo Dalla Chiesa e Renato Bulleri del PSU, Raffaele Vanni e Amedeo Sommovigo del PRI, esponenti del PSLI e indipendenti. Presente ai lavori l’ex presidente del Consiglio Ferruccio Parri. Cinque i punti fondamentali indicati nella dichiarazione programmatica approvata : indipendenza dai partiti, dai governi e dalle confessioni religiose ; valorizzazione dell'autonomia delle federazioni di categori; adozione del metodo democratico con partecipazione attiva dei lavoratori; unità d'azione con le altre due organizzazioni confederali CGIL e CISL.
  • 8 marzo: Il presidente della Camera Giovanni Gronchi replica con un editoriale su «Politica sociale» alle critiche mosse alla sua persona dalla maggioranza della DC e dall’Azione Cattolica.
  • 11 marzo: A Petralia la polizia assale un corteo di contadini e di donne. Nella mischia che segue 16 feriti. Un anziano ferito gravemente . A Bisacquino l’assalto investe una colonna che torna dalla manifestazione su un fondo incolto. La polizia strappa con violenza le bandiere del PCI, del PSI e anche della DC che precedono la colonna, butta a terra donne e anziani. I contadini reagiscono. Inizia la sassaiola. La polizia spara. Tre feriti , di cui uno moribondo. Il giorno dopo l'Unità accusa la polizia di sostituirsi al potere mafioso.
  • 14 marzo: A Porto Marghera, sette lavoratori sono feriti dalla Celere mentre manifestano per la difesa della fabbrica Breda. Due di loro sono in fin di vita. In sciopero tutto il Veneto. Manifestazioni e sospensioni dal lavoro in tutta Italia. La CGIL sollecita un'inchiesta, adesione immediata del PCI, del PSI del PSU. Favorevole anche Giuseppe Saragat. Il 15 aggrediti dalla Celere braccianti a Pescara. Contro le aggressioni poliziesche e gli arresti di lavoratori e dirigenti sindacali manifestazioni in Sardegna e in Abruzzo.
  • 17 marzo: il governo presenta in parlamento il disegno di legge recante "Norme per l’espropriazione, bonifica, trasformazione ed assegnazione dei terreni ai contadini".
  • 18 marzo: Il governo, su proposta del ministro Mario Scelba, autorizza i prefetti a disporre il divieto per una durata non superiore a tre mesi dei comizi e dei cortei nei comuni e, previa autorizzazione del ministero dell’Interno, in tutta la provincia tutte le volte che si verificano atti di violenza e intolleranza politica. Probiti i comizi interni alle fabbriche senza l’autorizzazione delle autorità di PS e il consenso del proprietario. Vietato lo strillonaggio e la vendita di giornali a domicilio da parte di persone non autorizzate. I prefetti devono impedire le occupazioni delle terre e perseguire legalmente i promotori e gli organizzatori.
  • 21 marzo: manifestazioni in tutta italia contro i provvedimenti di Scelba.
    A Lentella (Chieti) la polizia uccide i braccianti Nicola Mattia, di anni 41, e Cosmo Mangiocco, di anni 26 che stanno attuando, insieme ad altri disoccupati, uno «sciopero alla rovescia». Ferite altre dieci. Indetto dalla CGIL lo sciopero generale in tutta Italia.
  • 22 marzo: Sciopero in tutta Italia per l'eccidio di Lentella. A Roma cinque ore di scontri fra celere e manifestanti. A Parma al termine di una manifestazione sindacale la polizia uccide a colpi di mitra il disoccupato Attila Alberti, 32 anni , feriti Enrico Amadasi e il 18enne Lino Fontanasi.
  • 23 marzo: San Severo ( Foggia) – La locale sezione del MSI chiede di celebrare l’anniversario del fondazione dei fasci di combattimento. Una provocazione respinta dalla popolazione. Il 23 La Camera del lavoro decide di proseguire lo sciopero di protesta per i fatti di Parma. Scontri con la polizia a cui si aggiungono elementi neofascisti. La Celere spara. Numerosi i feriti , grave il venditore ambulante, iscritto alla DC , Michele Di Nunzio che morirà qualche giorno dopo.
  • 24 marzo: viene fondato a Napoli il sindacato di riferimento del MSI, denominato «Confederazione italiana sindacati nazionali lavoratori» (CISNAL) . Il presidente è Gianni Roberti parlamentare missino.
  • 27 matzo: il ministro degli interni Mario Scelba risponde alla camera a numerose interrogazioni sull'eccidio di Lentella. Il governo è accusato di travisare i fatti.
  • 1 aprile: l'Italia assume dall'ONU il mandato di amministrazione fiduciaria dell'Etiopia.
    Grandi manifestazioni in Piemonte , sciopero di solidarietà coi braccianti per protestare contro la tracotanza degli agrari in Val Padana - Cariche della Celere a Biella e in altre località.
  • 12 aprile: A Napoli sciopero generale contro l’arrivo della nave «Exilona» e lo sbarco di un ingente quantitativo di armi USA destinate all’esercito italiano. Manifestazioni e proteste nelle altre regioni.
  • 16-20 aprile: Guido Gonella viene eletto dal consiglio nazionale nuovo segretario della DC: vice-segretari Giuseppe Dossetti, Umberto Tupini. I dossettiani entrano nella segreteria e polemizzano aspramente contro le politiche neo-liberiste di Giuseppe Pella al ministero del bilancio.
  • 1 maggio: la corrente di maggioranza della Federazione Italiana del Lavoro, che non era confluita nella UIL, si unisce ai sindacalisti cattolici della Libera Confederazione Generale Italiana Lavoratori e dà vita alla Confederazione italiana sindacati lavoratori (CISL).
  • 2 maggio: i carabinieri spara sui manifestanti in sciopero a Celano. Proclamato uno sciopero generale. Il PCI accusa i carabinieri di connivenza col principe Giuseppe Torlonia e i gruppi di ex fascisti di cui si serve.
  • 4 maggio: è approvata la legge per i Provvedimenti per la colonizzazione del1'Altopiano della Sila e dei territori ionici contermini, che consente l'esproprio di terre da parte del governo per assegnarle ai contadini disoccupati.
  • 18-21 maggio: congresso del PRI: Oronzo Reale segretario, piena fiducia al Governo.
  • 20-21 maggio: viene dondato a Roma il Fronte universitario di avanguardia nazionale (FUAN), organizzazione giovanile del MSI. Introducono i lavori Giulio Caradonna e Angelo Nicosia.
  • 1 giugno: il ministro Randolfo Pacciardi invia una circolare ai prefetti per l'utilizzo dell'esercito in attività di ordine pubblico.
  • 6 giugno: Il deputato democristiano Ettore Viola, presidente dell'Associazione nazionale combattenti accusa di affarismo alcuni membri del Parlamento e del Governo. La vicenda ha un'ampia risonanza sulla stampa. Respinta la proposta di costituire una commissione d'inchiesta per indagare sul merito delle accuse, Viola chiede di essere sottoposto a indagine. Nella seduta pomeridiana del 7 giugno il Presidente della Camera Gronchi precisa i limiti di indagine della commissione richiesta dai deputati Viola e Gianmarco. La commissione concluderà i suoi lavori il successivo 20 ottobre riconoscendo come infondate le accuse di Viola, che sarà espulso dalla DC.
  • 2 luglio: In un discorso a Varallo Sesia De Gasperi denuncia il pericolo di una quinta colonna comunista che agisce all'interno del Paese per favorire interessi stranieri.
  • 18 luglio: De Gasperi accusa il PCI di rinnegare le basi della democrazia e del patto costituzionale
  • 28 luglio: è approvato il disegno di legge recante la tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri
  • 29 luglio: a seguito delle relative approvazioni parlamentari è istituita la Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell'Italia meridionale (Cassa del Mezzogiorno) e l'esecuzione di opere straordinarie e di pubblico interesse nell'Italia settentrionale e centrale.
  • 15 agosto: Mario Scelba interviene al congresso della Gioventù operaia cattolica. Il ministro dell’Interno definisce il comunismo un colossale cavallo di troia lanciato per insidiare i popoli pacifici e invita i giovani cattolici a difendersi dal pericolo rappresentato non solo dai militanti del Pci ma anche da migliaia di lavoratori che, per le loro stentate condizioni di vita, non sanno apprezzare la libertà.
  • 20 settembre: il Consiglio dei ministri vara un pacchetto di misure volte a potenziare polizia e carabinieri ed approva uno schema di disegno di legge contenente disposizioni per la protezione della popolazione civile in caso di guerra o di calamità.
  • 19 dicembre: è approvata la legge recante Norme sulla perequazione tributaria e sul rilevamento fiscale straordinario. È la prima riforma tributaria proposta da un governo repubblicano.

1951Modifica

  • 11 gennaio: Giovanni Gronchi attacca la politica del governo e chiede le dimissioni di Giovanni Sforza e Randolfo Pacciardi. Vivace difesa del gabinetto da parte di Giuseppe Saragat. De Gasperi esclude qualsiasi ipotesi di rimpasto.
  • 17-20 gennaio: congresso del PSI: l'assise conferma il patto d'azione col PCI e l'opposizione intransigente all'alleanza atlantica.
  • 28 gennaio: I deputati Valdo Magnani e Aldo Cucchi si dimettono dal PCI, che accusano di essere subalterno all’URSS. Durissimi comunicati di espulsione della federazione di Reggio Emilia e della direzione del Pci contro i due traditori.
  • 11 marzo: Giuseppe Saragat, segretario del PSLI, e Giuseppe Romita, segretario del PSU, raggiungono un accordo per dar vita al Partito Socialdemocratico italiano (PSDI) che sarà proclamato ufficialmente il 1 maggio.
  • 31 marzo-4 aprile: congresso del PSLI: ratificata la convergenza con il PSU. La mozione Saragat ottiene il 54% dei voti congressuali. Il 1º maggio con Congresso di unificazione fra PSLI e PSU nascerà il Partito socialista, sezione italiana dell’Internazionale socialista, che nel gennaio 1952 assumerà il nome di Partito socialista democratico italiano (PSDI).
  • 4 aprile: sulla base delle decisioni congressuali si dimettono tutti i rappresentati del PSLI nell’esecutivo : i ministri D’Aragona, Lombardo, Simonini e i sottosegretari Chiaramello, Bertinelli, Canevari, Di Giovanni . De Gasperi rinvia la crisi a dopo le elezioni amministrative e procede alla sostituzione dei ministri dimissionari : i DC Campilli e Petrilli, rispettivamente ai Trasporti e alla Marina mercantile, Ugo La Malfa (PRI) al Commercio con l’estero. Una procedura che solleva le proteste delle opposizioni . Per il PCI e il PSI ancora una volta uno sfregio alla Costituzione e al ruolo del Parlamento.
  • 3-8 aprile: congresso del PCI: confermato il patto d'azione col PSI e l'opposizione alla NATO. Il PCI si propone come alternativa ai governi degli industriali e dei clericali.
  • 10 aprile: inizia alla Camera il dibattito sulle dimissioni dei ministri socialdemocratici. E’ respinto l’ordine del giorno di Togliatti che deplora il costume anticostituzionale di cambiare la composizione politica di un governo senza aprire formalmente la crisi e senza ascoltare il parlamento.
  • 18 aprile: i ministri degli Esteri di Francia, Italia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmano il Trattato istitutivo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio ( CECA)
  • 1 maggio: unificazione dei socialdemocratici del PSLI e del PSU che danno vita al Partito socialista, sezione italiana dell’Internazionale socialista PS (SIIS). Nel gennaio 1952 assumerà il nome di Partito socialista democratico italiano (PSDI).
  • 9 maggio: sciopero generale unitario dei dipendenti delle amministrazioni dello Stato, che chiedono la rivalutazione degli stipendi.
  • 10-11 giugno: elezioni provinciali; elezioni regionali siciliane. Generale arretramento della DC in tutta Italia: i voti del centro sono intercettati al sud dal MSI e dai monarchici, al nord dai liberali. Comunisti e socialisti avanzano a livello nazionale. La sinistra denuncia pesanti brogli elettorali da parte dei militanti di Azione cattolica.[5]
  • 23 giugno: consiglio nazionale DC: critiche alla politica economica basata sul pareggio di bilancio del ministro Giuseppe Pella. De Gasperi si impegna a un rimpasto nella composizione del governo.
  • 14 luglio: il ministro del bilancio Giuseppe Pella, sotto continuo attacco per la politica economica liberista del governo, rassegna le dimissioni.
  • 16 luglio: De Gasperi rassegna le dimissioni.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica