Fino Mornasco

comune italiano
Fino Mornasco
comune
Fino Mornasco – Stemma Fino Mornasco – Bandiera
Fino Mornasco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoRoberto Fornasiero (lista civica Progetto per Fino) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate45°45′N 9°02′E / 45.75°N 9.033333°E45.75; 9.033333 (Fino Mornasco)Coordinate: 45°45′N 9°02′E / 45.75°N 9.033333°E45.75; 9.033333 (Fino Mornasco)
Altitudine334 m s.l.m.
Superficie7,24 km²
Abitanti9 915[1] (30-11-2019)
Densità1 369,48 ab./km²
FrazioniAndrate-Valle Mulini, Firenzuola, Socco
Comuni confinantiCadorago, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Cucciago, Guanzate, Luisago, Vertemate con Minoprio
Altre informazioni
Cod. postale22073
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013102
Cod. catastaleD605
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantifinesi
Patronosanto Stefano (san Bartolomeo - Andrate) (Maria Immacolata - Socco)
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fino Mornasco
Fino Mornasco
Fino Mornasco – Mappa
Posizione del comune di Fino Mornasco nella provincia di Como
Sito istituzionale

Fino Mornasco (Fin Mornasch o semplicemente Fin in dialetto brianzolo[2][3], AFI: [ˈfĩː (murˈnask)]) è un comune italiano di 9 915 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Origini del nomeModifica

Il termine Fino deriverebbe dal latino finis (confine, limite) e, secondo l'ipotesi più accreditata, sarebbe legato un'indicazione territoriale, cosiché il luogo sarebbe stato un territorio al limite o al confine[4].

Il termine Mornasco venne invece aggiunto dopo l'unità d'Italia, quando il Consiglio Comunale del 23 novembre 1862, su proposta del consigliere Primavesi, deliberò la modifica del nome per distinguere il toponimo da Fino del Monte presso Bergamo[4]. Mornasco deriva da Mornee che in dialetto brianzolo significa mugnaio[5]. Il nome venne dato a causa della lunga tradizione di questo paese legati ai mulini ad acqua.

StoriaModifica

Preistoria ed età anticaModifica

Alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti nella Valle Mulini attestano la presenza dell'uomo sul territorio già nella prima età del bronzo[4].

Nel territorio finese, sul finire dell'Ottocento è stata inoltre trovata una piccola necropoli d'incenerati risalente all'età del ferro[4].

Come attestato da una tomba romana ritrovata nel 1879 durante alcune operazioni di scavo nella frazione di Socco, il territorio finese ospitò un avamposto romano fortificato[4].

Al tempo di Plinio il Vecchio, la valle del torrente Seveso, era attraversata da una strada romana che, proveniente da Mediolanum, transitava per Novum Comum e, dopo aver costeggiato tutta la sponda sinistra del Lago di Como, garantiva l'accesso alla Valtellina[4].

Medioevo ed età modernaModifica

Sul finire del IX secolo è sicura la presenza di mulini nella valle del Seveso e di cascinali sulle alture in vista della pianura[4]. La valle del torrente divenne il cuore di una contrada attestata attorno all'anno 1000[4].

Nel XIV secolo sul territorio dell'attuale Fino Mornasco si trovavano numerosi comuni, tutti appartenenti alla pieve di Fino:

  • il “comune loci de Fino”, che già nel XII secolo avrebbe costituito un ente autonomo dal punto di vista amministrativo;[6]
  • il “comune loci de Andrate et de Murinasio”;[7]
  • i “comunia locorum de Socho et de Mondello”[8].

Le suddette località rimasero all'interno della pieve di Fino anche durante tutto il periodo del Ducato di Milano, fino alla fine del XVIII secolo.

Un diploma di Carlo VI datato 8 ottobre 1721 concesse alla famiglia degli Odescalchi l'infeudazione della terra di Fino con Bricoletta, Fiorenzola e Molino Rionca[6][9]. La famiglia esercitò i propri diritti feudali sulla terra finese fin'oltre la seconda metà del XVIII secolo[6].

Da un punto di vista economico, nel XVIII secolo gli abitanti del territorio lavoravano prevalentemente al servizio dei proprietari terrieri costituiti dalle famiglie Odescalchi, Lambertenghi, Raimondi, Aliverti e Cattaneo, così come dale monache Cappuccine di Como, dal Pontificio Collegio Gallio, e dai Canonici della Prepositurale[4]. Nello stesso periodo, un impulso alle attività commerciali fu promosso dalle riforme introdotte da parte degli austriaci, dal 1714 amministratori del Ducato di Milano[4]. Lentamente, si passò dunque da una società prettamente agricola a un'economia a una diversificazione del lavoro, con una buona fetta di addetti al comparto tessile (seta e lana in particolare) e commerciale[4].

Nel 1751 il comune di Mornasco risulta già essersi redento dall'infeudazione e, per questo, soggetto a un pagamento quindecennale[7]. Nello stesso anno, il territorio mornaschese comprendeva i cassinaggi di “Due molini di Pacea”, “Cassina Costa”, “Molini della Costa”, “Maghetto e Buratto”, “Cassina d’Andrate”, “Molino detto il Capelletto”, “Dei tre molini”, “Cassina dei tre Molini”, “Molino dei tre Molini” e “Molino grande”[7].

Le riforme amministrative del Ducato di Milano degli anni 1756-1757 sancirono l'annessione, nel comune di Fino, dei comuni di Mornasco e Socco[7] e dei comunetti di Bricoletta, Fiorenzola e Molino Rionca.[6]

Età contemporaneaModifica

Sotto il Regno d'Italia napoleonico, nel 1808 il completamento di una nuova strada tra il centro di Como e la zona della Ca' Merlata migliorò i collegamenti tra il capoluogo lariano e Milano attraverso il territorio finese[4]. Nel 1812, un decreto di riorganizzazione amministrativa del determinò un allargamento del territorio di Fino al soppresso comune di Cassina Rizzardi, che un precedente decreto del 1807 aveva annesso a quello di Cadorago[10]. L'accorpamento di Cassina Rizzardi fu tuttavia abrogato con la Restaurazione.[11]

II 24 gennaio 1860 la chiesetta del parco di Villa Raimondi ospitò le nozze tra Garibaldi e Giuseppina Raimondi, figlia del proprietario della dimora[4]. Il matrimonio fallì nel giro di un’ora, con l'abbandono del pranzo nuziale da parte dello sposo in seguito alla scoperta dell'esistenza di un amante della moglie[4].

In seguito all'unità d'Italia, nel 1863 il comune cambiò denominazione nell'attuale "Fino Mornasco" (R.D. 8 febbraio 1863, n. 1192)[12].

Durante il XIX secolo a Fino Mornasco si sviluppò una famosa bottega di artigiani attivi nell'arte del cesello, specializzata in particolare nella lavorazione dell’arredo sacro e nella coniatura di medaglie e distintivi[4].

Il passaggio dall'Ottocento al Novecento è caratterizzato da un netto miglioramento dei collegamenti con Como e Milano, raggiungibili dalla stazione in centro a Fino attraverso i treni a vapore della linea Saronno-Como, gestita dalla società Anonima Tramway[4]. I due capoluoghi lombardi iniziarono inoltre a essere raggiungibili anche dalla Valle Mulini, con la stazione della vicina Cucciago delle Ferrovie dello Stato[4]. In questo periodo si assistì alla nascita delle prime cooperative edilizie e di consumo, così come delle società di mutuo soccorso[4]. Si affermarono inoltre le prime industrie stabili nel campo tessile, che tra il 1910 e il 1914 furono interessate dai primi fenomeni di sciopero per la rivendicazione di una regolamentazione lavorativa da parte dei tessitori[4].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architettura religiosaModifica

  • La chiesa parrocchiale di Santo Stefano, fu costruita come nuova chiesa prepositurale a partire dal 1934[4] e deve il suo aspetto attuale ad alcuni interventi conclusi nel 1956[13]. La chiesa fu totalmente riedificata sul luogo di una precedente chiesa, risalente con buona probabilità a un periodo precedente all'XI secolo[4]. Del precedente edificio rimane oggi solo un affresco quattrocentesco[4].
  • La chiesa parrocchiale di Socco, dedicata a Santa Maria Immacolata e attestata nel XVIII secolo[14]
  • La chiesa Cristiana Evangelica
  • La chiesa di San Bartolomeo di Andrate

Architettura civileModifica

Villa comunale di FinoModifica

La Villa comunale di Fino Mornasco (ex Villa Mambretti[15]) nasce sulla villa dell'industriale Francesco Mambretti che aveva riunito diverse proprietà e terreni per avere una dimora sontuosa[4].

Villa Odescalchi-RaimondiModifica

La sommità di una collinetta ospita l'antica villa Odescalchi, nel corso dei secoli divenuta poi Odescalchi e infine Tagliaferri[4].

La villa, risalente al XVII secolo[16], appartenne alla nota famiglia comasca degli Odescalchi[17]. Passata in seguito ai Ramondi[17], Simone Cantoni ne curò un restauro in stile neoclassico[4] tra il 1802 e il 1810.

La villa è compresa in un parco che include una torre merlata e una chiesetta in cui si celebrò il matrimonio fra Giuseppe Garibaldi e Giuseppina Raimondi[4].

AltroModifica

  • Cascina Pazzea (XV secolo)[18]
  • Villa Bolchesi[4]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Demografia pre-unitariaModifica

  • 1751: 455 abitanti a Fino,[6] 200 ad Andrate e Mornasco[7] e 185 a Socco[8]
  • 1799: 890 abitanti[19]
  • 1805: 2038 abitanti[19]
  • 1853: 1655 abitanti[20]

Demografia post-unitariaModifica

Abitanti censiti[21]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo le statistiche ISTAT[22] al 1º gennaio 2017 la popolazione straniera residente nel comune era di 819 persone, pari all'8% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[22]

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Nel settore dell'artigianato è diffusa e pregiata la lavorazione dell'argento, finalizzata alla produzione di oggetti in stile tradizionale.[23]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27/05/2019 in carica Roberto Fornasiero lista civica Progetto per Fino Sindaco

EconomiaModifica

Sul territorio di Fino Mornasco si trovano da tempo numerose aziende operanti nel settore tessile, metalmeccanico e chimico, così come in quello della lavorazione della gomma e della pelle[4].

Fino Mornasco ospita inoltre un'azienda florovivaistica di fama internazionale[4].

Infrastrutture e trasportiModifica

La stazione di Fino Mornasco è posta sulla ferrovia Saronno-Como, attivata nel 1878 come trasformazione della preesistente tranvia Como-Fino-Saronno[24]; tale impianto è servito da treni regionali svolti da Trenord nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 274.
  3. ^ ortografia classica
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac Comune di Fino Mornasco, su www.comune.finomornasco.co.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  5. ^ Francesco Cherubini, Vocabulario milanese-italiano, Volumi 3-4, Milano, Imp. regia stamperia, p. 142 (archiviato dall'originale).
  6. ^ a b c d e Comune di Fino, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  7. ^ a b c d e Comune di Mornasco, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  8. ^ a b Comune di Socco, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  9. ^ Comune di Fiorenzola, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  10. ^ Comune di Cassina Rizzardi, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 30 aprile 2020.
  11. ^ Comune di Cassina Rizzardi, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 30 aprile 2020.
  12. ^ Comune di Fino Mornasco, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  13. ^ Chiesa di S. Stefano - complesso, Piazza Odescalchi - Fino Mornasco (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  14. ^ Chiesa di S. Maria Immacolata - complesso, Via Don Angelo Sassi, 19 - Fino Mornasco (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  15. ^ Villa Mambretti - complesso, Via Garibaldi, 68 - Fino Mornasco (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  16. ^ Villa Raimondi, Via Vittorio Veneto, 1(P) - Fino Mornasco (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  17. ^ a b Fino: riapre la villa in cui si sposò Garibaldi, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  18. ^ Cascina Pazzea - complesso, Via Pazzea, 1 - Fino Mornasco (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  19. ^ a b Comune di Fino, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  20. ^ Comune di Fino, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ a b Popolazione straniera residente per età e sesso al 31 dicembre 2016
  23. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 14.
  24. ^ Giovanni Cornolò, Cento anni di storia... delle Ferrovie Nord Milano, Globo edizioni, Trento, 1979.

BibliografiaModifica

  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • Fino Mornasco, scampoli di storia, opuscolo, Associazione Pensionati e Anziani di Fino Mornasco, Fino Mornasco.

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