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Santhià-Biella
Mappa ferrovia Santhià-Biella.png
InizioSanthià
FineBiella
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza27 km
Apertura1856
GestoreRFI
Precedenti gestoriSFV (1856-1863)
SFAI (1865-1883)
SFT (1883-1909)
SFB (1909-1951)
FS (1951-2001)
Scartamento1.435 mm
Elettrificazioneno (inizio lavori nella fine dell'estate 2019)
Ferrovie

La ferrovia Santhià-Biella è una linea ferroviaria regionale del Piemonte che collega Biella al nodo ferroviario regionale di Santhià per Torino, correndo prevalentemente nel territorio biellese.

Indice

StoriaModifica

I lavori per la costruzione della linea iniziarono nel 1855, eseguiti da Strade Ferrate di Biella S.A. di Celestino Ferroggio ed Andrea Crida. L'8 settembre 1856[1] la linea, costata 5 milioni di lire e progettata da Savino Realis, venne inaugurata, alla presenza del Ministro dei Lavori Pubblici Pietro Paleocapa, che "era giunto da Torino a Biella, insieme ad altre autorità, a bordo di un convoglio speciale". La SFB però decise di affidare l'esercizio della linea a Società Vittorio Emanuele. Nel 1863 però la società cedette le linee ferroviarie piemontesi e lo Stato Italiano fino al 1865 ne assunse la gestione. Poi la linea passò a Società per le Ferrovie dell'Alta Italia ma nel 1883 divenne di Società Ferrovie del Ticino (SFT).

Il 1º luglio 1909 cessò l'esercizio della SFT, sostituita dalla Società Anonima della Strada Ferrata di Biella (SFB)[2]; essa lo mantenne fino al 1951 quando passa a Ferrovie dello Stato poiché il 10 luglio dello stesso anno scadeva la concessione che era stata stipulata 97 anni prima tra la SFB e il Ministero dei LL.PP.

L'esercizio di statoModifica

Il 10 luglio 1951, con la scadenza della concessione alla Società Strade Ferrate di Biella (SFB), la linea venne incorporata nella rete statale e l'esercizio fu assunto dalle Ferrovie dello Stato[3].

Nel 1956 iniziarono i lavori per la costruzione di una variante di tracciato tra Candelo e Biella, per unire la ferrovia alla stazione di Biella San Paolo, capolinea della Biella-Novara (inaugurata nel 1939). Fu deciso di accorpare le due linee per avere un punto di gestione comune da un'unica stazione, rendendo possibile l'interscambio dei convogli e un miglioramento al servizio urbanistico. Il 23 febbraio 1958 la variante fu inaugurata e la stazione di Biella Piazza Vittorio Veneto (in cui aveva origine la Biella-Santhià) venne dunque dismessa e smantellata[4].

Negli anni sessanta le FS misero in opera sulla linea un armamento più pesante, con rotaie da 60 kg al metro su traverse in cemento armato precompresso in sostituzione di quello vecchio per permettere il transito di convogli merci più pesanti e diminuire i tempi di percorrenza. Nel frattempo venne declassata a fermata la stazione di Sandigliano lasciando il solo binario di corsa. È di quel periodo inoltre la realizzazione del raccordo merci tra la stazione di Candelo e i magazzini Avandero, in seguito rimosso, contemporaneamente allo smantellamento dei binari d'incrocio e ricovero della stessa stazione di Candelo, della stazione di Vergnasco, del terzo binario e del binario merci della stazione di Salussola.[senza fonte]

All'inizio degli anni duemila, la gestione della linea passò a Rete Ferroviaria Italiana.

Verso l'elettrificazioneModifica

Da alcuni anni il capoluogo biellese si trova ad affrontare una serie di problemi legati al trasporto pubblico, uno dei quali è l'isolamento[5] dovuto alla cancellazione di alcune relazioni diretti verso le località come Torino e Milano; ai continui disservizi causati da ritardi, mancate coincidenze, guasti, oltre alle carenti condizioni di sicurezza sulle linee ferroviarie. A penalizzare i pendolari è stata in particolar modo la soppressione della relazione diretta Biella-Torino per il divieto di circolazione dei treni diesel nella stazione di Torino Porta Susa, rendendo inevitabile il cambio a Santhià.

Dopo una lunga serie di dibattiti sul futuro del trasporto ferroviario nel biellese, ad inizio anno 2016 enti privati, Regione e comuni si sono uniti per finanziare un progetto essenziale per giungere all'elettrificazione della Biella-Santhià; oltre ad individuare le opere necessarie per migliorare il restante tratto verso Novara. Tale progetto è stato firmato il 20 maggio 2016, con l'impegno delle aziende firmatarie a versare la propria quota per coprire il costo di 150.000 €[6]. A fine anno sono stati stanziati dalla Regione 27 milioni di euro per avviare un programma di lavori su base triennale per l'ammodernamento e la messa in sicurezza di entrambe le linee ferroviarie[7]. Tali lavori sono iniziati a partire dal 20 marzo 2017 e riguardano alla sostituzione della massicciata, al rinnovo dell'armamento e alla prevenzione per il dissesto idrogeologico[8][9].

Il 24 marzo 2017, il progetto inerente all'elettrificazione curato dalla ditta Sintagma è stato concluso e consegnato agli enti firmatari, che a loro volta hanno provveduto a mandarlo in Regione a cui spetta il compito di reperire i fondi necessari per giungere all'opera definita, il cui costo ammonta a 9,5 milioni di euro[10]. Nel giugno 2017 viene comunicato dalla Regione Piemonte il completo finanziamento del progetto di elettrificazione.

Il 14 gennaio 2018, durante un summit tenutosi a Biella, sono stati comunicati i tempi di realizzazione del progetto: i lavori inizieranno a novembre 2018 e termineranno a novembre 2019. I primi convogli elettrici dovrebbero debuttare sulla linea con il cambio di orario, a partire da dicembre 2019. I lavori verranno eseguiti nottetempo, per non creare disagi di circolazione, a parte un intervento su un ponte delle vicinanze di Sandigliano che comporterà la chiusura della linea per qualche settimana nel mese di agosto 2019. Inoltre è già stato presentato un piano orario post-elettrificazione: prevede una dozzina di coppie di treni diretti per Torino e Milano che abbracceranno l’intera giornata[11].

A fine agosto 2018, è stato annunciato un possibile ritardo per l'inizio dei lavori di elettrificazione, a causa di un rallentamento dell'iter a livello ministeriale: nella migliore delle ipotesi, i lavori potrebbero slittare tra la primavera e l'estate del 2019[12].

Con l'avvenuto inserimento del progetto dell'elettrificazione nel contratto di programma RFI 2017-2021 nell'ottobre del 2018, e la seguente approvazione di esso da parte del governo il 7 marzo 2019, si è concluso che, nella migliore delle ipotesi, i lavori dovrebbero iniziare a fine estate del 2019.

CaratteristicheModifica

 
La stazione di Salussola
Stazioni e fermate
       
linea per Torino
   
0+000 Santhià 181 m s.l.m.
       
linee per Milano e Arona
   
canale Depretis
     
 
linea AV Milano-Torino
   
Autostrada A4 - Strada europea E64
   
canale Depretis
   
Brianco † 2003 230 m s.l.m.
   
11+166 Salussola 227 m s.l.m.
   
torrente Elvo
   
15+808 Vergnasco 274 m s.l.m.
   
20+165 Sandigliano 311 m s.l.m.
   
23+789 Candelo 348 m s.l.m.
       
tranvia Vercelli-Biella
   
   
Biella piazza Vittorio Veneto † 1958
   
26+724 Biella San Paolo * 1939 393 m s.l.m.
   
linea per Novara

La linea è una ferrovia a binario unico non elettrificato e ordinario lunga complessivamente 27 chilometri. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare"[13].

A seguito dei provvedimenti di semplificazione adottati negli anni sessanta l'unica stazione che costituisce un punto di scambio è quella di Salussola, che dispone di due binari. I treni possono raggiungere la velocità massima di 130 km\h.

TrafficoModifica

La linea ferroviaria è servita dai treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Piemonte.

Fino a dicembre 2011, la linea era servita da collegamenti diretti feriali con la stazione di Torino Porta Nuova. Tale servizio fu soppresso a causa del divieto di circolazione dei treni diesel nella stazione sotterranea di Torino Porta Susa. Dal 15 dicembre 2013 è stato soppresso il collegamento diretto con la località di Pavia (via Biella San Paolo)[14], effettuato domenica sera all'andata e venerdì pomeriggio al ritorno. Con l'orario estivo entrato in vigore il 14 giugno 2015, fu soppressa anche la relazione diretta con Novara (anch'essa via Biella S. Paolo), riducendo la linea ad un ruolo esclusivamente locale.

Materiale rotabileModifica

I rotabili che circolano ordinariamente su questa linea sono le Aln 501 Minuetto, che hanno ormai sostituito le più obsolete Aln 668 e Aln 663. Inoltre, fino a qualche anno fa, per la relazione diretta Biella San Paolo-Torino Porta Nuova, venivano usati complessi di locomotori D445 con carrozze MDVC e MDVE. Fra i rotabili di altre imprese figura l'automotrice immatricolata FTN AUTO 40.001 ex ALn 40 FS, noleggiata nel secondo dopoguerra dalla ferrovia Canavesana[15].

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Rete Ferroviaria Italiana. Fascicolo linea 14
  • Mario Matto, Santhià e la ferrovia: una storia che dura 150 anni, GS Editrice, Santhià, 2006. ISBN 88-87374-95-3.

Voci correlateModifica

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