Castiglioni (famiglia)

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Castiglioni
Coa fam ITA castiglione.jpg
Pour non fallir
Di rosso al leone d'argento, coronato d'oro, sostenente colla zampa anteriore destra un castello d'oro di tre torri.
Casata di derivazioneCastiglione
FondatoreCorrado da Castiglione
Data di fondazioneX secolo
Etniaitaliana
Rami cadetti

Castiglioni (o Castiglione o da Castiglione) è un'antica nobile famiglia lombarda.[1]

StoriaModifica

La famiglia Castiglioni è originaria di Milano ove nacque il suo capostipite, Corrado da Castiglione, figlio del conte Berengario, che ebbe in dono un castello nel Seprio da parte dell'arcivescovo locale.[2] La famiglia, nei secoli, si divise in molti rami sparsi in diverse città italiane tra cui, oltre Milano, Ferrara, Mantova, Modena e Cingoli, ottenendo in ogni caso l'aggregazione al patriziato locale ed eccellendo per la presenza di uomini illustri.

Linea di MilanoModifica

 
Papa Celestino IV, Goffredo Castiglione
 
Lo stemma Castiglioni scolpito sul fonte battesimale nel Battistero di Castiglione Olona.

Presero il nome da Castiglione, nel contado di Seprio.[1] Il ramo di Milano, il più antico della casata, diede alla chiesa ben sei santi, un papa (Celestino IV nel 1241), sei cardinali, tre arcivescovi della cattedra milanese e altri sei vescovi in altre sedi.

Storia e personalità illustriModifica

Il ramo di questa famiglia annovera illustri personalità: papi, cardinali, arcivescovi, capitani di milizia, senatori, podestà e notai.[1]

PossedimentiModifica

ArmaModifica

Di rosso, al leone d'argento sostenente nella branca destra un castello dello stesso.[1]

Linea di MantovaModifica

Un ramo della famiglia si stabilì a Mantova nel XV secolo.[1] Capostipite di questa linea fu Francesco (Francescolo) Castiglione (1345-1425), figlio di Cristoforo (?-1334) e di Barbara Birago.

Storia e personalità illustriModifica

 
Mantova, Palazzo Bonacolsi, ora Castiglioni.

PossedimentiModifica

ArmaModifica

Inquartato; nel 1° e nel 4°: di rosso, al leone d'argento, coronato d'oro, sostenente nella sua branca destra un castello cimato dello stesso; nel 2°: d'argento, ad un serpente ondeggiante in palo verde, coronato d'oro ingolante un fanciullo di rosso; nel 3°: palato di nero e d'oro.[1]

Linea di CingoliModifica

 
Papa Pio VIII, Francesco Saverio Maria Felice Castiglioni

Alcuni discendenti della linea di Milano si trapiantarono a Cingoli nel 1600.[1]

Storia e personalità illustriModifica

PossedimentiModifica

ArmaModifica

Di rosso, al leone d'argento sostenente nella branca desta un castello dello stesso.[1]

Linea di FerraraModifica

Alcuni discendenti della linea di Milano si trapiantarono a Ferrara.[1]

Storia e personalità illustriModifica

ArmaModifica

Di rosso, al leone d'argento sostenente nella branca destra un castello dello stesso.[1]

Linea di ModenaModifica

Alcuni discendenti della linea di Ferrara si trapiantarono a Modena.[1]

Storia e personalità illustriModifica

ArmaModifica

D'azzurro, alla terrazza di verde con due leoni d'oro seduto, affrontati e tenenti sollevato colle branche anteriori un castello merlato aperto, torricellato di tre pezzi di rosso, sormontato da tre banderuole svolazzanti a sinistra dello stesso moventi dalle tre torrette.[1]

Linea di VenegonoModifica

Storia e personalità illustriModifica

Creati conti da Francesco I Sforza[9].

Linea ingleseModifica

 
Uno dei graffiti incisi nella Torre di Londra da Giovanni Battista Castiglione

Storia e personalità illustriModifica

Linea Castiglione MorelliModifica

A causa delle lotte di partito tra ghibellini e guelfi, un ramo della famiglia emigrò nel 1239[10] da Milano a Cosenza (Regno di Napoli), dove appartenevano al patriziato. Dal 1312 alla famiglia è stato dato il cognome "Morelli" o "Maurelli". "Morello" è la parola italiana per "nero". Nicolò II Castiglione, patrizio di Cosenza, sostenne Roberto d'Angiò, re di Napoli (1309-1343), durante una campagna. La regina Giovanna I di Napoli (1343-1382) diede ufficialmente al suo discendente Bernardo Castiglione il soprannome (cognomen) "Morello". Martirano menziona il segretario dell'Imperatore Carlo V con le parole: "Maurelli prius Castileoni dicebantur, abbronzatura qui dicunt a Mantova Ciselpinae Callide urbe oriundas, alii vero Mediolanò".

Martino Castiglione Morello e suo fratello possedevano i feudi Sculchi e Steffanizzi nel territorio di Casale di Castiglione Cosentino nel 1442. Nel 1560 Giovanni (Giannotto) de Castiglione fu nominato Gran Magistrato dell'Ordine Militare e Ospedaliero di San Lazzaro da Gerusalemme da papa Pio IV, ma non fu riconosciuto dal re di Francia. Nel 1591 fu accettato nell'Ordine dei Cavalieri di Malta.

Dal 1671 i Castiglione Morelli sono marchesi di Vallelonga (Regno di Napoli, regione del Cedolario). "Marchese" (primogenitur) è il titolo dei signori feudali di Vallelonga, i neonati sono "Nobile", ma tutti hanno il titolo di "Patrizio di Cosenza". Erano anche baroni di Chiaravalle e Gagliato. La nobile famiglia si ramificò ampiamente, ad esempio a Messina, Como, Genova, Mantova e Milano. Dappertutto appartenevano alla nobiltà della città (patrizia) e ricoprivano cariche spirituali superiori.

Il marchesi Castiglione Morelli aveva sede a Villa Vallelonga in Calabria, in seguito Chiaravalle. La residenza estiva dei Marchesi di Candia-Castiglione-Morelli di Vallelonga era il Palazzo Vallelonga a Torre del Greco ai piedi del Vesuvio (costruito nel 1690, in gran parte distrutto da un terremoto nel 1794, restaurato nel 1843); fu trasferito alla Banca di Credito Popolare di Torre del Greco nel 1982. Lelio Castiglione Morelli (1773–1842), marchese di Vallelonga, Patrizio di Cosenza, sposò Donna Artemisia Tuttavilla dalla casa dei Duchi di Calabritto (1774–1821), che era strettamente imparentata con molte famiglie della nobiltà italiana.

Il 2 agosto 1806, il feudalesimo fu abolito nel Regno di Napoli. I signori feudali diventarono proprietari terrieri. Nel 1922 la nobile famiglia fu iscritta al Libro d'oro della nobiltà italiana.

Altri personaggi illustriModifica

StemmiModifica

ArchivioModifica

L'archivio della famiglia Castiglioni venne acquisito dal comune di Castiglione Olona nel 1980, in seguito all'acquisto del palazzo Branda Castiglioni.[16]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Crollalanza, pp.258-259.
  2. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri di Italia. Castiglioni di Milano., Torino, 1835, Tav. I.
  3. ^ a b c d e f g h i j Litta, Tav. V.
  4. ^ (EN) Count Carlo Ottavio Castiglione. Catholic Encyclopedia. (1913). New York: Robert Appleton Company.
  5. ^ Enciclopedia Treccani. Cristoforo Castiglioni.
  6. ^ Baldassarre Castiglione., su internetculturale.it. URL consultato il 22 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2014).
  7. ^ Senato italiano. Scheda.
  8. ^ Archivio privato Castiglioni di Cingoli.
  9. ^ a b c Castiglioni - EFL - Società Storica Lombarda, su servizi.ct2.it. URL consultato il 10 giugno 2020.
  10. ^ Giovanni Fiore, Della Calabria illustrata, Volume 3, Soveria Mannelli, 2001.
  11. ^ Storia di Villa Castiglioni (XVIII-XIX sec.), su Museo Fisogni, 30 novembre 2018. URL consultato il 10 giugno 2020.
  12. ^ Cesare Castiglioni – Il garibaldino, su Villa Castiglioni Fisogni, 19 marzo 2021. URL consultato il 4 maggio 2021.
  13. ^ Cesare Castiglioni - Il gentiluomo, su Villa Castiglioni Fisogni, 21 aprile 2021. URL consultato il 4 maggio 2021.
  14. ^ Davide Zaffaroni, Cesare Castiglioni dei Mille di Marsala, Macchione Editore, 2008.
  15. ^ Castiglioni - EFL - Società Storica Lombarda, su servizi.ct2.it.
    «Ramo di Giorgio».
  16. ^ Fondo Castiglioni, su SIUSA Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 19 marzo 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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