Ferdinando Moncada Aragona

politico e militare italiano
Ferdinando Moncada d'Aragona Moncada
VI Principe di Paternò
XIII Conte di Adernò, XVI Conte di Caltanissetta, VIII Duca di Bivona, X Duca di Montalto, XIV Conte di Caltabellotta, Conte di Collesano, Conte di Sclafani
Stemma
In carica 1673-1713
Investitura 24 aprile 1673
Predecessore Luigi Guglielmo I Moncada
Successore Caterina Moncada d'Aragona Fajardo, Francesco Rodrigo Moncada
Trattamento Don
Altri titoli Barone di Melilli, di Motta Sant'Anastasia, di San Bartolomeo, Signore di Malpasso, di Nicolosi, di Camporotondo, di Biancavilla, di Centorbi, delle Due Petralie, di Scillato e di Caltavuturo.
Nascita Madrid, 30 ottobre 1644
Morte Madrid, 11 novembre 1713
Dinastia Moncada di Paternò
Padre Luigi Guglielmo I Moncada
Madre Catalina de Moncada y Castro
Consorte María Teresa Fajardo y Toledo y Portugal
Figli Caterina
Religione Cattolicesimo
Ferdinando Moncada d'Aragona Moncada
NascitaMadrid, 30 ottobre 1664
MorteMadrid, 11 novembre 1713
Dati militari
Paese servitoSpagna Spagna
Forza armataEjército de Tierra
Unitàcavalleria
Anni di servizio1673-1692
GradoCapitano generale
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Ferdinando Moncada d'Aragona Moncada, Principe di Paternò (in spagnolo Fernando de Aragón y Moncada; Madrid, 30 ottobre 1644Madrid, 11 novembre 1713), è stato un nobile, politico e militare italiano del XVII secolo al servizio del Regno di Spagna.

BiografiaModifica

Nacque a Madrid il 30 ottobre 1644 da Luigi Guglielmo, V principe di Paternò, e dalla sua seconda moglie la nobildonna spagnola Catalina de Moncada y Castro (1611-1660) dei marchesi di Aitona. Figlio primogenito, dopo di lui nacquero Giovanni e Federico, morti rispettivamente all'età di 2 anni e all'età di 2 mesi.[1]

Ferdinando visse la sua giovinezza tra la Sardegna, la Sicilia e Valencia, per via degli spostamenti del padre a cui la Corona spagnola assegnò l'incarico di viceré nei luoghi suddetti.[2] In quegli anni ebbe come precettore il frate somasco Giovanni Agostino della Lengueglia, chiamato dal Principe Luigi Guglielmo per affidargli la sua educazione e formazione[3], che nel 1657 fu autore dell'opera storico-encomiastica sulla famiglia Moncada, dal titolo Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia.

Verso la fine degli anni sessanta del XVII secolo, divenne ufficiale dell'Esercito spagnolo, che servì con il grado capitano generale della cavalleria nelle Fiandre.[3][4] Il 24 aprile 1673, dopo la morte del padre, fu investito di tutti i titoli e feudi di famiglia[5], che oltre a quello di V principe di Paternò comprendevano anche quelli di VIII duca di Montalto, VII duca di Bivona, di XV conte di Adernò, conte di Caltanissetta, conte di Collesano, XVI conte di Sclafani, di barone di Melilli, di Motta Sant'Anastasia, di San Bartolomeo, e di signore di Malpasso, di Nicolosi, di Camporotondo, di Biancavilla, di Centorbi, delle Due Petralie, di Scillato e di Caltavuturo.

Gentiluomo di camera del Re Carlo II, questi lo nominò lo consigliere di Stato e della guerra nel 1691, per diventare in seguito presidente del Consiglio delle Indie nel 1693, presidente del Consiglio di Aragona nel 1695[6], presidente del Consiglio delle Fiandre nel 1699, e nuovamente presidente del Consiglio di Aragona nel 1700.[3] Alla morte di Carlo II, nel 1701, fu ministro della giunta di governo reale[3][7], legata a Filippo V, che giunto al trono di Spagna l'anno seguente, lo confermò nel Consejo de Estado.[3][8]

Morì a Madrid l'11 novembre 1713.[8] Dal 1665, era sposato con la nobildonna spagnola María Teresa Fajardo y Toledo y Portugal, figlia di Ferdinando, marchese di Los Vélez - alla cui morte era succeduto nella carica di presidente del Consiglio delle Indie - da cui ebbe una sola figlia, Caterina (1666-1728), la quale fu erede universale di tutti i titoli e feudi di famiglia.

La successione in favore all'unica figlia Caterina, sposata con Giuseppe Alvarez de Toledo duca di Ferrandina, incontrò l'opposizione del cugino Luigi Guglielmo Moncada Branciforte, duca di San Giovanni e conte di Cammarata, nipote agnatico di suo zio Ignazio, il quale promosse una lite giudiziaria contro di lei per ottenere l'investitura del Principato di Paternò e di tutti gli altri feudi della famiglia.

La vertenza si concluse con sentenza definitiva emessa dal Tribunale della Regia Gran Corte nel 1752, che attribuì agli Alvarez de Toledo, eredi del principe Ferdinando, tutti gli Stati feudali appartenuti ai Duchi di Bivona e ai Duchi di Montalto, mentre al ramo collaterale dei Duchi di San Giovanni attribuì il Principato di Paternò - di cui nel 1747 ebbe investitura Francesco Rodrigo Moncada, figlio di Luigi Guglielmo - e quelli ad esso collegati, in ragione del fedecommesso agnatizio mascolino ordinato nel 1500 dall'antenato Giovanni Tommaso Moncada, V conte di Adernò.[9][10]

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine di Montesa
— 22 agosto 1656[4]
  Commendatore di Silla e Benassal nell'Ordine di Montesa
— 4 maggio 1672[4]

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Francesco Moncada de Luna, principe di Paternò Cesare Moncada Pignatelli, principe di Paternò  
 
Aloisia de Luna Vega  
Antonio d'Aragona Moncada, principe di Paternò  
Maria d'Aragona La Cerda Antonio d'Aragona Cardona, duca di Montalto  
 
María de la Cerda y Manuel de Portugal  
Luigi Guglielmo Moncada d'Aragona La Cerda, principe di Paternò  
Juan de la Cerda y Aragón, duca di Medinaceli Juan Luis de la Cerda, duca di Medinaceli  
 
Isabella d'Aragona Cardona  
Juana de la Cerda y de la Cueva  
Ana de la Cueva y de la Lama Gabriel de la Cueva y Girón, duca di Alburquerque  
 
Juana de la Lama y de la Cueva  
Ferdinando Moncada d'Aragona Moncada, principe di Paternò  
Gastón de Moncada y Gralla, marchese di Aitona Francisco de Moncada y Cardona, marchese di Aitona  
 
Lucrecia Gralla y de Hostalric  
Francisco de Moncada y Moncada, marchese di Aitona  
Catalina de Moncada y Bou Miguel de Moncada y Bou, signore di Villamarchante  
 
Luisa Bou y Eixarc  
Caterina de Moncada y Castro  
Martín de Alagón y Urriés, signore di Alfajarín y Hoz Pedro-Martínez de Alagón y Luna  
 
Esperanza de Urriés y Ventimiglia  
Margarita de Castro y Alagón  
Estefanía de Castro y Alagón Berenguer Arnáu de Castro-Pinós Cervellón y Boixadors  
 
Margarita Alagón y Martínez de Luna  
 

NoteModifica

  1. ^ G. A. della Lengueglia, Ritratti della prosapia et heroi Moncadi nella Sicilia, vol. 2, Sacco, 1657, pp. 493-494.
  2. ^ (ES) J. Alvarez y Baena, Hijos de Madrid, ilustres en santitad dignidades, armas, ciencias y artes, vol. 2, Cano, 1790, pp. 64-65.
  3. ^ a b c d e dbe.
  4. ^ a b c Alvarez y Baena, p. 65.
  5. ^ Spreti, p. 640.
  6. ^ Alvarez y Baena, pp. 65-66.
  7. ^ (ES) Gaceta de Madrid, 2 de noviembre de 1700, su boe.es. URL consultato il 16 luglio 2018.
  8. ^ a b Alvarez y Baena, p. 66.
  9. ^ Spreti, p. 641.
  10. ^ Rivista del Collegio Araldico, vol. 32, Collegio Araldico, 1933, p. 12.

BibliografiaModifica

  • G. Savasta, Memorie storiche della città di Paternò, Catania, Galati, 1905.
  • V. Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, vol. 5, Bologna, Forni, 1981.

Collegamenti esterniModifica

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