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1 Cent.
Valore0,01 ITL
Massag
Diametro15 mm
ComposizioneBronzo
Anni di coniazione1861–1918
Dritto
DisegnoTesta del Re d'Italia
Rovescio
Rovescio 1 centesimo Italia 1861.jpg
Disegno1 Centesimo, tra rami di alloro e quercia legati in basso con un fiocco e in alto la stella d'Italia
Contorno
AspettoLiscio

1 centesimo di lira (L. 0,01) è il più piccolo taglio delle monete in lire italiane. Come le monete da 2, 5 e 10 centesimi coeve è fatto di una lega di bronzo composta per il 960‰ di rame e per il 40‰ di stagno[1]. Le monete da 1 centesimo furono coniate a tra il 1861 e il 1918 per poi essere ritirate dalla circolazione nel 1924[2].

Indice

OrigineModifica

La riforma monetaria napoleonicaModifica

La prima coniazione di monete del valore di 1 centesimo di lira si ebbe durante l'occupazione napoleonica della penisola con la costituzione del Regno d'Italia, Napoleone infatti aveva avviato in Francia la riforma monetaria basata sul sistema decimale e sul bimetallismo, oro argento, e intendeva esportarla anche in Italia al fine di avere una moneta unica da usare sia in Francia che nei paesi di conquista[3]. A partire dal 1807 si incominciò la coniazione della moneta da un centesimo nelle zecche di Bologna, Venezia e Milano, zecca in cui erano preparati tutti i conii del regno. La moneta, coniata ufficialmente fino al 1813, pesava 2,1 g e ed era fatta di rame 950‰[4]. Probabilmente la moneta fu coniata anche dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo infatti a causa della mancanza dei nuovi conii gli austriaci continuarono a coniare alla zecca di Milano le monete napoleoniche di rame e d'argento fino al 1819[5].

La RestaurazioneModifica

Con la Restaurazione le nuove monete da 1 centesimo austriache furono coniate nelle zecche di Milano e Venezia a partire dal 1822, ma avevano parametri diversi da quelle napoleoniche e inoltre il sistema monetario austriaco non seguiva la logica decimale. Il pagamento con questo tipo di moneta era limitato a 25 centesimi e le monete avevano corso forzoso e di conseguenza non potevano essere cambiate nelle rispettive monete d'oro o d'argento[6].

Alcuni stati italiani però continuarono a usare il sistema monetario decimale introdotto da Napoleone; tra questi il Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I, anche se la prima coniazione di monete da 1 centesimo di lira si ebbe con Carlo Felice nel 1826. Il centesimo di Carlo Felice aveva caratteristiche simili a quello napoleonico, ma non uguali, infatti venne coniato in rame puro, con un peso di 2 g e un diametro di 19 mm. Tra il 22 febbraio 1947 e il 15 maggio 1848 anche Carlo Alberto utilizzò i conii dei centesimi di Carlo Felice per sopperire alla mancanza di moneta spicciola, mentre con Vittorio Emanuele II non furono emesse monete di questo taglio fino alla fondazione del Regno d'Italia[7].

Anche nel Ducato di Parma e Piacenza fu adottato il sistema decimale napoleonico e nel 1830, durante il regno di Maria Luisa d'Austria si coniarono 2 029 360 monete da un centesimo con le stesse caratteristiche di quelle del Regno di Sardegna[8]. Questa moneta fu coniata anche 1854 con l'effigie di Carlo III in soli 300 000 esemplari, di cui si suppone ne siano sopravvissuti 20[9].

Il RisorgimentoModifica

Nel 1859 ci fu la coniazione per il governo della Toscana (zecca Birmingham) della moneta da un centesimo della cosiddetta serie "Re Eletto" (peso 1 grammo, diametro 15 mm)[10], mentre nel biennio 1859-60 a Bologna vennero coniate delle monete da un centesimo utilizzando i vecchi conii di Carlo Felice del 1826[11].

Regno d'ItaliaModifica

Vittorio Emanuele IIModifica

A seguito della seconda guerra d'indipendenza e all'unione della Lombardia al Regno di Sardegna, avvenuta il 10 novembre 1859 con la pace di Zurigo, Vittorio Emanuele II intervenne al fine di unificare il sistema monetario italiano. Con l'emanazione del Regio decreto 20 novembre 1859, n. 3773 si decretò il ritiro dalla circolazione delle monete preunitarie di rame e di bronzo e la loro sostituzione con nuove monete da 1, 2 e 5 centesimi recanti al dritto il ritratto di Vittorio Emanuele II. Con questo decreto inoltre si stabilì che le nuove monete dovessero contenere almeno il 95% di rame, anche se la composizione corretta fu poi stabilita con il Decreto luogotenenziale del 15 dicembre 1860 che impose l'uso di una lega di bronzo composta per il 960‰ di rame e per il 40‰ di stagno. Nel documento vennero anche decise le dimensioni della moneta da 1 centesimo che doveva avere un diametro di 15 mm e un peso 1 g[12].

Con la proclamazione del Regno d'Italia le nuove monete di bronzo da 1 centesimo raffiguranti Vittorio Emanuele II, e incise da Giuseppe Ferraris, acquisirono corso legale il 1° agosto 1861[13] e fino al 1° novembre 1862 si operò in un sistema di doppia circolazione[14]. Le monete di bronzo, come quelle da 1 centesimo, potevano essere cambiate dallo stato in quantità illimitata mentre per i pagamenti tra privati non era consentito superare il valore massimo di 1 lira[15]. La coniazione delle monete da 1 centesimo a dispetto della data riportata (1861) cominciò solamente nel 1862 e queste furono coniate dalla zecca di Milano e da quella di Napoli che ne coniò molte con la data corretta 1862. Le monete della zecca partenopea generalmente sono caratterizzate da un conio stanco e dall'impronta del dritto sul rovescio[16], inoltre il loro peso varia tra 1,02 g, per quelle datate 1861 e 0,99 g, per quelle del 1862. Queste leggere difformità del peso si possono riscontrare anche nelle coniazioni successive di Umberto I e di Vittorio Emanuele II[17]. Altre monete da un centesimo furono poi coniate nel 1868 dalla zecca di Milano e da quella di Torino pur riportando la data 1867[16].

Umberto IModifica

Con la morte di Vittorio Emanuele II avvenuta il 9 gennaio 1878, il primogenito Umberto I divenne re d'Italia. Secondo quanto riporta la rivista italiana di numismatica del 1891 la coniazione delle monete da 1 centesimo con l'effigie di Vittorio Emanuele II continuò anche durante il regno di Umberto I, si stima infatti che la zecca di Milano abbia coniato 23 500 000 di monete da 1 centesimo datate 1867 tra il 1883 e il 1892, escludendo gli anni 1884 e 1890[16][1].

Per questa ragione la coniazione delle monete da 1 centesimo raffiguranti Umberto I e incise da Filippo Speranza cominciò solamente a partire dal 1895 quando fu riconosciuta la mancanza in circolazione delle monete da 1, 2 e 5 centesimi. L'emissione di queste monete venne regolata da un decreto del 13 ottobre 1894 che stabiliva il ritiro e la demonetizzazione di 15 175 384 di monete da 10 centesimi logore al fine di coniare alla zecca di Roma nuove monete da 1, 2 e 5 centesimi per lo stesso valore[18]. La moneta da 1 centesimo con l'effigie di Umberto I fu coniata annualmente fino al 1900 (escluso il 1898), anno di uccisione del re[19], in particolare in questo anno si autorizzò nuovamente la fusione di 1 000 000 di monete da 10 centesimi al fine di coniare nuove monete da 1 centesimo[20].

Vittorio Emanuele IIIModifica

Dracma per l'Egitto
 
"ΑVT K T AIΛ AΔP ANTωNЄINOC CЄB ЄVCB" intorno alla testa laureata dell'imperatore Antonino Pio "L ΔЄK-ATOV" intorno alla dea Iside Faria sulla prua di una nave a vela
146-147 d.C, bronzo, 28,88 g

A meno di un anno dall'incoronazione fu emanato il decreto riguardante la coniazione delle nuove monete con il ritratto di Vittorio Emanuele III[21]. Lo stile della moneta da 1 centesimo ricalcava perfettamente quello dei suoi predecessori, e con continuità fu scelto anche lo stesso autore delle monete del padre, Filippo Speranza. Questa moneta fu coniata annualmente dal 1902 al 1905 e un piccolo quantitativo anche nel 1908[22], in particolare 20 000 000 di monete da 1 centesimo tra il 1904 e il 1905 vennero fabbricate con il bronzo proveniente dalle monete da 10 centesimi demonetizzate e fuse[23]. Le monete da 1 centesimo coniate fino al 1908 possono presentare un disallineamento tra le cifre della data, e meno frequentemente tra le lettere della parola centesimo, a causa di un disallineamento dei punzoni mobili del conio[24].

A partire dal 1908[25] lo stile della moneta cambiò radicalmente dando avvio alla serie di centesimi denominata Italia su prora o Italia marinara[2]. La nuova moneta da 1 centesimo passò da uno stile tipicamente ottocentesco ad uno influenzato dall'Art Nouveau che stava iniziando diffondersi in quegli anni. L'immagine del rovescio riprende quella delle dracme coniate per l'Egitto durante il principato Antonino Pio, in queste monete è rappresentata la dea marinara Iside Faria in piedi sulla prua di una nave rostrata che tiene una vela. Lo schema di questa moneta è simile a quello proposto per il centesimo di Vittorio Emanuele III, dove al posto della dea è presente l'allegoria dell'Italia che tiene in mano un ramoscello d'ulivo[26]. Questa moneta fu coniata a partire dal 1908 con l'utilizzo del metallo derivato dal ritiro dalla circolazione e dalla fusione di 3 000 000 di monete da 10 centesimi[27]. Di quelle datate 1908 inoltre è possibile distinguere due varianti causate dal cambio del conio, infatti mentre quelle coniate per prime presentano la cifra 8 ben proporzionata con il resto della data, quelle fabbricate dopo la sostituzione del conio presentano la cifra 8 più piccola[28]. Altra variante è rappresentata dalle monete del 1910, che presentano il marchio di zecca in incuso anziché in rilievo e quelle del 1911 che nella maggior parte dei casi presentano il punto dopo la data. In alcune monete del 1915 inoltre è possibile trovare una ribattitura in cui l'allegoria dell'Italia presenta quattro mani anziché due[29]. Le monete da 1 centesimo di questo tipo furono coniate annualmente fino al 1918[30] e rimasero in circolazione fino al 30 giugno 1924, quando con un decreto tutte le monete da 1 centesimo cessarono di avere corso legale[31].

MoneteModifica

Immagine Descrizione Anni di

coniazione

Autore Parametri tecnici Bordo
Dritto Rovescio Modellista Incisore Peso Diametro Composizione
Vittorio Emanuele II Re d'Italia, testa nuda del re, in basso la lettera F • per l'incisore Giuseppe Ferraris 1 Centesimo, tra rami di alloro e quercia legati in basso con un fiocco e in alto la stella d'Italia. In basso il marchio della zecca: M (Milano), N (Napoli), T (Torino) 1861–1867 Giuseppe Ferraris g 15 mm Bronzo:

Cu 960‰

Sn 40‰

Liscio
Umberto I Re d'Italia, testa nuda del re, in basso la lettera S • per l'incisore Filippo Speranza 1 Centesimo, tra rami di alloro e quercia legati in basso con un fiocco e in alto la stella d'Italia, in basso il marchio di zecca R (Roma) 1895–1900 Filippo Speranza
Vittorio Emanuele III Re d'Italia, testa nuda del re, in basso S • per l'incisore Filippo Speranza 1902–1908
Vittorio • Emanuele • III • Re • d'Italia, busto del re con uniforme Cent. 1, allegoria dell'Italia con un ramo d'ulivo sulla prua di una nave rostrata. Sulla punta della prua è presente il marchio di zecca R (Roma) e sulla fiancata le sigle degli autori, P.C.M. e L.G.I. 1908–1918 Pietro Canonica Luigi Giorgi

TiraturaModifica

Vittorio Emanuele II[16]
Anno Zecca di Milano (M) Zecca di Napoli (N) Zecca di Torino (T)
1861 26 720 000 48 280 000
1862 37 499 936
1867 72 758 532 5 000 000
Totale 190 258 468
Umberto I
Anno Zecca di Roma (R)
1895 13 860 000
1896 3 730 000
1897 1 844 500
1899 1 287 474
1900 10 000 000
Totale 30 721 974
Vittorio Emanuele III
Anno Zecca di Roma (R)
1902 26 308
1903 5 655 000
1904 14 626 161
1905 8 530 531
1908[32] 3 859 140
1908[33] 56 860
1909 3 539 000
1910 3 598 560
1911 700 000
1912 3 995 000
1913 3 200 000
1914 11 585 000
1915 9 757 440
1916 9 845 000
1917 2 400 000
1918 2 710 000
Totale 84 084 000

Monete similiModifica

Durante il periodo di coniazione di questa moneta l'Italia fu paese membro dell'Unione monetaria latina, un accordo che imponeva ai paesi firmatari di coniare monete d'oro e d'argento tra loro equivalenti in modo che potessero essere usate in tutte le nazioni aderenti. Questo accordo non comprese le monete di bronzo che quindi potevano circolare solamente nei paesi emittenti, ma comunque sia alcune nazioni adottarono una convenzione comune anche per la coniazione delle monete di bronzo e per la moneta da 1 centesimo furono decisi il peso di 1 g e il diametro di 15 mm.

Queste dimensioni furono adottate per prime dalla Francia, che può essere considerata il paese fondatore dell'Unione monetaria latina. Dal 1861 al 1920 la Francia coniò monete da 1 centime seguendo questa convenzione e nel 1891 coniò una moneta analoga per il Protettorato francese in Tunisia. Tra i paesi firmatari anche il Regno di Grecia tra il 1869 e il 1879 coniò la moneta da 1 lepton seguendo gli stessi parametri.

Tra i paesi vincolati da accordi bilaterali ci furono la Spagna, che coniò la moneta da 1 centimo tra il 1870 e il 1913 e la Romania che coniò quella di 1 ban dal 1867 al 1900. Creta e la Finlandia coniarono rispettivamente le monete da 1 lepton e 1 penni conferendogli dimensioni e peso molto simili a quelle del centesimo italiano, seppur non uguali. Nel 1866, a seguito dell'Unità d'Italia, anche lo Stato Pontificio adottò il sistema di monetazione decimale, emettendo monete con le stesse caratteristiche di quelle del Regno d'Italia (1 grammo di rame e 15 mm di diametro). La moneta al dritto rappresentava l'effigie di Papa Pio IX con l'anno di emissione, al recto il valore (1 centesimo) e il segno di zecca; venne coniata per soli tre anni, 1866-1867-1868. Tutte le monete vennero ritirate dalla circolazione a seguito dell'annessione di Roma al Regno d'Italia, con il Regio decreto 25 novembre 1870, n. 6022 e il n. 6139 del 24 dicembre 1870[34].

Tra i paesi che invece aderirono all'Unione unilateralmente, ma che comunque coniarono monete da un centesimo seguendo gli stessi parametri ci sono la Bulgaria (1901-1912) e la Serbia (1868)

GettoniModifica

Centesimo LoubetModifica

Tra il 14 e il 18 ottobre 1903 Vittorio Emanuele III fece la prima visita di Stato in Francia, dove per l'occasione fu emesso un gettone propagandistico ad imitazione dei 5 centesimi di franco. La visita in Italia da parte del presidente francese Émile Loubet fu corrisposta tra il 24 e il 28 Aprile 1904 e per l'evento furono prodotti molti gadget in ricordo dell'incontro, tra i quali un gettone emesso dalla Ditta Donzelli, proprietà dell'incisore Antonio Donzelli. Il gettone al dritto era molto simile al centesimo di Vittorio Emanuele III all'epoca in circolazione e riportava sigla dell’incisore A.D., al rovescio invece era rappresentato il volto del presidente francese e la dicitura M. Emile Loubet Pres. Repub. France. La versione di rame era la più simile al centesimo perché oltre ad avere un disegno e una composizione simile aveva anche dimensioni analoghe al centesimo, infatti pesava 1,24 g, invece di 1 g, e aveva un diametro di 15,2 mm anziché 15 mm e probabilmente, vista la somiglianza, entrò inavvertitamente in circolazione. Di questo gettone furono prodotte anche una versione in alluminio (0,73 g, 15,5 mm) e una in rame dorato (1,25 g, 15,2 mm). Molti dei gettoni di rame furono incastonati in una cornice circolare d’alluminio che al dritto presenta la scritta Souvenir d’Italie – Avril 1904 e a’ l’avenir des deux soeurs de gloire dove sono presenti anche un ferro di cavallo e gli stemmi araldici d’Italia e Francia, mentre al rovescio è rappresentata una donna in stile liberty circondata dai simboli della fortuna e nella parte inferiore la scritta Je suisse ta mascotte[35].

Centesimo portafortunaModifica

Centesimo portafortuna
 
Donna in stile Liberty e simboli della fortuna, in basso "JE SUISS TA MASCOTTE" "JE SUISSE LE CENTIME PORTE-BONHEUR", ferro di cavallo, in basso tela di ragno
ca. 1904, alluminio e bronzo

A seguito del centesimo Loubet alcune aziende iniziarono a coniare gettoni pubblicitari simili, questi erano formati da un anello con le informazioni pubblicitarie dentro il quale era contenuta una moneta da un centesimo di quelle in corso. Tra le aziende che usarono questo tipo di gettoni ci fu la ditta veneziana Jesurum che coniò un gettone in ottone che recava scritta francese Porte bonheur (portafortuna) e Souvenir tra due quadrifogli[36]. Anche la ditta inglese Pola & Todascan fece coniare da Donzelli questo tipo di gettone in cui l'anello che conteneva il centesimo era fatto di alluminio e in una faccia era presente la propria pubblicità mentre nell'altra la scritta portafortuna per i negozi di Genova e Verona, quelli per Roma e Firenze invece avevano la scritta in francese. Furono poi coniati anche dei gettoni che portavano unicamente le scritte benaugurati e solitamente questi contenevano il centesimo del 1904, a volte al posto di gettoni veri e propri si trattava di medaglie[37].

BibliografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ a b 1 centesimo del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele II, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  2. ^ a b 1 centesimo · 1908-1918, su Catalogo Gigante. URL consultato il 12 maggio 2019.
  3. ^ Periodo Napoleonico (PDF), su numismaticadellostato.it. URL consultato il 14 maggio 2019.
  4. ^ 1 centesimo Italia, Napoleone, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  5. ^ Napoleone I - Regno d'Italia, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  6. ^ 1 centesimo Regno Lombardo Veneto, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 14 maggio 2019.
  7. ^ 1 centesimo Carlo Felice, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 14 maggio 2019.
  8. ^ 1 centesimo Ducato di Parma e di Piacenza, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 16 maggio 2019.
  9. ^ 1 centesimo, Ducato di Parma e di Piacenza, Carlo III, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 16 maggio 2019.
  10. ^ 1 centesimo, Governo popolare della Toscana, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  11. ^ 1 centesimo, Governo provvisorio di Bologna, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  12. ^ Silvana Balbi de Caro, Verso l'unità d'Italia (PDF), su numismaticadellostato.it, pp. 9-10.
  13. ^ Regio decreto 17 luglio 1861, n. 114
  14. ^ Regio decreto 21 settembre 1862, n. 834
  15. ^ 1 centesimo · 1861-1867, su catalogogigante.it. URL consultato il 18 maggio 2019.
  16. ^ a b c d Gigante, p. 105
  17. ^ Corpus Nummorum Italicorum, pp. 466-467
  18. ^ Regio decreto 13 ottobre 1894, n. 459
  19. ^ 1 centesimo del Regno d'Italia, Umberto I, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 12 maggio 2019.
  20. ^ Regio decreto 4 marzo 1900, n. 82
  21. ^ Regio decreto 7 marzo 1901, n. 92
  22. ^ 1 centesimo del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele III, Valore, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  23. ^ Regio decreto 10 agosto 1904, n. 584
  24. ^ 1 centesimo del Regno d'Italia, Vittorio Emanuele III, su catalogogigante.it.
  25. ^ Regio decreto 29 ottobre 1908, n. 629
  26. ^ La collezione di Vittorio Emanuele III e gli studi di storia monetaria (PDF), su numismaticadellostato.it, p. 266.
  27. ^ Regio decreto 4 giugno 1908, n. 279
  28. ^ Due varianti di data del centesimo Italia su prora 1908: un approfondimento, su ilgiornaledellanumismatica.it. URL consultato il 18 maggio 2019.
  29. ^ Gigante, p. 174
  30. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 14 luglio 1918, n. 1064
  31. ^ Regio decreto 4 maggio 1924, n. 888
  32. ^ Tipologia "Valore"
  33. ^ Tipologia "Italia su prora"
  34. ^ 1 centesimo, Stato Pontificio, su numismatica-italiana.lamoneta.it.
  35. ^ 1 centesimo Loubet, su numismatica-italiana.lamoneta.it, 19 maggio 2019.
  36. ^ Gettore Jesurum, su numismatica-italiana.lamoneta.it. URL consultato il 19 maggio 2019.
  37. ^ Il trionfo di Vittorio Emanuele III di Savoia e Emile Loubet, su modoetianumismaticae.com. URL consultato il 19 maggio 2019.

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