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Alberico Gentili

Alberico Gentili (San Ginesio, 14 gennaio 1552Londra, 19 giugno 1608) è stato un giurista italiano emigrato in Inghilterra, dove fu Regius professor di diritto civile all'Università di Oxford. È considerato uno dei più grandi giuristi e avvocati di tutti i tempi. Alberico si affermò nell'Inghilterra elisabettiana come uno stimato giurista e figura di rilievo, ma anche controversa, del pensiero giuridico europeo.[1] Fu considerato come uno dei "padri della giurisprudenza internazionale" e il primo scrittore del diritto pubblico. Scrisse numerosi libri, che contengono importanti contributi alle dottrine giuridiche e comprendono anche teorie teologiche e letterarie[2].

BiografiaModifica

Nacque nel 1552 a San Ginesio in provincia di Macerata, primogenito di Matteo Gentili, medico ad Ascoli, e di Lucrezia Petrelli, entrambi di famiglia nobile. Dopo essersi laureato in giurisprudenza a Perugia, fu per tre anni podestà di Ascoli prima di tornare a San Ginesio, la città natale, come avvocato del comune. Nel 1579, il padre, temendo di essere accusato di eresia, decise di emigrare nella Germania protestante portando con sé Alberico, il primo dei suoi otto figli; i due si stabilirono dapprima a Lubiana, e più tardi furono raggiunti da un altro figlio più giovane, Scipione. I due fratelli si separarono dal padre e si recarono a Tubinga, una città universitaria. Scipione rimase lì; Alberico, dopo un soggiorno ad Heidelberg e uno a Neustadt, a metà del 1580 giunse a Londra. In Inghilterra ebbe un importante ruolo sia come teorico del diritto che come consulente della corona.

Alberico Gentili fu nominato Regius Professor of Civil Law all'Università di Oxford nel 1587; dal 1605 fu anche avvocato dell'Ambasciata di Spagna presso la Corte dell'Ammiragliato, occupandosi soprattutto del contenzioso tra i due Stati relativo a casi di pirateria[1].

Morì nel 1608 a Londra e la sua tomba fu trasferita nella seconda metà del XIX secolo all'interno di Chiesa di sant'Elena a Bishopsgate, mentre la sua casa è ancora oggi visibile nel paese di San Ginesio.

Opere e risultatiModifica

 
In titulum Digestorum De verborum significatione commentarius, 1614
 
Busto in marmo di Alberigo Gentili al Pincio, Roma

La produzione di Gentili comprende 24 opere pubblicate e vari inediti. Le principali sono:

  • Opere manoscritte: Le due opere integrali conosciute, conservate presso la Bodleian Library di Oxford, sono state criticamente edite da Giovanni Minnucci:
    • Ad titulum Codicis Ad legem Juliam de adulteriis Commentarius (edita da G. Minnucci, Alberico Gentili tra mos italicus e mos gallicus. L'inedito Commentario Ad legem Juliam de adulteriis, Bologna 2002)
    • Giovanni Minnucci (a cura di), De papatu Romano Antichristo Recognovit e codice autographo bodleiano D'Orville 607, Studi e Testi, nº 17, Milano, Archivio per la Storia del diritto medioevale e moderno, 2018, p. CLXII+352.

Queste opere (delle quali il De iure belli è considerata la più importante) hanno dato un importante contributo alla nascita del moderno diritto internazionale come disciplina giuridica autonoma. Gentili non costruisce una sistematica teoria deduttiva, ma procede in modo induttivo[3] esaminando varie questioni rilevanti, come il diritto diplomatico e il diritto di guerra, sulla base della cultura politica umanistica, del diritto romano e della prassi seguita dagli stati dell'epoca. Alberico Gentili riuscì anche ad immettere elementi del diritto romano nella tradizione giuridica inglese. inoltre egli amava leggere le opere di Machiavelli, fra cui soprattutto "il Principe", criticava fortemente il Papato e la sua corruzione e credeva che la famiglia dei Borgia fosse la più adatta a governare l'Italia in modo da contrastare le potenti monarchie europee che in quell'epoca andavano rafforzandosi.

In San Ginesio opera il Centro internazionale di Studi gentiliani.

FortunaModifica

Le opere di Gentili ebbero una notevole influenza sui pensatori successivi del XVII secolo e in particolare su Ugo Grozio, ma finirono con l'essere poi in larga misura dimenticate. La riscoperta e la rivalutazione avvennero alla fine del XIX secolo, soprattutto grazie ai lavori di Sir Thomas E. Holland, professore a Oxford. Nel XX secolo sono poi apparsi in Europa e negli Stati Uniti importanti studi e riedizioni e traduzioni delle sue opere.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • G. Van Der Molen, Alberico Gentili and the Development of International Law, Leiden 1968 (1 ed. 1937).
  • G. Astuti, Mos italicus e mos gallicus nei Dialoghi "De iuris interpretibus" di Alberico Gentili, Bologna 1937
  • Diego Panizza, Alberico Gentili, giurista ideologo nell'Inghilterra Elisabettiana, Padova, La Garangola, 1981, OCLC 9874796.
  • Angela De Benedictis, Alberico Gentili, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 53, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000.
  • «Statutorum volumen» della comunità di San Ginesio. La presenza di Alberico Gentili dalla redazione manoscritta alla stampa, a cura di A. Maiarelli e S. Merli, San Ginesio, Centro Internazionale di Studi Gentiliani, 2008.
  • Giovanni Minnucci, Alberico Gentili tra mos italicus e mos gallicus. L'inedito Commentario ad legem juliam de adulteriis, Monduzzi editore, Bologna 2002
  • Alberico Gentili (San Ginesio 1552 - Londra 1608). Atti dei Convegni nel quarto centenario della morte; Milano 2010
  • Giovanni Minnucci, Alberico Gentili iuris interpres della prima Età Moderna, Monduzzi editore, Bologna 2011
  • A. Gentili, Il diritto di guerra (De iure belli libri III), Introduzione di D. Quaglioni; Traduzione di P. Nencini; Apparato critico a cura di G. Marchetto e C. Zendri, Milano 2008
  • Giorgio Badiali, Il diritto di pace di Alberico Gentili, collana Diritto, il Sirente, Fagnano Alto, 2010, pp. 256 pp., ISBN 978-88-87847-25-3.
  • Giovanni Minnucci, Gentili, Alberico, in Dizionario Biografico dei Giuristi Italiani (XII-XX secolo), diretto da I. Birocchi, E. Cortese, A. Mattone, M.N. Miletti, I, Bologna 2013, pp. 967–969.
  • G. Minnucci-D. Quaglioni, Per l'edizione critica del De papatu Romano Antichristo di Alberico Gentili (1580/1585-1591), in Atti del Convegno, XVI Giornata Gentiliana, San Ginesio, 24-25 settembre 2010, Milano 2014, pp. 331–345.
  • Giovanni Minnucci, Jean Hotman, Alberico Gentili, e i circoli umanistici inglesi alla fine del XVI secolo, in Studi di Storia del diritto medioevale e moderno, 3, a cura di F. Liotta, Monduzzi editoriale, Milano 2014, pp. 203–262.
  • Aldo Andrea Cassi, Alle origini del diritto internazionale: Alberico Gentili, in Il contributo italiano alla storia del Pensiero: Diritto, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
  • Giovanni Minnucci, "Silete theologi in munere alieno". Alberico Gentili tra diritto, teologia e religione, Milano 2016.
  • Giovanni Minnucci, Le probabili ragioni della mancata pubblicazione del "De papatu Romano Antichristo" di Alberico Gentili, in "Interpretatio Prudentium", I/2 /2016, pp. 119-168
  • Alberici Gentilis De papatu Romano Antichristo Recognovit e codice autographo bodleiano D'Orville 607, Giovanni Minnucci (Archivio per la Storia del diritto medioevale e moderno; Studi e Testi 17), Milano 2018, pp, CLXII+352
  • S. Colavecchia, Alberico Gentili e l'Europa. Storia ed eredità di un esule italiano nella prima età moderna, Centro Internazionale di Studi Gentiliani, Edizioni Università di Macerata, Macerata, 2018.

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