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Asolo
comune
Asolo – Stemma Asolo – Bandiera
Asolo – Veduta
Vista dall'alto del centro storico dalla Rocca di Asolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
SindacoMauro Migliorini (lista civica di centro-sinistra Per Asolo) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°48′N 11°55′E / 45.8°N 11.916667°E45.8; 11.916667 (Asolo)Coordinate: 45°48′N 11°55′E / 45.8°N 11.916667°E45.8; 11.916667 (Asolo)
Altitudine190 m s.l.m.
Superficie25,37 km²
Abitanti9 089[1] (31-12-2017)
Densità358,26 ab./km²
FrazioniPagnano, Sant'Apollinare, Villa d'Asolo
Comuni confinantiAltivole, Castelcucco, Fonte, Maser, Monfumo, Pieve del Grappa, Riese Pio X
Altre informazioni
Cod. postale31011
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026003
Cod. catastaleA471
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 662 GG[2]
Nome abitantiasolani o acelani
Patronosan Prosdocimo di Padova
Giorno festivo7 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Asolo
Asolo
Asolo – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Asolo (Asol /'azol/ in veneto) è un comune italiano di 9 089 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Fa parte del club de I borghi più belli d'Italia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Il territorio si estende sul punto di transizione tra la pianura veneta e l'area collinare sovrastante che anticipa le prealpi bellunesi (colli Asolani).

Se quindi la metà meridionale, con Villa d'Asolo e Casella, è completamente pianeggiante, con altitudini che variano tra gli 80 e i 100 m s.l.m. (la minima, 74 m, si riscontra al confine con Spineda di Riese Pio X), la metà settentrionale si caratterizza per la presenza di modesti rilievi che culminano con i 379 m del poggio San Martino, a nordest. Il capoluogo stesso si arrocca tra le colline, affacciandosi sulla pianura sottostante, e il municipio è a quota 210 m. Meno elevate le colline dell'area occidentale dove sorge Pagnano (colle Cogorer, 176 m).

L'unico corso d'acqua di rilievo è il torrente Musone che nasce poco più a nord, in comune di Monfumo, e prosegue tra Pagnano e il capoluogo entrando poi in pianura. Da segnalare qualche sorgente (sorgente Fornet, fontana Breda).

 
Panoramica su Asolo

Origini del nomeModifica

Il toponimo, in latino Acelum, è attestato sin dal I secolo d.C. Gli studiosi vi hanno ravvisato la radice indoeuropea *ak, ovvero "luogo aguzzo", in riferimento dunque alla natura collinare del territorio o, più in particolare, al colle su cui sorge la rocca[3].

StoriaModifica

Periodo protostorico, paleoveneto e romanoModifica

La civiltà ha fatto la sua comparsa nel territorio di Asolo già nel medio paleolitico (300.000-35.000 anni fa), periodo a cui risalgono i resti di mammuth e i reperti in selce ritrovati presso Pagnano. Sempre a Pagnano è stato individuato un insediamento mesolitico (5.000 anni fa), mentre a Casella sono stati rinvenuti resti di utensili di varia epoca (da 70.000 a 3.000 anni fa).

I reperti ritrovati soprattutto presso la Casa Gotica testimoniano che nel capoluogo comunale un insediamento si ebbe però solo a partire dall'età del bronzo (X-IX secolo a.C.). Tra l'VIII e il I secolo a.C. la Asolo paleoveneta era legata forse alla pratica della transumanza, all'allevamento ovino e al commercio della lana, oltre che punto di contatto tra i centri della pianura (Padova e Montebelluna) e l'area retica (Feltre). Mentre l'abitato si trovava in corrispondenza dell'attuale, sulle pendici meridionali sorgevano le necropoli.

Passata ai Romani, Asolo crebbe d'importanza divenendo municipium con giurisdizione sulla pianura sottostante sino alla via Postumia se non al Sile, e dal Brenta al Piave[4].
Di questo periodo restano numerosi reperti che testimoniano l'esistenza di terme, di un acquedotto, di un foro e di un teatro[5].

Il toponimo (Acelum) è citato per la prima volta nel I secolo d.C. da Plinio il Vecchio (Naturalis historia), che annovera il centro fra gli oppida Venetorum. Un secolo dopo, come Akedon, lo si ritrova nella Geografia di Claudio Tolomeo.

Periodo paleocristiano e alto medioevoModifica

Verso la fine dell'età romana, Asolo fu cristianizzata e divenne sede della diocesi di Asolo. Sul monte Ricco, dove oggi sorge la rocca, sono stati individuati i resti di un edificio di culto risalente al VII-VIII secolo con annesso un cimitero (X-XI secolo) e un nucleo abitativo (XI secolo).

Tuttavia la diocesi fu soppressa nel 969, in parte inglobata in quella di Treviso, in parte - Bassano e il suo territorio - in quella di Vicenza. Era un periodo in cui la città attraversava una grave crisi, dopo la distruzione avvenuta da parte degli Ungari. Le fonti scritte sono molto scarse, tuttavia non sono pochi i rinvenimenti archeologici.

Basso medioevoModifica

Amministrata dunque dal vescovo di Treviso, Asolo consolidò la sua importanza strategica con la costruzione dell'imponente rocca (XII secolo). Il fortilizio, conquistato nel 1239 da Ezzelino da Romano, tornò, alla sua morte, al comune di Treviso che vi insediò un capitano, rafforzò la guarnigione già presente e concesse alla città una certa autonomia.

Dopo gli Scaligeri, Asolo passò alla Serenissima, che la eresse a sede di podesteria. Dopo la parentesi dei Carraresi, venne confermato il dominio veneziano. In questo periodo furono rafforzate e completate le mura e ristrutturata la loggia. Nel 1459 venne istituito un consiglio cittadino per rafforzare l'autonomia locale.

La SerenissimaModifica

È questo il periodo di massimo splendore per Asolo. Anzitutto, Venezia favorì, attraverso sgravi fiscali, il popolamento della zona, con famiglie provenienti dal Feltrino, dal Trevigiano e dalle valli bergamasche. A ciò si aggiunse Caterina Cornaro, già regina di Cipro, che dal 1489 abitò nel castello con al seguito una ricca corte di artisti e poeti. È qui che Pietro Bembo ambienta gli Asolani, dialogo dedicato a Lucrezia Borgia, al tempo da lui amata (1505). Come scrisse Carlo Dionisotti "il solo luogo in cui gentiluomini veneziani possano apparire in veste di cortigiani."

La città fu poi al centro degli sconvolgimenti dovuti alla guerra della Lega di Cambrai. Nel 1509 le truppe dell'imperatore Massimiliano giunsero ad Asolo, che si arrese. Tornerà sotto Venezia già l'anno dopo.

Già a partire dal Seicento, tuttavia, incominciò un grave declino. La crisi economica derivò da alcuni eventi catastrofici, come carestie e soprattutto il terremoto di Santa Costanza (25 febbraio 1695) che devastò il territorio.[6]

Nel 1742 Asolo otteneva il titolo di città. Nel 1750 fu fondata l'Accademia dei Rinnovati che diede impulso all'ambiente letterario del centro.

Da Napoleone all'Unità d'ItaliaModifica

Alla vigilia della caduta di Venezia, il territorio asolano fu teatro degli scontri fra i Francesi di Napoleone e gli Austriaci. L'11 marzo 1797, il Bonaparte soggiornò per una notte in città e raggiunse la cima del monte San Martino per osservare l'armata asburgica che si trovava al di là del Piave. Dopo una serie di sconvolgimenti politici, nel 1815 la zona diviene definitivamente austriaca come parte del Regno Lombardo-Veneto.

I nuovi governanti si occuparono di vari interventi edilizi che videro la costruzione di nuove infrastrutture ma anche la demolizione delle antiche vestigia. Nel 1820, ad esempio, viene abbattuta parte del castello, ma nel 1857 è restaurato il Teatro Comunale.

Nel 1866 Asolo passa come tutto il Veneto al Regno d'Italia. Dopo questo avvenimento, l'amenità del luogo attira un gran numero di intellettuali, soprattutto stranieri, tra i quali Robert Browning, Eugene Benson, Henry James, Freya Stark e Eleonora Duse.

Il NovecentoModifica

Durante la prima guerra mondiale, Asolo si ritrova a poca distanza dal fronte.

Nel 1928 il regime fascista costituì la cosiddetta Grande Asolo, declassando i comuni di Castelcucco e Monfumo a frazioni di Asolo. Nel 1946 fu ristabilita la situazione precedente.

Durante la seconda guerra mondiale la città ospitò alcuni uffici della Repubblica di Salò.

SimboliModifica

 
Gonfalone civico

Lo stemma di Asolo, derivante da una concessione dell'Imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1844 rappresenta un “leopardo illeonito”, per usare il linguaggio araldico, che altro non è che un leopardo rampante, d'argento in campo rosso. Quest'immagine, quasi unica nel panorama del Veneto, raccordata forse in linea ideale ai leoni rampanti che sembrano precedere il leone di San Marco, si colloca senza dubbio nella più pura tradizione dell'araldica medioevale (basta pensare ai due leopardi dell'arma normanna), dimostrando così un distacco netto dai valori di solito rappresentati dagli stemmi veneti[7].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Facciata neoromanica ottocentesca della chiesa collegiata (Duomo di Asolo)

DuomoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Asolo.

Il Duomo della città fu costruito su preesistenze romane (terme) e rimaneggiato da Giorgio Massari nel 1747.

All'interno si può ammirare l'Assunta di Lorenzo Lotto e una copia ottocentesca dell'Assunta di Tiziano Vecellio.

Chiesa di Santa CaterinaModifica

 
Facciata della chiesa di Santa Caterina; sul fianco, ciò che resta dell'antico ospizio gestito dai Battuti

La piccola chiesa dedicata a santa Caterina d'Alessandria presenta all'esterno una semplice facciata a capanna. Il tempio è decorato internamente da un ciclo di affreschi, rappresentanti scene tratte dalla vita della santa e dalla Passione di Gesù.

Edificata nel 1346, dalla confraternita dei Battuti, venne ampliata nel corso del XVI secolo, quando l'edificio preesistente venne inglobato nelle murature: sulla parete di fondo è chiaramente visibile l'originaria forma dell'interno. Nel 1573 la chiesa fu completata, sia negli arredi sia nei dipinti murali, con la collocazione di tre altari. L'intero ciclo di affreschi venne ricoperto da una scialbatura nel corso del XVIII secolo, e fu riportato alla luce soltanto alla fine del XIX secolo.

Architetture civiliModifica

Palazzo della RagioneModifica

Costruito nel XV secolo, gli è annessa una loggia affrescata con scene di battaglie. Sede del Museo Civico, conserva materiale archeologico, ma anche opere d'arte di vari periodi e cimeli legati a Eleonora Duse.

Ville e residenzeModifica

Architetture militariModifica

 
La Rocca

La roccaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rocca di Asolo.

È il simbolo della città, posta in vetta al monte Ricco. La struttura, a poligono irregolare, risale alla fine del XII secolo e l'inizio del XIII secolo.

 
Il Castello di Asolo

Il castelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Asolo.
 
I palazzi di piazza G. Garibaldi

Fu la reggia di Caterina Cornaro, oggi ospita il teatro Eleonora Duse.

 
Il castello di Asolo; sullo sfondo, in basso, villa Scotti-Pasini e, in alto, la Rocca

Siti archeologiciModifica

Acquedotto romanoModifica

Detto in dialetto locale la Bot, è tra le maggiori testimonianze dell'antica città Acelum ed è riconosciuto come uno dei più interessanti acquedotti scavati in cunicolo nella roccia. Il primo tratto è visitabile in piazza Angelo Brugnoli.

Aree naturaliModifica

Leccio monumentaleModifica

Nel giardino di Casa Freya sorge un grande Quercus ilex, la cui circonferenza è di 4,8 metri, per un'altezza di 22; è classificato nella lista dei circa 22.000 alberi monumentali italiani tutelati dalla guardia forestale e uno dei 16 dislocati in provincia di Treviso[8].

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 1 284, ovvero il 14,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Romania: 652
  2. Marocco: 134
  3. Macedonia del Nord: 104
  4. Cina: 56
  5. Albania: 54
  6. Kosovo: 37
  7. Ucraina: 31
  8. Moldavia: 29
  9. India: 25
  10. Senegal: 25

Tradizioni e folcloreModifica

Mercato dell'antiquariatoModifica

 
Mercato dell'antiquariato

Ogni seconda domenica del mese, compresi i mesi di luglio e agosto, Asolo propone dall'anno 1976 un frequentato mercatino dell'antiquariato dove mobili, argenteria, libri e stampe, modernariato e oggettistica vengono esposti lungo tutte le vie del centro storico

Il palioModifica

Il palio di Asolo si svolge annualmente dal 1992. Tale competizione ricorda l'arrivo della regina Caterina Cornaro che nell'ottobre del 1489 raggiunse il centro di Asolo salendo per i 1.800 metri del Foresto vecchio.

Il palio viene disputato fra le frazioni del comune su una biga del peso complessivo di 200 kg ancella compresa.

Geografia antropicaModifica

 
Veduta su Asolo dal Castello

Il capoluogo e le frazioniModifica

Come la maggior parte dei comuni, anche Asolo è costituito dal capoluogo, la frazione omonima comprendente la sede comunale e alcune frazioni.

 
I Portici del centro storico

Il capoluogo comunaleModifica

Il capoluogo comunale, chiamato anche "Asolo capoluogo", comprende, oltre ovviamente al centro storico, anche alcune sottodivisioni (chiamate con il nome generico di periferia), quali Biordo Nuovo, Biordo Vecchio, (il) Casonetto, (le) Fornaci, San Martino di Asolo. Il centro storico è una città murata e l'unico suo quartiere è Sant'Anna, situato a sud-ovest.

FrazioniModifica

Ad Asolo appartengono le tre frazioni di Sant'Apollinare (3 370 ab., comunemente detta Casella), Pagnano (1 345 ab.) e Villa d'Asolo (2 490 ab.). Esistono però numerose altre borgate di una certa rilevanza: è il caso di Villa Raspa e Ca' Giupponi, che, tra l'altro, partecipano autonomamente al palio cittadino, così come il Lauro, a Villa d'Asolo.

I centri storici minoriModifica

Il comune di Asolo, oltre ad avere il centro storico del capoluogo, ha anche dei centri storici minori e sono i seguenti: il centro storico della frazione Pagnano e alcune zone della stessa frazione, il centro storico del Lauro nella frazione Villa d'Asolo e il centro storico della frazione Sant'Apollinare, chiamato "il Borgo"'

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Asolo è rinomata soprattutto per la produzione di merletti.[11]

Infrastrutture e trasportiModifica

Posta lungo la Strada statale 248 Schiavonesca-Marosticana, fra il 1914 e il 1931 Asolo rappresentò il capolinea occidentale della Tranvia Montebelluna-Asolo, primo elemento di una mai realizzata direttrice su ferro fra Bassano del Grappa e Susegana, che rappresentò al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1999 Alessandro Conte centro-sinistra sindaco
1999 2004 Alessandro Conte centro-sinistra sindaco
2004 2009 Daniele Ferrazza centro-sinistra sindaco
2009 26 maggio 2014 Loredana Baldisser lista civica-Lega Nord sindaco
26 maggio 2014 in carica Mauro Migliorini lista civica di centro-sinistra Per Asolo sindaco

SportModifica

CiclismoModifica

Il 22 maggio 2010 ad Asolo si è conclusa la 14ª tappa del Giro d'Italia, tappa che prevedeva la salita al monte Grappa, con la vittoria in solitaria di Vincenzo Nibali; il 18 maggio 2016 si è tenuto l'arrivo dell'11ª tappa del Giro d'Italia con vittoria di Diego Ulissi.

RugbyModifica

L'Asolo Rugby Club è la squadra cittadina di rugby a 15, opera prevalentemente nel settore giovanile. Precedentemente esisteva un'altra società, l'Associazione Sportiva Pedemontana Rugby (A.S.P.R.A), che militava nel campionato di C2 e dalle cui giovanili sono usciti numerosi giocatori di livello tra i quali Denis e Manuel Dallan.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 51.
  4. ^ Per la centuriazione ci si basò su strade preesistenti: il decumano massimo era la stessa Postumia, mentre il cardine era la via Aurelia; le due arterie si incrociavano nei pressi dell'attuale Vallà di Riese Pio X.
  5. ^ Dalla sezione Linea del tempo del sito asolo.it Archiviato il 5 maggio 2009 in Internet Archive.
  6. ^ 25 febbraio 1695: il terremoto di Santa Costanza
  7. ^ Mary Falco Moretti, Stemmi di Comuni e province Venete, Venezia, Edizioni in Castello, 1985.
  8. ^ Cfr. il censimento nazionale degli alberi monumentali Archiviato il 26 giugno 2014 in Internet Archive.
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  11. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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