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Chiesa di Sant'Anna (Genova)

edificio religioso di Genova
Chiesa di Sant'Anna
Genova-chiesa sant'anna-facciata.jpg
La facciata
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàProvincia di Genova-Stemma.svg Genova
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareSant'Anna
Arcidiocesi Genova
Inizio costruzioneXVI secolo
CompletamentoXVI secolo

Coordinate: 44°24′55.99″N 8°56′13.28″E / 44.415553°N 8.937022°E44.415553; 8.937022

La chiesa di Sant'Anna, con annesso Convento e Farmacia dei padri Carmelitani Scalzi, è un luogo di culto cattolico di Genova nell'antico borgo di Bachernia. Il borgo, con i suoi alti platani e la pavimentazione in mattoni pietra tipica delle creuze genovesi, e la contigua salita Bachernia, da cui si gode una splendida vista sul porto e la città vecchia, costituiscono un inaspettato recupero ambientale e paesistico nel centro di Genova.

Indice

StoriaModifica

Il convento fu fondato nel 1584 per iniziativa di padre Nicolò di Gesù Maria Doria, ritornato dalla Spagna con un gruppo di religiosi Carmelitani Scalzi aderenti alla riforma di Teresa d'Ávila e Giovanni della Croce per fondare un convento nell'allora Repubblica di Genova. Fu la prima fondazione al di fuori della Spagna, circa vent’anni dopo la riforma[1].

A quel tempo, la zona si trovava all'esterno della cinta muraria della città ed era identificata con il fitonimo Bachernia - che ancora oggi il dà il nome in questo tratto alla creuza che dal Portello conduce a Mura delle Chiappe - richiamando le bacche degli arbusti selvatici di rosa canina che vi crescevano in abbondanza[2]. Il convento fu edificato nel luogo in cui sorgeva la cappella itineraria dedicata a Sant'Anna, mentre altre due cappelle, quelle di Sant'Erasmo e di San Bernardo, furono successivamente demolite per la costruzione delle Mura Nuove del 1626, che racchiusero tutta l'area all'interno della cinta della città, .

Poco dopo la fondazione vi fu aperta una farmacia, che attirava molti malati bisognosi di cure. I primi documenti storici relativi alla Farmacia risalgono al 1650, quando si fa menzione di una “spezieria” dei Carmelitani Scalzi. I documenti riportano che fra Martino di S. Antonio (1638-1721) “usciva ogni giorno per procurare il necessario per i rimedi […] da lui affluivano molti malati e non tutti guarivano dalla malattia con lo stesso rimedio, […] bisognava fare varie pozioni, farmaci, cataplasmi.”[1]

 
Sagrato della Chiesa

A partire dal Settecento, iniziava nella zona - ormai protetta da mura - un'urbanizzazione di tipo suburbano, e il convento divenne il punto di riferimento di un borgo rurale dal numero crescente di abitanti[3]. Insieme alle costruzioni di tipo rurale iniziarono a sorgere le prime ville, tra le quali si ricorda il nucleo originario dell'attuale Villa Madre Cabrini in Salita Bachernia, a poche decine di metri dal sagrato della Chiesa.

I registri della Farmacia riportano i nomi delle specialità e dei clienti. Tra i prodotti più usati la manna, le tavolette contro i vermi, lo zucchero bianco, decotti di china, sali d’Inghilterra, cinnamomo, rosolio, unguento di fior di papavero, una “bibita spiritosa d’incenso, mirra, aloe e spirito di vino” e l’unguento per la rogna. Tra i clienti, all’inizio dell’Ottocento figuravano il medico Angelo Bruzick, il chirurgo Rocco Artisi di Voltri, il console di Danimarca Giuseppe Alessi Morellet, la spezieria dell’ospedale genovese di Pammatone, che acquistava estratto di china e rosa rossa secca, le Carmelitane scalze di Santa Teresa, le monache di San Silvestro e quelle di San Girolamo, il parroco di Crocefieschi. Qualche anno più tardi la Farmacia ebbe contatti con un celebre e discusso medico parigino, il dottor Louis Le Roy, autore de “La medicina curativa” pubblicata a Napoli nel 1825 in quattro volumi[1].

L'urbanizzazione di fine Ottocento vide il tracciamento della cosiddetta Circonvallazione a Monte, con il signorile Corso Magenta e la Funicolare Sant'Anna costruiti immediatamente a valle della chiesa di Sant'Anna. La nuova viabilità, pur interrompendo la continuità della creuza che dal Portello sale al sagrato, ha tuttavia lasciato intatto il carattere silenzioso e appartato del borgo, che oggi si configura come un inaspettato recupero ambientale e paesistico nel cuore della città[4]. La piazza Sant'Anna, con i suoi alti platani e la pavimentazione in mattoni e pietra tipica delle creuze genovesi, e il poggio di Bachernia, da cui si gode di una splendida vista sul porto e sulla città vecchia, rimangono a tutt'oggi un luogo appartato e suggestivo a pochi minuti dalla centralissima piazza Corvetto.

La Antica Farmacia Sant'Anna è ancora attiva ed è raggiungibile anche tramite un ascensore privato dalla galleria d'accesso alla stazione di valle dell'Ascensore Magenta-Crocco[5].

DescrizioneModifica

La chiesa, ad un'unica navata con molte cappelle laterali, presenta un pregevole portale in marmo con l'architrave decorato con un bassorilievo cinquecentesco raffigurante la Sacra Famiglia. Tra le opere d'arte che vi sono conservate, il grande gruppo marmoreo dell'altare maggiore raffigurante Sant'Anna e Maria, opera di Francesco Maria Schiaffino e dipinti di Domenico Fiasella (Martirio di S. Andrea e Martirio di Sant'Orsola), Agostino Ciampelli (S. Giuseppe e l'angelo) e Castellino Castello (Gesù e S. Teresa). Tra le altre opere d'arte contenute nella chiesa si segnalano lo Sposalizio della vergine del coro (XVI secolo, di scuola spagnola), quattro statue di stucco di santi carmelitani (XIX secolo, autore Giovanni Battista Garaventa) e Santa Teresa del Bambin Gesù (Riccardo Ferrari, 1928). Altre opere appartengono ad Aurelio Lomi, Anton Maria Vassallo, Castellino Castello, Santo Bertelli (gli affreschi della volta del 1882). All'interno della chiesa sono custodite anche alcune tombe dal XVI al XVIII secolo e un velo ricamato da Santa Teresa[6].

Organo a canneModifica

L'organo a canne della chiesa è stato costruito da Nicomede Agati nel 1852 e restaurato nel 1992 da Alessandro Corno. A trasmissione meccanica, ha un'unica tastiera di 50 tasti con prima ottava cromatica estesa ed una pedaliera a leggio di 17 pedali con prima ottava cromatica estesa e costantemente unita al manuale. Di seguito, la disposizione fonica dell'organo in base alla posizione dei comandi dei vari registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Concerto
Terza Mano
Uccelliera
Corno Inglese 16' Soprani
Cornetto cinese 8'
Voce angelica 8' Soprani
Flauto in ottava 4' Bassi
Flauto in ottava 4' Soprani
Flauto in selva 8' Bassi
Flauto in selva 8' Soprani
Corni dolci 16' Soprani
Viola 4' Bassi
Ottavino 2' Bassi
Flagioletto 2' Soprani
Timpani (al Pedale)
Distacco Pedale
Colonna di destra - Ripieno
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
XV 2'
XIX 1.1/3'
XXII 1'
XXVI e XXIX 2/3'
Cornetto 1.3/5' Soprani
Cornettino Nasardo 2.2/3' Soprani
Trombe 8' Bassi
Trombe 8' Soprani
Contrabbassi 16' (al Pedale)
Rollo (al Pedale)

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Antica Farmacia Sant'Anna, Storia, su erboristeriadeifrati.it.
  2. ^ Corinna Praga, Andar per creuse oltre il centro storico 2, Itinerari dal Portello, dal Vico della Croce Bianca e da via Balbi verso la Porta delle Chiappe, Italia Nostra, p. 25-26.
  3. ^ Corinna Praga, Andar per creuse oltre il centro storico 2, Itinerari dal Portello, dal Vico della Croce Bianca e da via Balbi verso la Porta delle Chiappe, Italia Nostra, p. 25.
  4. ^ Guida d'Italia Liguria, Touring Club Italiano, 2009, p. 183-184.
  5. ^ Giampiero Orselli e Patrizia Traverso, Genova che scende e che sale, Il Canneto, 2015, p. 201, ISBN 9788896430781.
  6. ^ Guida d'Italia, Liguria, Touring Club Italiano, 2009.

BibliografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.
  • Nadia Pazzini Paglieri, Rinangelo Paglieri, Chiese in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990, ISBN 88-7058-361-9.
  • Giuseppe Marcenaro, Francesco Repetto, Dizionario delle Chiese di Genova, vol. I, Edizioni Tolozzi, Genova 1974
  • Lauro Magnani (a cura di), Chiesa di Sant’Anna, Guide di Genova, n.90, Sagep, Genova 1979
  • AA.VV., Chiese di Genova, n. 8, Sagep, Genova 1986
  • Elena Parma Armani, Maria Clelia Galassi, Artisti e artigiani del marmo dal Cinquecento al Seicento, in AA.VV., La scultura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, Vol. II, pp. 43-45

Voci correlateModifica

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