Apri il menu principale

Ferrovia Bologna-Portomaggiore

Ferrovia di proprietà regionale
Bologna-Portomaggiore
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza45 km
Apertura1887
GestoreFER
Precedenti gestoriSocietà Veneta (poi SVA)
TraRo
GCG FBP
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3 kV CC
Ferrovie

La ferrovia Bologna-Portomaggiore è una ferrovia di proprietà regionale, gestita dalla società Ferrovie Emilia Romagna (FER), che collega Portomaggiore a Bologna unendo così la zona meridionale del ferrarese alla città felsinea.

È la più importante linea gestita dalla FER in termini di passeggeri trasportati[1].

Tra i centri attraversati dalla linea spiccano Budrio e Molinella, centri agricoli e di artigianato di fondamentale importanza regionale.

Indice

StoriaModifica

Tratta Inaugurazione
Bologna-Budrio 21 maggio 1887
Budrio-Molinella 16 agosto 1887
Molinella-Portomaggiore 21 dicembre 1887

Il primo concreto progetto di collegamento tra Bologna e l'hinterland settentrionale venne varato nel 1879. Il 3 ottobre 1882 fu accordata alla Società Veneta per Imprese e costruzioni pubbliche la concessione di una linea ferroviaria che collegasse Bologna a Budrio; da questa cittadina si sarebbero poi diramati due tronchi: il primo si sarebbe diretto a Massalombarda, il secondo a Portomaggiore. I lavori ebbero inizio solo nel 1885 e si conclusero nel 1887: il 21 maggio fu inaugurato il tronco fra Bologna San Vitale e Budrio, seguito il 16 agosto dal Budrio-Molinella e il 21 dicembre dal Molinella-Portomaggiore[2].

L'ultimo tratto ferroviario, tra Bologna San Vitale e Bologna Centrale, fu inaugurato l'anno dopo[3], ma fu impiegato solo per il trasporto di merci. San Vitale rimase la stazione terminale per il servizio viaggiatori.

La Società Veneta effettuava tre/quattro corse per viaggiatori giornaliere nei due sensi utilizzando un parco di otto locomotive a vapore impiegate anche per un discreto servizio merci. La produttività si mantenne buona fino alla seconda guerra mondiale che inferse consistenti danni alle infrastrutture provocando l'interruzione del servizio ferroviario. Questo riprese gradualmente ma solo nel 1952 sull'intera relazione. La trazione diesel venne usata seppur in maniera incostante a partire dagli anni trenta quando la Veneta acquisì un certo quantitativo di automotrici di costruzione Stanga/Man ma fu a partire dal 1957 che avvenne la reale dieselizzazione della linea con l'acquisto di nove locomotive Diesel-elettriche del gruppo DE.424.

Il 30 maggio 1964 venne chiusa al traffico la diramazione Budrio-Massalombarda che fu sostituita da autoservizi. Nel 1969 in seguito allo scorporo della Società Veneta fu creata la Società Veneta Autoferrovie (SVA) che rilevò l'esercizio della linea e che iniziò l'ammodernamento del materiale rotabile con l'acquisto di nuove automotrici del tipo 668, prima della serie 1800 poi della serie 1000, e di alcune locomotive diesel usate di vario tipo.

Al fine di facilitare un'eventuale pubblicizzazione, negli anni ottanta la Società Veneta procedette a scorporare la SVA e ad assegnare le singole concessioni ferroviarie a società autonome. Per la Portomaggiore-Bologna fu costituita la Società per Azioni Trasporti Romagnoli (TraRo) a cui venne assegnato l'esercizio ferroviario il 1º gennaio 1981[4]. Nel 1986, scaduta la concessione, la ferrovia passò alla Gestione commissariale governativa della Ferrovia Bologna-Portomaggiore. Sui rotabili l'acronimo FBP sostituì il precedente TraRo. Inizialmente la sede della Gestione Commissariale era posta a Padova presso la sede della defunta SVA, per poi passare nel 1989 a Bologna[5].

Il 31 maggio 1987, nell'intento di potenziare la funzione suburbana della linea, furono attivate le tre nuove fermate di Bologna Rimesse, Bologna Santa Rita e Bologna Via Larga, e i treni, fino ad allora attestati a Bologna San Vitale, furono prolungati alla stazione di Bologna Centrale[6]; inoltre vennero acquisite automotrici e rimorchiate del tipo 663[7].

Nella seconda metà degli anni novanta, la tratta iniziale della linea (da Bologna Centrale a Bologna Rimesse) venne interrotta per i lavori di interramento, comprendenti la nuova stazione sotterranea di San Vitale. Il nuovo tracciato interrato venne attivato il 22 dicembre 2001[8].

In seguito della Legge 422 del 1997, la proprietà della linea è stata trasferita alla regione Emilia-Romagna. Durante la fase di transizione, tra il 1997 e il 2001, l'amministrazione della Gestione Commissariale della linea fu affidata alle Ferrovie dello Stato[5]. Il 31 dicembre 2000 la Regione Emilia-Romagna costituì la società Ferrovie Emilia Romagna (FER) di cui detiene il 59,44% del capitale, mentre il rimanente è stato suddiviso in quote paritarie del 5,7 % tra Provincia di Bologna, Provincia di Ferrara, Provincia di Mantova, Provincia di Modena, Provincia di Parma, Provincia di Ravenna, Provincia di Reggio Emilia e Provincia di Rimini. Nel corso del 2001, la nuova società assunse la gestione della ferrovia.

La FER ha proceduto ad elettrificarla con tensione a 3000 volt in corrente continua con l'obiettivo di utilizzarla, assieme alla linea Bologna-Vignola, per un servizio suburbano Vignola-Portomaggiore all'interno del servizio ferroviario metropolitano bolognese. I lavori di elettrificazione sono stati completati nel giugno 2008.

Nell'agosto 2009 è stato immesso sulla Bologna-Portomaggiore il primo degli otto autotreni diesel ATR 220 prodotti dalla Pesa Bydgoszcz e acquistati dalla FER per il servizio viaggiatori delle sue linee[9].

Nel febbraio 2012 il servizio passeggeri della linea passa a TPER, mentre FER mantiene la gestione dell'infrastruttura[10].

Il 21 gennaio dell'anno seguente si svolge la corsa inaugurale del primo dei dodici elettrotreni Stadler Flirt ETR 350 di TPER[11] che entrano in funzione ai primi di febbraio dello stesso anno.

Il 13 settembre 2015 viene soppressa la fermata di Villanova per scarso utilizzo e per la minima distanza rispetto a quella di Ca' dell'Orbo[12].

CaratteristicheModifica

La linea è a binario singolo a scartamento ordinario da 1435 mm. Le rotaie adottate sono di tipo Vignoles. La ferrovia è inoltre elettrificata a 3000 volt a corrente continua.

Materiale rotabileModifica

 
ALn 668 in livrea FER.

Il deposito del materiale rotabile della linea è posto presso Bologna Roveri.

Agli inizi e fino al secondo dopoguerra:[13]

Dagli anni trenta in poi:

Dal dopoguerra:[14]

Per diversi anni la linea è stata esercita unicamente con le automotrici termiche dei gruppi ALn 663 e ALn 668 e dai loro rimorchi, in parte provenienti dalla dotazione originale FBP, in parte dalle altre amministrazioni ferroviari confluite in FER (FP, FPS, FSF e ACT), solitamente in convogli costituiti da due o tre elementi. A partire dal settembre 2009 sono stati immesse in servizio alcune unità ATR 220, autotreni diesel a tre casse di produzione polacca. Dal 2013 sono state adottati anche unità elettriche Stadler FLIRT ETR 350, prodotte della casa svizzera Stadler Rail[15].

PercorsoModifica

NoteModifica

  1. ^ Fonte:FER,dato confermato anche per il 2009 come consultabile presso http://www.fer-online.it/News141.htm[collegamento interrotto] par. 2
  2. ^ Cornolò, 2005, p. 24.
  3. ^ Secondo il Cornolò fu completato già il 3 novembre 1887. Vedi Cornolò, 2005, p. 24
  4. ^ Cornolò, 2005, p. 10.
  5. ^ a b Cornolò, 2005, p. 11.
  6. ^ "Notizia flash", in "I Treni Oggi" n. 74 (settembre 1987), p. 4
  7. ^ Cocchi & Muratori, 1992,  pp. 157-158.
  8. ^ San Vitale sottoterra, in "I Treni" n. 234 (febbraio 2002), p. 6
  9. ^ Provincia di Bologna Servizio ferroviario metropolitano - Archivio notizie 2009, su sfm.provincia.bologna.it. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2013).
  10. ^ È nata TPER: Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna, in FER on line, 28 febbraio 2012. URL consultato il 20 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º agosto 2012).
  11. ^ G.T., Nuovi treni regionali, il primo sulla Bologna-Portomaggiore, in Ferrara24ore.it, 22 gennaio 2013. URL consultato il 20 maggio 2013.
  12. ^ sfmbo.it - Da domenica 13 settembre 2015 nuove corse per la fermata Ca' Dell'Orbo e chiusura della fermata di Villanova, su www.sfmbo.it. URL consultato il 20 settembre 2015.
  13. ^ a b Cocchi & Muratori, 1992.
  14. ^ Cocchi & Muratori, 1992,  p. 164.
  15. ^ Tper, Stadler FLIRT. URL consultato il 1º agosto 2016.

BibliografiaModifica

  • TuttoTreno-Tema n.4, Le ferrovie private in Italia dalle origini agli ultimi anni '70, Duegi Editrice. Albignasego, 1993
  • R. Cocchi, Alessandro Muratori, Ferrovie secondarie italiane: La ferrovia Bologna Portomaggiore, Desenzano, Mondo Ferroviario, 1992.
  • Giovanni Cornolò, La Società Veneta Ferrovie, Ponte San Nicolò, Duegi Editrice, 2005.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica