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Franz von Papen

militare, politico e diplomatico tedesco
Franz von Papen
Bundesarchiv Bild 183-S00017, Franz von Papen crop.jpg

Cancelliere della Repubblica di Weimar
Durata mandato 1º giugno 1932 –
17 novembre 1932
Presidente Paul von Hindenburg
Predecessore Heinrich Brüning
Successore Kurt von Schleicher

Vice-Cancelliere del Reich
Durata mandato 30 gennaio 1933 –
7 agosto 1934
Predecessore Hermann Dietrich
Successore Hermann Göring (1941)

Ministro-Presidente dello Stato Libero di Prussia
Durata mandato 20 luglio 1932 –
3 dicembre 1932
Predecessore Otto Braun
Successore Kurt von Schleicher

Durata mandato 30 gennaio 1933 –
10 aprile 1933
Predecessore Kurt von Schleicher
Successore Hermann Göring

Dati generali
Partito politico Zentrum (1918-1932);
indipendente (1932-morte)
Tendenza politica Liberalismo economico
Liberalismo conservatore
Cristianesimo democratico
Centrismo
Firma Firma di Franz von Papen

Il barone Franz Joseph Hermann Michael Maria von Papen, Erbsälzer zu Werl und Neuwerkpron.[?·info] (Werl, 29 ottobre 1879Obersasbach, 2 maggio 1969) è stato un militare, politico, diplomatico e ambasciatore tedesco. Esponente fino al 1932 del Centro Cattolico, fu cancelliere della Repubblica di Weimar nel 1932 e vice cancelliere del governo Hitler dal 1933 al 1934.

Indice

BiografiaModifica

Nato da una ricca e nobile famiglia cattolica che abitava in Vestfalia, intraprese fin da giovanissimo la carriera militare, diventando ufficiale a soli 18 anni, nel 1897. Dopo un periodo trascorso come attendente al palazzo imperiale, entrò nello Stato Maggiore generale nel marzo 1913. Poco incline alla staticità militare, preferì dedicarsi alla carriera diplomatica per rispondere alla propria indole viaggiatrice.

Addetto militare in Messico dal 1913 al 1915, fu in seguito trasferito all'ambasciata tedesca negli Stati Uniti d'America. Tuttavia fu subito richiamato in Germania su richiesta dell'allora presidente statunitense Woodrow Wilson, che lo accusava di fomentare i cittadini all'odio anti-inglese, violando apertamente la neutralità statunitense. Dal 1916 fino al termine della Prima guerra mondiale combatté in Turchia con il grado di tenente colonnello e operò anche in Palestina nella 4ª Armata.

Dopo la conclusione del conflitto entrò nel partito del Centro Cattolico, di cui guidò l'ala destra. Dopo il matrimonio con la figlia di un noto industriale, divenne il principale punto di riferimento politico per le classi più abbienti, soprattutto dopo che, nel 1920, fu eletto deputato nella Dieta di Prussia. Conservò il suo seggio anche nelle elezioni del 1928 e in quelle del 1930.

CancelliereModifica

Il primo giugno 1932, dopo una profonda crisi politica che investì la Repubblica di Weimar, il presidente della repubblica Paul von Hindenburg lo nominò Cancelliere, a patto che la sua amministrazione fosse neutrale da un punto di vista politico e socio-economico. Lasciò quindi il suo partito e si mise alla guida di un governo semi-dittatoriale che fu espressione del rampante capitalismo tedesco. Sostanzialmente antidemocratico, egli aveva in mente l'abolizione della Costituzione di Weimar e la creazione di uno stato governato secondo i criteri di censo e nobiltà con l'abolizione dei partiti politici. Al fine di raggiungere il suo utopico obiettivo, emarginò i socialisti della SPD e i comunisti della Lega di Spartaco, mentre non disprezzò l'alleanza con il Partito Nazista, guidato da Adolf Hitler. Il 20 luglio 1932 inoltre, von Papen, attraverso un decreto di emergenza del presidente Paul von Hindenburg, assunse pieni poteri in Prussia in seguito allo scioglimento del governo prussiano (Preußenschlag, colpo di Stato prussiano); questa mossa ebbe come pretesto ufficiale la soppressione dei disordini scoppiati nella provincia prussiana, ma in realtà riuscì a legare indissolubilmente la Prussia alle sorti del Reich. La sua azione politica, estremamente conservatrice e reazionaria (che fu comunque appoggiata dal Papa Pio XI), suscitò ovviamente violente polemiche a sinistra. Quando il 17 novembre 1932 anche l'ex generale Kurt von Schleicher ritirò la sua fiducia, il governo di Franz von Papen cadde definitivamente. La mossa dell'ex generale, che lo aveva inizialmente aiutato a diventare Cancelliere, fu giudicata da von Papen come uno sgarbo ed un tradimento.

Vice nel governo HitlerModifica

Ebbe comunque subito l'occasione di vendicarsi, stringendo un'alleanza con il Partito Nazista di Hitler e favorendone la nomina a Cancelliere il 30 gennaio 1933, pur di ottenere in cambio dal Führer la nomina a vicecancelliere del suo governo[1].

Il 20 luglio 1933 firma in Vaticano il Reichskonkordat, il concordato tedesco. Da parte pontificia, l'accordo viene firmato dal segretario di Stato cardinale Pacelli, futuro papa Pio XII. Altro aspetto che riguardò la religione del III Reich, fu la supposta spinta al neopaganesimo; secondo alcune ipotesi Von Papen venne tenuto all'oscuro di questo piano dagli altri gerarchi nazisti[2]. Dagli archivi vaticani emerge che il partito di centro votò il 23 marzo 1933 la legge sui pieni poteri a Hitler svolgendo una trattativa della quale non era informata la Santa Sede.[3]

Durante la "notte dei lunghi coltelli" fra il 30 giugno ed il 1º luglio 1934, Himmler aveva inserito Papen nelle liste di persone da eliminare, ma Göring lo fece rinchiudere in casa per 3 giorni protetto da un distaccamento di SS. In seguito, al processo di Norimberga, Papen avrebbe detto: "Un solo uomo si era interposto fra me ed il plotone d'esecuzione: Göring". In ogni caso, dopo avere tenuto il 17 giugno 1934 un discorso presso l'università di Marburgo, in cui prendeva le distanze dal regime, criticandone alcuni aspetti violenti[4], venne esonerato dal posto di vicecancelliere da parte del Führer.

Ambasciatore del ReichModifica

Von Papen divenne in seguito ambasciatore a Vienna, ed in questa veste preparò l'annessione dell'Austria alla Germania, ovvero l'Anschluss, che effettivamente avvenne nel 1938. Durante la seconda guerra mondiale, fu scelto come ambasciatore in Turchia con il difficile compito di tenere fuori dal conflitto il governo di Ankara. Non riuscì nell'impresa, perché la Turchia dichiarò guerra alla Germania nel febbraio del 1945.

Il 9 aprile 1945 fu arrestato da un reparto della 9ª armata statunitense, e condotto nella località di Mondorf-les-Bains, in Lussemburgo[5]. Da lì fu quindi tradotto a Norimberga, dove partecipò in qualità di imputato al processo disposto dagli Alleati per i criminali di guerra nazisti. Lì, gli furono contestati i due capi di accusa di cospirazione e di crimini contro la pace[6]. Durante l'udienza von Papen ricordò alcuni momenti di contrasto che egli ebbe con Hitler: per esempio il già citato discorso del 17 giugno 1934. Nonostante l'avvocato dell'accusa Shawcross avesse chiesto la pena di morte anche per lui, accusato di essere responsabile dell'azione persecutoria del Reich contro le chiese e le confessioni religiose in genere[7], Von Papen fu infine prosciolto dalle accuse rivoltegli e liberato al termine del processo.

Nel dopoguerraModifica

Pur non partecipando mai alle barbarie più violente (come, ad esempio, l'Olocausto), non osò mai contraddire personalmente i capi più importanti del Terzo Reich. Nel 1947, all'età di 68 anni, venne condannato a 8 anni di lavoro forzato da una Corte tedesca impegnata nel processo di "denazificazione"[4]. Tuttavia, avendo già scontato alcuni anni di carcere, venne rilasciato nel 1954. A partire da quest'anno, e fino alla morte, non volle più partecipare alla vita politica tedesca. Nel 1959 ebbe l'onorificenza vaticana di "cameriere segreto" o come cita una fonte, l'onorificenza pontificia della Gran Croce dell'Ordine Piano[8]. Nel 1952 pubblicò un libro di memorie.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Geoepoche, Endspiel um die Macht in Die Weimarer Republik, nº 27, pag. 164 e segg.
  2. ^ Ennio Caretto, Hitler voleva sostituire le Chiese tradizionali con il culto nordico di Odino, 4 marzo 2000. URL consultato il 25 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
  3. ^ Frontiere - L'Osservatorio necessario, su nuovereligioni.it. URL consultato il 3 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2006).
  4. ^ a b Ibidem, pag. 174
  5. ^ Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale - Una storia di uomini, Milano, Gruppo editoriale Fabbri, 1983, p. 2742, ISBN non esistente.
  6. ^ Biagi, p. 2757.
  7. ^ Biagi, p. 2755.
  8. ^ Storia del Terzo Reich, Einaudi, 1962.

BibliografiaModifica

  • Enrico Della Pietra, Il crepuscolo della Repubblica di Weimar. Germania 1932, fine di una democrazia, Edizioni Il Filo, Roma 2008 ISBN 978-88-567-0546-1

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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