Vladimir II di Kiev

Vladimir II di Kiev
Instruction of Vladimir II Monomakh.jpeg
Il testamento di Vladimir II ai figli.
Gran Principe di Kiev
In carica 1113 –
1125
Predecessore Svjatopolk II di Kiev
Successore Mstislav I di Kiev
Nome completo Vladimir Vsevolodovich
Nascita 1053
Morte Kiev, 19 maggio 1125
Dinastia Rurik
Padre Vsevolod di Kiev
Madre Anastasia di Bisanzio

Vladimir II detto Monomaco (in russo: Влади́мир II Все́володович Монома́х?; 105319 maggio 1125) è stato Sovrano della Rus' di Kiev (Gran Principe di Kiev) dal 1113 al 1125.

La vitaModifica

Vladimir nacque nel 1053 da Vsevolod e (probabilmente) da una figlia di Costantino IX Monomaco a nome Anastasia da cui ereditò il cognome[1] poiché era pratica comune nell'area bizantina prendere il cognome materno se questi era più importante di quello paterno[2].

La sua sorellastra Adelaide di Kiev divenne famosa in tutta Europa quando ottenne che il suo matrimonio con Enrico IV di Franconia fosse annullato. In accordo con gli avversari di Enrico (filo-papali), Adelaide aveva asserito che l'imperatore l'aveva costretta a partecipare attivamente a una messa nera[3].

Vladimir riuscì a tenere vivo il commercio, sia con il nord (Scandinavia), sia con il sud (impero bizantino), e combatté con successo contro i popoli della steppa. Si sposò tre volte: la prima con una Gyda che alcune fonti identificano la figlia di Aroldo II di Inghilterra e di Ealdgyth Swan-neck, la seconda con una nobildonna bizantina di nome Eufemia e la terza, probabilmente, con una figlia di Epa Ocenevic, khan dei Cumani.

Il regnoModifica

Vladimir fu una persona di grandissima cultura: una delle principali opere della letteratura medievale della Rus' di Kiev è il suo Poučen'e ("Insegnamento", o anche "Testamento"). È un'opera che "insegna" ai figli di Vladimir l'arte del buon governo, soprattutto nelle spedizioni militari; si scosta in parte dalle opere letterarie del periodo, scritte prevalentemente da monaci. Nel Poučen'e è però forte anche l'influenza del pensiero religioso e i riferimenti a testi biblici.

In questo "Testamento" che egli lasciò ai figli, Vladimir menzionò ben 83 campagne militari e 19 trattati di pace che egli stipulò con i Cumani. All'inizio egli si diresse contro le steppe insieme al cugino Oleg I di Černigov, tuttavia Vladimir venne poi mandato dal padre a governare Černigov. Per riprendersi la città che riteneva sua per diritto, Oleg fece pace con i Cumani e ruppe l'alleanza con Vladimir. Tale inimicizia fu tale da dare luogo a diverse guerre interne e a perdurare anche fra i loro discendenti.

A partire dal 1094 il centro di potere di Vladimir divenne Perejaslav e sotto il suo controllo erano anche le città di Rostov Velikij, Suzdal' e altre province del nord. In queste terre egli fondò numerose città, la più famosa delle quali fu Vladimir. Nel tentativo di unire tutti i principi della Rus' contro i nemici, Vladimir indisse tre congressi, dei quali si ricordano il Congresso dei Principi del 1097 a Lubecca ed il Concilio dei Principi del 1103 vicino al lago Dolobskij.

Nel 1107 Vladimir sconfisse il Khan dei Cumani Boniak durante un'invasione contro la Rus' di Kiev. Quando nel 1113 morì Svjatopolk II di Kiev, la popolazione locale si ribellò ed invocò l'arrivo di Vladimir nella capitale. Nello stesso anno egli giunse alla città sulla quale regnò sino alla morte. Nelle sue Poučen'e sono scritte molte delle riforme che egli fece per placare le tensioni nella capitale.

Vladimir II morì il 19 maggio 1125 e venne sepolto nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev. Dopo la sua morte, iniziò il declino culturale e politico della Rus' Kieviana che si concluderà con il frazionamento feudale nel XIII secolo.

Secondo una celebre versione postuma (certamente spuria, ma strumentale alle pretese imperiali dei sovrani russi a partire da Ivan IV), sarebbe stato incoronato gran principe (o granduca) kievano con una corona d'oro orlata di pelliccia donatagli dal nonno Costantino IX Monomaco, corona che fu perciò denominata, a partire dal 1518, corona di Monomaco. In realtà Costantino IX morì quando Vladimir aveva appena due anni e non era ancora sovrano di Kiev, e la corona cinta dagli zar russi da Ivan IV a Pietro il Grande e oggi custodita a Mosca nel Museo dell'Armeria del Cremlino è molto probabilmente un copricapo di origine tartara.

Gli incerti matrimoni, i figli e la successioneModifica

Vladimir si sposò tre volte. Alcune fonti indicano come sua prima moglie Gytha del Wessex (morta nel 1098 o nel 1107), figlia di Aroldo II d'Inghilterra e appartenente alla dinastia Godwin; tuttavia, nessuna fonte coeva la cita come consorte del gran principe, e nessuna fonte russa identifica la prima moglie come la figlia del sovrano britannico: è quindi possibile che si tratti di un'altra Gytha. In ogni caso, da questa donna egli ebbe cinque figli:

e una figlia:

  • Marina Vladimirovna (morta nel 1146), che viene attribuita sia alla prima che alla seconda moglie.

Alla seconda moglie è attribuito il nome di Eufemia: dovrebbe essere stata una nobile bizantina. La Cronaca degli anni passati pone la sua data di morte al 7 maggio 1107, ma non menziona esplicitamente il suo nome. Insieme ebbero come figli:

La terza moglie si ritiene essere stata una delle figlie di Aepa Ocenevič, khan dei Cumani, nello specifico appartenente a una tribù dedita alla pastorizia chiamata Kipčaki di origini turche. La Cronaca degli anni passati identifica Jurji come genero di Aepa e non è chiaro se Vladimir viene associato alla giovane perché negoziò le nozze per il figlio o perché egli abbia sposato una sorella della nuora; è altresì possibile che vi sia stata un'incomprensione sul nome dello sposo. Non sono noti discendenti.

Alla morte di Vladimir, nel 1125, sorsero problemi per la successione. Il trono passò al suo figlio primogenito, Mstislav, in contrasto con quanto stabiliva la Russkaja Pravda. I fratelli di Vladimir si opposero alla designazione, fatta da Vladimir stesso. Le lotte tra zii e nipoti furono ulteriormente complicate dalla rivolta degli altri quattro figli di Vladimir, tra i quali Jurij, che si opponevano alla nomina del fratello maggiore, come pure tra i fratelli di Mstislav e gli zii. Da quel grande Stato che era, la Rus' di Kiev continuava a frazionarsi in una serie di principati autonomi, sempre meno in grado di gestire il territorio e di opporsi all'invasione dei Tataro-mongoli che incombeva sempre più da vicino.

NoteModifica

  1. ^ Alexander Kazhdan (a cura di), Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press, 1991.
  2. ^ Alexander Kazhdan, Rus'-Byzantine Princely Marriages in the Eleventh and Twelfth Centuries, Harvard Ukrainian Studies, 1989.
  3. ^ Gerhohus Reicherspergensis, De investigatione Antichristi, MGH LdL 3, I.17, p. 324f.
  4. ^ Ferenc Makk, The Árpáds and the Comneni: Political Relations between Hungary and Byzantium in the 12th century, Akadémiai Kiadó, 1989.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN3276787 · ISNI (EN0000 0000 8351 5499 · LCCN (ENn85371641 · GND (DE119256266 · BNF (FRcb12093958t (data) · BAV (EN495/330702 · CERL cnp00405019 · WorldCat Identities (ENlccn-n85371641