Sezzadio

comune italiano

Sezzadio (Atzé in piemontese) è un comune italiano di 1 164 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte. È sito nella pianura alessandrina, alla destra del fiume Bormida, sul torrente Stanavazzo. Il comune si chiamava in origine Sezzè. Il nome attuale è stato adottato nel 1916.[4]

Sezzadio
comune
Sezzadio – Stemma
Sezzadio – Bandiera
Sezzadio – Veduta
Sezzadio – Veduta
Veduta
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Piemonte
Provincia Alessandria
Amministrazione
SindacoEnzo Daniele (lista civica Sezzadio nel cuore) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate44°47′09″N 8°34′25″E
Altitudine127 m s.l.m.
Superficie34,32 km²
Abitanti1 164[1] (30-6-2023)
Densità33,92 ab./km²
FrazioniBoschi
Comuni confinantiCarpeneto, Cassine, Castelnuovo Bormida, Castelspina, Gamalero, Montaldo Bormida, Predosa, Rivalta Bormida
Altre informazioni
Cod. postale15079
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006161
Cod. catastaleI711
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 589 GG[3]
Nome abitantisezzadiesi
Patronosant'Innocenzo
Giorno festivo4 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sezzadio
Sezzadio
Sezzadio – Mappa
Sezzadio – Mappa
Mappa del Comune di Sezzadio all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Storia modifica

Mancano fonti e la scarsità di ritrovamenti archeologici non permette di datare la nascita del borgo. Si suppone che Sezzadio abbia avuto origine tra il II ed il I secolo a.C.

Dopo la costruzione della via Aemilia Scauri, avvenuta nel 109 a.C., che correva da Piacenza ad Albenga passando per Tortona, Acqui Terme, Vado Ligure per giungere fino a Ventimiglia, necessitava una stazione di posta che dette origine al primo nucleo di case, primitive e rudimentali.

Secondo una tradizione locale, qui sarebbe nato Aleramo del Monferrato, fondatore della dinastia Aleramica.

Simboli modifica

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica dell'11 marzo 1953.[5]

«D'argento, alla croce di rosso, accantonata nel canton destro del capo da una stella di azzurro. Ornamenti esteriori da Comune.»

L'emblema comunale è una variazione dello stemma del capoluogo Alessandria.

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.[5]

 
L'abbazia di Santa Giustina

Monumenti e luoghi d'interesse modifica

Abbazia di Santa Giustina modifica

L'abbazia di Santa Giustina fu fondata nel 722 per volontà del re dei Longobardi Liutprando in occasione del suo viaggio a Pavia per la traslazione del corpo di sant'Agostino. Ampliata nel 1033 dal marchese di Sezzadio, Oberto, raggiunse il massimo splendore tra il XII e XIII secolo, rimanendo in possesso dei benedettini fino al 1474.

Chiesa di Maria Immacolata modifica

 
La chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale, dedicata alla Beata Vergine Immacolata è opera dell'ingegnere bolognese Giuseppe Gualandi. Realizzata a partire dal 1900, la costruzione viene considerata una delle opere migliori del Gualandi in quanto più consona alle tradizioni italiane e meno influenzata da un'idea di grandezza che, in altre opere, porterà l'ingegnere a sviluppare architetture dalle proporzioni eccessive. La semplice linearità dell'interno nonché la giusta proporzione tra i vari elementi esterni (facciata, cupola) la connotano come una delle migliori "fabbriche" del neogotico minore in Italia.

Le altre chiese modifica

  • Oratorio dell'Assunta
  • Chiesa dell'Annunziata
  • Chiesa di San Giacomo
  • Monastero di Santo Stefano o Santa Maria di Banno[6], documentato in una bolla di papa Innocenzo III, datata 16 giugno 1135, in cui Santo Stefano di Sezzè viene annoverato fra i possessi dell'abbazia di Santo Stefano di Genova. Nel 1235 il monastero è donato alle monache cistercensi di Santa Maria di Banno di Tagliolo, e nel 1244 alla presa di possesso Santo Stefano di Sezzè cambia nome in Santa Maria di Banno di Sezzè. Chiuso alla fine del XVIII secolo, oggi l'edificio è di proprietà comunale che ha provveduto al restauro ed al recupero.

Società modifica

Evoluzione demografica modifica

Negli ultimi cinquant'anni, a partire dal 1971, la popolazione residente è diminuita del 29 %.

Abitanti censiti[7]

Amministrazione modifica

 
Il municipio

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º giugno 1985 28 maggio 1990 Giuseppe Domenico Ricci Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [8]
28 maggio 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Domenico Ricci Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuseppe Domenico Ricci centro-sinistra Sindaco [8]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giuseppe Domenico Ricci lista civica Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Giovanni Battista Sardi lista civica Unione democratica Sindaco [8]
8 giugno 2009 22 marzo 2013 Pier Luigi Arnera lista civica Insieme per Sezzadio Sindaco [8]
22 marzo 2013 26 maggio 2014 Enrica Montagna - commissario prefettizio [8][9]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Pier Giorgio Buffa lista civica Unione democratica Sindaco [8]
27 maggio 2019 in carica Enzo Daniele lista civica Sezzadio nel cuore Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative modifica

Nel 1929 fu aggregato a Sezzadio il territorio del soppresso comune di Castelspina, che sarà ricostituito solo nel 1954.[4] Dal 1859 il comune fu capoluogo mandamentale, appartenente al circondario di Alessandria, fino al 1927, data dell'abolizione degli enti circondariali e mandamentali.

Note modifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2023.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b Storia amministrativa di Sezzadio, su elesh.it.
  5. ^ a b Sezzadio, su Archivio Centrale dello Stato.
  6. ^ A Sezzadio, la chiesa di Santo Stefano di Sezzè o Santa Maria di Banno di Sezzè
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 15/04/2013 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n°96 del 24/04/2013, su gazzettaufficiale.biz. URL consultato il 7 dicembre 2013.

Bibliografia modifica

  • F. Gasparolo, Memorie storiche di Sezzè alessandrino: l’abbazia di S. Giustina, il monastero di S. Stefano o S. Maria di Banno, Volume I Storia 494 pagine, Volume II Documenti, Alessandria, Stab. Tipo-Litografico Succ. Gazzotti & C., 1912;
  • E. Checchi, L'Abadia di S. Giustina di Sezzè, in Atti del X Congresso di Storia dell'Architettura, Torino, 8 - 15 settembre 1957, Roma, Centro studi per la storia dell'architettura, 1959, pp. 277 – 292;
  • G. Buffa, Storia di Sezzadio, Volumi I e II, Alessandria, Cassa di Risparmio di Alessandria, 1980;
  • A. Scolari, Appunti sulla chiesa abbaziale di S. Giustina di Sezzadio, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1976;
  • A. Scolari, La chiesa abbaziale di S. Giustina di Sezzadio, Torino, Edizioni dell'Orso, 1983;
  • E. Podestà, Il monastero di S. Maria di Banno, in “Novi Nostra”, XXIV (1984), pp. 83–98;
  • L. Tacchella, Insediamenti monastici delle Valli Scrivia, Borbera, Lemme, Orba e Stura, Novi Ligure 1985, pp. 68–70;
  • E. Cau, La “carta offersionis” dell'abbazia di Spigno e altri documenti di fondazioni monastiche e canonicali in area subalpina, in Rivista di storia, arte e archeologia per le provincie di Alessandria e di Asti, numero 100, Alessandria, Impressioni grafiche, 1991, pp. 27–40;
  • S. Arditi, C. Prosperi, Sezzadio: Abbazia di Santa Giustina, in Tra Romanico e Gotico: percorsi di arte medievale nel millenario di San Guido (1004-2004), vescovo di Acqui, Acqui Terme, Impressioni Grafiche, 2004, pp. 191–199;
  • S. Caldano, Echi dell'architettura transalpina nella marca aleramica, Santa Giustina di Sezzadio e Santo Stefano extra muros di Gamondio, in A. Segagni Malacart, L. C. Schiavi, Architettura dell'XI Secolo nell'Italia del Nord - storiografia e nuove ricerche, Pisa, Edizioni ETS, 2013, pp. 215–222.

Voci correlate modifica

Altri progetti modifica

Collegamenti esterni modifica

Controllo di autoritàVIAF (EN241214093 · GND (DE4586440-8
  Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Piemonte