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Carlo di Borbone-Soissons

nobile
Carlo di Borbone-Soissons
CharlesdeBourbonComtedeSoissonCustos.jpg
Ritratto di Carlo di Borbone-Soissons, incisione di Dominicus Custos, ca. 1600
Conte di Soissons
In carica 1569-1612
Predecessore Luigi I
Successore Luigi
Nascita Nogent-le-Rotrou, 3 novembre 1566
Morte Blandy-les-Tours, 1º novembre 1612
Casa reale Borbone
Padre Luigi I di Borbone-Condé
Madre Francesca d'Orléans-Longueville
Consorte Anna di Montafià

Carlo di Borbone, conte di Soissons (Nogent-le-Rotrou, 3 novembre 1566Blandy-les-Tours, 1º novembre 1612), fu un principe francese e comandante militare durante le guerre di religione della fine del XVI secolo.

BiografiaModifica

Carlo era il figlio di Luigi I di Borbone-Condé, duca di Enghien, e della sua seconda moglie, Francesca d'Orléans-Longueville[1][2]. Era cugino di primo grado di Enrico IV di Francia.

CarrieraModifica

Soissons si unì alla Lega Cattolica, contrariamente agli altri componenti della sua famiglia che professavano il credo protestante. Fu più tardi persuaso ad abbracciare la fede cattolica da Enrico IV[3].

Combatté nella battaglia di Coutras nel 1587, frequentò gli Stati Generali a Blois nel 1588, combatté nella battaglia di Saint Symphorien nel 1589, fu fatto prigioniero a Château-Giron e, fuggendo da Nantes, si unì le forze con Enrico IV a Dieppe. Dopo la battaglia di Ivry comandò la cavalleria reale negli assedi di Parigi nel 1590, di Chartres nel 1591 e di Rouen nel 1592. Partecipò all'incoronazione di Enrico IV nel 1594. Combatté lealmente all'assedio di Laon. Conclusa la pace con la Spagna, comandò le truppe nella guerra in Savoia nel 1600[3].

Il re lo nominò governatore della Bretagna nel 1589. Nel 1602 fu nominato governatore del Delfinato e della Normandia nel 1610, anno in cui fu anche presente all'incoronazione di Luigi XIII[3]. Dopo la morte di Enrico IV, Soissons si oppose alle politiche della vedova, la regina reggente Maria de' Medici. Nel 1612 Samuel de Champlain convinse Carlo ad ottenere l'ufficio di tenente generale di Luigi XIII, cosa che fece.

Dopo che i Borboni ottennero la corona francese, a corte Carlo era noto Monsieur le Comte[4]. Questo titolo onorifico è stato sostenuto anche dal figlio Luigi e, successivamente, dai Savoia che avevano ereditato la contea dalla figlia di Carlo, Maria[5].

La morte di Enrico IV nel 1610 indebolì le possibilità di Samuel de Champlain di colonizzare con successo la Nuova Francia e, su consiglio di Pierre Dugua de Mons, cercò un protettore nella persona del conte di Soissons, che accettò la proposta per diventare il "padre della Nuova Francia", ottenendo dalla regina reggente l'autorità necessaria per preservare e far progredire tutto ciò che era già stato fatto e nominò Champlain suo luogotenente con un potere illimitato.

MatrimonioModifica

Come figlio più giovane di un ramo cadetto della dinastia reale, Luigi non poteva aspettarsi un grande patrimonio, ma gli fu assegnata la contea di Soisson tra le proprietà borboniche ereditata dalla sua bisnonna paterna, Maria di Lussemburgo. Ha anche ottenuto la contea di Dreux e le signorie di Châtel-Chinon, Noyers, Baugé e Blandy. Nel 1601 Carlo sposò Anna di Montafià (1577-1644) che portò la contea di Montafié in Piemonte, così come le signorie di Bonnétable e Lucé[3]. Ebbero cinque figli, ma solo tre sopravvissero all'infanzia:

Dalla sua relazione con Anne Marie Bohier, signora di Rochebourdet, ebbero due figlie:

  • Carlotta (?-1626), badessa di Fontevrault;
  • Caterina (?-1651), badessa di Perrigne[3].

MorteModifica

Carlo morì il 1 novembre 1612 a Blandy-les-Tours a causa della febbre puerperale secondo padre Anselmo, e fu sepolto nella tomba della famiglia nella certosa di Gaillon.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Love, Ronald S., Blood and religion, (McGill's Queens University Press, 2001), 206.
  2. ^ Marek Miroslav, Rulers of Italy and Savoy: Savoy 3, in Genealogy.eu. URL consultato il 27 marzo 2008.
  3. ^ a b c d e (FR) Père Anselme, Ducs de Bourbon: Comtes de Soissons, in Histoire Genealogique et Chronologique de la Maison Royale de France, Paris, Compagnie des Libraires, 1726, p. 350.
  4. ^ François Velde, The French Royal Family: Titles and Customs, in Heraldica.org. URL consultato il 3 aprile 2008.
  5. ^ (FR) Ézéchiel Spanheim, Relation de la Cour de France, a cura di Emile Bourgeois, le Temps retrouvé, Paris, Mercure de France, 1973, pp. 323, 107–108.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN88950387 · ISNI (EN0000 0000 8023 5715 · GND (DE1019749911 · BNF (FRcb100057009 (data) · CERL cnp01423838 · WorldCat Identities (EN88950387