Agazzano

comune italiano
Agazzano
comune
Agazzano – Stemma Agazzano – Bandiera
Agazzano – Veduta
Piazza Europa e il municipio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoMattia Cigalini (lista civica Tuttagazzano) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate44°57′N 9°31′E / 44.95°N 9.516667°E44.95; 9.516667 (Agazzano)Coordinate: 44°57′N 9°31′E / 44.95°N 9.516667°E44.95; 9.516667 (Agazzano)
Altitudine187 m s.l.m.
Superficie36,15 km²
Abitanti2 039[1] (31-12-2018)
Densità56,4 ab./km²
FrazioniBastardina, Cantone, Montebolzone, Rivasso, Sarturano, Tavernago, Verdeto
Comuni confinantiBorgonovo Val Tidone, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Pianello Val Tidone, Piozzano
Altre informazioni
Cod. postale29010
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033001
Cod. catastaleA067
TargaPC
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 695 GG[2]
Nome abitantiagazzanesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Agazzano
Agazzano
Agazzano – Mappa
Posizione del comune di Agazzano nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Agazzano (Gasàn in dialetto piacentino) è un comune italiano di 2 039 abitanti[1] della provincia di Piacenza in Emilia-Romagna.

Insieme ai comuni confinanti crea un agglomerato di 19 439 abitanti.

Geografia fisicaModifica

Il territorio del comune è prevalentemente pianeggiante e risulta compreso tra i 90 e i 383 m s.l.m. con un'escursione altimetrica complessiva pari a 293 metri, si appoggia alle prime pendici della dorsale dell'Appennino ligure. È posizionato tra la val Luretta, dove si trova il capoluogo e la val Tidone ad ovest.

Origini del nomeModifica

Il nome del paese potrebbe derivare da Agathianum, aggettivo latino che a sua volta deriva dal gentilizio Agathius, nome di un'antica famiglia agricola della zona. Un'altra ipotesi sull'origine del nome identifica Agazzano con il fondo Acutianus che compare nella Tabula alimentaria traianea risalente al 103 d.C., successivamente trasformatosi in Aricazano e, da qui, in Agazzano[3].

StoriaModifica

Agazzano apparteneva al Pagus Lurate, citato nella Tabula alimentaria traianea del II secolo d.C.. Il ritrovamento di sepolture ed altri oggetti nella frazione di Sarturano, confermano la presenza romana, mancano però fonti documentate relative alla zona di Agazzano in epoca romana[3].

Nel dicembre del 218 a.C., la Battaglia della Trebbia, documentata dallo storico romano Polibio, interessò anche il comune di Agazzano: l'esercito di Annibale, accampato nei pressi di Tavernago, riuscì a bloccare la fanteria romana nell'alveo paludoso del torrente Luretta; la cavalleria numidica appoggiata dagli arcieri fece strage dei soldati romani di cui solo un terzo riuscì a trovare scampo sull'altra sponda del fiume Trebbia.

Fin dall'epoca longobarda vi operavano i monaci dell'abbazia di San Colombano di Bobbio che possedevano le terre Aricazano, Castano, Sarturano e Verdeto[4][5].[6][7], il territorio con vari possedimenti era inserito nel grande feudo reale ed imperiale monastico.

Nel Medioevo, con la dominazione dei franchi molte terre della zona fra le quali Aricazano, Caverzago, Momeliano, ecc. vennero acquisite dal monastero di S. Brigida di Piacenza, di proprietà del monastero di Bobbio[8][9].

Nel 1164 Federico Barbarossa distrusse molti castelli della zona di Agazzano e Piozzano[3]. Nel XIII secolo il paese subì il saccheggio da parte del vicario imperiale di Federico II di Svevia[3].

Agazzano divenne poi la capitale del feudo degli Scotti e, verso la metà del duecento, Alberto Scoto fece iniziare la costruzione del castello[3].

Il territorio nel XV secolo entra a far parte del Ducato di Milano. Gli Scotti restarono ad Agazzano fino al 1412 quando il duca Filippo Maria Visconti li spodestò, consegnando Agazzano alla famiglia Arcelli che aveva accusato gli Scotti di ribellione[3]. Tre anni più tardi gli Scotti riuscirono a dimostrare la loro innocenza, anche se il castello tornò in loro possesso solo nel 1431 quando fu riacquistato da Alberto Scotti[3].

Nel 1451 il duca Francesco Sforza crea il feudo della Contea di Borgonovo cui assegna i feudi di Montebolzone, Rivasso, Sarturano e Tavernago, assegnandolo al figlio Sforza Secondo Sforza che aveva sposato Antonia Dal Verme, figlia di Luigi Dal Verme conte di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni, Pianello Val Tidone ed altri, già possessore di buona parte del feudo di Borgonovo e dei feudi della val Tidone, assicurandosi così l'appoggio di una potente casata, famosa per le imprese militari, che assicurasse sostegno al ducato di Milano.

In seguito il feudo della famiglia Scotti fu più volte confermato dai Farnese signori del Ducato di Parma e Piacenza[3].

A metà del XVIII secolo il castello passò alla famiglia Anguissola grazie al matrimonio tra il conte Giovanni e Margherita Scotti[3].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture militariModifica

  • Castello di Agazzano: edificato nel 1224 da Alberto Scoto e rimaneggiato nel XVI secolo la rocca ha pianta rettangolare. L'ingresso è costituito da due ponti uniti tra loro da un rivellino, danno accesso al mastio attraverso un cortile interno circondato da un elegante loggiato retto da colonne i capitelli delle quali sono stemmi. La facciata principale è inquadrata da due torri cilindriche, con la torre d'ingresso al centro (si possono vedere ancora gli intagli delle catene che alzavano il ponte levatoio) e non avendo subito negli anni evidenti rimaneggiamenti conserva intatta l'originaria imponenza. Affiancato da un palazzo residenziale settecentesco è di proprietà privata visitabile su prenotazione.
  • Castello della Bastardina: eretto in epoca tardomedievale ad opera della famiglia Scotti a guardia di un incrocio tra due strade pedemontane dirette rispettivamente verso Piacenza e Pavia, in un luogo dover erano presenti altre fortificazioni sin dall'XI secolo. Presenta una struttura rettangolare con due torri di forma quadrata sul perimetro esterno, una terza torre sul lato nord, in posizione asimmetrica rispetto alle altre e una quarta torre, costruita successivamente alle altre e, poi, riadattata a campanile per il limitrofo oratorio. All'interno è presente una corte con porticato dal quale si accede, tramite una scala monumentale al primo piano[10].
  • Castello della Boffalora: costruito sul versante delle prime colline sorge isolato ed imponente sulla strada che collega Agazzano a Pianello Val Tidone. Ha pianta quadrata con torri guelfe agli angoli e l'ingresso protetto da un alto mastio con ponte levatoio. Nei documenti antichi viene denominato Flatus aurae ed ebbe una storia tormentata (uno dei suoi proprietari, Gerardo Rustici, vi fu assassinato nel 1555) passando di mano numerose volte.
  • Castello di Castano: realizzato durante il XII secolo presenta una struttura irregolare a base rettangolare con torri rotonde poste agli angoli e edifici di diversa forma e altezza. Originariamente di proprietà della famiglia Scotti, passò più volte di mano tra il quattrocento e il cinquecento sino ad entrare nelle disponibilità della famiglia Barattieri. Restaurato , è stato adibito a location per convegni e eventi[11].
  • Castello di Grintorto: Borgo fortificato posto a picco sul torrente Tidone risalente al duecento. Parte del complesso è stata ristrutturata e ospita un ristorante[12][13].
  • Castello di Sarturano: l'edificio, dalla data di costruzione incerta, presenta una struttura a forma di trapezio caratterizzato dalla presenza di torri quadrate agli angoli e era, in origine, circondato da un fossato. La parte bassa della costruzione è in ciottoli, mentre quella alta in mattoni. L'edificio è stato pesantemente rimaneggiato nel settecento trasformandolo in una villa signorile. Gli unici elementi superstiti del castello medievale si trovano sul lato nord-ovest dell'edificio dove è presente un duplice ingresso con ponte levatoio[14].
  • Torre di Buriana di Cantone: torre in sasso risalente al quattrocento, inizialmente parte di un castello controllato dalla famiglia Scotti di Mezzano, e poi inglobata in un complesso agricolo[13].
  • Torre di Montebolzone: eretta in una data ignota, venne distrutta nel 1243, per mano di pavesi e tedeschi al servizio dell'imperatore Federico II di Svevia. La torre presenta una base quadrangolare e è costruita in pietra nella parte inferiore, circa due terzi dell'altezza, e in laterizio per la parte sommitale con tracce di merli e un motivo decorativo a dente di sega. Alta una ventina di metri è il dongione dell'antico castello poi andato distrutto[15].
  • Torre di Verdeto: Torre risalente al periodo bassomedievale, probabilmente al XV secolo, situata nel borgo di Verdeto, già citato nell'883 negli inventari dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, posto nelle vicinanze della pieve dedicata San Tommaso Apostolo, risalente all'XI secolo[16].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[17]

 

EconomiaModifica

Paese a prevalente vocazione agricola, pur con la modesta presenza di realtà industriali ed artigianali. La presenza di buone possibilità di ristorazione attira turisti anche da fuori provincia.

Infrastrutture e trasportiModifica

Dal 1908 al 1933 Agazzano fu capolinea di una tranvia a vapore per Piacenza[18].

Il territorio comunale è attraversato dalla strada provinciale 7 di Agazzano che collega il capoluogo con San Nicolò di Rottofreno; da essa ad Agazzano, si diramano la strada provinciale 7 bis di Piozzano che raggiunge l'omonimo comune e la strada provinciale 33 di Cantone che collega Agazzano alla ex strada statale 412 della Val Tidone[19].

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 settembre 1986 26 maggio 1990 Sandro Botti Democrazia Cristiana Sindaco [20]
26 maggio 1990 20 aprile 1991 Sandro Botti Democrazia Cristiana Sindaco [20]
20 aprile 1991 11 agosto 1993 Paolo Guglielmetti Democrazia Cristiana Sindaco [20]
11 agosto 1993 22 novembre 1993 Anna Aurora Colosimo Comm. pref. [20]
22 novembre 1993 17 novembre 1997 Domenico Ferrari Partito Democratico della Sinistra Sindaco [20]
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Domenico Ferrari lista civica Sindaco [20]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Lucia Bongiorni lista civica Sindaco [20]
29 maggio 2007 8 febbraio 2009 Lucia Bongiorni lista civica Sindaco [20]
8 giugno 2009 24 luglio 2010 Domenico Ferrari lista civica Sindaco [20]
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Lino Cignatta lista civica: vivo agazzano Sindaco [20]
6 giugno 2016 in carica Mattia Cigalini lista civica: Tuttagazzano Sindaco [20]

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b c d e f g h i Comune di Agazzano, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 1º novembre 2019.
  4. ^ Polonio Felloni, p. 16A.
  5. ^ Destefanis, pp. 67-70.
  6. ^ Il Trasferimento di San Colombano da Bobbio a Pavia e ritorno: 17–30 luglio 929 - Gestione degli antichi possedimenti (PDF), su saintcolumban.eu. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  7. ^ Cipolla e Buzzi.
  8. ^ Chiesa di S. Brigida fondata nel 850 da San Donato di Fiesole e donata a monastero di Bobbio in Santi e Beati, su santiebeati.it.
  9. ^ Cipolla e Buzzi, p.211.
  10. ^ Pierluigi Bavagnoli, Agazzano, castello della Bastardina, su mondimedievali.net. URL consultato il 1º novembre 2019.
  11. ^ Castello di Castano, su preboggion.it. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  12. ^ Ristorante OR Cucina d’Arte, su simonitalianfood.com. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  13. ^ a b Tutte le fortificazioni della provincia di Piacenza, su mondimedievali.net. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  14. ^ Monica Bettocchi, Castello di Sarturano, su emiliaromagna.beniculturali.it. URL consultato il 31 ottobre 2019.
  15. ^ Pierluigi Bavagnoli, Montebolzone, torre, su mondimedievali.net. URL consultato il 1º novembre 2019.
  16. ^ Pierluigi Bavagnoli, Verdeto, torre, borgo, su mondimedievali.net. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  17. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ dalla_tranvia_alla_littorina.pdf [collegamento interrotto], su colombarte.weebly.com. URL consultato il 1º novembre 2019.
  19. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  20. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/

BibliografiaModifica

  • Carmen Artocchini, Castelli Piacentini, Piacenza, Edizioni TEP, 1967.
  • Carlo Cipolla e Giulio Buzzi, Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, I, II, III, Roma, Tipografia del Senato, 1918.
  • Carlo Cipolla e Giulio Buzzi, Codice Diplomatico di S. Colombano di Bobbio, I.
  • Emilio Curtoni, Val Luretta, Edizioni Pontegobbo, 2002.
  • Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale.
  • Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia.
  • Girovagando...Piacenza e le sue valli, I, Percorsi&Itinerari, 2005.

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