The Hurt Locker

film del 2009 diretto da Kathryn Bigelow
The Hurt Locker
The Hurt Locker.jpg
Jeremy Renner in una scena del film
Titolo originaleThe Hurt Locker
Lingua originaleinglese, arabo, turco
Paese di produzioneUSA
Anno2008
Durata130 min
Rapporto1,85:1
Genereguerra, drammatico
RegiaKathryn Bigelow
SceneggiaturaMark Boal
ProduttoreKathryn Bigelow, Mark Boal, Nicolas Chartier, Greg Shapiro
Produttore esecutivoTony Mark
Casa di produzioneFirst Light Production, Kingsgate Films, Voltage Pictures, Grosvenor Park Media, Film Capital Europe Funds, Summit Entertainment
Distribuzione (Italia)Videa-CDE, Warner Bros.
FotografiaBarry Ackroyd
MontaggioChris Innis, Bob Murawski
Effetti specialiRichard Stutsman, Blair Foord, Ernst Gschwind, Helmi Anadeen, Rafiq Kamhawi, Ernst Lanninger, Wolf Steiling, Company 3
MusicheMarco Beltrami, Buck Sanders
ScenografiaKarl Júlíusson
CostumiGeorge Little
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

« La guerra è come una droga, crea dipendenza. »

(Tagline del film)

The Hurt Locker è un film del 2008 diretto da Kathryn Bigelow e scritto dal giornalista Mark Boal. Il film è incentrato su un gruppo di artificieri e sminatori dell'esercito statunitense in missione in Iraq.

Il film è stato presentato in anteprima alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel settembre 2008 ed è stato distribuito nelle sale italiane il 10 ottobre dello stesso anno con scarsi risultati al botteghino[1]. Ha inoltre vinto 6 Premi Oscar nel 2010: miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior regista e miglior film.

Il titolo del film è una locuzione presente nel gergo militare americano usata per descrivere un luogo particolarmente rischioso in cui i risvolti sono imprevedibili. Il termine può anche indicare "l'essere feriti in un'esplosione"[2]. Allo stesso tempo, l'hurt locker ("armadietto del dolore") è la cassetta in cui vengono messi gli oggetti dei militari morti in guerra, e il termine viene usato anche in senso simbolico per indicare il posto in cui vanno messi i sensi di colpa per non provare più dolore nei momenti di sconforto[senza fonte].

Indice

TramaModifica

In Iraq, una squadra di artificieri dell'esercito americano, specializzata nel neutralizzare ogni tipo di ordigno esplosivo, si avventura in una delle tante città irachene colpite dalla guerra. Ognuno dei soldati è preparato per ogni tipo di situazione di pericolo ed affronta a proprio modo il possibile pericolo, lo stress e la paura di un attacco a sorpresa, in un luogo dove ogni oggetto o veicolo potrebbe rivelarsi una minaccia per i soldati americani.

Il sergente Will James è il caposquadra di un'unità di artificieri, formata dal sergente Sanborn e dal soldato Eldridge, che prima era comandata dal collega Thompson, morto in seguito all'esplosione di un ordigno iracheno. I tre affrontano numerose missioni e fronteggiano molti pericoli insieme, uniti dal profondo legame proprio dei soldati in battaglia, talvolta arrivando anche a scontrarsi tra loro per via del carattere di James, coraggioso ma spavaldo e incurante dei pericoli, contrapposto a quello dei due compagni, molto più cauti e razionali.

A pochi giorni dal congedo, Sanborn e James salvano Eldridge da due guerriglieri iracheni che lo avevano stordito e rapito, ma nel salvataggio James lo ferisce per errore ad una gamba. Il giovane soldato tornerà negli Stati Uniti per ricevere le cure prima della fine del turno di servizio nutrendo grande rabbia verso il suo caposquadra, reo secondo lui di non aver pensato all'incolumità della sua squadra e di aver voluto assecondare la sua sete di adrenalina, ormai degenerata in follia.

A due giorni dalla fine del turno, Sanborn e James si salvano per miracolo dall'esplosione di un ordigno attaccato ad un uomo iracheno, e riflettono sulle loro vite e sul fatto che quello che separa la vita dalla morte è un filo invisibile, e che ogni volta che escono in missione "lanciano un dado e vedono come va a finire". Una volta tornato a casa il sergente James ritrova la moglie e il figlio di pochi mesi, ma la vita quotidiana non fa più per lui: si rende conto di essere inadatto alla vita civile.

Il film si chiude con l'immagine di James che, con uno sguardo apparentemente appagato, si appresta a disinnescare una bomba, in completa tenuta da artificiere, durante il primo dei 365 giorni del suo nuovo turno in Iraq.

ProduzioneModifica

AccoglienzaModifica

Il film fu accolto molto bene dalla critica,in particolare dal critico Roger Ebert che lo ha inserito al secondo posto nella sua personale classifica dei migliori film dei 21esimo secolo dietro Synecdoche New York.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Ansa.it: The Hurt Locker flop in Italia.
  2. ^ (EN) Movie Review: The Hurt Locker, su themajlis.org. (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2010).
    «Il termine può anche indicare "l'essere feriti in un'esplosione"».

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