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Amanti in fuga

film del 1946 diretto da Giacomo Gentilomo

TramaModifica

Roma, fine del XVII secolo. Il famoso musicista napoletano Alessandro Stradella, che conduce una vita dissoluta, è preoccupato perché un astrologo gli ha predetto una morte prematura, a causa di una donna misteriosa. Per distrarsi, il giovane si mette in viaggio per Venezia e, durante il cammino, incontra una dama velata. Innamoratosi della bella sconosciuta, nella città lagunare Alessandro viene a sapere che quella è Ortenzia Foscarini, figlia del temibile inquisitore della repubblica veneta Alvise. Questi non approva la relazione che i due presto intrecciano e inizia quindi a perseguitarli. Ortenzia e Alessandro allora fuggono a Roma e poi a Torino. L'inquisitore si reca nella città piemontese e, fingendo di perdonare la figlia, la invita a tornare a Venezia con il musicista: i giovani hanno il suo permesso per sposarsi. Ma, durante il viaggio, Alvise fa assassinare in un agguato Alessandro, sotto gli occhi della ragazza. Riuscito a trascinarsi dentro una chiesa, il giovane muore guardando la statua di Cristo e toccando la scritta PAX sul marmo del pavimento.

DistribuzioneModifica

Fu presentato al Festival di Cannes del 1946.

CriticaModifica

«È un lavoro senza infamia e senza lode. Scorre benino dall'inizio alla fine, senza intoppi e senza sussulti. Forse troppo liscio. Ci sono pregevoli inquadrature ed una buona fotografia, alternati con quadri piatti e sfocati»

(L'operatore, "Intermezzo" n. 6,15-31 marzo 1947)

Collegamenti esterniModifica

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