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Chiesa di San Francesco d'Assisi all'Immacolata (Catania)

StoriaModifica

Epoca romanaModifica

Il sito ospitava un tempio pagano dedicato alla dea Minerva.

Epoca svevaModifica

Epoca aragoneseModifica

Epoca spagnolaModifica

DescrizioneModifica

 
Navata centrale.

EsternoModifica

Navata destraModifica

     

Navata sinistraModifica

     

TransettoModifica

 
Navata sinistra.
 
Altare Santissimo Crocifisso.
Braccio destroModifica
  • Cappella di Sant'Antonio di Padova. Sulla parete è collocato il quadro raffigurante Sant'Antonio di Padova del XV secolo recante il cartiglio con la scritta «Petunt et accipiunt iuvenes et cani», fanno da cornice 10 scene riproducenti episodi della vita del taumaturgo. Sotto la mensa è collocata una Dormienza di Maria.
  • Pilastro absidale. Nella crociera all'intersezione con l'abside centrale, si trova la targa commemorante e la moderna sepoltura della regina Eleonora d'Angiò, consorte di Federico III di Sicilia e patrocinante del primitivo edificio. La sovrana era sepolta in questa chiesa fino al terremoto del Val di Noto del 1693.
Absidiola destraModifica
  • Cappella dell'immacolata Concezione. Sull'altare è collocato il dipinto raffigurante l'Immacolata Concezione di Antonio Licata, opera dipinta a Roma nel 1850c. L'altare è ricco di diaspri policromi di Sicilia con angeli in marmo di Carrara seduti ai lati della mensa e rivolti verso il centro della sopraelevazione. Negli affreschi della cupola del XVIII secolo sono raffigurati la Santissima Trinità e il Cristo glorificato, la Madonna nelle accezioni più importanti: l'Immacolata Concezione e l'Assunzione in cielo attorniata da San Giuseppe, San Giovanni Battista, il profeta Davide con l'arpa e altri personaggi. Ancora Angeli nelle vele, due coppie di angeli danzanti sull'arco interno, su quello esterno, l'angelo a destra reca lo «Speculum justitiæ», l'altro a sinistra regge la «Domus aurea», immagini ispirate alle Litanie lauretane.
Presbiterio - absideModifica

Ai lati sono presenti monumentali cantorie lignee. Il coro e l'organo sono nel presbiterio, rispettivamente dietro e lateralmente all'altare maggiore. Lo strumento è celebre per le esercitazioni di Vincenzo Bellini, il grande compositore da giovane abitava nel prospiciente Palazzo Gravina Cruyllas.

Sull'altare in marmo policromo, lo sportellino del ciborio è realizzato con un mosaico in lapislazzuli su una base in oro cesellato, opera di Paolo Guarna del 1574. Gli affreschi sono opera di Francesco Sozzi, costituisce pala d'altare il dipinto raffigurante l'Indulgenza della Porziuncola.

Sul soffitto dell'abside è realizzato in stucco l'Agnello dell'Apocalisse sul libro dei sette sigilli.

Absidiola sinistraModifica
  • Cappella del Sacro Cuore, primitiva Cappella del Santissimo Crocifisso. Sull'altare è collocata la statua del Sacro Cuore. Risalgono al 1909 gli affreschi del catino absidale, opere del pittore catanese Alessandro Abate. Nei quattro pennacchi sono raffigurati degli angeli che recano i simboli della Passione, sul soffitto gli affreschi presentano scene del mistero della Redenzione: la Santissima Trinità che decreta l'incarnazione del Redentore e Cristo con la Croce sconfigge le forze del male.
    • Altare del Santissimo Crocifisso. Sulla sinistra dell'absidiola è presente l'Altare del Santissimo Crocifisso costituito da Crocifisso ligneo disposto su reliquiario, ricostruzione ex novo del primitivo ambiente operata nel 1902.
Braccio sinistroModifica
  • Cappella di San Francesco d'Assisi. Sulla parete campeggia l'Estasi di San Francesco d'Assisi, opera di Giuseppe Guarnaccia, allievo di Sebastiano Conca, dipinto altrimenti conosciuto come il Miracolo delle Stimmate del 1770c., sulla mensa fa mostra una statua raffigurante San Pio.

Opere documentateModifica

  • XVI secolo, San Giacomo, dipinto su tavola, opera documentata nella Cappella Torre di Polidoro da Caravaggio.[4]
  • Cappella Torre.
  • Sepolcreto Gioeni MDCCXLII.[5]
    • Annibale Gioeni.
      • Raimondo Gioeni.
        • Federico Gioeni.
  • Lorenzo e Agata Gioeni 1581.

Convento dei Frati Minori ConventualiModifica

Il Convento dei Frati Minori Conventuali ebbe la sua prima sede nel XIII secolo (1256) accanto la chiesa di San Michele Arcangelo in quella che oggi è Piazza Federico II di Svevia, di fronte al Castello Ursino, ma a seguito di contenziosi e contrasti con l'Imperatore ed i suoi discendenti questi frati ebbero una loro sede definitiva solo nel 1329 grazie alla Regina Eleonora d'Angiò, moglie del Re di Trinacria Federico III d'Aragona. Dopo il Terremoto del Val di Noto del 1693 fu ricostruito forse da Giovanni Battista Vaccarini, e in quella che oggi è Via Vittorio Emanuele II crollò il cosiddetto "Arco di Marcello" (i cui resti vennero demoliti), ritenuto in seguito a dei ritrovamenti archeologici nel XIX secolo un podio templare più che un arco.

Confraternita degli Schiavi dell'Immacolata Concezione di MariaModifica

  • Confraternita degli Schiavi dell'Immacolata Concezione di Maria, sodalizio attestato con patrocinio della Cappella delle Anime Purganti e della relativa cripta.

NoteModifica

  1. ^ Pagina 79, Antonio Mongitore, "Palerma divoto di Maria Vergine, e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." [1] Archiviato il 16 ottobre 2017 in Internet Archive., Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719.
  2. ^ Pagina 56, Gaetano Grano, Philipp Hackert, "Memorie de' pittori messinesi e degli esteri che in Messina fiorirono dal secolo XII sino al secolo XIX." [2] Archiviato il 10 novembre 2016 in Internet Archive., Messina, 1821.
  3. ^ Pagina 152, Gioacchino di Marzo, "La pittura in Palermo nel Rinascimento. Storia e Documenti" [3], Palermo, Alberto Reber, 1899.
  4. ^ Pagina 230, Gioacchino Di Marzo, "Delle Belle arti in Sicilia: dal sorgere del secolo XV alla fine del XVI" [4], Volume III, Palermo, Salvatore di Marzo editore, Francesco Lao tipografo, 1862.
  5. ^ Pagina 407, Francesco Maria Emanuele Gaetani, marchese di Villabianca, "Della Sicilia Nobile" [5], Volume unico, Palermo, Stamperia de' Santi Apostoli per Pietro Bentivenga, 1757.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Rasà Napoli, "Guida alle Chiese di Catania", Tringale Editore, Catania, 1984
  • Citti Siracusano, "La pittura del Settecento in Sicilia". Roma, De Luca Editore, 1986.
  • Francesco Costa, "San Francesco all'Immacolata di Catania: guida storico-artistica" [6], Palermo, Officina di Studi Medievali, DEA Store, 2007.

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