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Sezzadio
comune
Sezzadio – Stemma Sezzadio – Bandiera
Sezzadio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoPier Giorgio Buffa (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate44°47′09″N 8°34′25″E / 44.785833°N 8.573611°E44.785833; 8.573611 (Sezzadio)Coordinate: 44°47′09″N 8°34′25″E / 44.785833°N 8.573611°E44.785833; 8.573611 (Sezzadio)
Altitudine127 m s.l.m.
Superficie34,32 km²
Abitanti1 245[1] (30-9-2018)
Densità36,28 ab./km²
FrazioniBoschi
Comuni confinantiCarpeneto, Cassine, Castelnuovo Bormida, Castelspina, Gamalero, Montaldo Bormida, Predosa, Rivalta Bormida
Altre informazioni
Cod. postale15079
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006161
Cod. catastaleI711
TargaAL
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 589 GG[2]
Nome abitantisezzadiesi
Patronosant'Innocenzo
Giorno festivo4 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sezzadio
Sezzadio
Sezzadio – Mappa
Mappa del Comune di Sezzadio all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Sezzadio (Atzé in piemontese) è un comune italiano di 1 245 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte. È sito nella pianura alessandrina, alla destra del fiume Bormida, sul torrente Stanavazzo. Il comune si chiamava in origine Sezzè. Il nome attuale è stato adottato nel 1916.[3]

StoriaModifica

Mancano fonti e la scarsità di ritrovamenti archeologici non permette di datare la nascita del borgo. Si suppone che Sezzadio abbia avuto origine tra il II ed il I secolo a.C.

Dopo la costruzione della via Aemilia Scauri, avvenuta nel 109 a.C., che correva da Piacenza ad Albenga passando per Tortona, Acqui Terme, Vado Ligure per giungere fino a Ventimiglia, necessitava una stazione di posta che dette origine al primo nucleo di case, primitive e rudimentali.

 
L'abbazia di Santa Giustina

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Abbazia di Santa GiustinaModifica

L'abbazia di Santa Giustina fu fondata nel 722 per volontà del re dei Longobardi Liutprando in occasione del suo viaggio a Pavia per la traslazione del corpo di S. Agostino.

Il monastero e il territorio rientravano fin dall'epoca longobarda nel grande feudo reale ed imperiale monastico dell'abbazia di San Colombano in Bobbio (PC) e che dipendeva quindi in ultima istanza dalla Santa Sede[4][5][6][7].

Ampliata nel 1033 dal marchese di Sezzadio, Oberto, raggiunse il massimo splendore tra il XII e XIII secolo, rimanendo in possesso dei benedettini fino al 1474. In seguito passò agli abati di Sant'Ambrogio di Milano, che vi installarono una comunità di oblati. Nel 1810 un decreto napoleonico pose fine alla fondazione monastica.

La chiesa, dalla struttura romanica con elementi gotici, ha un'imponente facciata in cotto suddivisa da lesene e coronata da archetti pensili. L'interno è a tre navate concluse da absidi, innestate direttamente sul transetto con volte a crociera del XV secolo. Interessanti gli affreschi del XIV e XV secolo dell'abside e della volta e il mosaico pavimentale dell'XI secolo della cripta. L'abbazia di Santa Giustina fu di ispirazione all'artista alessandrino Franco Sassi (1912 - 1993). La ripropose in diversissime opere a "sanguigna" in bianco/nero e ad acquerello. È stata una delle sue ultime fonti di ispirazione dal 1990 al 1993, anno della morte.

L’elenco delle proprietà dell'abbazia dedotto da una bolla papale di papa Celestino III, con cui il pontefice pose l'abbazia sotto la sua protezione dichiarandola dipendente unicamente dalla Santa Sede, comprendono[8]: Il luogo dove è edificato il monastero e le sue pertinenze

  • La chiesa di S. Michele di Marengo (Al), con tutte le sue pertinenze
  • La chiesa di S. Salvatore di Retorto
  • La chiesa di S. Maria di Fontaniale, detta “sancte Marie de Fontanigallo”, con tutte le sue pertinenze
  • La chiesa di S. Maria di Borio, detta “sancte Marie de bolico”
  • La chiesa di S. Nicolao “de Cannoua” con tutte le sue pertinenze
  • La chiesa di S. Michele di Pozzolo
  • La chiesa di S. Giustina di Danavete
  • La chiesa di S. Benedetto di Colloniga
  • La chiesa di S. Giustina “de Perticis”
  • La chiesa di S. Giacomo di Castelnuovo con le sue pertinenze

Chiesa di Maria ImmacolataModifica

 
La chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Immacolata è opera dell'ingegnere bolognese Giuseppe Gualandi. Realizzata a partire dal 1900, la costruzione viene considerata una delle opere migliori del Gualandi in quanto più consona alle tradizioni italiane e meno influenzata da un'idea di grandezza che, in altre opere, porterà l'ingegnere a sviluppare architetture dalle proporzioni eccessive. La semplice linearità dell'interno nonché la giusta proporzione tra i vari elementi esterni (facciata, cupola) la connotano come una delle migliori "fabbriche" del neogotico minore in Italia.

Le altre chieseModifica

  • Oratorio dell'Assunta
  • Chiesa dell'Annunziata
  • Chiesa di San Giacomo
  • Monastero di Santo Stefano o Santa Maria di Banno[9], documentato in una bolla di papa Innocenzo III, datata 16 giugno 1135, in cui Santo Stefano di Sezzè viene annoverato fra i possessi dell'abbazia di Santo Stefano di Genova. Nel 1235 il monastero è donato alle monache cistercensi di Santa Maria di Banno di Tagliolo, e nel 1244 alla presa di possesso Santo Stefano di Sezzè cambia nome in Santa Maria di Banno di Sezzè. Chiuso alla fine del XVIII secolo, oggi l'edificio è di proprietà comunale che ha provveduto al restauro ed al recupero.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

AmministrazioneModifica

 
Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º giugno 1985 28 maggio 1990 Giuseppe Ricci Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [11]
28 maggio 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Ricci Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [11]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuseppe Ricci centro-sinistra Sindaco [11]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giuseppe Domenico Ricci lista civica Sindaco [11]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Battista Sardi Unione Democratica Sindaco [11]
8 giugno 2009 22 marzo 2013 Pier Luigi Arnera lista civica: insieme per Sezzadio Sindaco [11]
22 marzo 2013 26 maggio 2014 Enrica Montagna Comm. straordinario [11][12]
26 maggio 2014 in carica Pier Giorgio Buffa lista civica: unione democratica Sindaco [11]

Altre informazioni amministrativeModifica

Nel 1929 fu aggregato a Sezzadio il territorio del soppresso comune di Castelspina, che sarà ricostituito solo nel 1954.[3] Dal 1859 il comune fu capoluogo mandamentale, appartenente al circondario di Alessandria, fino al 1927, data dell'abolizione degli enti circondariali e mandamentali.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b Storia amministrativa di Sezzadio, su elesh.it.
  4. ^ Teofilo Ossian De Negri, L'opera e il culto di San Colombano in Liguria in Storia di Genova, pp.139-148]
  5. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  6. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  7. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  8. ^ F. Gasparolo, Memorie storiche di Sezzé alessandrino: l’abbazia di S. Giustina, il monastero di S. Stefano o S. Maria di Banno, Alessandria 1912
  9. ^ A Sezzadio, la chiesa di Santo Stefano di Sezzè o Santa Maria di Banno di Sezzè
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  12. ^ Decereto del Presidente della Repubblica del 15/04/2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°96 del 24/04/2013, su gazzettaufficiale.biz. URL consultato il 7 dicembre 2013.

BibliografiaModifica

  • F. Gasparolo, Memorie storiche di Sezzé alessandrino: l’abbazia di S. Giustina, il monastero di S. Stefano o S. Maria di Banno, Volumi I e II, Alessandria 1912;
  • E. Checchi, L'Abadia di S. Giustina di Sezzè, in Atti del X Congresso di Storia dell'Architettura, Torino, 8 - 15 settembre 1957, Roma, Centro studi per la storia dell'architettura, 1959, pp. 277 - 288;
  • A. Scolari, La chiesa abbaziale di S. Giustina di Sezzadio, Torino, Edizioni dell'Orso, 1983
  • E. Podestà, Il monastero di S. Maria di Banno, in “Novi Nostra”, XXIV (1984), pp. 83-98;
  • L. Tacchella, Insediamenti monastici delle Valli Scrivia, Borbera, Lemme, Orba e Stura, Novi Ligure 1985, pp. 68-70;
  • S. Caldano, Echi dell'architettura transalpina nella marca aleramica, Santa Giustina di Sezzadio e Santo Stefano extra muros di Gamondio, in A. Segagni Malacart, L. C. Schiavi, Architettura dell'XI Secolo nell'Italia del Nord - storiografia e nuove ricerche, Pisa, Edizioni ETS, 2013

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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