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Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran

ارتش جمهوری اسلامی ایران
Islamic Republic of Iran Army
Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran
Seal of the Islamic Republic of Iran Army.svg
Sigillo dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran
Descrizione generale
Attiva1923 - oggi
NazioneIran Iran
ServizioForza armata
TipoEsercito
Dimensione350 000 soldati attivi
350 000 riservisti
Stato MaggioreTeheran
MottoTutti per uno, Uno per tutti, Tutti per l'Iran
Battaglie/guerreInvasione anglo-sovietica dell'Iran

Guerra del Dhofar
Conquista di Abu Musa
Guerra Iran-Iraq
Guerra civile curda

Rivolta di Herat
Parte di
Comandanti
ComandanteMaggior generale Abdolrahim Mousavi
Simboli
BandieraFlag of the Islamic Republic of Iran Army.svg
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

L'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran (IRIA) è la forza terrestre delle Forze Armate della Repubblica Islamica iraniana. In Iran, è anche chiamato Artesh, (ارتش‎), che in persiano significa "Esercito". Nel 2007, l' esercito regolare iraniano contava circa 350 000 soldati, di cui 220 000 coscritti e 130 000 professionisti, più circa altri 350 000 riservisti, per un totale di 700 000 soldati in base al Centro studi strategici internazionali (CSIS).[1][2] I coscritti prestano servizio per 21 mesi e ricevono una formazione militare professionale.

L'Iran possiede due forze terrestri parallele, aventi una certa integrazione a livello di comando: il regolare Artesh (Esercito), e il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, noto anche come Sepaah (IRGC).

StoriaModifica

AntichitàModifica

In Iran, un esercito nazionale venne formato dopo l'istituzione dell'impero persiano. Questo solitamente interveniva nei momenti di crisi della Nazione, mentre nei periodi di pace, sia avviava, dai feudi, un periodo di reclutamento che coinvolgeva sia l'esercito di leva che le milizie mercenarie. Ciro il Grande definì, a partire dal 580 a.c. che sia il nucleo principale delle truppe impiegate tempo pieno, che delle guardie del corpo imperiali, avrebbero dovuto chiamarsi "Immortali", truppe che vennero successivamente sostituite dal Jundishapur Shahanshah, il cosiddetto re dei re, durante la dinastia sassanide, dopo un periodo di disunione e caos nel paese. In seguito all'invasione araba dell'Iran e l'inevitabile involuzione delle dinastie iraniane, e durante la dinastia safavide, venne formato un nuovo esercito a tempo pieno, al quale venne assegnato il nome di Qezelbash. Il periodo della dinastia Qajar vide diversi tentativi di rimodellare il tradizionale esercito iraniano sulla base dei modelli occidentali. Questi tentativi vennero raggiunti con limitato e momentaneo successo.

Era PahlaviModifica

 
L'insegna delle Forze Terrestri dell'Esercito Imperiale

"Nel 1918 le forze armate Qajar consistevano di quattro unità militari separate, comandate da stranieri. Anche diverse forze provinciali e tribali avrebbero potuto essere attivate in caso di emergenza, ma la loro affidabilità era molto discutibile. Il più delle volte, queste si opposero ai tentativi di centralizzazione del governo, in quanto Teheran veniva percepita essere subordinata alla volontà delle potenze straniere. Le condizioni delle forze armate Qajar erano fonte di forte preoccupazione per il governo centrale : primo, per la rissosità mai sopita tra le tribù, soprattutto per motivi religiosi, e secondariamente la costante presenza di ufficiali stranieri nelle posizioni di comando."

Leale, disciplinata e ben addestrata, l'unità di governo più efficace era la brigata cosacca persiana, composta da circa 8 000 uomini. Venne creata nel 1879 e sotto il comando di ufficiali dell'esercito imperiale russo fino alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917. Dopo tale data il comando passò in mano iraniana, rappresentando comunque il nucleo delle nuove forze armate iraniane. Ufficiali svedesi comandavano la Gendarmeria composta da circa 8 400 uomini,[3] organizzata dal 1911 come prima forza di sicurezza interna. Il Regno unito finanziò la formazione di 6 000 Fucilieri della Persia meridionale, comandati da ufficiali britannici fin dal loro inizio, avvenuto nel 1916. Il loro compito principale era quello di combattere le forze tribali fomentate da agenti tedeschi nel corso della Prima guerra mondiale. La Guardia di Palazzo Qajar, il Niẓām, comandata da un ufficiale svedese, era una forza originariamente composta da 2 000 uomini, anche se calò rapidamente a causa di rivalità interne. Così, durante la Prima guerra mondiale, i 24 400 soldati di queste quattro distinte unità militari composero una delle forze più deboli della storia iraniana."[4]

Nel 1925, in seguito all'ascesa della dinastia Pahlavi, il nuovo esercito imperiale iraniano divenne una priorità. Nel 1941, era pari a 125.000 soldati, cinque volte la sua dimensione originale, considerato ben addestrato e ben attrezzato. Tuttavia, l'esercito si concentrò sulle operazioni di sicurezza interna, piuttosto che, Farrokh affermava, alla "lotta alle armate sovietiche e occidentali ben guidate e attrezzate".[5]

Nel 1941 i sovietici e britannici lanciarono l'Invasione dell'Iran, dal 25 agosto al 17 settembre 1941 . Londra e Mosca avevano insistito che lo scià espellesse i tedeschi-iraniani dal Paese, e consentisse il passaggio delle spedizioni di materiale bellico verso l'Unione Sovietica. Per lo Reza Shah Pahalavi, entrambe le richieste si rivelarono inaccettabili : lo scià era in sintonia con la Germania; l'Iran, nel corso della Seconda guerra mondiale, aveva infatti dichiarato la sua neutralità. La posizione del Paese era così strategicamente importante per lo sforzo bellico degli Alleati, tuttavia, che Londra e Mosca scelsero di violare la neutralità di Teheran. Da sud mosse la Paiforce britannica, sotto il comando del tenente generale Edward Quinan, costituita dalla 8ª e 10ª Divisione di Fanteria Indiana, più altre tre brigate. Nel frattempo, i sovietici invasero da nord. Tre armate, la 44°, la 47ª e la 53ª Armata del Fronte Transcaucasico sotto il comando del Generale Dmitry Timofeyevich Kozlov, occuparono le province del nord dell'Iran. In risposta all'invasione, l'esercito imperiale iraniano mobilitò nove divisioni di fanteria.

Le forze Alleate travolsero l'esercito iraniano in soli tre giorni, mentre la neonata Forza Aerea Imperiale iraniana e la Marina Imperiale iraniana subirono gravi danni. I coscritti disertarono a migliaia. Con la base del suo potere istituzionale in rovina, Reza Shah abdicò in favore del suo giovane figlio, Mohammad Reza Pahlavi. In assenza di una vasta base del potere politico e con un esercito in frantumi, il giovane scià affrontò un compito quasi impossibile di ricostruzione.[4] Non vi c'era alcuna simpatia popolare per l'esercito, in vista della percezione diffusa, e in gran parte precisa, che si trattava fino ad allora di un brutale strumento per sostenere un regime dittatoriale. Mohammad, nel 1942, distanziandosi dalle forze armate europee, invitò gli Stati Uniti ad inviare una missione militare per operare una ricostruzione dell'esercito. Con la consulenza americana, l'accento venne posto sulla qualità piuttosto che sulla quantità.

Il piccolo, ma più sicuro esercito, sorto grazie alla formazione americana, fu sufficientemente in grado di partecipare alla campagna del 1946 in Azerbaijan per abbattere una ribellione separatista ispirata dal regime sovietico. Durante i tre anni di occupazione, Stalin aveva esteso l'influenza politica, sia in Azerbaigian, che nella zona Curda nel nord-ovest dell'Iran. Il 12 dicembre 1945, dopo settimane di scontri violenti, venne fondata la separatista e filo-sovietica Repubblica Popolare dell'Azerbaigian e, verso la fine del 1945, la Repubblica Popolare Curda. Le truppe iraniane, inviate a ristabilire il controllo, vennero bloccate da unità sovietiche dell'Armata Rossa. Quando giunse il termine per il ritiro, il 2 marzo 1946, sei mesi dopo la fine delle ostilità, gli inglesi iniziarono a ritirarsi, ma Mosca rifiutò, con la giustificazione secondo cui vi erano potenziali minacce alla sicurezza sovietica, e scatenando la crisi iraniana del 1946. Le truppe sovietiche non si ritirarono dall'Iran fino al maggio del 1946, a seguito della denuncia ufficiale dell'Iran al neonato Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

A differenza del suo omologo del 1925, il Majles, l'assemblea costitutiva islamica del 1946, era sospettosa dei piani dello Shah per la formazione di esercito forte.[4] Molti membri del parlamento temevano che l'esercito sarebbe stato ancora una volta usato dal potere politico. Per limitare la potenziale dominazione dello scià sul paese, l'assemblea limitò i bilanci militari.

Drammatiche riforme condussero nel paese molteplici consulenti occidentali, e, nel corso di più di tre decenni l'esercito, dal 1979, divenne il quinto più forte al mondo. Nel corso degli anni settanta le Forze di Terra Imperiali iraniane, come venivano chiamate allora, subirono una rapida trasformazione, seguito da un aumento dei reclutamenti.

Durante questo periodo, l'Iran vide la formazione dell'aviazione militare, chiamata "Aviazione dell'Esercito Imperiale iraniano" (AEII), dotata soprattutto di aerei di fabbricazione americana.

Nei primi anni settanta il sultano dell'Oman, con il sostegno britannico. stava combattendo la Guerra del Dhofar. Come risultato di iniziative diplomatiche del Sultan Qābūs, lo Shah inviò una brigata di 1 200 soldati e con i propri elicotteri per assistere le forze armate del sultano nel 1973. La brigata iraniana, per prima cosa, assicurò la liberazione della strada Salalah-Thumrait. Nel 1974, il contributo iraniano venne ampliato alla Task Force Imperiale iraniana. Tentarono di stabilire un'altra linea d'interdizione, nome in codice "Damavand Line", che andava dal Manston , a poche miglia ad est di Sarfait, sulla costa, vicino al confine con lo Yemen del Sud (la RPDY). La pesante opposizione dei ribelli, che comprendeva il fuoco dell'artiglieria da dentro lo Yemen del Sud, ostacolò tale obiettivo per diversi mesi. Alla fine, la città di Rahkyut, che il FPLO aveva a lungo mantenuto come capitale del loro territorio liberato, si arrese alla task force iraniana.[6] La TFII rimase in Oman nel dicembre 1975, poi ad una forza di 3000 uomini.[7]

Nel 1979 l'esercito era una forza in gran parte meccanizzata e corazzata composta da circa 23 truppe, organizzato in 3 corpi, con sede nella zona di Teheran, a Shiraz nel sud, e a Kermanshah, vicino al confine iracheno. Ci furono ulteriori piani per la creazione un quarto corpo da costruire nel complesso di Chah Bahar, all'estremità orientale del Golfo Persico.[8]

Le sue maggiori formazioni includevano le seguenti:

  • Tre divisioni corazzate, più una più organizzata nella Provincia del Sistan e Baluchistan, forse l'88ª Divisione Corazzata: ciascuna composta da sei battaglioni di carri armati e cinque battaglioni di fanteria meccanizzata,
  • Tre divisioni di fanteria,
  • Due Divisioni della Guardia Imperiale iraniana e
  • Quattro brigate indipendenti[9]
  • Aviazione dell'Esercito Imperiale iraniano dotata di elicotteri e velivoli ad ala fissa.

Queste unità di combattimento, rafforzate tramite il solito complemento di unità di supporto, erano operative all'85 %.

Repubblica Islamica dell'IranModifica

 
Le insegne delle Forze di Terra dell'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran

Subito dopo la rivoluzione del 1979 una serie di purghe rimossero gran parte dei comandanti dell'esercito addestrati dagli occidentali. L'ultimo generale a capo dell'esercito imperiale iraniano era il generale Gholam Ali Oveissi, assassinato a Parigi, insieme a suo fratello, nel 1984. Venne sostituito dal generale Gharebaghi che si alleò con la Repubblica Islamica smantellando l'esercito imperiale iraniano, ribattezzato poi, Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran. Le purghe lasciarono l'esercito piuttosto impreparato, quando l'Iraq invase l'Iran all'inizio della guerra Iran-Iraq.

Guerra Iran-IraqModifica

La guerra Iran-Iraq durò dal 1980 al 1988.

Dal luglio 1985, l'IISS iniziò a definire le sedi delle tre armate dell'esercito iraniano, dove in precedenza non venne individuato alcun quartiere generale a livello di divisione. Questi centri vennero identificati da altre fonti , come 1ª Armata (QG Kermanshah), 2ª Armata (QG Teheran) e 3ª Armata (QG Shiraz).

Nel 1987, e verso la fine della guerra Iran-Iraq, l'Artesh venne organizzato come segue:[4]

  • Tre divisioni meccanizzate, ciascuna delle quali composta da tre battaglioni corazzati e sei meccanizzati organizzati in tre brigate.
  • Sette divisioni di fanteria.
  • Una divisione di forze speciali composta da quattro brigate.
  • Una brigata aviotrasportata.
  • Un comando di supporto aereo.

e alcune brigate corazzate indipendenti che comprendevano la fanteria ed una "forza costiera".

Dopo la guerra Iran-IraqModifica

Una nuova squadra di comandanti, formati dalle loro esperienze vissute durante la guerra, ridusse drasticamente la dipendenza in materia di attrezzature e di formazione fornita dagli stranieri [senza fonte]. Dopo la guerra l'esercito perseguì una drammatica ristrutturazione, in gran parte sotto totale segretezza. [senza fonte] Mentre era ancora solo una mera ombra di sé stesso prima della rivoluzione, l'Artesh rapidamente riaffermò le sue capacità e iniziò a crescere di nuovo.[senza fonte]

L'IISS ha stabilito che a un certo punto tra il 1992 e il 1995 venne creato un quartier generale portando a quattro le sedi delle armate. Più tardi, tra la metà del 1997 e la metà del 1999, venne formato u n quarto ed effettivo corpo militare. Anche il Jaffee Center's Middle East Military Balance , elenca quattro corpi che l'IISS aveva ipotizzato esistere.

Status nel 2006/08Modifica

Janes ha riferito nel 2006 che l'esercito iraniano era composto da tre armate, per un totale di 15 divisioni.[10] L'IISS riportò nel Military Balance 2008, l'esistenza di 2 Corpi d'Armata a livello di sede regionale, cinque divisioni corazzate con alcune brigate indipendenti, sette divisioni di fanteria con alcune brigate indipendenti, una brigata delle forze speciali, due divisioni di commando con alcune brigate indipendenti, più una brigata aerea. Vi erano anche sei gruppi, tra d'artiglieria e forze aeree.[11] Il numero di divisioni per alcuni anni non cambiò. Le formazioni spesso riportate includono la 23ª Divisione Forze Speciali, fondata tra il 1993 ed il 1994, e la 55ª Divisione Paracadutisti. La Jane's Sentinel Security Assessments riferisce che la 23ª Divisione Forze Speciali è tra le formazioni più professionali dell'esercito iraniano, con 5.000 soldati, i quali si ritiene siano regolari.

Le divisioni corazzate regolari, tra cui la 92ª Divisione Corazzata, sono suddivise in tre brigate.

Il sito, Globalsecurity.org sulla sua pagina afferma, riferendosi all'esercito iraniano:[12]

  • "La struttura della forza militare, l'ordine di battaglia, e le identificazioni specifiche dell'esercito iraniano differiscono molto tra le diverse fonti. Non è chiaro quindi, quali identificazioni siano più accurate. L'evoluzione delle unità iraniane nel corso del tempo è un po' opaca, e le denominazioni di guerra piuttosto datate, spesso pubblicate, e a volte si confondono le brigate con le divisioni. Durante la guerra Iran-Iraq alcune brigate formarono nuclei di nuove divisioni, probabilmente, con la fine della guerra ritornate allo status precedente."
  • "L'esercito regolare possiede anche un certo numero di brigate e gruppi indipendenti, sulle quali non vi è quasi nessun dato affidabile sulla dimensione e il numero di queste formazioni. Queste includono una brigata logistica, una brigata di fanteria, una brigata aerea, brigate di forze speciali, chiamate Takavar, e cinque brigate / reggimenti di artiglieria. Vi sono anche un'unità di difesa costiera, e un numero crescente di gruppi di difesa aerea, da quattro a sei unità dell'aviazione e dell'esercito, e un numero crescente di formazioni di logistica ed approvvigionamento."
  • "Sono stati inoltre pubblicati inoltre report poco attendibili. Alcune fonti sostengono che piccole formazioni leggere nell'esercito regolare includono un gruppo di forze aeree creato dopo la guerra Iran-Iraq. Questa formazione probabilmente include, la 29ª Divisione delle Forze Speciali, costituita tra il 1993 ed il 1994, e la 55ª Divisione Paracadutisti. Altre fonti sostengono che le forze di commando dell'esercito regolare e del Corpo delle guardie della Rivoluzione Islamica,(CGRI) sono integrati in un corpo di circa 30.000 soldati, con capacità di assalto aereo ed integrazione di elicotteri d'assalto. Queste forze di truppe speciali ed aviotrasportate, probabilmente si addestrando assieme ai Shiraz."

Molte di queste valutazioni probabilmente provengono da una ricerca condotta dalla Cattedra Burke in Strategia presso il Centro di Studi Strategici e Internazionali, Washington D.C., tra i quali, per esempio, possiamo leggere un aggiornato rapporto di bilancio militare[collegamento interrotto] datato 2012.

La maggior parte dei soldati dell'esercito iraniano sono ben addestrati e determinati, ma la loro attrezzatura è obsoleta. Utilizzano principalmente attrezzature occidentali, o più recenti, attrezzature di produzione locale, generalmente di qualità inferiore. I comandanti di solito nominano gli uomini a posizioni di alto livello basate sulla lealtà, piuttosto che sulle capacità militari.[13]

Dal 2010 l'esercito iraniano ha subito un processo di riorganizzazione denominato, Piano Generale di Struttura Thamen alaeme (طرح جامع ساختاری ثامن الائمه). Il piano prevedeva la trasformazione da un modello centrato sulla divisione, verso un modello centrato sulla brigata, un riposizionamento delle basi militari, l'aggiunta di nuove unità e un aumento della mobilità delle unità dell'esercito esistenti. A tal fine, tale riorganizzazione ha spostato alcune brigate da divisioni esistenti e creandone di nuove al fianco di esse. Entro marzo 2012, in tutto l'esercito, erano state istituite 31 nuove brigate indipendenti.[14][15]

Il comandante delle forze di terra dell'esercito iraniano è il generale di brigata Ahmad-Reza Pourdastan.

Gradi degli Ufficiali e degli Arruolati dell'esercito iranianoModifica

Insegne dei gradi ufficiali dell'esercito iraniano
Generale Tenente generale Maggiore generale Generale di brigata Secondo Generale di brigata Colonnello Tenente colonnello Maggiore Capitano Tenente Sottotenente Terzo tenente
ارتشبد سپهبد سرلشکر سرتیپ سرتیپ دوم سرهنگ سرهنگ دوم سرگرد سروان ستوان یکم ستوان دوم ستوان سوم
Insegne dei gradi arruolati dell'esercito iraniano
Sergente maggiore Sergente maggiore (Staff) Sergeant First Class/First Sergeant Staff Sergeant Sergente Caporale Private First Class Private (E-2) Privato
استوار یکم استوار دوم گروهبان یکم گروهبان دوم گروهبان سوم سرجوخه سرباز یکم سرباز دوم سرباز

EquipaggiamentoModifica

 
Un carro armato Zulfiqar

I carri armati iraniani comprendono una stima di ca. 1 500 o forse più, chiamati Zulfiqar: 480 T-72, 150 M-60A1, 75 T-62, 100 Chieftain Mk 3/Mc 5, 540 T-54/T-55/Type 59, e 150 M-47/M-48.[16]

Lo Zulfiqar è il più recente carro armato da combattimento prodotto dall' industria della difesa dell'Iran, dal nome della spada leggendaria di Hazrat Ali.[senza fonte] Nato da un'idea del generale di brigata Mir-Younes Masoumzadeh, vice comandante delle forze terrestri per la ricerca e l'autosufficienza delle forze armate, il veicolo venne sviluppato dalle principali componenti del carro armato americano M-60. Una delle caratteristiche che attirò l'attenzione del Ministero della Difesa è che le parti prodotte dagli indigeni vennero utilizzate in esso. I prototipi del carro armato vennero testati nel 1993. Sei prototipi semi-industriali vennero prodotti e testati nel 1997. L'IISS stima che circa 150 Zulfiqar 1 sono ora in servizio.[17]

Il principale elicottero d'attacco dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran è l'AH-1J Sea Cobra. Il numero di AH-1JS in servizio venne stimato dall'IISS nel 2009 come 50,[18] anche se 202 vennero consegnati prima della rivoluzione iraniana del 1979. L'Iran gestisce anche un numero imprecisato di Panha 2091, un aggiornamento privo di licenza e prodotto localmente, dell'AH-1J.[19]

Il principale elicottero da trasporto dell'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran è il CH-47C Chinook. Il numero di CH-47C in servizio venne stimato in 20. Probabilmente 57 furono consegnati prima della Rivoluzione iraniana del 1979. L'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran perse uno dei loro nel 2011.

Mezzi AereiModifica

Aeromobile Origine Tipo Versione
(denominazione locale)
In servizio
(2018)[20]
Note
Aerei da trasporto
Fokker F27   Paesi Bassi Aereo da trasporto F-27-400M
F-27 Mk.600
2[20]
Aero Commander Turbo Commander   Stati Uniti aereo da trasporto Turbo Commander 2[20]
Elicotteri
Bell AH-1 Cobra   Stati Uniti elicottero d'attacco AH-1J 12[20]
Bell 206   Stati Uniti elicottero utility B 206 3[20]
Bell 214   Stati Uniti elicottero utility B 214 22[20]
Boeing CH-47 Chinook   Stati Uniti elicottero da trasporto pesante CH-47C 38[20]

NoteModifica

  1. ^ Iranian Armed Forces (PDF), CSIS, 25 luglio 2006, p. 14. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2009).
  2. ^ How big is Iran's military?, in Reuters, 28 settembre 2009. URL consultato il 7 aprile 2013.
  3. ^ Più tardi chiamata "Gendarmeria Imperiale", mentre dopo il 1979 "Gendarmeria Islamica Iraniana".
  4. ^ a b c d Library of Congress Country Studies, Armed Forces: Historical Background, 1987.
  5. ^ Kaveh Farrokh, Iran at War: 1500-1988, Osprey Hardcover, released 24 May 2011; ISBN 978-1-84603-491-6. Page Number required (Unclear from G-Books).
  6. ^ Calvin H. Allen e W. Lynn Rigsbee, Oman under Qaboos: From Coup to Constitution, 1970-1996, Routledge, 2000, ISBN 978-0-7146-5001-2., pp. 72-73, vedi anche John Akehurst, We won a war: the campaign in Oman 1965-1975, 82.
  7. ^ Area Handbook for the Persian Gulf States, 396.
  8. ^ Ali Neshat, Sarbazan.com. URL consultato il 13 febbraio 2010.
  9. ^ 1 corazzata, 1 di fanteria, 1 aviotrasportata e 1 di forze speciali.
  10. ^ (EN) An article from... Jane's World Armies profile: Iran, Jane's Information Group, 29 agosto 2006. URL consultato il 28 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2006).
  11. ^ IISS Military Balance 2008, p.242.
  12. ^ Globalsecurity.org, Iranian Army, accessed August 2012.
  13. ^ https://strategypage.com/qnd/iran/articles/20120909.aspx.
  14. ^ Introducing of 10 new army achievements, Mashreghnews.ir, March 2012. URL consultato il 29 aprile 2013.
  15. ^ Unveiling of new army achievements, Mashreghnews.ir, April 2013. URL consultato il 29 aprile 2013.
  16. ^ International Institute for Strategic Studies, The Military Balance 2009, Routledge for the IISS, London, 2009, p.245.
  17. ^ How big is Iran's military?, International Institute for Strategic Studies, 28 settembre 2009. URL consultato il 13 febbraio 2010.
  18. ^ IISS Military Balance 2009, p.245.
  19. ^ (EN) Kian Mokhtari, Panha hovers between repair and manufacturing, Jane's Defence, 27 agosto 2001. URL consultato il 28 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2001).
  20. ^ a b c d e f g (EN) World Air Force 2019 (PDF), su Flightglobal.com, p. 18. URL consultato il 7 gennaio 2019.

Voci correlateModifica

Ulteriori lettureModifica

  • Richard A. Gabriel (a cura di), Fighting Armies: Antagonists in the Middle East - A Combat Assessment, Greenwood Press, 27 settembre 1983, ISBN 978-0-313-23904-5. - includes army order of battle of 1978−79
  • Steven R. Ward, Immortal: a military history of Iran and its armed forces, Georgetown University Press, 2009, ISBN 1-58901-258-5, ISBN 978-1-58901-258-5
  • Kaveh Farrokh, Iran at War: 1500-1988, Osprey Hardcover, released 24 May 2011; ISBN 978-1-84603-491-6.
  • Gregory F. Rose, The Post-Revolutionary Purge of Iran's Armed Forces: A Revisionist Assessment, Iranian Studies, Vol. 17, No. 2/3 (Spring - Summer, 1984), pp. 153–194.
  • Ẕukāʼ, Yaḥyá, The Imperial Iranian Army from Cyrus to Pahlavi, Imperial Iranian Armed Forces Committee for the Celebration of the 2,500th Anniversary of the Founding of the Persian Empire, 1970.
  • Peter Oborne and David Morrison, A Dangerous Delusion, 2013. Review by Michael Axworthy, The Daily Telegraph, 27 Apr 2013.