Crivelli (famiglia)

famiglia aristocratica italiana
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Crivelli
IMG 6192 - Milano - Sant'Eustorgio - Stemma del vescovo e inquisitore Melchiorre Crivelli (1561) - Foto Giovanni Dall'Orto - 3-3-2007.jpg
Sordida pello
D'azzurro alla fascia d’oro accomp. in capo da un’aquila al naturale spiegata e coronata e in punta da un crivello d’oro
StatoFlag of Milan.svg Ducato di Milano
TitoliMarchesi d'Agliate
Conti di Domo, di Lomello e di Ossolano
Signori di Roncate, di Robbiano, di Besana Inferiore, di Varedo, della Corte di Casale, di Carugo e di Lambrugo
Patrizi milanesi
Data di fondazioneXI secolo
Etniaitaliana

I Crivelli furono una delle più potenti famiglie nobiliari del milanese durante il Medioevo, elevati fino al titolo di marchesi. Lo storico Giulini afferma che già nel sec. XIII i Crivelli erano reputati la più potente casata milanese.

StoriaModifica

Una leggenda fa derivare questo cognome dall'epoca romana, quando una vestale sarebbe stata accusata ingiustamente di aver trasgredito il voto di castità e per questo condannata a morte. Ella avrebbe chiesto, come prova della sua purità, di poter trasportare dell'acqua del Tevere in un crivello senza farla cadere. Avendo concluso la prova con un miracoloso successo, venne riscattata e, dopo aver sposato Caio Cornelio Scipione, trasmise il cognome Cribellum ai successori. A questa leggendaria origine si accosta quella relativamente più realistica che fa discendere la famiglia da Meroveo, capostipite dei Merovingi, e quella più realistica che fa risalire i Crivelli alla conquista franca della Lombardia. Il primo documento rintracciato è del 1075, relativo ad un certo "Arialdo qui nominatur Crivello".

Secondo le leggende aveva cognome Crivelli anche il santo arcivescovo (566-567) di Milano Ausano (Auxanus), sepolto in Santo Stefano Maggiore, trentesimo successore di San Barnaba apostolo e diciottesimo successore di Sant'Ambrogio: Sant'Ausano rimase in città nonostante la controversia tricapitolina (che forse fu lui a risolvere in Lombardia) e morì di peste dopo essersi prodigato per i malati. La famiglia ebbe nei secoli altri membri di spicco nell'alta gerarchia ecclesiastica: oltre a papa Urbano III Crivelli (già arcivescovo di Milano come il suo santo progenitore), il nipote di quest'ultimo papa Celestino IV, figlio di Cassandra Crivelli. I Crivelli si imparentarono inoltre con i Borromeo, la nobile famiglia milanese che diede alla Chiesa i vescovi san Carlo e Federico Borromeo. Del XIV secolo si ricorda Alessandro Crivelli, uno dei tre nobili fondatori dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus (fratelli Ambrosiani). La dinastia Crivelli annovera inoltre nelle sue file tre Cardinali (v. sotto) e numerosi vescovi, tra cui Girolamo Luigi, vescovo di Nepi e Sutri, e Melchiorre Crivelli.

Quest'ultimo, Melchiorre, domenicano, nato a Milano nel 1486, domenicano e professore di teologia, fu nominato prima Vescovo suffraganeo e Visitatore Generale dell'Arcidiocesi, poi Inquisitore Generale per la diocesi di Milano nel 1518 (tra l'altro l'Inquisizione era stata introdotta a Milano proprio da Celestino IV nel 1228). Egli fu di grande importanza nel periodo di crisi religiosa e istituzionale precedente l'arrivo di San Carlo, gestì l'arcidiocesi per conto di Ippolito II d'Este, amministratore apostolico (che non mise mai piede in diocesi), visitando tutte le parrocchie e consacrando chiese. Fu elogiato nel 1536 da papa Paolo III ed è considerato anticipatore del dinamismo pastorale e del fervore religioso promosso dal Concilio di Trento, indetto dallo stesso papa. La sua opera di catechizzazione di tutto il territorio diocesano e di inquisizione culminò nella pubblicazione del primo Indice dei libri proibiti in Italia (1538). Fu confermato Vescovo suffraganeo da San Carlo, morì a Milano nel 1561 e giace in Sant'Eustorgio.

Come narra il cronista Lodovico Muratori, nel suo "Corpus Italicorum Scriptorum", nell'anno 1251, Papa Innocenzo IV in visita a Milano, durante un pranzo domandò agli aristocratici milanesi presenti, qual era secondo loro, la famiglia lombarda più importante. Gli aristocratici risposero che erano due le casate principali della Marca di Lombardia, ovvero i Soresina che erano considerati i più nobili, ed i Crivelli che erano i più ricchi e potenti.

Lo storico Ezio Riboldi ne "I contadi rurali del milanese" (Archivio Storico Lombardo, 1904), riporta una versione delle origini della stirpe: ebbe inizio a cavallo tra i secoli IV e V secolo d.C., dal capostipite Roggero I dei Sambonifacio, casata originaria di Verona che aveva una discendenza in Lombardia, e si sviluppò nella Burgaria con i due rami principali detti Da Ugobaldo (Uboldo-VA, vicino a Saronno) e De Parabiaco (Parabiago-MI); dunque secondo tale versione i Crivelli furono in origine un ramo collaterale dei Sanbonifacio. I due casati vengono considerati famiglie di origine franca, perché si attenevano alla Legge Salica.

Proprietari latifondisti in principio, divennero Feudatari Imperiali e Valvassori durante la prima metà del XII secolo, fino a comparire nel 1377 tra le matricole delle famiglie nobili milanesi, come Conti reggenti del Contado di Burgaria o di Parabiago.

Personalità storiche importantiModifica

 
Papa Urbano III, al secolo Uberto Crivelli

La casata ebbe alcuni individui ricordati storicamente:

Rami più importantiModifica

Da ricordare i due rami più antichi della famiglia, diretti discendenti dei Sambonifacio di Verona: i Da Ugobaldo e i De Parabiaco. Esistono inoltre i seguenti rami: Crivelli d'Agliate (marchesi feudatari della Pieve d'Agliate dal 1647), Crivelli di Castellanza (feudatari della Castellanza dal 1673), Crivelli di Cremona (conti feudatari di Ossolano dal 1717), Crivelli di Turate, Crivelli di Burgaria, Crivelli di Nerviano (conti), Crivelli di Uboldo-Albese. Altri rami si spostarono nelle Marche ed a Napoli.

Crivelli Da Ugobaldo (Crivelli di Uboldo)Modifica

Ebbero sede a Uboldo (antica Ugobaldo), in provincia di Varese, nei pressi di Saronno, e secondo gli archivi della Biblioteca Ambrosiana di Milano, risultano iscritti fin dal 377 d.C., nelle Tavole della Chiesa Metropolitana Milanese, tra le casate elettrici dei Cardinali.

Crivelli ViscontiModifica

Dai Crivelli di Uboldo, nel Cinquecento, si distaccò per matrimonio il ramo dei Crivelli Visconti. Questi si originarono dal matrimonio nel 1581 tra Giambattista Crivelli di Uboldo e Angela Visconti, la quale portò alla casata del marito le proprie armi e il proprio cognome. Suo discendente fu Carlo Antonio (1698-1766), il cui figlio Antonio (n. 1742), venne compreso tra i XII di provvisione e sposò la contessa Maria Eleyzaldi e fu padre di Teodoro (n. 1795), il quale fu ciambellano imperiale ed abate commendatario del monastero di Santa Maria della Pace di Magenta. Ignazio (1756-1831), fratello di Antonio, fu nonno di un Antonio (1835-1895), il quale fu maggiore generale d'esercito.

Crivelli De Parabiaco (Crivelli di Parabiago)Modifica

Conti con sede nella cittadina milanese di Parabiago (nella storica abitazione di via Brisa), furono già dal V secolo la principale famiglia nobile del luogo, e tale rimase per i tredici secoli successivi.

Sotto di loro il Comitatus Parabiagi (Contado di Parabiago), talvolta ricordato o probabilmente confuso come Contado di Burgaria, rimase autonomo, sia da altri territori, sia dall'Imperatore, nei principi del Secondo Millennio dell'era Cristiana.

Divennero potenti durante l'epoca medioevale, proprio come reggenti della Burgaria, una delle cinque Contee della Marca di Milano, chiamata così da un gruppo di Bulgari scesi in zona assieme ai Longobardi di Alboino, ai Gepidi e ai Sarmati.

Con l'avvento del Rinascimento, sia la famiglia, sia la Burgaria decaddero lentamente e anche la stessa Parabiago subì le loro sorti, fino ai secoli XVI e XVII, quando la stirpe cominciò ad essere oscurata da altre famiglie comitali parabiaghesi: Maggi, Corvini, Castelli, Giulini e Moriggia.

Di questo ramo dei Crivelli si ricordano alcuni personaggi:

Crivelli di AgliateModifica

I Crivelli di Agliate furono una diramazione dei Crivelli di Nerviano. Il primo rappresentante di questa casata degno di nota fu un tale Ugolino, castellano di Pizzighettone, che fondò il monastero degli olivetani a Nerviano ed Alessandro che fu Cardinale che a Roma fondò il Collegio Crivelli nel 1574. Enea (1515), fu segretario ducale e nonno di Flaminio che fu questore. Un suo nipote omonimo ottenne da re Filippo IV di Spagna nel 1651 il titolo di marchese sul feudo di Agliate. Flaminio era all'epoca una delle personalità più ricche ed influenti della Brianza e teneva residenza presso il suo castello ad Inverigo. Non avendo avuto figli maschi, il feudo ed i titoli passarono a suo nipote Enea, figlio di suo fratello Tiberio, il quale fu ambasciatore del ducato di Milano in Svizzera.

Suo discendente fu Tiberio (1737-1804), marito della contessa Fulvia Biglia († 1828), erede dei beni di suo padre e delle fortune della sua casata che confluirono nei beni dei Crivelli. Suo figlio Enea (1765-1821), sposato alla contessa Eleonora Bentivoglio, nacque tra gli altri, Vitaliano (1806-1873), il quale fu noto patriota della sua epoca e padre di Ariberto (1844-1878), che sarà poi assessore del comune di Milano dopo l'unità d'Italia. Sposato con la contessa Beatrice Giulini, ne ebbe Vitaliano (1876-?).

Crivelli delle Marche (Crivelli di Sanseverino)Modifica

Un ramo della famiglia Crivelli di Milano emigrò all'inizio del XVIII secolo dapprima a Foligno nelle Marche e successivamente si spostò a San Severino Marche col tenente Giambattista e suo padre Giuseppe si impegnarono nell'industria della lavorazione del rame ed ottennero commissione di battere moneta per conto dello Stato Pontificio. Giambattista studiò a Bologna e si laureò in legge, sposando nel 1790 la contessa Candida Bezzi di Tolentino e fu aggregato al patriziato della città di San Severino.

Il fratello di Giambattista, Bernardino (1711-1776), fu storico amatoriale.

Il discendente di Giambattista, Pacifico (morto nel 1915), fu erede della contessa Aurelia Gentili († 2 maggio 1904) ma morì senza eredi, passando i suoi beni e titoli al fratelli Nicola.

Crivelli di NapoliModifica

Questo ramo dei Crivelli passò nel Regno di Napoli nel XVIII secolo.

La famiglia ottenne il feudo di Rocca Imperiale, nel Molise, oltre al titolo di duca e feudo di Bollita nella persona di Alfonso (1718), il quale fu presidente della Regia Camera della Sommaria. Suo figlio fu Francesco († 6 marzo 1780), il quale fu padre di Alfonso († 25 agosto 1851), padre a sua volta di Nicola (11 giugno 1787 - 20 gennaio 1856), il quale sposò la nobile Giovanna Marincola dei duchi di Patrizi; questi fu padre di Edoardo che sposò Clelia Moreno y Palancas dalla quale ebbe un'unica figlia, Clotilde, che andò in sposa al nobile Francesco d'Accurso. Con quest'ultima si estinse la casata.

Albero genealogicoModifica

 Giovanni
*? †?
?
 
 
 Francesco
*? †?
?
 
  
 Lodrisio
*? †?
?
Antonio
*? †?
?
 
    
 Ambrogio
*14871517
?
Francesco
1518
senza eredi
Enea
1525
1.Lucrezia dal Pozzo
2.Ippolita Prato
Celso
1491
senza eredi
 
      
 2.Giovanni Andrea
1539
senza eredi
2.Giovanni Battista
1571
Aurelia Giussani
2.Lodrisio
1528
Angela Cova
2.Caterina
*? †?
Giovanni Gaspare Surigoni
2.Giovanni Pietro
*? †?
senza eredi
2.Giovanni Paolo
1536
Clelia Vimercati
 
     
 Ortensia
*? †?
Marianna
*? †?
Flaminio
1608
Anna Gallina
Ippolita Marina
*? †?
Fabrizio Candiani
Claudia
*? †?
Giovanni Gaspare Surigoni
 
   
 CRIVELLI DI AGLIATE
Tiberio, I signore di Agliate
*15921647
Antonia Castiglioni
Giovanni Battista
1674
senza eredi
Antonia
*? †?
Cesare Bascapé
 
         
Flaminio Tiberio
*16261627
Flaminia Girolama
*1628 †?
monaca al monastero di Sant'Erasmo a Milano
Flaminio Tiberio Francesco
*16291634
Girolama Caterina
*16311693
monaca al monastero di Santa Barbara a Milano
Carlo Flaminio, I marchese di Agliate
*16321694
senza eredi
Francesco
*16341653
senza eredi
Anna Teresa
*1635 †?
monaca al monastero di Santa Teresa di Parma
Felice Aurelia
*/†1637
Enea, II marchese di Agliate
*16391697
Gabriella Trivulzio
 
   
 Tiberio, III marchese di Agliate
*16751726
Barbara Simonetta
Maria Eleonora Antonia
*16791742
Pompeo Castiglioni, conte palatino
Anna Maria Brigida
*16851749
Pirro Daniele Francesco de' Capitani, II conte di Concorezzo
 
  
 Enea, IV marchese di Agliate
*17091752
Teresa Trotti
Francesca Maria
*17121764
Carlo Della Croce, I marchese di Cassino Scanasio
 
 
 Tiberio, V marchese di Agliate
*17371804
Fulvia Biglia, marchesa
 
   
 Enea, VI marchese di Agliate
*17651821
Eleonora Bentivoglio
Anna
*17681807
Pietro Francesco Visconti Borromeo, III conte di Massino
Paolo
*17701837
Marietta Perego
 
    
 Tiberio, VII marchese di Agliate
*18041882
senza eredi
Vitaliano
*18061873
1.Marianna Castaldini
2.Lucia Caimi
Paola
*18091889
Alessandro Giulio Salazar, IX conte di Romanengo
Giovanni
*18141877
Paola Scotti
 
   
 1.Marianna Teresa
*18291922
Agostino Rocca
2.Fulvia
*18421898
Edoardo Salazar
2.Alberto, VIII marchese di Agliate
*18441887
Beatrice Giulini
 
  
 Vitaliano, IX marchese di Agliate
*18781926
Giustina Sormani Andreani Verri
Giulia
*18811919
Luigi Fassati, III marchese di Balzola
 
   
 Luisa
*19021973
Uberto, X marchese di Agliate
*19051973
Beatrice
*19091994
Francesco Binelli Bussi

BibliografiaModifica

  • Marco Ceriani, Storia di Parabiago, vicende e sviluppi dalle origini ad oggi, Milano, Unione Tipografica, 1948 (capitolo VIII "Le antiche casate parabiaghesi", sottocapitolo "I Crivelli")
  • Anna Caso, I Crivelli: una famiglia milanese fra politica, società ed economia nei secoli XII e XIII, Milano, Società editrice Dante Alighieri, 1994 (Biblioteca della Nuova rivista storica, 38)
  • Giuseppe Benaglio, La verità smascherata. Dignità e venture di 398 famiglie nobili lombarde, piemontesi, ticinesi e d'altre terre e città d'Italia nei ranghi del patriziato milanese tra XIV e XVIII secolo secondo il manoscritto del 1716-19, Germignaga, Magazzeno Storico Verbanese, 2009, pp. 79–80

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