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Diocesi di Fabriano-Matelica

diocesi della Chiesa cattolica in Italia
Diocesi di Fabriano-Matelica
Dioecesis Fabrianensis-Mathelicensis
Chiesa latina
Fabriano - S.Venanzio facciata.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Ancona-Osimo
Regione ecclesiastica Marche
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Sede vacante
Amministratore apostolico Francesco Massara
Vescovi emeriti Giancarlo Vecerrica
Stefano Russo
Sacerdoti 56 di cui 35 secolari e 21 regolari
928 battezzati per sacerdote
Religiosi 77 uomini, 86 donne
Diaconi 6 permanenti
Abitanti 56.000
Battezzati 52.000 (92,9% del totale)
Superficie 681 km² in Italia
Parrocchie 58 (3 vicariati)
Erezione 15 novembre 1728 (Fabriano)
V secolo (Matelica)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Venanzio Martire
Concattedrali Santa Maria Assunta
Santi patroni San Giovanni Battista
Indirizzo Piazza Giovanni Paolo II, 2 - 60044 Fabriano (Ancona), Italia
Sito web www.fabriano-matelica.it
Dati dall'Annuario pontificio 2017 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
La chiesa di Santa Maria a Matelica, concattedrale della diocesi.
Il palazzo vescovile di Fabriano.
L'abbazia di San Vittore alle Chiuse, nel comune di Genga, fondata nell'XI secolo.

La diocesi di Fabriano-Matelica (in latino: Dioecesis Fabrianensis-Mathelicensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2016 contava 52.000 battezzati su 56.000 abitanti. La sede è vacante.

Patrono della diocesi è San Giovanni Battista.

TerritorioModifica

La diocesi comprende 6 comuni marchigiani: Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Sassoferrato e la frazione Domo di Serra San Quirico in provincia di Ancona; e Matelica in provincia di Macerata.

Confina a nord con le diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola e di Senigallia, a est e a sud con l'arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, ad ovest con le diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Gubbio.

Sede vescovile è la città di Fabriano, dove si trova la basilica cattedrale di San Venanzio Martire; a Matelica sorge la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Il territorio si estende su 681 km² ed è suddiviso in 58 parrocchie raggruppate in 3 vicarie: Fabriano, Matelica-Cerreto d'Esi e Sassoferrato-Genga; e 10 zone pastorali: Fabriano, Matelica, Argignano-Collamato, Cerreto d'Esi-Albacina, Genga, montagna, San Nicolò, Sassoferrato I, Sassoferrato II, valle del Giano.

Istituti religiosiModifica

Nel 2017 la diocesi comprendeva i seguenti ordini e istituti religiosi:

Istituti religiosi maschiliModifica

Istituti religiosi femminiliModifica

StoriaModifica

La città di Matelica fu sede vescovile già nel V secolo: sono storicamente documentati i vescovi Equizio, presente al sinodo celebrato a Roma nel 487 da papa Felice III; Basilio presente ad un altro sinodo romano del 499 indetto da papa Simmaco; e Fiorenzo, che nel 551 sottoscrisse a Costantinopoli la condanna pronunciata da papa Vigilio contro Teodoro Askida, metropolita di Cesarea di Cappadocia. La diocesi cessò di esistere al tempo della discesa dei Longobardi in Italia ed in seguito il suo territorio passò sotto la giurisdizione dei vescovi di Camerino.

Nel concistoro del 4 novembre 1728 fu decisa l'erezione della diocesi di Fabriano[1], sancita da una bolla di papa Benedetto XIII del 15 novembre successivo, con la quale il pontefice concesse a Fabriano il titolo di città e la dignità di sede vescovile ed eresse la chiesa di San Venanzio in cattedrale: la diocesi di Fabriano venne unita aeque principaliter a quella di Camerino, da cui il territorio era stato ricavato.

L'unione di Fabriano con Camerino fu tuttavia controversa; la Congregazione Concistoriale dovette intervenire nel 1732 per ribadire la cattedralità della chiesa di Fabriano. Questo non bastò per ridurre «le discordie tra le due diocesi, anzi crescendo queste con grave scandalo e vergogna».[2] La Santa Sede dovette perciò intervenire per porvi rimedio.

Infatti, l'8 luglio 1785 Pio VI, con la bolla Saepe factum est, restaurò l'antica sede vescovile di Matelica, con territorio sottratto a quello di Camerino, e la unì aeque principaliter alla diocesi di Fabriano, a sua volta separata da quella camerte: contestualmente le due diocesi furono dichiarate immediatamente soggette alla Santa Sede. Da questo momento inizia il percorso comune fra le due diocesi che dura tuttora.

Tra Ottocento e Novecento, Fabriano conobbe episodi di violenza anticlericale e massonica, come l'attentato in duomo al predicatore delle missioni il gesuita Egidi nel 1879, oppure quando nel 1891 i pellegrinaggi a Loreto furono vietati per motivi di igiene; oppure quando nel 1911 fu organizzato un assalto contro la processione del Corpus Domini e il vescovo Pietro Zanolini dovette rifugiarsi con l'ostensorio nel primo portone aperto.

L'8 settembre 1954, con la lettera apostolica Magno afficimur, papa Pio XII proclamò la Beata Maria Vergine, venerata popolarmente con il titolo di "Madonna del Buon Gesù", e San Giovanni Battista, patroni della diocesi e della città di Fabriano.[3]

In seguito alla riorganizzazione territoriale attuata il 19 marzo 1984 con il decreto Conferentia Episcopalis Picena della Congregazione per i vescovi, la diocesi di Fabriano acquisì oltre 30 parrocchie, tutte in territorio marchigiano, dalla diocesi umbra di Nocera-Gualdo Tadino e 6 parrocchie dall'arcidiocesi di Camerino.[4]

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, è stata stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome di Fabriano-Matelica[5].

L'11 marzo 2000 la diocesi ha perso il privilegio dell'immediata soggezione ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Ancona-Osimo[6].

CronotassiModifica

Vescovi di MatelicaModifica

  • Equizio † (attestato nel 487)
  • Basilio † (attestato nel 499)
  • Fiorenzo † (attestato nel 551)

Vescovi di Camerino e FabrianoModifica

  • Cosimo Torelli † (15 novembre 1728 - 27 agosto 1736 deceduto)
  • Ippolito Rossi † (27 settembre 1736 - 17 gennaio 1746 nominato vescovo di Senigallia)
  • Francesco Viviani † (17 aprile 1746 - 30 dicembre 1767 deceduto)
  • Luigi Amici † (20 giugno 1768 - 8 luglio 1785 nominato vescovo di Camerino)

Vescovi di Fabriano e MatelicaModifica

Vescovi di Fabriano-MatelicaModifica

StatisticheModifica

La diocesi nel 2016 su una popolazione di 56.000 persone contava 52.000 battezzati, corrispondenti al 92,9% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 28.000 28.000 100,0 63 45 18 444 37 120 35
1970 38.387 38.409 99,9 137 98 39 280 48 144 46
1980 38.800 39.200 99,0 89 53 36 435 1 47 112 48
1990 51.300 51.622 99,4 112 64 48 458 67 135 58
1999 53.630 54.130 99,1 81 55 26 662 34 97 58
2000 53.730 54.830 98,0 76 52 24 706 32 95 58
2001 53.641 54.591 98,3 79 51 28 679 32 94 58
2002 53.900 54.900 98,2 73 49 24 738 28 92 58
2003 53.720 54.950 97,8 70 47 23 767 27 91 58
2004 53.000 54.188 97,8 78 49 29 679 35 98 58
2006 52.000 54.850 94,8 72 45 27 722 33 94 58
2013 52.550 56.000 93,8 60 38 22 875 3 80 88 58
2016 52.000 56.000 92,9 56 35 21 928 6 77 86 58

NoteModifica

  1. ^ Decreto Notoriae sunt riportato da: Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. VII, pp. 638-639.
  2. ^ Cappelletti, Le Chiese d'Italia della loro origine sino ai nostri giorni, vol. VII, p. 641.
  3. ^ (LA) Lettera apostolica Magno afficimur, AAS 48 (1956), pp. 365-366.
  4. ^ Elenco delle parrocchie in: (LA) Congregazione per i Vescovi, Decreto Conferentia Episcopalis, AAS 76 (1984), pp. 910-911.
  5. ^ FABRIANENSIS ET MATHELICENSIS De plena dioecesium unione. (PDF), su vatican.va, p. 699.
  6. ^ MODIFICHE NELLA REGIONE ECCLESIASTICA DELLE MARCHE, su press.vatican.va.
  7. ^ Morì nel gennaio del 1863. Cfr. Eubel, vol. 8, p. 267.
  8. ^ Contestualmente nominato arcivescovo titolare di Filippopoli di Tracia.
  9. ^ (LA) Nominatio, AAS 13 (1921), p. 162. Contestualmente nominato arcivescovo titolare di Leontopoli di Augustamnica.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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