Sergio De Gregorio

giornalista e politico italiano
Sergio De Gregorio
De Gregorio (2008).jpg

Presidente della 4ª Commissione Difesa del Senato della Repubblica
Durata mandato 7 giugno 2006 –
28 aprile 2008
Predecessore Domenico Contestabile
Successore Gianpiero Carlo Cantoni

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XV:
- GRUPPO MISTO - componente: Italiani nel Mondo (Dal 25/09/2006 a fine legislatura)

In precedenza:

- GRUPPO MISTO - componente: Italia dei Valori (Da inizio legislatura al 24/09/2006)

XVI:
- Il Popolo della Libertà

Circoscrizione Campania
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PSI (fino al 1994)
FI (1994-2005)
DCA (2005-2006)
IdV (2006)
InM (2006-2009)
PdL (2009-2013)
Professione Giornalista, Imprenditore

Sergio De Gregorio (Napoli, 16 settembre 1960) è un giornalista e politico italiano, ex senatore de Il Popolo della Libertà.

BiografiaModifica

Carriera giornalisticaModifica

De Gregorio inizia la sua carriera di giornalista a 17 anni, nel 1977, collaborando fino al 1980 con la Redazione cronaca di Napoli di Paese Sera. Nello stesso periodo è autore, conduttore ed inviato di Al rogo, al rogo, trasmissione radiofonica di Radiouno, ed inviato di Chiamate Roma 3131, in onda su Radiodue. Vive a Roma.

Nel 1980, abbandona Paese Sera e fonda una propria agenzia fotogiornalistica, la Alfa Press Service. Inizia poi varie collaborazioni con L'Espresso (occupandosi prevalentemente di cronaca nera, interrotta nel 1983), con Tg2 Dossier (fino al 1985) e soprattutto con Oggi, di cui è stato collaboratore fisso fino al 1998 nelle vesti di corrispondente da vari teatri di crisi (Ruanda, Iraq, Nicaragua, ex-Jugoslavia, Libano). In tale ambito ebbe il suo maggiore scoop - il riconoscimento del pentito Tommaso Buscetta in crociera con la famiglia nel Mediterraneo orientale, scoop a cui fecero seguito polemiche sui privilegi concessi ai pentiti di mafia[1].

Durante gli anni ottanta, continua inoltre la sua collaborazione con la Rai come autore, conduttore e inviato di numerosi programmi come Droga che fare (Raitre), Giallo con Enzo Tortora, Dario Argento ed Alba Parietti (Rai 2), Domenica In (Raiuno, come consulente per la parte giornalistica), Linea diretta con Enzo Biagi (Raiuno). Collabora anche con la Fininvest come inviato di Linea Continua con Rita dalla Chiesa (Retequattro) e de L'istruttoria con Giuliano Ferrara (Italia Uno).

La sua carriera giornalistica lo porta negli anni novanta dapprima alla direzione di vari periodici e quotidiani campani (tra cui Dossier Magazine) e poi dal dicembre 1996 diventa il primo direttore de L'Avanti! di Valter Lavitola (da non confondersi con lo storico quotidiano socialista Avanti!), carica che lascerà nel dicembre 1996.

Carriera politicaModifica

Negli anni novanta De Gregorio si iscrive al PSI[2]. Nel 1994 passa a Forza Italia. In quegli anni entra anche a far parte del consiglio d'amministrazione della Edi City srl, editrice de Il Giornale nuovo del Sud, inserto regionale campano de Il Giornale, da poco diretto da Vittorio Feltri.

Nel 2000, fonda l'associazione Italiani nel Mondo con l'obiettivo di diffondere e promuovere l'immagine dell'Italia e degli italiani nel mondo, anche attraverso un proprio canale televisivo satellitare, Italiani nel Mondo Channel.

De Gregorio è inoltre assistente parlamentare presso il Parlamento Europeo fino al 2004[3] Nel 2005, dopo il naufragio di un primo accordo con Forza Italia (erano già stati affissi numerosi manifesti con la foto di De Gregorio e il simbolo del partito, di cui ricopriva il ruolo di responsabile del dipartimento Mezzogiorno)[4][5] si candida per le elezioni regionali in Campania nella lista di Gianfranco Rotondi, Democrazia Cristiana per le Autonomie, di cui secondo il quotidiano Libero in seguito diviene vicepresidente nazionale[6].

Sempre nel 2005, l'associazione si trasforma in un movimento politico che raggiunge un accordo con l'Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2006. Nello stesso anno, De Gregorio la carica di direttore editoriale di Orizzonti Nuovi, organo ufficiale del partito di Antonio Di Pietro. Nell'aprile 2006, viene eletto al Senato della repubblica, in regione Campania, nelle liste dell'Italia dei Valori.

Il 7 giugno viene eletto Presidente della Commissione Difesa grazie ad un accordo con la Casa delle Libertà raggiunto direttamente con la mediazione del capogruppo di Forza Italia al Senato Renato Schifani, in contrapposizione alla candidata de L'Unione, l'ex-partigiana Lidia Menapace con 13 voti contro gli 11 della candidata di Rifondazione Comunista dopo due fumate nere a causa della parità tra gli schieramenti. Determinante è il voto dello stesso De Gregorio che votando se stesso con i senatori della Casa delle Libertà ha messo in crisi la maggioranza dell'Unione. La vicenda viene duramente stigmatizzata dal leader IdV il Ministro Antonio Di Pietro, che rimuove inoltre De Gregorio dalla carica di direttore editoriale di Orizzonti Nuovi dopo l'inutile richiesta di lasciare la Presidenza della Commissione Difesa.

Il 25 settembre 2006, dopo ulteriori polemiche seguite alla sua astensione durante la votazione di un provvedimento di indulto, annuncia la sua definitiva fuoriuscita dall'Italia dei Valori e dalla maggioranza di centrosinistra, votando in seguito contro la fiducia al Governo Prodi II durante la crisi del febbraio 2007. Da Senatore, ha presentato un DDL per l'istituzione dell'"Ordine del Tricolore"[7].

Nella primavera 2007 De Gregorio si candida per le elezioni a sindaco di Genova per la lista Movimento Italiani nel mondo, ma la lista viene esclusa dalla competizione elettorale per la mancata certificazione di alcune delle firme raccolte (su 680 firme presentate la commissione elettorale ne ha considerate valide circa 400 rispetto alle 500 necessarie).[8][9]

Nel settembre 2007 il senatore De Gregorio rientra ufficialmente nello schieramento di centro destra, siglando un patto federativo tra il suo movimento e Forza Italia. Vota la sfiducia contro il Governo Prodi II il 24 gennaio 2008, contribuendo alla sua caduta.

Lo stesso Sergio De Gregorio dichiarò, in seguito: «Tra il 2006 e il 2008 Berlusconi mi pagò quasi 3 milioni di euro per passare con Forza Italia», cosa che poi avvenne nel 2008, quando De Gregorio passò dall’Italia dei valori di Antonio Di Pietro ai berlusconiani, facendo cadere il governo di Romano Prodi con la sfiducia del 24 gennaio 2008. De Gregorio ha in seguito patteggiato una condanna a 20 mesi di reclusione per corruzione in atti d'ufficio (art. 318 c.p.).[10]

Alle politiche del 2008 De Gregorio è eletto senatore della Repubblica per il PdL.

Membro della Commissione Difesa e anche presidente della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO, incarico da cui si autosospenderà il 17 aprile 2012 in riferimento all'indagine che lo vede indagato sull'appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L'Avanti!

Nel settembre 2017 l'ex ministro Clemente Mastella dichiara che nel 2008 tentò di riportare nel centro-sinistra De Gregorio ma questo, in compagnia di un italo-americano membro del Partito Repubblicano e di un presunto membro della CIA, gli propose di lasciare il Governo Prodi e che gli americani gliene sarebbero stati grati.[11]

Procedimenti giudiziariModifica

Riciclaggio e corruzioneModifica

  • Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di riciclaggio e favoreggiamento della camorra.[12]
  • Il 25 febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per il reato di corruzione.[13]

Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «'o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di assegni firmati o girati proprio da De Gregorio.[14]

Associazione mafiosaModifica

Vicenda Lavitola e l'Avanti!Modifica

  • Il 15 febbraio 2012 De Gregorio è indagato per truffa e false fatturazioni nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti al quotidiano L'Avanti! insieme all'attuale direttore Valter Lavitola. Secondo l'accusa, Lavitola "quale proprietario e coamministratore di fatto della International Press" società che gestisce il giornale, e De Gregorio "quale socio effettivo dal 1997 e coamministratore occulto" della stessa società, hanno fatto risultare che l'editrice del L'Avanti!, possedesse i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l'editoria: in tutto 23 milioni e 200 mila euro ricevuti dal 1997 al 2009 tra cui anche false assunzioni. Il 16 aprile 2012 viene emesso un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei suoi confronti dalla procura della Repubblica di Napoli sempre in riferimento all'appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L'Avanti!.

Il 9 maggio 2012 la Giunta per le autorizzazioni a procedere e le immunità del Senato boccia con 10 sì 11 no 0 astenuti e 2 assenti (Terzo Polo) la relazione Saro (PdL) contraria a concedere gli arresti domiciliari del senatore coinvolto nell'inchiesta "Lavitola". Hanno votato contro Lega Nord, IdV e PD (a cui si è aggiunto il voto del Presidente della Giunta Marco Follini). A favore della relazione e contro gli arresti ha votato solo il partito di appartenenza di De Gregorio, il Pdl, oltre a Coesione Nazionale (ex Responsabili). Sì unanime alla richiesta dei pm di Napoli di autorizzare la perquisizione di due container appartenenti al senatore De Gregorio ubicati nei pressi del porto di Napoli. Nuovo relatore sarà Francesco Sanna, capogruppo del PD in Giunta per le Autorizzazioni.[20]

Il 6 giugno 2012 il Senato vota la nuova relazione Sanna (Pd) favorevole a concedere gli arresti domiciliari nei confronti del senatore De Gregorio. I gruppi che si dichiarano favorevoli sono Pd, IdV, Udc, Svp e Autonomie (Unione Valdôtaine, Verso Nord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano), per il Terzo Polo (ApI-FLI), Mpa, Partecipazione Democratica e Lega Nord. Contro si schierano soltanto Pdl, Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Il Buongoverno-Fare Italia), Partito Repubblicano Italiano, il Movimento dei Socialisti Autonomisti e Siamo Gente Comune Movimento Territoriale. Grazie al voto segreto richiesto dal PdL, l'Aula ribalta il verdetto della Giunta e con 109 si 169 no e 16 astenuti (in Senato l'astensione è voto contrario) su 294 senatori presenti nega l'arresto di De Gregorio.

Secondo le stime essendo 124 i senatori del Pdl e 10 i senatori di Coesione Nazionale, gli unici contrari all'arresto, se ne ricava che dei 169 totali ben 51 senatori provengano da gruppi favorevoli all'arresto tra cui Pd, Lega Nord e UdC che dopo l'esito del voto si sono accusati tra loro sulla provenienza di quei voti determinanti. Sì unanime invece alla richiesta dei pm di Napoli di autorizzare la perquisizione di due container appartenenti al senatore De Gregorio ubicati nei pressi del porto di Napoli[21]. Il 15 marzo 2013, terminato il suo mandato da parlamentare e decaduta la relativa immunità, si è costituito a Roma per la vicenda dei finanziamenti all'Avanti. Andrà agli arresti domiciliari nel suo appartamento ai Parioli[22].

Tre milioni per cambiare partitoModifica

  • De Gregorio è accusato di essere stato corrotto con 3 milioni di euro per il suo passaggio al centrodestra nel 2007.[23][24][25]. Per questo motivo nel febbraio 2013 viene indagato Silvio Berlusconi per concussione[26]. L'11 marzo 2013, parlando con i giornalisti del suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta compravendita dei senatori, De Gregorio ammette pubblicamente di aver preso due milioni di euro in nero e di aver commesso pertanto un reato, patteggiando in seguito una condanna a 20 mesi di reclusione per il reato di corruzione in atti d'ufficio.[10][27] Il 9 maggio 2013 la Procura di Napoli chiede il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per la vicenda della presunta compravendita dei senatori. Analoga richiesta è stata formulata per l'ex senatore Sergio De Gregorio e l'ex direttore de L'Avanti! Valter Lavitola.[28] Berlusconi e Lavitola sono stati condannati l'8 luglio 2015 a 3 anni di reclusione, ma il reato è stato dichiarato prescritto nel 2017 dalla Corte d'Appello.[29]

Arrestato per riciclaggioModifica

  • Il 2 giugno 2020 viene arrestato dala DDA a Roma insieme ad altre 8 persone, nell'ambito di una inchiesta vòlta a smascherare società create per riciclare denaro e commettere estorsioni contro locali del centro di Roma.[30]

OpereModifica

  • AA.VV. Guida di Napoli vera, Napoli, Ed. Procaccini, 1976,
  • Camorra, Napoli, Ed. Società Editrice Napoletana, 1981,
  • I nemici di Cutolo, Napoli, Ed. Pironti, 1983,
  • Tortora: morire d'ingiustizia, Napoli, Ed. De Dominicis, 1988,
  • Diete dimagranti, diete ingrassanti, Imola, Ed. Sarva, 1993, ISBN 88-85220-76-2

NoteModifica

  1. ^ Roberto Fuccillo, De Gregorio: dallo scoop su Buscetta al "vagabondaggio" tra i partiti, La Repubblica, 7 giugno 2006
  2. ^ L'Espresso, De Gregorio, l'Italia voltagabbana, di Riccardo Pennisi, 18 aprile 2012
  3. ^ Biografia ufficiale, su sergiodegregorio.com. URL consultato il 17 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2009).
  4. ^ Italiani nel fondo, articolo de "La Voce della Campania", maggio 2006
  5. ^ Elezioni in Campania, il flop di Forza Italia" Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive., lettera di de Gregorio al leader di Forza Italia dopo le Elezioni regionali del 2005
  6. ^ Libero (quotidiano), Ecco chi è Sergio De Gregorio, il senatore che per i pm è stato "comprato" da Berlusconi, di Ignazio Stagno, 28 febbraio 2013
  7. ^ Parlamento Italiano - Disegno di legge S. 1605 - 15ª Legislatura
  8. ^ Esclusi De Gregorio e Panarello: rischio rinvio sulle elezioni, articolo de "Il Secolo XIX" del 1º maggio 2007
  9. ^ Niente urne per Dc e Italiani nel mondo, articolo de "Il Secolo XIX" dell'8 maggio 2007
  10. ^ a b Redazione Online, Compravendita senatori, De Gregorio chiede il patteggiamento, su Corriere della Sera, 27 giugno 2013. URL consultato il 3 giugno 2020.
  11. ^ Clemente Mastella: “Rifaccio l’Udeur per le elezioni politiche”
  12. ^ De Gregorio sotto accusa per riciclaggio, articolo de "Il Corriere della Sera", del 6 giugno 2007
  13. ^ Roma, indagato il senatore De Gregorio, articolo de "Il Corriere della Sera", del 25 febbraio 2008
  14. ^ De Gregorio sotto accusa per riciclaggio - Corriere della Sera
  15. ^ 'Ndrangheta, indagato De Gregorio Crotone, arrestato killer di Papanice, articolo Repubblica, 8 aprile 2008
  16. ^ «Favori alle cosche mafiose» Indagato il senatore De Gregorio, articolo Corriere della sera, 9 aprile 2008
  17. ^ Mafia, indagato De Gregorio Archiviato il 10 aprile 2008 in Internet Archive., articolo La Stampa, 9 aprile 2008
  18. ^ DE GREGORIO INDAGATO PER CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA[collegamento interrotto], video La7.it, 9 aprile 2008
  19. ^ (ANSA) Mafia: De Gregorio, archiviazione[collegamento interrotto]
  20. ^ Giunta Senato: sì ai domiciliari per Sergio De Gregorio, in Le Novae, 10 maggio 2012. URL consultato l'11 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2012).
  21. ^ http://news.centrodiascolto.it/video/tg3/2012-06-07/politica/no-allarresto-di-de-gregorio-scambio-di-accuse-tra-i-partiti-polemiche[collegamento interrotto]
  22. ^ Agli arresti Cosentino, Tedesco e De Gregorio: ex onorevoli, via l'immunità - Il Fatto Quotidiano
  23. ^ Redazione Online, Ordine di arresto per il senatore Pdl De Gregorio «Mi difenderò con unghie e denti», in Corriere della Sera, 16 aprile 2012. URL consultato il 16 aprile 2012.
  24. ^ Carlo Bonini, Concita Sannino e Dario Del Porto, Lavitola in Italia, si è costituito Ordine di custodia per senatore Pdl De Gregorio, in La Repubblica, 16 aprile 2012. URL consultato il 16 aprile 2012.
  25. ^ Fondi neri, truffe e servizi segreti: il sistema De Gregorio raccontato dal commercialista – Il Fatto Quotidiano
  26. ^ Berlusconi indagato, De Gregorio: “Mi diede tre milioni per passare con lui” - Il Fatto Quotidiano
  27. ^ Redazione Online, De Gregorio: «Ho commesso un reato Mi hanno dato due milioni in nero», in Corriere della Sera, 11 marzo 2013. URL consultato il 12 marzo 2013.
  28. ^ Redazione Online, Compravendita senatori, a Napoli chiesto il rinvio a giudizio di Berlusconi, in Corriere della Sera, 9 maggio 2013. URL consultato il 9 maggio 2013.
  29. ^ Compravendita senatori, la Cassazione conferma la prescrizione per Silvio Berlusconi, su Il Fatto Quotidiano, 2 luglio 2018. URL consultato il 3 giugno 2020.
  30. ^ Nove arresti per estorsione e riciclaggio: c'è anche l'ex senatore Sergio De Gregorio, su roma.repubblica.it, 3 giugno 2016. URL consultato il 3 giugno 2016.

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