Possession (film 1981)

film del 1981 diretto da Andrzej Żuławski
Possession
Possession (1981).jpg
Mark (Sam Neill) ed Anna (Isabelle Adjani) in una scena del film
Titolo originalePossession
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneFrancia, Germania Ovest
Anno1981
Durata123 min
Generethriller, orrore, drammatico
RegiaAndrzej Żuławski
SoggettoAndrzej Żuławski
SceneggiaturaAndrzej Żuławski, Frederic Tuten
ProduttoreMarie-Laure Reyre
Casa di produzioneGaumont
FotografiaBruno Nuytten
MontaggioMarie-Sophie Dubus, Suzanne Lang-Willar
Effetti specialiCharles-Henri Assola, Daniel Braunschweig, Carlo Rambaldi (la creatura)
MusicheAndrzej Korzyński
ScenografiaHolger Gross
CostumiIngrid Zoré
TruccoRonaldo Abreu, Laurence Azouvy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale 1982

Ridoppiaggio VHS Mondadori 1991

Ridoppiaggio 2000

Possession è un film del 1981 diretto da Andrzej Żuławski. Presentato in concorso al 34º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la migliore attrice per l'eccellente interpretazione della sua protagonista, Isabelle Adjani.[1]

Film controverso e maledetto, sin dalla sua uscita ha subito pesanti tagli dalla censura, ottenendo, in quasi tutti le nazioni in cui è stato distribuito, il divieto di visione ai minori di 18 anni.

TramaModifica

Berlino Ovest, 1980. Mark è un agente segreto che torna a casa da una misteriosa missione. Scopre che sua moglie Anna vuole divorziare. Non dirà lui il perché, ma gli assicura che non si tratta di un tradimento. Mark, con riluttanza, consegna l'appartamento e la custodia del loro giovane figlio Bob a lei. Dopo essersi ripreso da una folle baldoria, visita l'appartamento per trovare Bob da solo, incosciente e trascurato. Quando Anna ritorna, i due hanno un'accesa discussione riguardante Bob. Mark si rifiuta quindi di lasciare il bambino da solo con la madre e decide di rimanere nell'appartamento. Anna se ne va nel cuore della notte.

Mark riceve una telefonata dall'amante di Anna, Heinrich, che gli dice che la donna è con lui. Il giorno successivo, Mark incontra la maestra di Bob, Helen, sorprendentemente identica ad Anna ma con gli occhi verdi. Più tardi, Mark incontra Heinrich a casa sua, ove viene malmenato, per poi tornare a casa solo per trovarvi Anna, che dopo aver subito l'ira del ex-marito, fugge nuovamente. La mattina successiva, Anna torna nuovamente nell'appartamento per preparare il pranzo al figlio. Ancora una volta gli ex-coniugi hanno un acceso dibattito durante il quale finiscono per tagliarsi con un coltello elettrico.

Un investigatore privato assunto da Mark inizia a seguire Anna, scoprendo che la donna possiede un malandato appartamento in una casa popolare vicino al Muro di Berlino. Con una scusa il detective riesce ad entrare, ma prima di essere ucciso fa una terribile scoperta: nella camera da letto è presente una mostruosa creatura tentacolare. L'amante del detective deceduto indaga a sua volta, risalendo quindi all'indirizzo dell'appartamento di Anna, venendo ucciso a sua volta.

Anna continua il suo comportamento irregolare e racconta a Mark di aver avuto un violento aborto spontaneo, trasudando sangue e presumibilmente sperma, nel sottopasso della metropolitana e ciò l'avrebbe condotta ad un esaurimento nervoso: la mostruosa creatura è stata creata presumibilmente allo stesso modo per partenogenesi. Infine afferma che l'aborto ha coinvolto due gemelle, di cui una sarebbe morta (da lei chiamata "Fede") e che una delle due (da lei chiamata "Possibilità") sia sopravvissuta. Heinrich visita Anna nel secondo appartamento e scopre dell'esistenza della creatura e parti umane smembrate nel frigorifero; Anna lo accoltella alla spalla ma l'uomo riesce a sopravvivere, fuggendo in un bar.

Mark, che aveva suggerito Heinrich a recarsi all'appartamento, si reca nell'appartamento di Anna e scopre i corpi smembrati nel frigorifero, ma la creatura sembra scomparsa. Dopodiché Mark incontra Heinrich al bar, ove lo uccide e ricrea una scena da morte accidentale. Quindi ritorna all'appartamento di Anna e lo fa incendiare. Rincasato, trova l'amica nemica Margie moribonda nell'ascensore con la gola tagliata, lasciandola morire in casa dove vi trova Anna, con la quale ha un rapporto sessuale, entrambi ormai fuori controllo. La madre di Heinrich telefona a Mark chiedendo di suo figlio, ma quando si reca da lei per incontrarla, l'anziana signora si suicida avvelenandosi.

Il giorno successivo, mentre Mark vaga per la strada, incontra i suoi ex colleghi di lavoro. Si comporta stranamente e risulta essere evasivo per ogni domanda. Torna nell'appartamento di Margie per trovarlo circondato dalla polizia e dai suoi ex datori di lavoro. Grazie all'aiuto di un tassista, Mark inscena un diversivo, permettendo forse ad Anna, di fuggire via nella sua auto, che si trovava nel vialetto della casa circondata. Durante la sparatoria, Mark viene colpito alla spalla, ma riesce comunque a fuggire con la moto di Heinrich, per poi scappare in un vecchio edificio, dove viene inseguito da Anna, dalla polizia e dai suoi colleghi di lavoro. Anna raggiunge Mark in cima alle scale e rivela che la creatura è ormai completata: si tratta di un vero e proprio doppelgänger di Mark, un suo identico sosia ma con gli occhi verdi, similmente ad Helen. Il Mark originale alza la pistola per sparare al doppio ma viene colpito insieme ad Anna da una raffica di proiettili sparati dalla polizia. Il sosia rimane inspiegabilmente illeso. Insanguinata e morente, Anna giace a terra accanto a Mark e usa la sua pistola per spararsi. Con le ultime forze in corpo Mark decide di gettarsi dalla tromba delle scale. Intanto il doppelgänger riesce a fuggire attraverso il tetto.

Più tardi, Helen, che sta badando come babysitter a Bob, sente il campanello suonare. Bob la implora di non aprire la porta e fugge nel bagno dove si getta nella vasca, galleggiando a morto. Helen lo ignora e si dirige verso la porta di vetro smerigliato da cui si intravede la sagoma del doppelgänger. Poco prima che la donna giunga alla porta, dall'esterno si inizia a sentire il suono di sirene, aerei ed esplosioni che preannuncerebbero la fine della Guerra fredda e l'inizio di una terza guerra mondiale da parte dell'Unione Sovietica.

Censura e divietiModifica

Sin dall'uscita, il film ha ottenuto il divieto di visione ai minori di 18 anni, in diversi paesi quali Spagna, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svezia e Gran Bretagna.[senza fonte] Una particolare curiosità riguarda la Germania: nonostante sia stato girato a Berlino e coprodotto da una compagnia tedesca, Possession non è mai stato distribuito in questa nazione.[senza fonte]

Eccezion fatta per la Francia (il film è stato prodotto dalla Gaumont con la collaborazione di una casa di produzione tedesca), in quasi tutte le nazioni in cui è stata distribuita, la pellicola ha subito diversi tagli dalla censura: esistono infatti versioni della durata di 80 minuti (edizione circolata tra gli altri in Italia e negli Usa una versione completamente rimontata e rimusicata con alcuni dialoghi cambiati per dare coerenza alla storia, in questa versione più improntata sulla possessione demoniaca), 97 minuti e 118 minuti. La versione originale ed integrale è di 123 minuti (In base all'edizione in Blu-Ray approvata dal regista e pubblicata nel 2013 in Inghilterra).[senza fonte]

CriticaModifica

«La pellicola più completa degli ultimi trent'anni[2]»

(David Lynch al Festival di Venezia del 2006)

Con questo film il regista tenta di analizzare l'eterno conflitto tra bene e male e la crisi dell'uomo moderno narrando le vicende (dalla nascita alla fine del loro rapporto) di una coppia di coniugi; Żuławski mette in scena queste tematiche ricorrendo in tutto e per tutto al suo universo cinematografico, fatto di dialoghi astrusi, personaggi grotteschi che appaiono e scompaiono o che addirittura si sdoppiano, scene condite da sfoghi di violenza raccapriccianti, atmosfere lugubri e spettrali. Tutti questi elementi vengono portati all'estremo del loro significato, dando vita a un film di difficile catalogazione, in quanto condensa in sé un gran numero di generi e sottogeneri: dall'orrore al dramma psicologico (evidenti, nei litigi familiari, le influenze del bergmaniano Scene da un matrimonio), dal grottesco al surreale (l'incredibile ed apocalittico[2] finale), dal thriller allo splatter. Il tutto forma un film nichilista[2] e visionario[3] di difficile, se non impossibile comprensione, però capace di trasportare lo spettatore in un mondo popolato da incubi ed esseri mostruosi, attraverso un viaggio allucinante ed onirico che rimane impresso, sia nel bene che nel male.

  • Per il Dizionario Mereghetti è un «saggio di patologia vagamente misogino, che si tramuta (...) in un horror perverso (...) Non per tutti i gusti».[4]
  • Per il Dizionario Morandini, che gli assegna due stelle e mezzo su cinque di giudizio, è «un racconto e dei personaggi all'insegna di un gratuito grand-guignol di visionario isterismo».[3][5][6]
  • Il dizionario Farinotti gli assegna invece due stelle su cinque, senza fornire alcun giudizio critico.[7]
  • Ondacinema lo inserisce tra le Pietre Miliari del cinema definendolo «polimorfico generatore di incubi».[8]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 1981, festival-cannes.fr. URL consultato il 21 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2013).
  2. ^ a b c Recensione del film su filmscoop.it
  3. ^ a b Commento de Il Morandini su Mymovies.it
  4. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869, pag. 2280.
  5. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 8808021890, pag. 1010.
  6. ^ M. Morandini, Il Morandini 2003, Zanichelli 200, pag. 1050.
  7. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008, pag. 1518.
  8. ^ Simone Pecetta, Possession, su ondacinema.it. URL consultato il 27 ottobre 2013.

Collegamenti esterniModifica

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