Stephen Kiprotich

atleta ugandese
Stephen Kiprotich
Stephen Kiprotich at the London 2012 Men's Olympic Marathon, 12 August 2012-2.jpg
Stephen Kiprotich durante la maratona dei Giochi olimpici di Londra 2012
Nazionalità Uganda Uganda
Altezza 172 cm
Peso 56 kg
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità Mezzofondo, maratona
Record
1500 m 3'44"31 (2009)
3000 m 7'48"06 (2007)
5000 m 13'23"70 (2008)
10000 m 27'58"03 (2010)
Mezza maratona 1h01'15" (2013)
Maratona 2h06'33" (2015)
Società Prisons
Carriera
Nazionale
2007- Uganda Uganda
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 0
Mondiali 1 0 0
Mondiali di cross 0 0 2
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 15 novembre 2019

Stephen Kiprotich (Kapchorwa, 27 febbraio 1989) è un maratoneta e mezzofondista ugandese.

I suoi risultati più importanti ottenuti in carriera sono le medaglie d'oro vinte nella maratona ai Giochi olimpici di Londra 2012, con il tempo di 2h08'01",[1][2] e ai Mondiali di Mosca 2013, con il tempo di 2h09'51". Per l'Uganda è stato il primo atleta a vincere la maratona, la prima medaglia d'oro dal 1972 ed anche la prima medaglia in assoluto dal 1996.[3]

BiografiaModifica

Nato nel 1989 nel distretto di Kapchorwa, Uganda, ai confini con il Kenya, proviene da una famiglia di agricoltori ed è il più giovane di sette fratelli. Da bambino dovette lasciare la scuola per una malattia infantile.

Dal 2004 al 2006 lascia lo sport per terminare gli studi e, a 17 anni, si trasferisce in Kenya nella regione dell'Eldoret, nella Rift Valley, per allenarsi con Eliud Kipchoge.

Nel 2011 sigla il suo record personale alla maratona di Enschede con il tempo di 2h07'20", che è anche il record della competizione olandese e il primato ugandese di specialità. Conclude poi al terzo posto la maratona di Tokyo con il tempo di 2h07'50".

Per la sua vittoria ai Giochi olimpici di Londra 2012 si è ispirato a John Akii-Bua, l'unico ugandese a vincere una medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Monaco nel 1972 nella specialità dei 400 metri ostacoli.[4]

Nel 2013 vince la maratona dei Mondiali di Mosca, con il tempo di 2h09'51".

PalmarèsModifica

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
2006 Mondiali di cross   Fukuoka Corsa juniores 24º 25'02"
2007 Mondiali di cross   Mombasa Corsa juniores 19º 25'07"
Mondiali   Osaka 5000 m piani Batteria 14'04"22
2008 Mondiali di cross   Edimburgo Corsa juniores 12º 23'09"
A squadre jr   Bronzo 37 p.
Mondiali juniores   Bydgoszcz 10000 m piani 28'10"71
2009 Mondiali di cross   Amman Corsa seniores 23º 36'23"
2010 Campionati africani   Nairobi 10000 m piani 28'33"85
2011 Mondiali di cross   Punta Umbría Corsa seniores 34'07"
A squadre sr   Bronzo 49 p.
Mondiali   Taegu Maratona 2h12'57"
2012 Giochi olimpici   Londra Maratona   Oro 2h08'01"
2013 Mondiali   Mosca Maratona   Oro 2h09'51"
2015 Mondiali   Pechino Maratona 2h14'43"
2016 Giochi olimpici   Rio de Janeiro Maratona 14º 2h13'32"
2019 Mondiali   Doha Maratona 18º 2h15'04"

Altre competizioni internazionaliModifica

2007
2008
  • 5º al Wareng Tuskys Crosscountry (  Eldoret) - 37'43"
2009
2010
  •   Oro alla Kampala Half Marathon (  Kampala) - 1h03'22"
  • 4º alla Obudu International Mountain Race (  Obudu) - 43'23"
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017
2018
  • 5º alla Maratona di Amburgo (  Amburgo) - 2h07'57"
  • 7º alla Toronto Waterfront Marathon (  Toronto) - 2h11'06"
  •   Argento alla Klagenfurt Half Marathon (  Klagenfurt) - 1h01'33"
2019
  •   Bronzo alla Maratona di Amburgo (  Amburgo) - 2h08'32"
  •   Oro alla Hella Hamburg Halbmarathon (  Amburgo) - 1h04'11"

NoteModifica

  1. ^ (EN) Stephen Kiprotich - Athletics - Olympic Athlete, su london2012.com. URL consultato il 13 agosto 2012.
  2. ^ (EN) Jeré Longman, A Young Ugandan Surprises the Field and Himself, su nytimes.com, 12 agosto 2012. URL consultato il 13 agosto 2012.
  3. ^ (EN) Kiprotich wins marathon for Uganda, su miamiherald.com, 12 agosto 2012. URL consultato il 13 agosto 2012.
  4. ^ (EN) Oliver Brown, Stephen Kiprotich becomes Uganda's second ever Olympic gold medallist with historic men's marathon victory, su telegraph.co.uk, 12 agosto 2012. URL consultato il 13 agosto 2012.

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