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Petralia Sottana

comune italiano
Petralia Sottana
comune
Petralia Sottana – Stemma
Petralia Sottana – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
SindacoLeonardo Iuri Neglia (lista civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate37°48′N 14°05′E / 37.8°N 14.083333°E37.8; 14.083333 (Petralia Sottana)Coordinate: 37°48′N 14°05′E / 37.8°N 14.083333°E37.8; 14.083333 (Petralia Sottana)
Altitudine1 000 m s.l.m.
Superficie178,35 km²
Abitanti2 721[1] (31-3-2018)
Densità15,26 ab./km²
FrazioniPiano Battaglia, Landro, Tudia, Recattivo
Comuni confinantiAlimena, Blufi, Caltanissetta (CL), Castelbuono, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Isnello, Marianopoli (CL), Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Resuttano (CL), Santa Caterina Villarmosa (CL), Villalba (CL)
Altre informazioni
Cod. postale90027
Prefisso0921
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT082056
Cod. catastaleG511
TargaPA
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiPetralesi o Petraliesi
Patronosan Calogero, Madonna dell'Alto
Giorno festivo18 giugno , 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Petralia Sottana
Petralia Sottana
Petralia Sottana – Mappa
Posizione del comune di Petralia Sottana all'interno della città metropolitana di Palermo
Sito istituzionale

Petralia Sottana (Pitralia Suttana in siciliano[2]) è un comune italiano di 2 721 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Fa parte del Parco delle Madonie, è nel circuito Bandiera Arancione.

Indice

Geografia e territorioModifica

L'abitato è collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie e nell'omonimo parco, in una posizione strategica sull'alta valle del fiume Imera Meridionale, sviluppandosi su un pendio fra i 900 e i 1100 m s.l.m.

Il territorio comunale, vasto ben 178 km² (quasi tutti in zona montana), si estende soprattutto in latitudine, indicativamente dallo spartiacque della catena delle Madonie a Nord fino a raggiungere la provincia di Caltanissetta a Sud. Nella parte settentrionale, ricompresa quasi per intero nel Parco delle Madonie, si trovano estese formazioni boschive di latifoglie (con prevalenza di faggi, querce e castagni) e di conifere (in gran parte frutto di rimboschimenti), nonché ampie zone destinate al pascolo. Nella parte meridionale prevalgono le coltivazioni seminative di tipo estensivo.

Il territorio è parte della Regione agraria 3 ("Montagna interna - Madonie Orientali")[3].

Il comune è classificato come zona sismica di tipo "2" (sismicità medio-alta). Molti sono i terremoti che hanno colpito la località nel tempo, arrecando a volte danni e vittime, pur senza raggiungere mai livelli di grande catastrofe.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Petralia Sottana.

Il clima, tipicamente mediterraneo-montano, presenta inverni abbastanza rigidi e piovosi, con abbondanti nevicate ed estati calde e secche.

Il comune è classificato nella zona climatica "E".

QuartieriModifica

Tradizionalmente l'abitato è diviso in cinque quartieri ma ai giorni odierni ne contiamo sette:

  • Pusterna, l'area medievale dove sorgono la Chiesa Madre, la prigione (che oggi ospita il museo Collisani) e l'antico castello.
  • Carmine, collocato più in alto, è stato per secoli il quartiere degli artigiani come testimonia la toponomastica.
  • San Salvatore, accanto al Carmine, sembra sia sorto intorno al Quattrocento; era abitato soprattutto da pastori.
  • Provvidenza, quartiere medioevale contadino, caratterizzato da stradine strettissime sotto la Chiesa Madre.
  • Casale, sorto fra il Seicento ed il Settecento sulla base di una razionale programmazione, in parte sull'area che, ospitava il quartiere ebraico ovvero l'odierna via Conceria.
  • San Giovanni, quartiere antico dove prima sorgeva solo la chiesa di San Giovannie e San Calogero, la chiesa di San Rocco, la Chiesa della SS Croce e il Convento dei Capuccini, in questo sito veniva fatta la fiera del bestiame in onore del Santo Patrono San Calogero, in seguito sono sorte numerose case intorno, il Calvario e l'ex ospedale.
  • San Giuseppe, periferia dove sorgeva la chiesetta di San Giuseppe di campagna, in seguito all'ampliazione della popolazione e svariate esigenze sono sorti numerose palazzine.

Negli anni sessanta sorge il quartiere, di edilizia popolare, di San Giuseppe, separato dal resto dell'abitato e realizzato, in scala evidentemente ridotta, sul modello allora in voga, delle new towns.[senza fonte]

Negli anni ottanta e novanta, a dispetto del continuo calo demografico, si sono sviluppati gli insediamenti residenziali nelle aree di Pirilla e Petragrossa.

FrazioniModifica

Numerose, nel grande territorio comunale, sono le frazioni agricole: borghi rurali costruiti intorno alla residenza del feudatario, dotati di una relativa autonomia dal centro abitato. Solo qualche attività agrituristica utilizza gli antichi fabbricati in disuso.

Piano BattagliaModifica

Completamente diversa è l'origine della frazione di Piano Battaglia. Collocata a circa 1600 metri sul livello del mare in un'ampia conca carsica nel cuore della catena montuosa delle Madonie, è inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata da un'antica faggeta. Il suo sviluppo risale agli anni sessanta, quando assunse l'aspetto di vivace e frequentata località turistica invernale, ospitando sia strutture per la pratica degli sport invernali (piste da sci ed impianti di risalita) sia numerose strutture ricettive e case vacanza.

Bilice

Santuario del Crocefisso di Bilice.

StoriaModifica

Le prime tracce di insediamento umano risalgono al IV/III millennio a.C. (periodi del neolitico e dell'eneolitico) come testimoniato dai reperti archeologici della vicina Grotta del Vecchiuzzo. In tempi assai più vicini dovette esistere un insediamento indigeno, fortemente influenzato dalla vicina colonia greca di Himera, nei cui scavi è stata rinvenuta una moneta bronzea, il Petrinon che reca appunto il nome della città di Petra.

Nel III secolo a.C., con la conquista romana, Petra divenne città "decumana" e centro di un qualche rilievo come presidio militare e mercato agricolo, come testimoniato da diversi scritti dell'epoca (tra gli altri Cicerone nelle "Verrine" e Diodoro Siculo) e da pochi ritrovamenti archeologici. Il paese seguì poi le sorti del resto dell'isola subendo le invasioni barbariche prima e la successiva riconquista bizantina.

Con la conquista araba, nel IX secolo, venne ribattezzata "Batarliah" o "Batraliah" e divenne importante piazzaforte militare strategica e mercato. Gli storici Edrisi ed al-Muqaddasi raccontano di una città murata collocata sotto una rocca, con grande abbondanza di risorse idriche e che ospitava un mercato, un castello, una chiesa ed una moschea, segno della presenza di una pluralità di comunità etnico-religiose. Della presenza araba sono sopravvissute talune espressioni dialettali o denominazioni di contrade ed un prezioso candelabro bronzeo, parte del ricco tesoro della Chiesa Madre.

I normanni conquistarono Petralia intorno al 1062, fondandovi un Castello. Il centro, dapprima infeudato a tale Maimun Gaito, forse già emiro arabo, fu poi terra demaniale per finire a Gilberto di Monforte (1201) e, durante il periodo svevo, ai Ventimiglia di Geraci. Dopo vennero i Moncada, i Cardona e gli Álvarez de Toledo, fino all'abolizione della feudalità nel 1817. Fino alla fine del XV secolo (prima dell'Editto di espulsione del 1492) vi era insediata una comunità ebraica.[4]

In un documento del 1258 appaiono per la prima volta distinte Petra "inferior" (Petralia Sottana) e Petra "superior" (Petralia Soprana) in origine quasi certamente un'unica comunità. Su quale delle due sia la più antica esiste un'antica contesa, a tutt'oggi di difficile soluzione, che s'innesta su una storica rivalità di campanile, superata solo in tempi recenti. Il centro, a partire dalla conquista normanna, acquisì progressivamente i caratteri della "città rurale" con un'economia piuttosto chiusa fondata sull'agricoltura (soprattutto latifondo cerealicolo) e la pastorizia, con una forte stratificazione sociale che divideva la grande massa di contadini ed allevatori da artigiani, aristocrazia e clero. La Controriforma portò con sé oltre a numerosi insediamenti monastici (alcuni di notevole pregio artistico e architettonico) anche un discreto numero di condanne emanate dall'Inquisizione.

Il XIX secolo portò una notevole vivacità economica, sociale e culturale: dopo l'impresa garibaldina (cui il paese partecipò con un gruppo di volontari) vi s'insediarono gli uffici pubblici a servizio del comprensorio delle Alte Madonie ed opifici vari, facendola diventare un po' il capoluogo (era sede anche del collegio elettorale) ed "il centro più progredito" della zona (come ricorda lo scrittore polizzano Giuseppe Antonio Borgese). Sulle sue strade passava il percorso della Targa Florio.

Pur essendo rimasta ai margini dell'esperienza dei Fasci siciliani, negli anni dieci si svilupparono le presenze politiche e sociali (cooperative) socialiste e repubblicane, affiancate da un attivo ruolo della Chiesa in favore delle organizzazioni cattolico-democratiche. Dopo la prima guerra mondiale e prima dell'avvento del Fascismo, infatti, venne eletta la prima amministrazione cittadina di carattere democratico e popolare (ne fece parte, tra gli altri, Francesco Musotto, futuro deputato socialista alla Camera ed Alto Commissario per la Sicilia), destituita successivamente dal regime.

Già prima della Grande Guerra iniziò un consistente flusso di emigrazione diretta dapprima verso le Americhe, poi (secondo dopoguerra) verso l'Europa centro-settentrionale ed il Nord Italia e, per altri versi, verso Palermo e le città della fascia costiera, che hanno ridotto gli abitanti dagli oltre 10.000 dei primi del Novecento (comprendendo allora anche l'attuale comune di Castellana Sicula) ai numeri odierni. Dopo la Liberazione, avvenuta ad opera degli anglo-americani nel 1943 e con la fine della seconda guerra mondiale esplose il conflitto sociale: la battaglia per la riforma agraria, con l'occupazione delle terre, costò la vita al sindacalista Epifanio Li Puma, nella vicina Raffo, ucciso dalla mafia al soldo dei baroni.

Principali monumentiModifica

Basilica Chiesa Madre di Maria Santissima AssuntaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di Maria Santissima Assunta (Petralia Sottana).
 
Portale secondario della chiesa madre.

Il duomo di Petralia Sottana, comunemente definito "Madrice"o "chiesa madre", è intitolato a Maria Santissima Assunta, sorge, probabilmente già nel IX secolo. Dell'antico tempio medievale, diventato angusto e poco fruibile, sopravvisse solo il portale secondario trecentesco in stile gotico-catalano. L'attuale struttura, a tre navate ed impianto basilicale, fu realizzata fra il 1633 ed il 1680 con l'attiguo campanile in pietra bianca dotato di arco a sesto acuto che, insieme alla cupola, costituiscono i simboli identificativi del paese. All'interno ogni altare presenta decorazioni pregevoli e splendide opere di Giuseppe Salerno e della scuola dei Gagini. La Cappella del Santissimo Sacramento è impreziosita da marmi pregiati per volere del barone Paolo Agliata, sulla volta gli affreschi a tema Eucaristico, la pala d'altare raffigurante San Gandolfo. In un altare affrescato con le pie donne si custodisce un prezioso Crocifisso del Cinquecento, nel presbiterio è custodito lo splendido trittico del '400, dipinto su tavola di scuola siculo-marchigiana, arricchito da una cornice gotica, raffigurante la Madonna col bambino in trono ritratta tra gli apostoli Pietro e Paolo. Nel Duomo vi sono numerose opere pittoriche e scultoree d'arte sacra, realizzate in un arco temporale compreso tra il Cinquecento e l'Ottocento. Di rilievo la splendida Cappella dell'Immacolata Concezione decorata da un altare barocco in marmi mischi e intarsiati, e da un aggraziata statua settecentesca della Vergine Maria. L'interno presenta ornamenti e un ricco apparato decorativo in stucco con motivi barocchi, recentemente portati all'antico candore da un meticoloso lavoro di restauro, e decorata con i colori del cielo con riferimento all'Assunzione di Maria. La chiesa conserva un notevole "tesoro", comprendente opere di oreficeria ed argenteria, con pezzi d'epoca medievale, barocca e neoclassica, tra essi un candelabro arabo con incisioni a caratteri cufici, ed un interessante ed antico archivio, recentemente riordinato e reso fruibile.

Chiesa di San Francesco d'AssisiModifica

Sorta assieme all'annesso convento dell'Ordine dei frati minori conventuali nel Quattrocento, la sua attuale configurazione risale al XVII secolo. Adornata da pregiatissimi affreschi e stucchi in stile Barocco opera di maestranze madonite che ricoprono completamente le mura e raccontando gli episodi della vita del santo di Assisi. Custodisce la tela del titolare raffigurato nell'atto di ricevere le stimmate, opera dello Zoppo di Gangi, altre tele di elevato valore artistico della scuola del Novelli, la pala d'altare è opera di Antonio Grano, uno dei maggiori pittori del periodo barocco Siciliano, raffigurante un episodio di vita ascetica dal titolo Sant'Egidio e la liberalità del re visigoto Wamba, capolavoro della chiesa é il pregevolissimo pulpito barocco in legno dorato, opera del frate Pietro Bencivinni.

Chiesa della Santissima Trinità (Badia)Modifica

Sorge a partire dal 1531 assieme all'attiguo convento delle suore domenicane di clausura (oggi Istituto Magistrale). Ospita un grandissimo Retablo marmoreo alto 10 metri raffigurante nelle formelle la vita di Cristo, simile hai grandi retabli lignei delle cattedrali spagnole. La tradizione iconografica spagnola nel caso di Petralia viene fusa con la fiorente arte rinascimentele italiana del '500. Il Retablo è il capolavoro di Giandomenico Gagini, Sono da notare diverse splendide tele di scuola siciliana del 600' e '700, la deposizione del verista D'Antona , un rarissimo organo settecentesco sospeso sulla portaminore.

Chiesa di Santa Maria alla FontanaModifica

Sorta nel Medioevo e restaurata nel Seicento sul luogo in cui un tempo, probabilmente, sorgeva una moschea, presenta un portale gotico-catalano del 300 simile a quello del Duomo, la chiesa è addossata alla rocca che attraversa il paese e da cui sgorga acqua di fonte, essenziale per le abluzioni prescritte dal corano, e convogliata, fino ai primi decenni del Novecento in una grande fontana semicircolare con quattro bocche di uscita dell'acqua, che dava il nome alla chiesa, ed oggi sostituita da due piccole fontane a coppa con mascherone poste ai lati del monumento ai caduti. Ospita pregevoli opere scultore del periodo rinascimentale e tele settecentesche di scuola siciliana.

Museo civicoModifica

Ospitato nei locali dell'ex Carcere della città ,, è costituito da una collezione geologica. Il 26 aprile 2008 è stata inaugurata la sezione archeologica, che accoglie i reperti della preziosa collezione Collisani.

Palazzo del Giglio (Municipio)Modifica

 
Palazzo del Giglio, sede del Municipio.

Sorge nel XIX secolo sul luogo dell'antico Ospedale e della chiesa di san Giuliano. Custodisce affreschi ottocenteschi, tele dello Zoppo di Gangi ed un notevole archivio storico. Dinanzi il municipio si trova "U Canali" fontana tipica con mascherone.

Ex convento dei Frati Minori RiformatiModifica

La notevole struttura, posta nella parte più alta del paese, gode di una posizione privilegiata sulla vallata e sulla pineta circostante, fu realizzata nel XVII secolo. Dopo l'emanazione delle leggi eversive è transitato nelle disponibilità del Comune nel XIX secolo, le strutture per decenni sono state adibite a caserma militare. Ospita oggi una sede distaccata dell'Università di Palermo. All'interno nell'antico refettorio si può ammirare un pregevolissimo affresco del XVII secolo raffigurante l'Ultima Cena, opera attribuita a frate Emanuele da Como.

Archeologia industrialeModifica

Centrale idroelettricaModifica

Completata nel 1908, è sita in contrada Catarratti, non lontano dal paese. Rimasta in produzione fino al 1976 la struttura è tra le meglio conservate, anche grazie ad un recente intervento di restauro compiuto volontariamente da alcuni cittadini.

PastificioModifica

Sorto nei primissimi anni del Novecento come Pastificio "Pucci e Calascibetta", operava fino a pochi anni fa come Pastificio "Castagna".

Produzione del gessoModifica

La rocca "Balate", di fronte al paese, è luogo di estrazione della pietra da gesso, attività proseguita fino agli anni cinquanta. Dell'attività estrattiva permangono diverse tracce, specialmente nei piccoli fabbricati dei primi del Novecento impiegati per la cottura e la macinazione.

Economia e societàModifica

Attualmente l'economia del paese, che mantiene un'importante posizione di centralità nel comprensorio madonita, si regge su un forte apporto dell'impiego pubblico, su modeste attività agricole e commerciali con un settore turistico in crescita, anche grazie alla stazione turistica di Piano Battaglia.

Dal punto di vista sociale vi è una forte incidenza della popolazione anziana, nonostante ciò i tassi di scolarizzazione e d'istruzione superiore sono al di sopra della media nazionale.

Dal 2014 Petralia Sottana è stata insignata dell'importante marchio della "bandiera arancione" del touring club Italiano, che attesta e valorizza le qualità turistiche e culturale del paese.

Folklore e tradizioni popolariModifica

Festa patronale di San CalogeroModifica

Si svolgono il 17 e 18 giugno i festeggiamenti in onore del santo patrono di Petralia Sottana Preceduti dalla tradizionale settina di preparazione alla festa. Il culto di san Calogero Eremita è antichissimo e radicato tanto che fino al secolo scorso San Calogero veniva portato in processione anche il giorno del Corpus Domini. Si attesta anche l'esistenza di un quadro che poi rovinandosi fu sostituito dalla splendida statua del Pintorno. Il 17 sera dopo i vespri solenni si assiste alla fiaccolata con la processione della piccola effigie del santo portata dai Fanciulli. Il18 pomeriggio si snoda tra le scoscese vie del paese una lunga processione solenne Con la pesante "vara " su cui viene posizionata la statua del santo. La vara viene addobbata di fave, fiori, amarene, spighe da nastrini colorati e dagli ex-voto. I portatori per darsi sostegno tra di loro sia abbracciano per sostenere il consistente peso della vara e gridano" ludamu e ringraziamu lu Santissimu Sacramientu, evviva san Caloriu".alla processione non partecipano le Confraternite e le Congregazioni poiché queste storicamente rappresentano distinzioni socioeconomiche, mentre san Calogero è festa di popolo; fino agli anni ‘40 non partecipava nemmeno il clero, ad eccezione del rettore dell'altare di San Calogero. In alcuni tratti del percorso i portatori formano a catina, per agevolare la salita nelle ripide strade, o per frenare nelle discese, non dimenticando che solo la vara pesa 18 quintali A precedere la vara e'uno stendardo con nastri e cianciane recante l'effigie del santo , "u palu di san. Calo"che viene tenuto in equilibrio su diverse parti del corpo facendolo volteggiare al suono incessante dei tamburi . A conclusione della festa vi sono concerti e uno spettacolo pirotecnico.

Ballo della CordellaModifica

Il ballo della Cordella è rievocazione di antichissime tradizioni contadine, di origine pre-cristiana. Si fondono infatti il ringraziamento per il raccolto e l'augurio di fecondità rivolto alla terra e agli sposi. In antico il ballo doveva essere dedicato alla dea pagana Cerere, protettrice delle messi e dei raccolti, poi sostituita dopo l'avvento del cristianesimo dalla Madonna dell'Alto (venerata nel vicino santuario). Il ballo è preceduto da un corteo nuziale e da uno sposalizio . Le dodici coppie di ballerini, simboleggianti i mesi dell'anno, ballano intorno ad un palo sormontato da spighe di grano reggendo dei nastri di vari colori, che vengono intrecciati a simboleggiare le stagioni. Canti ed invocazioni accompagnano il tutto. La manifestazione, rievocata fin dagli anni trenta, si tiene la terza domenica d'agosto di ogni anno.

Festa della castagnaModifica

La festa della castagna si tiene, di solito, nell'ultima settimana del mese di ottobre di ogni anno. La manifestazione, che prende il via negli anni settanta, più che una sagra legata ad un prodotto tipico (la castagna, che pure abbonda nei boschi intorno alla località) è espressione dell'"essere pungenti" come il riccio che accoglie la castagna. Sfilata di carri allegorici, distribuzione di prodotti tipici e spettacoli di satira locale. Negli ultimi anni ha assunto la denominazione di festa dei sapori madoniti dell'autunno.

Riti della settimana santaModifica

Tuttora molto sentiti e partecipati sono i riti della settimana santa.

Il giovedì santo in chiesa madre viene officiata la messa nella cena del Signore ed in diverse chiese del paese vengono ancora realizzati i "sepolcri" ovvero luoghi per la riposizione del Santissimo Sacramento. La processione del venerdì santo con Vergine Addolorata e il Cristo nell'urna vede la partecipazione di alcuni figuranti (soldati e pie donne) in costume e di tutte le confraternite e congregazioni religiose, coi loro membri che indossano gli antichi abiti penitenziali.

La veglia pasquale tra il sabato e la domenica di Pasqua trova il suo culmine, alla Mezzanotte, con la Caduta d'u Tiluni: un'immensa tela dipinta, che viene posta verticalmente a chiusura dell'abside della chiesa madre durante tutto il periodo quaresimale, viene fatta cadere scoprendo l'altare ed il Cristo Trionfante.

Nella mattinata della domenica di Pasqua si svolge una processione, anche questa con la partecipazione delle confraternite cittadine, nella quale vengono separatamente portate (a spalla) per le strade del paese, le statue della Madonna e di Gesù. Le effigi, a Mezzogiorno, s'incontrano (in dialetto locale si parla di U N'cuontru) simbolicamente, con la statua mariana che corre ad abbracciare quella del figlio, lasciando cadere il manto nero che simboleggia il lutto. Tra lo sparo gioioso dei mortaretti.

Batraliah Art FestivalModifica

In Estate, dal 2018, al festival si ritrovano numerosi artisti con le loro opere d'arte. Un evento che viene sviluppato anche attraverso i social network coinvolgendo tutti, grandi e piccini: un momento d'arte in cui tutti possono diventare degli artisti.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1988 13 dicembre 1989 Buonaventura Licata Partito Socialista Italiano Sindaco [5]
13 dicembre 1989 4 giugno 1992 Remigio Sprini Democrazia Cristiana Sindaco [5]
7 giugno 1993 1º dicembre 1997 Francesco Figlia lista civica Sindaco [5]
1º dicembre 1997 28 maggio 2002 Alfonso Di Benedetto lista civica Sindaco [5]
28 maggio 2002 15 maggio 2007 Roberto Ardizzone lista civica Sindaco [5]
15 maggio 2007 8 maggio 2012 Santo Inguaggiato centro-sinistra Sindaco [5]
8 maggio 2012 12 giugno 2017 Santo Inguaggiato centro-sinistra Sindaco [5]
12 giugno 2017 in carica Leonardo Iuri Neglia lista civica Sindaco [5]

Stemma civicoModifica

Lo stemma civico è il Giglio di roccia, una pianta di giglio d'oro, su sfondo rosso. ricollegato alla probabile origine della denominazione del paese (Lilium Petrae). Lo stemma è sormontato dalla corona di città. Sotto lo stemma vi è un cartiglio con il motto "Lilium Petrae"

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2010 risultavano regolarmente residenti 30 stranieri, di cui 15 romeni, 8 albanesi, 2 brasiliani, 1 cubano, 1 francese, 1 tedesco, 1 britannico e 1 russo.[7]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 485.
  3. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008
  4. ^ e-brei.net - Gli ebrei di Petralia[collegamento interrotto]
  5. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ http://demo.istat.it/str2009/query.php?lingua=ita&Rip=S5&Reg=R19&Pro=P082&Com=56&paese=A9999&submit=Tavola Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2010 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza Comune: Petralia Sottana

Galleria d'immaginiModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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