Apri il menu principale

Therizinosaurus cheloniformis

specie di animale della famiglia Therizinosauridae
(Reindirizzamento da Therizinosaurus)
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Therizinosaurus
Therizinosaurus arms.jpg
Ossa fossili delle braccia di T. cheloniformis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Saurischia
Sottordine Theropoda
Infraordine Coelurosauria
Superfamiglia † Therizinosauroidea
Famiglia † Therizinosauridae
Genere Therizinosaurus
Maleev, 1954
Serie tipo
† Therizinosaurus cheloniformis
Maleev, 1954

Il Therizinosaurus (il cui nome significa "lucertola falce", dal greco "therizo" che significa "falce" o "tagliare" e "sauros" lucertola) era un dinosauro teropode di grandi dimensioni. Il genere terizinosauro comprende una singola specie ossia T. cheloniformis. Questo animale visse nel tardo Periodo Cretaceo (dalla fine del Campaniano fino alle prime fasi del Maastrichtiano, circa 70 milioni di anni fa), ed è stato uno degli ultimi (nonché uno dei più grandi) rappresentanti della famiglia dei Therizinosauria. I fossili di questo animali furono ritrovati nel 1948, in Mongolia. Originariamente, i primi resti fossili di questo dinosauro furono scambiati per i resti fossili di una tartaruga gigante (da qui il nome specifico "cheloniformis" che significa "dalla forma di tartaruga"). I resti fossili di questo animale sono molto rari e uno dei pochi fossili ritrovati sono i giganteschi artigli delle zampe anteriori da cui il dinosauro prende il nome.

Indice

DescrizioneModifica

Anche se i resti fossili di Therizinosaurus sono molto rari ed incompleti, gran parte della loro anatomia si basa su specie affini della famiglia dei Terizinosauria. Come gli altri membri della loro famiglia, il Therizinosaurus possedeva una testa piccola e allungata, sorretta da un lungo collo. Il corpo era molto grande e pesante (come dimostrato dall'ampia dimensione del bacino), sorretto da corte ma robuste zampe posteriori su cui si muoveva pesantemente con un'andatura bipede. Gli arti anteriori, al contrario, erano molto lunghi raggiungendo una lunghezza massima di 2,5 m (8.2 ft),[1] o addirittura di 3,5 m (11,5 ft) negli esemplari più grandi.[2] Al contrario della maggior parte dei teropodi, il Therizinosaurus possedeva ben quattro dita per piede, di cui il primo si era ridotto in uno sperone. Nel 2010, Gregory S. Paul stimò che un Therizinosaurus medio doveva raggiungere una lunghezza di 10 metri (33 ft) ed un peso di cinque tonnellate.[2] Ciò fa del Therizinosaurus il più grande rappresentante dei Therizinosauri ed uno dei più grandi maniraptoria.[2]

 
Dimensioni di T. cheloniformis

La caratteristica più distintiva del Therizinosaurus erano i suoi tre enormi artigli posti sugli arti anteriori. Questi enormi artigli sono una caratteristica distintiva tra i Therizinosauridi, ma il Therizinosaurus se ne distingue per l'imponenza di tali strutture che nell'esemplare più grande potevano raggiungere il metro di lunghezza (3.28 ft). È da precisare inoltre che gli artigli del Therizinosaurus sono i più grandi del regno animale.[3] Gli artigli erano relativamente semplici, trasversalmente appiattiti restringendosi gradualmente fino alla punta.[4][5][6]

Per lungo tempo le abitudini alimentari dei therizinosauri sono rimaste un mistero ai paleontologi per la mancanza di materiale fossili del cranio. Tuttavia, recenti scoperte (come Beipiaosaurus), hanno portato ad ipotizzare un dieta erbivora o parzialmente onnivora.[7]

Storia della scopertaModifica

 
Ricostruzione dello scheletro di Therizinosaurus. La ricostruzione si basa sullo scheletro di Nothronychus

I primi fossili resti di Therizinosaurus furono scoperti nel 1948, da una spedizione congiunta tra russi e asiatici all'interno della Formazione Nemegt, nel sud-ovest della Mongolia.[4] La spedizione portò alla luce i giganteschi artigli che oggi costituiscono l'olotipo del dinosauro (PIN no. 551-483).[3] I resti furono nominati e descritti dal paleontologo russo Evgeny Maleev nel 1954, che attribuì i giganteschi artigli ad una gigantesca tartaruga acquatica, lunga 4,5 metri, che usava i suoi lunghi artigli per raccogliere le alghe di cui si nutriva. Questa descrizione fu ritenuta valida fino al 1970, quando il paleontologo Anatoly Konstantinovich Rozhdestvensky dichiarò che trattava di un dinosauro teropode e non di una tartaruga.[5] Tuttavia, a quale tipo di dinosauro a cui appartenevano gli artigli rimase un mistero. Spesso infatti l'animale veniva, addirittura, raffigurato con la testa ed il corpo da carnosauro e con l'enorme artiglio posto sul piede come nei deinonychosauri.

 
Grafico delle ossa conosciute di T. cheloniformis

Ulteriori spedizioni rinvennero nuovi fossili, che chiarirono il mistero. Il secondo ritrovamento avvenne nel 1976 e portò alla luce dei nuovi artigli ancora più grandi dei precedenti e parte degli arti anteriori (IGM 100 / 15-17)[1].

Un terzo ritrovamento avvenne nel 1982 e comprendeva gli arti posteriori e le ossa dei piedi (IGM 100/45)[8]. Il ritrovamento di una specie affine nel nord della Cina permise ai paleontologi di assemblare correttamente la struttura scheletrica generale dell'animale. La successiva scoperta che animali come Erlikosaurus andrewsi e Segnosaurus galbinensis erano in realtà teropodi, aiutò i paleontologi a classificare il Therizinosaurus. Furono proposte varie teoria su quale fosse l'ascendenza dei "segnosauridi": alcuni scienziati ipotizzarono che questi animali fossero dei discendenti dei sauropodomorphi o che, addirittura, non fossero né saurischiornitischi. Tuttavia, nuove e recenti scoperte, di animali affini ben conservati, come l'Alxasaurus elesitaiensis nel 1993 e Beipiaosaurus nel 1996, fornì nuovi dettagli sull'anatomia di questi animali: il bacino era molto simile a quello degli attuali uccelli ed i piedi delle forme più primitive, come Beipiaosaurus, possedevano tre dita come i teropodi. Ciò portò alla spostamento tassonomico dei "segnosauridi" (in seguito rinominati come Therizinosauridi) all'interno del sottordine dei teropodi, nella superfamiglia dei maniraptora. Oggi questi animali sono considerati teropodi erbivori.

ClassificazioneModifica

 
Artiglio di Therizinosaurus cheloniformis, all' Australian Museum

Il Therizinosaurus fu assegnato nella famiglia dei Therizinosauridae dal paleontologo russo Evgeny Maleev, nel 1954. All'epoca la famiglia dei Therizinosauridae era composta da un'unica specie di tartaruga acquatica gigante.[3] In seguito alle nuove scoperte e alla consapevolezza che il Therizinosaurus era un teropode, fu spostato all'interno della famiglia dei "segnosauridi", il cui nome fu in seguito cambiato in Therizinosauria, per il principio di priorità. Fanno parte della famiglia dei Therizinosauridae anche: il Segnosaurus, l'Erlikosaurus, il Nothronychus ed il primitivo Nanshiungosaurus.[9]

Di seguito, un cladogramma della famiglia dei therizinosauridae, del 2007, ad opera di Phil Senter.[10]

Therizinosauridae
 

Erliansaurus


 

Nothronychus


 
 

Neimongosaurus


 
 

Segnosaurus


 
 

Erlikosaurus


 

Therizinosaurus






NoteModifica

  1. ^ a b Barsbold, R. (1976c). "New data on Therizinosaurus (Therizinosauridae, Theropoda) [in Russian]." In Devâtkin, E.V. and N.M. Ânovskaâ (eds.), Paleontologiâ i biostratigrafiâ Mongolii. Trudy, Sovmestnaâ Sovetsko−Mongol'skaâ paleontologičeskaâ kspediciâ, 3: 76–92.
  2. ^ a b c Paul, G.S., 2010, The Princeton Field Guide to Dinosaurs, Princeton University Press p. 160
  3. ^ a b c Maleev, E.A. (1954). "New turtle−like reptile in Mongolia [in Russian]." Priroda, 1954(3): 106–108.
  4. ^ a b Barsbold, R. (1983). "Carnivorous dinosaurs from the Cretaceous of Mongolia [in Russian]." Trudy, Sovmestnaâ Sovetsko−Mongol'skaâ paleontologičeskaâ èkspediciâ, 19: 1–120.
  5. ^ a b Rozhdestvensky, A.K. (1970). "On the gigantic claws of mysterious Mesozoic reptiles." Paleontologischeskii Zhurnal, 1970(1): 131-141.
  6. ^ Rozhdestvensky, A.K. (1970). "Giant claws of Enigmatic Mesozoic Reptiles." Paleontology Journal, 4(1): 117-125.
  7. ^ Svarney, T.E. and Svarney, P.B. (2003). "The Handy Dinosaur Answer Book", 1st ed. Canton, MI: Visible Ink Press.
  8. ^ Perle, A., 1982, "On a new finding of the hindlimb of Therizinosaurus sp. from the Late Cretaceous of Mongolia", Problems on the Geology of Mongolia, 5: 94–98
  9. ^ Lindsay E. Zanno, A taxonomic and phylogenetic re-evaluation of Therizinosauria (Dinosauria: Maniraptora), in Journal of Systematic Palaeontology, vol. 8, nº 4, 2010, pp. 503–543, DOI:10.1080/14772019.2010.488045.
  10. ^ Senter, P. (2007). "A new look at the phylogeny of Coelurosauria (Dinosauria: Theropoda)." Journal of Systematic Palaeontology, (DOI10.1017/S1477201907002143).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica