Diocesi di Augusta

diocesi della Chiesa cattolica in Germania
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Diocesi di Augusta
Dioecesis Augustana Vindelicorum
Chiesa latina
Augsburg Dom Ostchor.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Monaco e Frisinga
Stemma della diocesi Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Bertram Johannes Meier
Ausiliari Anton Losinger,
Florian Wörner
Vescovi emeriti Walter Mixa,
Konrad Zdarsa
Sacerdoti 933 di cui 647 secolari e 286 regolari
1.391 battezzati per sacerdote
Religiosi 549 uomini, 1.030 donne
Diaconi 173 permanenti
Abitanti 2.401.293
Battezzati 1.298.482 (54,1% del totale)
Superficie 13.250 km² in Germania
Parrocchie 998 (36 vicariati)
Erezione VI secolo
Rito romano
Cattedrale Santa Maria
Santi patroni Sant'Ulrico
Sant'Afra
San Simperto
Indirizzo Fronhof 4, D-86152 Augsburg, Bundesrepublik Deutschland
Sito web www.bistum-augsburg.de
Dati dall'Annuario pontificio 2019 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Germania

La diocesi di Augusta (in latino: Dioecesis Augustana Vindelicorum) è una sede della Chiesa cattolica in Germania suffraganea dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga. Nel 2018 contava 1.298.482 battezzati su 2.401.293 abitanti. È retta dal vescovo Bertram Johannes Meier.

La residenza dei vescovi di Augusta.
Mappa della diocesi e del principato ecclesiastico di Augusta, prima del 1803.
La basilica dei Santi Ulrico e Afra ad Augusta, edificata nel XV secolo su edifici preesistenti del X secolo.
L'abbazia di Sant'Ottilia (Sankt Ottilien), casa madre della congregazione benedettina ottiliana.
Il palazzo dei principi vescovi di Augusta a Dillingen an der Donau.
L'università cattolica di Dillingen.

TerritorioModifica

La diocesi si estende nella Baviera sud-occidentale e comprende:

Sede vescovile è la città di Augusta, dove si trova la cattedrale di Santa Maria. Nella città di Dillingen an der Donau si trova la basilica minore e concattedrale di San Pietro. Altre basiliche minori della diocesi sono: la basilica dei Santi Alessandro e Teodoro a Ottobeuren, la basilica di San Michele a Altenstadt, la basilica di San Lorenzo a Kempten, la basilica dei Santi Ulrico e Afra ad Augusta e la basilica di San Benedetto a Benediktbeuern.

Il territorio si estende su 13.250 km² ed è suddiviso in 998 parrocchie, raggruppate in 23 decanati (dal 1º dicembre 2012).

StoriaModifica

Augusta Vindelicorum era l'antico nome della città di Augusta, posta nella provincia imperiale della Raetia secunda, dove rimase compresa dalla conquista romana sino al termine dell'Impero. Già durante l'epoca delle persecuzioni, Augusta annoverava dei cristiani, come attestato dal martirio di sant'Afra (inizio IV secolo), patrona della diocesi, e dalla continuità del culto nei suoi confronti. Tuttavia è da considerarsi una leggenda la tradizione tardiva, riportata dagli Acta di sant'Afra, secondo la quale la diocesi sarebbe stata fondata da san Narciso, vescovo di Girona in Spagna, e avrebbe avuto come primo vescovo lo zio della santa, san Dionigi.[1]

Gli antichi cataloghi episcopali riportano una serie di nomi di vescovi non attestati storicamente e insufficienti a coprire un arco di tempo dal V-VI secolo, epoca in cui probabilmente è stata eretta la diocesi, alla prima metà dell'VIII secolo, periodo in cui è attestato il primo vescovo certo di Augusta, Wikterp (o Wigbert). A partire dall'VIII secolo è attestata l'appartenenza della diocesi alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Magonza.[2]

Con il vescovo Simperto (IX secolo) si fissarono i confini della diocesi (si conteranno fino a 39 decanati rurali) e la città divenne un centro fondamentale della cultura benedettina, il che incrementò la fondazione di nuove abbazie, come quelle di Wessobrunn, di Benediktbeuern e di Ottobeuren. Con Simperto inoltre la diocesi incorporò i territori della soppressa diocesi di Neuburg.

Fin dall'VIII secolo, i vescovi di Augusta acquisirono beni, immunità e privilegi, che andarono a costituire il principato vescovile di Augusta (Hochstift Augsburg), che si consolidò con il grande vescovo e patrono della città e della diocesi, sant'Ulrico (923-973). Uomo devoto e pio, profondamente attento all'educazione del clero, alla disciplina nei monasteri e alla pratica religiosa nel popolo, appoggiò senza sconti l'impero e divenne il confidente di Ottone I di Sassonia, che gli accordò il diritto, inusuale all'epoca, di battere moneta.

La cattedrale di Augusta fu iniziata dal vescovo Leuthold (Liutolf) († 996) e portata a termine da Emmerich von Leiningen († 1077), al quale si deve anche la costruzione della basilica dei Santi Ulrico e Afra, importante luogo di pellegrinaggio della diocesi.

All'epoca del vescovo Hartmann († 1286), la città di Augusta ottenne lo status di città libera dell'Impero; la capitale del principato vescovile e seconda residenza dei vescovi divenne la città di Dillingen sul Danubio.

La riforma protestante ebbe un discreto successo nella diocesi, che comportò il passaggio alla nuova confessione religiosa di 142 parrocchie (il 13,1% del totale), 8 abbazie maschili e 5 femminili, e 13 conventi degli ordini mendicanti. Se la diocesi rimase sostanzialmente fedele al cattolicesimo, lo fu soprattutto grazie ai diversi principi che governavano sul territorio diocesano, i duchi di Baviera e di Austria, e i principi ecclesiastici di Kempten, di Ellwangen e delle 9 abbazie imperiali con sede nella diocesi.[3]

Augusta fu scelta come sede di alcune importanti diete imperiali, che giocarono un ruolo decisivo nella storia religiosa della Germania: la dieta del 1518, dove si svolse il dibattito teologico fra Martin Lutero e il cardinale Caietano; la dieta del 1530, dove fu redatta quella che è passata alla storia come "confessione di Augusta"; la dieta del 1555, quando fu stipulata la "pace di Augusta".

Con l'aiuto del gesuita Pietro Canisio, vescovo di Vienna, il vescovo Otto Truchsess von Waldburg dette avvio alla controriforma nella sua diocesi e fondò un'università cattolica riformata a Dillingen, nel 1549, la quale contribuì a diffondere gli ideali del concilio di Trento anche nella diocesi; nel 1735 fu eretto anche il seminario di Pfaffenhausen.

Nell'epoca barocca Augusta si arricchì di numerose opere d'arte realizzate per merito di architetti, pittori e stuccatori di valente rilievo che operarono nelle chiese della diocesi. A quest'epoca risalgono i monasteri e le chiese parrocchiale più famose dell'area come quella di Pfaffenwinkel. Nello stesso stile venne eretta la scuola di Wessobrunn, il monastero Marienmünster presso Dießen, i monasteri di Benediktbeuern e di Abbazia di sant'Ottilia presso Wallfahrtskirchen e la Wieskirche di Steingaden.

Il principato ecclesiastico di Augusta fu soppresso con il Reichsdeputationshauptschluss e la secolarizzazione del 1803 e il suo territorio venne annesso al regno di Baviera. Anche la diocesi, a seguito degli avvenimenti politici, subì alcune variazioni. L'ultimo principe-vescovo, Clemente Venceslao di Sassonia, morì nel 1812 e la diocesi rimase vacante per alcuni anni, durante i quali fu amministrata dal vicario generale Franz Friedrich von Sturmfeder.

Facendo seguito al concordato con il regno bavarese del 5 giugno 1817,[4] papa Pio VII pubblico il 1º aprile successivo la bolla Dei ac Domini nostri con la quale riorganizzava le circoscrizioni ecclesiastiche della Baviera. La diocesi di Augusta fu resa suffraganea dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga ed inglobò i territori della soppressa prepositura di Ellwangen. Dal punto di vista territoriale, i nuovi confini diocesani furono fatti coincidere con quelli del regno di Baviera: acquisì così 65 parrocchie dalla soppressa diocesi di Costanza, ma al contempo cedette 79 parrocchie alla diocesi di Rottenburg (ad ovest) e 12 parrocchie nel Vorarlberg e nel Tirolo alla diocesi di Bressanone (a sud).[5]

Nel 1823 il seminario statale fu concesso alla diocesi, che ne fece il centro di formazione dei suoi preti; fu ricostruito dal vescovo Maximilian von Lingg nel 1914; nel 1862 venne inaugurato il seminario minore.

Il 9 febbraio 1914 cedette una piccola porzione di territorio all'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.[6]

Cronotassi dei vescoviModifica

Il più antico catalogo episcopale di Augusta risale al XII secolo inserito all'interno di un codice dell'abbazia di Wessobrunn. Il primo vescovo storicamente documentato è Wikterp (o Wigbert), nella prima metà dell'VIII secolo; nel catalogo il suo nome è preceduto da quello di altri nove vescovi, sui quali le fonti storiche tacciono.

StatisticheModifica

La diocesi nel 2018 su una popolazione di 2.401.293 persone contava 1.298.482 battezzati, corrispondenti al 54,1% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 1.347.000 1.639.660 82,2 1.571 1.223 348 857 348 5.120 986
1959 1.385.803 1.657.371 83,6 1.628 1.253 375 851 345 5.215 948
1970 1.500.598 1.842.911 81,4 1.105 1.105 ? ? 3 3.500 1.020
1980 1.554.000 1.900.000 81,8 1.340 960 380 1.159 24 716 4.400 1.032
1990 1.457.417 1.967.498 74,1 1.267 842 425 1.150 81 752 3.347 997
1999 1.536.620 2.195.124 70,0 1.017 818 199 1.510 107 497 2.427 1.000
2000 1.536.010 2.204.626 69,7 1.012 813 199 1.517 113 308 2.239 1.000
2001 1.535.529 2.214.187 69,3 1.007 793 214 1.524 120 302 2.315 1.001
2002 1.535.669 2.225.166 69,0 1.095 792 303 1.402 118 534 2.197 1.001
2003 1.539.461 2.245.158 68,6 1.105 789 316 1.393 124 486 2.115 1.001
2004 1.536.294 2.249.020 68,3 1.118 782 336 1.374 129 484 2.050 1.001
2006 1.493.282 2.262.963 66,0 1.091 762 329 1.368 138 558 1.837 1.001
2012 1.351.703 2.298.454 58,8 1.019 711 308 1.326 158 597 1.448 1.004
2015 1.325.316 2.316.270 57,2 1.150 666 484 1.152 164 748 1.232 998
2018 1.298.482 2.401.293 54,1 933 647 286 1.391 173 549 1.030 998

NoteModifica

  1. ^ Schröder, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques (DHGE), col. 391.
  2. ^ Schröder, DHGE, coll. 391-392.
  3. ^ Schröder, DHGE, col. 394.
  4. ^ Angelo Mercati (a cura di), Raccolta di concordati su materie ecclesiastiche tra la Santa Sede e le Autorità Civili, Roma, 1919, pp. 591-597.
  5. ^ Schröder, DHGE, col. 396.
  6. ^ Immutatio finium dioecesum, AAS 6 (1914), p. 188
  7. ^ Non ricevette mai gli ordini sacri; morì pochi giorni dopo aver contratto il matrimonio, per il quale aveva rinunciato a tutti i suoi benefici ecclesiastici (l'arcidiocesi di Trento e la diocesi di Gurk).
  8. ^ La diocesi fu amministrata dal vicario generale Franz Friedrich von Sturmfeder.
  9. ^ Data della conferma della Santa Sede; venne nominato dal re bavarese il 6 dicembre 1819.
  10. ^ Il 25 marzo 2020 mons. Meier, già amministratore diocesano dall'8 luglio 2019, è stato nominato amministratore apostolico sede vacante in modo da poter governare la diocesi «con l'autorità del vescovo» e «prendere decisioni che non sono legalmente dovute a un amministratore diocesano» in attesa dell'ordinazione episcopale e della contestuale presa di possesso della diocesi, rimandate a causa della pandemia di COVID-19 e avvenute poi il 6 giugno 2020.
    (DE) Papst Franziskus ernennt Dr. Bertram Meier zum Apostolischen Administrator, su bistum-augsburg.de, 25 marzo 2020. URL consultato il 29 marzo 2020.

BibliografiaModifica

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