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Quincy Jones

arrangiatore, direttore d'orchestra e produttore discografico statunitense

BiografiaModifica

Jones trascorse i primi anni della sua infanzia a Chicago, sua città natale, tra le difficoltà economiche e la malattia mentale della madre Sara. A casa scoprì la musica suonando il piano da autodidatta, a scuola imparò a suonare la tromba regalatagli da suo padre, Quincy Delight Jones I. All'età di 10 anni si trasferì con la famiglia a Bremerton, nei dintorni di Seattle, dove divenne amico di un pianista cieco, tre anni più grande di lui, di nome Ray Charles. Ancora adolescenti, Ray e Quincy formarono un duo e cominciarono ad esibirsi di pomeriggio al Tennis Club di Seattle e la sera in un jazz club conosciuto oggi come Pioneer Square. Nel 1951, all'età di 18 anni, Jones vinse una borsa di studio al Berklee College of Music di Boston ma ben presto abbandonò gli studi per intraprendere una tournée come trombettista con la band di Lionel Hampton. Pur pagato con la cifra irrisoria di 17 dollari al giorno, Quincy resterà con Hampton ben quattro anni cercando di carpire tutti i segreti del mestiere di musicista. Le big band avevano ancora un loro pubblico in quegli anni, ma il jazz stava perdendo la caratteristica di musica popolare e andava trasformandosil in qualcosa di sempre più esoterico. Quincy Jones, pur competente come trombettista, non aveva il talento di un Dizzy Gillespie o di un Art Farmer e non era capace di grandi virtuosismi come Fats Navarro o Clifford Brown ma, mentre viaggiava, cominciò a mostrare abilità nel comporre e arrangiare le canzoni. Un significativo passo nella sua carriera fu la stesura e la guida degli arrangiamenti per il disco di Helen Merrill con il trombettista Clifford Brown, considerato un capolavoro dai critici jazz e dal pubblico degli appassionati della tromba e del jazz vocale. Di ritorno a New York ricevette numerose proposte da parte di artisti come Count Basie, per il quale divenne uno degli arrangiatori principali, Sarah Vaughan, Betty Carter, Dinah Washington, Gene Krupa e il suo vecchio amico Ray Charles, che gli chiedevano nuovi arrangiamenti per i loro brani. Nel 1956 venne ingaggiato dalla Dizzy Gillespie Band per un nuovo tour in Medio Oriente e in Sud America sponsorizzato dal Dipartimento di Stato. Al suo ritorno negli Stati Uniti Jones ottenne un contratto dalla ABC Paramount Records e iniziò una propria carriera discografica come leader di una band personale. Nel 1957 si trasferì a Parigi e studiò teoria e composizione musicale con Nadia Boulanger e Olivier Messiaen. Divenne direttore musicale della Barclay Disques, casa discografica distributrice della Mercury Records in Francia, scrivendo arrangiamenti per Henri Salvador, Charles Aznavour e Jacques Brel. Diresse l'orchestra con cui accompagnò Billy Eckstine in un concerto che successivamente divenne album. Intanto girò per l'Europa con la sua band personale, con la quale mise in piedi uno spettacolo basato sul musical Free And Easy di Harold Arlen. Pur riscuotendo successo, Jones non fu in grado di far quadrare i bilanci di un'orchestra di ben 18 elementi e si ritrovò in breve tempo in una pesante crisi finanziaria. Irving Green, capo della Mercury Records, lo richiamò negli Stati Uniti e lo aiutò a risollevarsi fornendogli un prestito e promuovendolo a direttore della sua divisione di New York. Si trovò così a lavorare per artisti quali Frank Sinatra, Barbra Streisand e Tony Bennett. Nel 1964 Jones divenne vicepresidente dell'intera compagnia rivelandosi il primo afro-americano ad assumere una carica così alta. Nello stesso anno superò un'altra barriera sociale: spinto dall'invito del regista Sidney Lumet, iniziò a comporre la prima delle sue numerose colonne sonore di successo, quella per The Pawnbroker (L'uomo del banco dei pegni).

 
Quincy Jones con Tony Renis, Gigi Brambilla (direttore ufficio vendite CDI), Pier Quinto Cariaggi (titolare della CDI) e Phil Ramone nel 1964

Sempre nel 1964 lavorò in Italia arrangiando il 45 giri di Tony Renis Cara fatina/Lettera a Pinocchio, pubblicato dalla CDI, lavorando con Phil Ramone come tecnico del suono; il disco fu inciso in sette lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, svedese e giapponese) e pubblicato in molte nazioni[2]. Bastò però solo un cenno da Hollywood per farlo dimettere dalla Mercury Records e farlo trasferire a Los Angeles per svolgere l'attività di compositore di colonne sonore a tempo pieno. Alcuni dei suoi lavori più celebrati sono: La vita corre sul filo (1965, di Sydney Pollack), A sangue freddo (1967, di Richard Brooks), La calda notte dell'ispettore Tibbs (1967, di Norman Jewison), L'oro dei MacKenna (1969, di James Lee Thompson), Fiore di cactus (1969, di Gene Saks) e Getaway! (1972, di Sam Peckinpah). Altrettanto note sono le musiche scritte per alcune trasmissioni televisive, tra cui Ironside, Sanford and Son, Radici e The Bill Cosby Show. Negli anni sessanta Jones brillava anche come compositore e produttore discografico. La sua abilità nel miscelare suoni appartenenti ai più disparati generi musicali diventerà ben presto il suo marchio di fabbrica. Esordì nel pop giovanile con l'arrangiamento di una hit del 1963, It's My Party di Lesley Gore. Nei successivi trent'anni della sua carriera Jones influenzerà molto la musica leggera grazie alle produzioni realizzate per alcuni dei più famosi artisti, tra cui Miles Davis, Frank Sinatra, Nana Mouskouri, Dinah Washington e Michael Jackson. Jones continuerà comunque a lavorare parallelamente a produzioni proprie, come Big Band Bossa Nova (rilanciata quarant'anni dopo come colonna sonora dei tre film della serie Austin Powers), Walking in Space, Gula Matari, Smackwater Jack , Body Heat, Mellow Madness, I Heard That e The Dude. Produsse due dischi anche in Italia. Il primo fu il 45 giri di Tony Renis del 1964, il secondo, nel 1973, un singolo della cantante Lara Saint Paul, per il quale scrisse gli arrangiamenti e diresse l'orchestra, contenente i brani Non preoccuparti e Adesso ricomincerei[3]. Per le registrazioni in studio scelse, tra gli altri, musicisti come Gianni Basso e Gianni Bedori al sassofono tenore, Oscar Valdambrini alla tromba e al flicorno, Pino Presti (presente anche nel 1964) al basso elettrico, Tullio De Piscopo alla batteria, Angel 'Pocho' Gatti e Victor Bacchetta al pianoforte.

 
Logo della Quincy Jones Productions

Nel 1974 la carriera di Quincy Jones subì una battuta d'arresto per un aneurisma cerebrale, a causa del quale dovrà sottoporsi a due delicati interventi chirurgici e a un periodo di convalescenza di circa un anno. Da allora gli verrà proibito di suonare la tromba per evitare pericolosi aumenti di pressione sanguigna intracranica. Sul set del film musicale The Wiz, rifacimento funky de Il mago di Oz, Jones incontrò Michael Jackson che gli chiese di produrre il suo prossimo album solista. Il risultato, Off the Wall, raggiunse i 30 milioni di copie vendute, facendo di Jones il produttore discografico di maggiore successo. Jones e Jackson continuarono a collaborare anche per Thriller, l'album più venduto di tutti i tempi, 110 milioni di copie, e Bad, che invece arrivò a 45 milioni di copie, dopo di che le strade si separarono. Nel 2002, quando in un'intervista gli fu chiesto se Michael Jackson avrebbe mai lavorato di nuovo con lui, rispose che "la porta è sempre aperta". Però nel 2004 Jones escluse Jackson dalla rosa dei cantanti che avrebbero dovuto esibirsi in Italia (Roma) in un concerto di beneficenza e nel 2006 ai giornalisti che gli posero la stessa domanda rispose: "Per favore ho tanto da fare. Abbiamo già dato. Ho 900 progetti. E ho 73 anni". Il patrimonio accumulato gli permise di investire nella musica acquistando i diritti d'autore di circa 1600 titoli. Nel 1985 realizzò la colonna sonora de Il colore viola, pellicola di Steven Spielberg interamente girata con attori di colore. Nel 1984 riescì a portare in sala d'incisione il cantante Frank Sinatra per l'album L.A. Is My Lady. Dopo i Grammy Awards del 1985 Jones e Jackson usarono la loro influenza per radunare molte delle più famose popstar americane nel progetto della canzone We Are The World, scritta a scopo di beneficenza per le vittime africane della carestia, da Michael Jackson e Lionel Richie. L'impegno nel sociale da parte di Quincy Jones era cominciato già nei primi anni sessanta, quando sostenne pubblicamente le attività di Martin Luther King. Sarà poi anche uno dei fondatori dell'Institute for Black American Music (IBAM) e un organizzatore di eventi benefici, spesso al fianco di personaggi quali Bono degli U2. La Listen Up Foundation di Quincy Jones raccolse fondi nel 2001 per la costruzione di case per Nelson Mandela in Sudafrica e nel 2004 organizzò un concerto dal vivo a Roma con numerosi artisti quali Carlos Santana, Alicia Keys, Angelina Jolie, Oprah Winfrey, Evander Holyfield, Chris Tucker e altri, davanti a mezzo milione di spettatori. Nel 1993, collaborò con David Saltzman per produrre il concerto An American Reunion per celebrare il mandato come presidente degli Stati Uniti di Bill Clinton. Saltzman e Jones decisero di unire le loro competenze nella società produttrice di tecnologie multimediali QDE (Quincy Jones/David Saltzman Entertainment).

 
Jones durante il Gala per il 50.o anniversario della NASA (2008).

Nel 2001, pubblicò la sua prima autobiografia: Q: The Autobiography of Quincy Jones. Nel 2007 eseguì con Herbie Hancock il brano The Good, The Bad and The Ugly, contenuto nell'album We All Love Ennio Morricone. Durante i suoi oltre cinquant'anni di carriera nell'industria dell'intrattenimento, Quincy Jones è stato musicista, compositore, arrangiatore, produttore discografico, direttore musicale, bandleader, produttore e attore cinematografico e televisivo. Il suo lavoro gli ha fruttato 26 Grammy su 76 nomination, più il Grammy Legends Award nel 1991. È comunque principalmente noto al grande pubblico per aver prodotto l'album più venduto della storia, Thriller della popstar Michael Jackson (più di 110 milioni di copie in tutto il mondo)[4] e per aver prodotto e diretto la canzone-evento We Are the World. Fu inoltre uno dei produttori esecutivi del telefilm Willy il principe di Bel-Air.

Vita privataModifica

 
Quincy Jones nel 2010

Jones è stato sposato tre volte e ha avuto sette figli:

  • Dal 1957 al 1966 è stato sposato con Jeri Caldwell, da cui ha avuto una figlia, Jolie Jones Levine.
  • Dal 1967 al 1974 è stato sposato con Ulla Andersson, da cui ha avuto due figli, Martina Jones e Quincy Jones III.
  • Dal 1974 al 1990 è stato sposato con l'attrice Peggy Lipton, da cui ha avuto due figlie, le attrici Kidada e Rashida Jones.
  • Jones ha avuto anche una breve relazione con Carol Reynolds e hanno avuto una figlia, Rachel Jones.
  • Dal 1991 al 1995 ha avuto una relazione con l'attrice Nastassja Kinski, diventando padre nel 1993 di Julia Kenya Miambi Sarah Jones.

OnorificenzeModifica

DiscografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Quincy Jones.

Album in studioModifica

RaccolteModifica

EPModifica

NoteModifica

  1. ^ http://www.allmusic.com/artist/quincy-jones-mn0000378624/biography
  2. ^ Un disco in sette lingue per tutti i bambini del mondo, pubblicato in Musica e dischi n° 220, ottobre 1964, pag. 26
  3. ^ Libero - Community - I siti personali
  4. ^ Jacko's Back! | MTV UK, Mtv.co.uk, 16 novembre 2006. URL consultato il 18 luglio 2009.

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Collegamenti esterniModifica

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