Amanti in fuga

film del 1946 diretto da Giacomo Gentilomo
Amanti in fuga
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1946
Durata90 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,37:1
Generedrammatico, sentimentale, storico, biografico
RegiaGiacomo Gentilomo
SoggettoGiacomo Gentilomo Fabrizio Sarazani
SceneggiaturaGiacomo Gentilomo Fabrizio Sarazani
ProduttoreGiulio Manenti
Casa di produzioneManenti Film
Distribuzione in italianoManenti Film
FotografiaAnchise Brizzi
MontaggioRenzo Lucidi
MusicheAlessandro Stradella adattate da Ezio Carabella
ScenografiaAlberto Boccianti
CostumiGino Carlo Sensani
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Amanti in fuga è un film del 1946 diretto da Giacomo Gentilomo.

Fu presentato in concorso al Festival di Cannes 1946.

TramaModifica

Roma, fine del XVII secolo. Il famoso musicista napoletano Alessandro Stradella, che conduce una vita dissoluta, è preoccupato perché un astrologo gli ha predetto una morte prematura, a causa di una donna misteriosa. Per distrarsi, il giovane si mette in viaggio per Venezia e, durante il cammino, incontra una dama velata. Innamoratosi della bella sconosciuta, nella città lagunare Alessandro viene a sapere che quella è Ortenzia Foscarini, figlia del temibile inquisitore della repubblica veneta Alvise. Questi non approva la relazione che i due presto intrecciano e inizia quindi a perseguitarli. Ortenzia e Alessandro allora fuggono a Roma e poi a Torino. L'inquisitore si reca nella città piemontese e, fingendo di perdonare la figlia, la invita a tornare a Venezia con il musicista: i giovani hanno il suo permesso per sposarsi. Ma, durante il viaggio, Alvise fa assassinare in un agguato Alessandro, sotto gli occhi della ragazza. Riuscito a trascinarsi dentro una chiesa, il giovane muore guardando la statua di Cristo e toccando la scritta PAX sul marmo del pavimento.

ProduzioneModifica

Biografia romanzata (con molte licenze) del musicista Alessandro Stradella, il film rientra nel filone dei melodrammi sentimentali, comunemente detto strappalacrime, molto in voga tra il pubblico italiano negli anni del secondo dopoguerra (1945-1955), in seguito ribattezzato dalla critica con il termine neorealismo d'appendice.

DistribuzioneModifica

Il film venne distribuito nel circuito cinematografico italiano il 26 ottobre del 1946.

Venne in seguito distribuito in Francia, il 2 novembre del 1948 con il titolo Amants en fuite.

CriticaModifica

«È un lavoro senza infamia e senza lode. Scorre benino dall'inizio alla fine, senza intoppi e senza sussulti. Forse troppo liscio. Ci sono pregevoli inquadrature ed una buona fotografia, alternati con quadri piatti e sfocati»

(L'operatore, "Intermezzo" n. 6,15-31 marzo 1947)

Collegamenti esterniModifica

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