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Unione africana

organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo comprendente quasi tutti gli stati africani
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Unione africana
Bandiera Unione Africana.svg
Bandiera dell'Unione africana.
AU emblem.png
Emblema dell'Unione africana
AbbreviazioneUA
TipoOrganizzazione internazionale
Fondazione9 luglio 2002
Sede centraleEtiopia Addis Abeba
Area di azioneAfrica
PresidenteEgitto Abd al-Fattah al-Sisi
Lingue ufficialiArabo, francese, inglese, portoghese, spagnolo, swahili
MottoLet Us All Unite and Celebrate Together
Sito web

L'Unione africana (UA) è un'organizzazione internazionale comprendente tutti gli Stati africani, con sede ad Addis Abeba, in Etiopia.

Indice

StoriaModifica

Si tratta di un'organizzazione internazionale molto giovane, nata ufficialmente con il primo vertice dei capi di Stato e di governo del 9 luglio 2002 a Durban, in Sudafrica, durante il quale ne assunse la presidenza Thabo Mbeki, presidente sudafricano. Nel corso del vertice, al quale presenziava tra gli altri il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, furono sottoscritti i primi atti riguardanti gli organi dell'Unione, ovvero il protocollo relativo allo stabilimento del Consiglio di pace e sicurezza e lo statuto della commissione, e furono stabilite regole e procedure per l'Assemblea, il consiglio esecutivo e il comitato dei rappresentanti permanenti.

Le fasi del processo di sviluppo precedenti al vertice di Durban avvennero all'interno dell'Organizzazione dell'unità africana. Nella sessione straordinaria del 1999 a Sirte, in Libia, (luogo di nascita del Leader libico Mu'ammar Gheddafi promotore dell'organizzazione, anche con cospicui capitali) l'Organizzazione decise la nascita della nuova Unione.

Il Sahara Occidentale è ammesso come Repubblica democratica araba Sahrawi, pur non essendo a tutti gli effetti indipendente trattandosi di un territorio conteso con il Marocco.

Nel 2000 fu adottato l'atto costitutivo, che entrò in vigore il 26 maggio 2001, un mese esatto dopo la sottoscrizione della Nigeria, il trentaseiesimo Stato ad averlo ratificato. Come previsto dall'atto per un anno vi fu coesistenza tra le due organizzazioni.

Il 15 agosto 2002 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Caratteristiche e funzioniModifica

L'Unione africana ha molto in comune con l'organizzazione che l'ha preceduta; si pone tuttavia come il suo superamento, sia per quanto riguarda gli obiettivi sia per le capacità.

Quella che è percepita come la maggiore differenza è la capacità dell'Unione di intervenire in conflitti interni agli stati in situazioni quali genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità, secondo quanto stabilito dall'articolo 4H dell'Atto costitutivo. In questo articolo sono citati tutti i principi a cui si ispira l'Unione africana ed è degna di nota la presenza del riferimento al rispetto per i principi democratici, i diritti umani, le regole della legge e del governo, in quanto l'Organizzazione dell'unità africana taceva su questi temi. Per quanto riguarda gli obiettivi contenuti nell'articolo 3, vi sono accenni alla promozione di pace, sicurezza e stabilità nel continente, alla partecipazione popolare e al buon governo, ma anche allo sviluppo sostenibile e alle condizioni necessarie per permettere all'Africa di ottenere il ruolo che le spetta nell'economia globale e nelle negoziazioni internazionali.

Nell'articolo 23.1 è fatto riferimento alle sanzioni stabilite dall'Assemblea da comminarsi a quegli stati che non versino i contributi dovuti all'Unione. Nell'articolo 23.2 vi è invece il riferimento agli stati che manchino di uniformarsi alle decisioni e alle politiche stabilite dall'Unione. Le sanzioni, anche in questo caso stabilite dall'assemblea, possono essere di natura economica e politica. Infine nell'articolo 30 si parla di sospensione dall'Unione per un governo che ottenga il potere con mezzi incostituzionali, senza tuttavia approfondire l'argomento.

MembriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stati dell'Africa.
 
Mappa dei paesi membri

L'Unione conta 55 membri, comprendendo tutti gli Stati internazionalmente riconosciuti del continente africano, e la Repubblica democratica araba dei Sahrawi (Stato a limitato riconoscimento internazionale e de facto territorio conteso con il Marocco). Non ne fanno parte i territori posseduti dagli Stati europei.

Il Marocco, che già si era ritirato dall'Organizzazione dell'unità africana il 12 novembre 1984 a seguito all'ammissione della Repubblica democratica araba Sahrawi nell'Organizzazione dell'Unità Africana, è stato riammesso il 30 gennaio 2017.

OrganizzazioneModifica

Assemblea dell'unione africanaModifica

L'Assemblea dell'unione africana è composta da capi di Stato e di governo, ed è l'organo principale con poteri decisionali. Si riunisce una volta l'anno in sessione ordinaria e ogni volta che lo richiedano i due terzi degli Stati. Il presidente rimane in carica un anno. La procedura di decisione è il consensus, se fallisce è richiesta la maggioranza dei due terzi. La maggioranza semplice è richiesta invece per le decisioni procedurali. Il quorum necessario per i lavori è i due terzi, trentaquattro stati. L'assemblea si riserva la possibilità di delegare a uno degli altri organi qualsiasi suo potere.

Dal 10 gennaio 2019 il presidente dell'Unione africana è Abd al-Fattah al-Sisi, presidente dell'Egitto.

Commissione dell'Unione africanaModifica

La Commissione, con sede ad Addis Abeba, rappresenta il segretariato dell'Unione. Lo statuto che ne stabilisce funzioni, organizzazione ed obblighi è stato presentato al primo vertice dell'Unione africana nel 2002; dal 2017 il presidente della Commissione è Moussa Faki, Ciad.

Consiglio esecutivoModifica

Il Consiglio esecutivo è composto dai ministri degli Esteri o dai loro delegati. La procedura di decisione è uguale a quella dell'Assemblea. Il suo compito è monitorare l'esecuzione delle politiche adottate dall'organo decisionale, inoltre è responsabile di alcune materie come energia, risorse idriche, tecnologia. Secondo quanto stabilito dall'articolo 13.3 dell'atto costitutivo dell'Unione africana, può delegare qualsiasi suo potere ai comitati tecnici specializzati. Risponde all'Assemblea ma è dotato di un certo grado di indipendenza, infatti l'articolo 12 prevede che adotti regole e procedure senza l'assistenza dell'Assemblea.

Comitato dei rappresentanti permanentiModifica

Il Comitato ha il compito di seguire le istruzioni del consiglio esecutivo e prepararne i lavori. Molto simile al COREPER dell'Unione europea è stato tuttavia integrato negli organi dell'Unione africana, a differenza del suo omologo europeo.

Comitati tecnici specializzatiModifica

Consiglio economico, sociale e culturaleModifica

(ECOSOCC) è composto da gruppi sociali e culturali presenti negli Stati membri, ma ha solo capacità di avviso.

Corte di giustiziaModifica

Non è stata ancora istituita; nell'atto costitutivo viene fatto riferimento soltanto, all'articolo 26, ai suoi poteri nell'interpretazione del Trattato.

Il 28 gennaio 2013, la ventesima Conferenza dei Capi di Stato e di governo dell'Unione africana, su impulso della Tunisia, ha formalizzato la richiesta di istituzione di una Corte Costituzionale internazionale sotto l'egida dell'ONU (Doc. Assembly/AU/12 (XX) Add.1).

Parlamento panafricanoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Parlamento panafricano.

È stato inaugurato il 18 marzo 2004 a Midrand, in Sudafrica, ed attualmente ha solo funzioni consultive e di avviso, con l'obiettivo tuttavia di evolvere in un'istituzione con poteri legislativi.

Consiglio di pace e di sicurezzaModifica

Non previsto nell'atto costitutivo, ha iniziato la sua attività il 25 maggio 2004. Organo già esistente all'interno dell'Organizzazione dell'unità africana, è stato ricreato all'interno dell'Unione come strumento per la prevenzione, la gestione e la risoluzione dei conflitti. Il relativo protocollo, presentato al vertice di Durban del 2002, stabilisce all'articolo 2.2 che il Consiglio sia supportato dalla Commissione dell'unione africana, un consiglio di saggi, un sistema di allarme immediato continentale, una forza militare africana, African Standby Force, e da un fondo monetario speciale.

Le relazioni tra il Consiglio, le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali sono il contenuto dell'articolo 17 del protocollo, dove è specificato che vi sarà stretta collaborazione, in particolare con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Consiglio guida le missioni di Peacekeeping dell'Unione africana, l'African Mission in Sudan attiva dal giugno 2004, e l'African Mission in Somalia, attiva dall'inizio del 2007.

Attualmente il Consiglio è composto da:

Istituzioni finanziarieModifica

Organismi collegatiModifica

New Partnership for Africa's DevelopmentModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: New Partnership for Africa's Development.

Il New Partnership for Africa's Development (NEPAD), è attualmente inserito nella struttura dell'Unione Africana: ha la sua origine da un mandato dell'Organizzazione dell'Unità Africana a cinque capi di Stato (Algeria, Egitto, Nigeria, Senegal e Sudafrica) per la creazione di una struttura socio-economica integrata di sviluppo per l'Africa nel 1999.

È stato adottato in forma di dichiarazione nel 2001, al vertice dell'Organizzazione dell'Unità Africana tenutosi a Lusaka. Il principale organo è il Head of State and Government Implementation Committee, che risponde direttamente all'Assemblea presentando un rapporto annuale durante il vertice dell'Unione; comprende quindici nazioni, tre per ogni regione africana, ed ha il compito di definire le politiche, le priorità e il programma di azione. Il Comitato Direttivo è composto dai rappresentanti dei Capi di Stato e di Governo, e sorveglia i programmi e i progetti di sviluppo. Il Segretariato ha funzione di coordinazione o direzione in caso di necessità.

Le priorità del NEPAD sono stabilire le condizioni per uno sviluppo sostenibile assicurando pace e sicurezza, cooperazione e integrazione regionale, riformare le politiche per accrescere gli investimenti in alcuni settori ritenuti strategici come agricolturltura, sanità, trasporti, energia, export, turismo e mercato intra-africano, ed infine mobilitare le risorse per attrarre maggiori investimenti esteri ed accrescere il flusso di capitali attraverso ulteriori riduzioni del debito e crescenti aiuti allo sviluppo.

African Peer Review MechanismModifica

Collegato al NEPAD si trova l'African Peer Review Mechanism (APRM), uno strumento al quale l'accesso è volontario, e il cui mandato è monitorare le azioni e le politiche degli Stati membri, assicurando che siano progredendo verso la realizzazione degli obiettivi e che siano conformi ai valori del NEPAD in quattro aree principali: democrazia e politica governativa, economia, struttura governativa e sviluppo socio-economico. L'APRM si ispira ad un principio di trasparenza e non è finalizzato alla punizione e all'esclusione di eventuali Stati non virtuosi. La pubblicazione del Memorandum d'Intesa è avvenuta nel 2003, e tre anni dopo avevano aderito ventisei Stati.

Comprehensive Africa Agricolture Development ProgramModifica

Altra organizzazione collegata è il Comprehensive Africa Agricolture Development Program (CAADP), la cui realizzazione è stata studiata dal Comitato Direttivo in collaborazione con la FAO nel 2002.

La cooperazione con l'Unione europeaModifica

Il 3 e 4 aprile 2000, al Cairo, in Egitto, si tenne il primo incontro tra l'Unione europea e l'Organizzazione dell'Unità Africana. Durante l'incontro vennero firmati due documenti riguardanti la strategia di sviluppo da attuare congiuntamente: La Dichiarazione del Cairo e Il Piano d'Azione del Cairo.

Nella Dichiarazione furono elencati gli obiettivi da raggiungere, come l'integrazione dell'Africa nell'economia mondiale, la cooperazione economica e l'integrazione regionale, ma anche il rispetto dei diritti umani, dei principi e delle istituzioni democratiche.

Il Piano d'Azione previde innanzitutto un meccanismo consistente di vertici a livello di capi di Stato e di Governo, basati su un principio di continuità, e di più frequenti incontri a livello ministeriale.

Dopo la prima Conferenza Ministeriale, tenutasi l'11 ottobre 2001 a Bruxelles ancora tra rappresentanti dell'Ue e dell'OUA, a partire dal 2002 gli incontri ministeriali sono avvenuti tra Ue e Ua:

Durante questi anni si sono rafforzati i rapporti tra altri organi delle Unioni:

Le Commissioni si sono incontrate ogni anno dal 2004 e dal 2006 hanno istituzionalizzato il Business Forum, inteso come uno strumento di dialogo per permettere l'incontro tra esponenti del settore privato di entrambi i continenti, con diverse finalità:

  • dare voce al settore privato in Africa
  • migliorare l'influenza africana nel mondo degli affari e negli investimenti per il clima
  • rendere l'Africa più attraente per il settore privato europeo.

Il primo è stato organizzato il 16 e 17 novembre 2006 a Bruxelles dalla Commissione europea, il secondo il 21 e 22 giugno ad Accra, dalla Commissione dell'Unione africana.

Per quanto riguarda i Vertici a livello di Capi di Stato e di Governo, il primo dopo quello del Cairo era previsto a Lisbona nell'aprile 2003 ma è stato annullato dall'Unione europea per protesta contro la presenza di Robert Mugabe, in quanto presidente di uno Stato colpito da sanzioni da parte dell'Unione. È stato necessario attendere quattro anni perché il Vertice potesse svolgersi, sempre a Lisbona, sempre alla presenza di Mugabe, il 10 e 11 dicembre 2007.

Il rapporto istituzionale ha dato vita a iniziative di sostegno e a progetti condivisi:

  • Il Peace Facility for Africa nel 2003,
  • La Strategia dell'Unione europea per l'Africa del 2005,
  • Il Partenariato Eurafricano sulle Infrastrutture del 2006

Cronologia degli incontriModifica

No. Città ospitante/Paese Data
Durban   Sudafrica 9-11 luglio 2002
Maputo   Mozambico 10-11 luglio 2003
Sirte   Libia febbraio 2004 *
Addis Abeba     Etiopia 6-8 luglio 2004
Abuja   Nigeria 24-31 gennaio 2005
Addis Abeba   Etiopia agosto 2005 *
Sirte   Libia 28 giugno - 5 luglio 2005
Khartoum   Sudan 16-24 gennaio 2006
Banjul   Gambia 25 giugno - 2 luglio 2006
Addis Abeba   Etiopia 22-30 gennaio 2007
Accra   Ghana 25 giugno - 6 luglio 2007
10º Addis Abeba   Etiopia 25 gennaio - 2 febbraio 2008
11º Sharm el-Sheikh   Egitto 24 giugno - 1º luglio 2008
12º Addis Abeba   Etiopia 26 gennaio - 3 febbraio 2009
13º Sirte   Libia 24 giugno - 3 luglio 2009
14º Addis Abeba     Etiopia 25 gennaio - 2 febbraio 2010
15º Kampala   Uganda 19-27 luglio 2010
16º Addis Abeba   Etiopia 24-31 gennaio 2011
17º Malabo   Guinea Equatoriale 23 giugno - 1º luglio 2011
18º Addis Abeba   Etiopia 23-30 gennaio 2012
19º Addis Abeba   Etiopia 9-16 luglio 2013
20º Addis Abeba   Etiopia 27-28 gennaio 2013
21º Addis Abeba   Etiopia 19-27 maggio 2013
Addis Abeba   Etiopia ottobre 2013 *
22º Addis Abeba   Etiopia 21-31 gennaio 2014
23º Malabo   Guinea Equatoriale 20-27 giugno 2014
24º Addis Abeba   Etiopia 23-31 gennaio 2015
25º Johannesburg   Sudafrica 7-15 giugno 2015
26º Addis Abeba   Etiopia 21-31 gennaio 2016
27º Kigali   Ruanda 10-18 luglio 2016
28º Addis Abeba   Etiopia 22-31 gennaio 2017
29º Addis Abeba   Etiopia 27 giugno - 4 luglio 2017
30º Addis Abeba   Etiopia 22-29 gennaio 2018

* Incontro straordinario

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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