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Il Flemmatico, affresco di Jacopo Zucchi e del Poppi sul soffitto dello studiolo di Francesco I a Palazzo Vecchio (Firenze).

Il flemmatico (dal greco antico φλέγμα, flegma, cioè muco, catarro, o anche linfa) è uno dei quattro temperamenti presi in considerazione dalla patologia umorale, insieme con il collerico, il sanguigno e il melanconico.

In particolare il flemmatico è descritto come un tipo psicologico lento, silenzioso, e talvolta impacciato: corrisponde sul piano macrocosmico all'elemento acqua, perché i suoi attributi sono il freddo e l'umido, da cui si origina nel microcosmo umano il flegma (o la linfa), predominante rispetto agli altri tre umori, e avente sede nella testa, da dove discende principalmente nei polmoni, per defluire infine dal naso e dalla bocca.

Nella tradizionale suddivisione delle età della vita, il temperamento flemmatico caratterizza la vecchiaia. Tra le quattro stagioni è associato all'inverno, e tra i colori al bianco.[1]

Indice

CaratteristicheModifica

Nel flemmatico l'eccesso del principio Acqua, attivo nel sistema ghiandolare-ormonale e linfatico, era ritenuto la causa di una tendenza a gonfiarsi e ingrassare, assumendo a volte un aspetto tondeggiante e appagato, seppure dal colorito pallido e spento, indice di un certo torpore e metabolismo rallentato.[2]

Incline alla pigrizia, l'individuo flemmatico viene descritto infatti come intento a condurre una vita di tipo vegetativo, cioè poco attiva, rivolta ad assecondare principalmente le funzioni vitali come il mangiare e il dormire. Non reagendo molto agli stimoli esterni, tende a evitare le occupazioni impegnative e dispendiose, mostrandosi più propenso verso i lavori di pazienza e di concentrazione.[3]

Ritratti del Conte Duca di Olivares (di Diego Velázquez) e del Doge Leonardo Loredan (di Giovanni Bellini), ritenuti esempi di costituzione flemmatica.[4]

Se il lato negativo attribuito al flemmatico è dunque l'inerzia e la mancanza di vivacità, il lato positivo consiste nell'amore della quiete e della pace, nell'ordine, nell'affidabilità e nella diplomazia.

Aristotele (384–322 a.C.) colloca il flemmatico all'opposto dell'irascibile: «degli estremi, chi eccede sarà irascibile, e il vizio irascibilità, chi difetta flemmatico, e il difetto flemma»,[5] ritenendo che la virtù corrispondente si trovi nel giusto mezzo, rappresentato dalla mansuetudine o bonarietà.[6]

L'astrologo greco Antioco d'Atene (vissuto all'incirca nel I secolo d.C.)[7] sottomise la costituzione flemmatica all'influsso dei pianeti Luna e Venere,[8] in quanto portatori di qualità femminili tradizionalmente considerate umide e fredde.[9] Segni zodiacali tipicamente d'acqua, quindi di carattere flemmatico, sono poi il Cancro, lo Scorpione e i Pesci.[10]

L'alimentazione consigliata per il flemmatico, così come quella prescritta in genere per curare un eccesso di flegma, consisteva nell'introduzione di cibi caldi e secchi che riequilibrassero l'umore freddo e umido, secondo il principio ippocratico contraria contrariis curantur («i contrari si curano con i contrari»): caldi e secchi erano tradizionalmente considerati, per analogia intuitiva con le loro proprietà, ad esempio il pepe e il vino rosso,[11] il finocchio, la menta, la frutta secca, i ravanelli, il sale, le spezie, ecc.[12]Galeno raccomandava in ogni caso di adottare delle diete personalizzate, che tenessero conto non solo del temperamento prevalente, ma anche dell'età, del sesso, dell'ambiente e dell'attività che si svolgeva.[11] In presenza di un temperamento naturale e non di patologie, era anzi opportuno assecondarne talvolta la natura con alimenti apportatori della sua medesima qualità, anziché contrastanti.[13]

 
Il flemmatico raffigurato nell'Iconologia di Cesare Ripa (Padova, 1611).[14]

La mistica medievale Ildegarda di Bingen (1098–1179) tratteggiò la donna flemmatica come piuttosto taciturna, «di aspetto severo e colore nerastro; è forte e capace, si intravede in lei qualcosa di mascolino. [...] Possiede vene grosse, è molto fertile e genera molti figli. [...] Nei suoi rapporti amorosi (a quanto dicono gli uomini) è lasciva e voluttuosa».[15]

Per il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724–1804), che elaborò una psicologia su basi morali, il temperamento flemmatico consiste invece in un'assenza di caratteri e interessi, quindi in una sostanziale negatività, rilevando in esso la mancanza delle due doti presenti invece nelle altre tre costituzioni, cioè dell'intelligenza (o sublime) e dello spirito (il bello):

«Non esiste alcun uomo, in cui non rinvengasi qualche traccia di quei sentimenti che formano il bel corredo della nostra natura: la loro assenza assoluta, conosciuta sotto il nome d'insensibilità, sarebbe la miserevole dote del temperamento flemmatico, che riguardasi pure, generalmente, come privo delle men depurate inclinazioni, com'è l'amore dell'oro e la ricerca di grossolana voluttà.»

(Immanuel Kant, Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, cap. II, 1764 [16])

Secondo la struttura della personalità elaborata dallo psicologo Hans Eysenck (1916–1997), il temperamento flemmatico è caratterizzato dalla combinazione di introversione e stabilità emotiva,[17] venendo descritto quindi come passivo, tranquillo, e interiormente placido.

Pedagogia WaldorfModifica

L'attuale pedagogia di impianto Steiner-Waldorf, che scompone l'essere umano in vari livelli dimensionali, di cui i principali sono il corpo fisico, quello eterico, l'astrale e l'Io, attribuisce al temperamento flemmatico la predominanza del corpo eterico, corrispondente all'elemento acqua della dottrina umorale, e responsabile delle forze vitali e vegetative.[18] Il bambino flemmatico tenderà di conseguenza ad abbandonarsi alla propria vitalità interiore, prediligendo un atteggiamento contemplativo e sedentario, poco incline al pensiero attivo.

Per una sana educazione sarà opportuno secondo Steiner riequilibrare gli aspetti unilaterali della costituzione flemmatica, pur evitando le correzioni radicali, e semmai favorendo un'armonizzazione complessiva dei tratti caratteriali dell'individuo seguendo il principio omeopatico similia similibus curantur («il simile si curi col simile»), anche attraverso l'alimentazione: cibi adatti al flemmatico sono ad esempio insalata, latte, cereali e riso, bilanciati con pietanze calde e secche come curry e avena.[19]

NoteModifica

  1. ^ Ubaldo Nicola, Atlante illustrato di filosofia, pp. 82-83, Giunti Editore, 1999.
  2. ^ Giorgio Mortini, I quattro temperamenti, su ariannaeditrice.it, 2008.
  3. ^ Massimo Rinaldi, I quattro temperamenti, su molisepsicologia.it.
  4. ^ Glas Norbert, I quattro temperamenti, figg. n. 14 e 15, Natura e cultura, 1989.
  5. ^ Etica a Nicomaco, su filosofico.net.
  6. ^ Aristotele, Etica Nicomachea, libro II, § 7.
  7. ^ La datazione della vita di Antioco è attualmente incerta, cfr. I Paranatellonta nella letteratura astrologica antica di lingua greca, pp. 17-19, di Lucia Bellizia.
  8. ^ Enzo Barillà, Tipologia psicologica e tipologia astrologica, pag. 7, 2017 ISBN 9781326947477.
  9. ^ I due trattati astrologici di Antioco, le Eisagogika (Introduzioni) e i Thesauroi (Tesori) sono andati perduti ma ci sono comunque noti grazie a vari frammenti rimasti, oltre a citazioni e riassunti di autori posteriori, cfr. Antioco di Atene, su cieloeterra.it.
  10. ^ H. Freiherr von Klöckler, Astrologia, Scienza Sperimentale, pag. 44, Roma, Mediterranee, 1993.
  11. ^ a b Paolo Giordo, Iniziazione all'alimentazione terapeutica. La salute attraverso il cibo, pag. 42, Roma, Mediterranee, 2007.
  12. ^ Medicina tradizionale, su altrogiornale.org.
  13. ^ Angela Giallongo, Il bambino medievale: educazione ed infanzia nel Medioevo, pag. 117, Dedalo, 1990.
  14. ^ Cesare Ripa, Iconologia, overo descrittione d'imagini delle virtù. Vitij, affetti, passioni humane, corpi celesti, mondo e sue parti (1593-1613), ristampa in Iconologia Del Cavaliere Cesare Ripa Perugino Notabilmente accresciuta d'Immagini, figura a pag. 41, Costantini, 1765.
  15. ^ Ferruccio Bertini, Franco Cardini, Mariateresa Fumagalli, Beonio Brocchieri, Claudio Leonardi, Medioevo al femminile, pp. 153-4, Laterza, 2010.
  16. ^ Trad. it. di N.M.C., cap. II, pp. 37-38, Napoli, Tipografia di Palma, 1826.
  17. ^ Schema di Eysenck, su it.mymindlab.com.
  18. ^ Rudolf Steiner, Macrocosmo e microcosmo, conferenza del marzo 1910, in Opera Omnia n. 119.
  19. ^ Paola Giovetti, Bambini cristallo, § 9, Roma, Mediterranee, 2013.

BibliografiaModifica

  • Ippocrate, Aforismi, Palermo, Sellerio Editore, 1999
  • Gli Aforismi d'Ippocrate e il Commentario di Galeno, a cura di Massimiliano Cardini, Galileiana, 1911
  • Galeno, Sugli umori, in M. Grant., La dieta di Galeno, Mediterranee, Roma, 2005
  • Galeno, De sanitate tuenda, trad. e comm. a cura di A. Amerio, Roma 1966
  • Anne H. King-Lenzmeier, Ildegarda di Bingen: la vita e l'opera, Milano, Gribaudi, 2004
  • Guglielmo Grataroli, Regimen omnium iter agentium, Strasburgo, 1563
  • William Bullein, The Government of Health, Valentine Sims, Londra, 1595
  • Henry Butts, Dyets Dry Dinner: Consisting of Eight Severall Courses, Londra, Thomas Creede, 1599
  • Johannes de Mediolano, Regimen Sanitatis Salernitanum (I regimi sanitari di Salerno), trad. ingl. di T. Paynell, Londra, B. Alsop e T. Fawset, 1634
  • Henrik Rantzau, The English mans doctor, trad. ingl. di J. Harington, Londra, Augustine Mathewes, 1624
  • Paola Capone, L'arte del vivere sano: il Regimen sanitatis Salernitanum e l'età moderna, Guerini e associati, 2005
  • Hans J. Eysenck, Personality Structure and Measurement (1963), Routledge, 2013
  • Rudolf Steiner, Il segreto dei temperamenti umani (1909), trad. it. di I. Bavastro, Milano, Antroposofica, 2011

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