Riserva naturale statale Litorale Romano

Riserva naturale italiana
Riserva naturale Litorale romano
Cartello Capocotta.jpg
Tipo di areaRiserva naturale statale
Codice WDPA162034
Codice EUAPEUAP0086
Class. internaz.Categoria IUCN IV: area di conservazione di habitat/specie
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
ProvinciaRoma Roma
ComuneRoma, Fiumicino
Superficie a terra16.327,00 ha
Provvedimenti istitutiviDD.MM. 428, 28.07.87 / 29.03.96 / 19.12.96
GestoreComune di Roma e Comune di Fiumicino
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Riserva naturale Litorale romano
Riserva naturale Litorale romano
Sito istituzionale

Coordinate: 41°52′10.42″N 12°14′33.99″E / 41.869561°N 12.242775°E41.869561; 12.242775

La riserva naturale statale Litorale Romano è un'area naturale protetta istituita dal Ministero dell'ambiente con decreto ministeriale 29 marzo 1996[1] che comprende un ampio territorio di interesse storico-naturalistico diviso tra i comuni di Roma e Fiumicino. Con i suoi oltre 16 000 ettari, distribuiti in maniera discontinua sul litorale laziale tra Palidoro e Capocotta, è la più grande area protetta affacciata sul mar Mediterraneo. La gestione è affidata ai due comuni nei rispettivi tratti di competenza.

TerritorioModifica

Il territorio della riserva, che occupa un'area di 16 327 ettari, comprende ampie porzioni di terreni sia sul litorale stesso che in alcuni punti dell'entroterra e comprende aree sia di interesse naturalistico come le dune di Palidoro e quelle di Capocotta, le oasi di Macchiagrande e Castel di Guido, o le pinete di Castel Fusano e Coccia di Morto, sia di interesse storico-archeologico come gli scavi di Ostia antica, la villa della Palombara, i resti di Porto e le torri costiere dei due comuni (tor San Michele, tor Boacciana, torre Primavera e torre Perla).

Alcune aree naturalistiche sono state concesse alle organizzazioni ambientaliste LIPU e WWF Italia. Da un punto di vista idrografico la riserva si affaccia sul mar Tirreno ed è attraversata dai fiumi Tevere, la cui valle e foce rientra tra le aree protette, ed Arrone.

Aree di interesse naturalisticoModifica

Aree di interesse storico e archeologicoModifica

StoriaModifica

Le prime istanze per la creazione di un'area protetta sul litorale romano risalgono agli anni '70 del '900, ma solo nel 1982 fu istituito un comitato promotore ufficiale. Il primo tentativo di istituzione si ebbe con il decreto ministeriale del 28 luglio 1987, firmato dal Ministro dell'ambiente Mario Pavan. La riserva naturale statale fu invece istituita con decreto ministeriale 29 marzo 1996.

E' tutelata da uno dei quattro Piani AIB (anti incendi boschivi) delle riserve naturali statali riferiti alla Regione Lazio[2] in quanto bersaglio sensibile dei piromani. L'area soffre anche di problemi di desertificazione[3]. Nel 2000 il Comune di Roma ha istituito il CEA (Centro di Educazione Ambientale) con sede adiacente alla pineta di Castel Fusano; presso il CEA è stato allestito un piccolo museo degli insetti del Litorale Romano.

FaunaModifica

Il delta del Tevere presenta al suo interno un mosaico di ambienti naturali che conservano ancora oggi una fauna interessante da vari punti di vista.

InvertebratiModifica

Grazie alla presenza di leccete secolari, sono molto comuni lo scarabeo rinoceronte e il cerambice della quercia, mentre sulle dune si trovano Pimelia bipunctata e Scarites. Tra le farfalle sono presenti Philobrosis fregenella e Caracoma nilotica, unica segnalazione in Italia.

MammiferiModifica

Cinghiale, daino, donnola, faina, ghiro, istrice, martora, moscardino, nutria, riccio comune, tasso comune, volpe rossa.

PesciModifica

Anguilla, carassio, carpa, cavedano italico, cefalo comune, gambusia, luccioperca, persico sole.

Rettili e anfibiModifica

Aspide, lucertola muraiola, luscengola, natrice tassellata, ramarro occidentale, rana verde, rana toro, rospo comune, testuggine di Hermann, testuggine palustre europea, testuggine palustre americana, tritone.

UccelliModifica

Airone bianco maggiore, airone cenerino, airone guardabuoi, allocco, averla piccola, barbagianni, cigno reale, cornacchia grigia, fagiano comune, falco di palude, falco pellegrino, folaga, gabbiano reale mediterraneo, gallinella d'acqua, garzetta, germano reale, gheppio comune, ghiandaia, ghiandaia marina, gruccione, gufo comune, martin pescatore comune, nibbio bruno, oca selvatica, picchio muratore, picchio rosso maggiore, picchio rosso minore, picchio verde, poiana comune, succiacapre, svasso maggiore, taccola eurasiatica, tarabusino, tuffetto, usignolo di fiume.

In autunno e in inverno si possono osservare cormorano, gru, falco pescatore, tarabuso, spatola bianca, mignattino e gabbiano corallino. In primavera sono frequenti anche il cavaliere d'Italia e l'airone rosso[4].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Anche DD.MM. 29 luglio 1987 e 19 dicembre 1996.
  2. ^ Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, su www.minambiente.it. URL consultato il 20 aprile 2019.
  3. ^ M. Agrimi et al., Struttura dei popolamenti e proposte di gestione per le pinete del litorale romano.
  4. ^ Francesco Perego (a cura di), Il Litorale diventa Riserva, Fiumicino, 27 febbraio 1998, pp. 7, 10.

BibliografiaModifica

  • AA.VV., Capocotta ultima spiaggia. Proposta per il parco naturalistico-archeologico del litorale romano, Quasar di Tognon, 1º gennaio 1985.
  • Francesco Perego (a cura di), Il Litorale diventa Riserva, Fiumicino, 27 febbraio 1998.
  • Mariagrazia Agrimi, Simone Bollati e Ervedo Giordano e Luigi Portoghesi, Struttura dei popolamenti e proposte di gestione per le pinete del litorale romano, in L'Italia Forestale e Montana, 2002.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica