Gaspare Vazzano

Gaspare Vazzano, detto lo Zoppo di Gangi (Gangi, 15621630), è stato un pittore italiano.

BiografiaModifica

Gaspare Vazzano detto lo Zoppo di Gangi (durante la lunghissima permanenza palermitana il cognome fu mutato in Bazzano), originario di Gangi, paese nelle Madonie, fu il primo di una serie d'artisti a firmarsi con questo soprannome, appellativo nello specifico derivante da un lieve difetto fisico.

Operò nella Sicilia della Controriforma, con un linguaggio che risente del manierismo spagnolo e che diede il via a una vera e propria corrente artistica.

Appena adolescente frequentò la bottega di Pietro de Bellio di Castrogiovanni a Gangi, poco più che quindicenne, si trasferì a Palermo presso la bottega di Giuseppe d'Alvino detto il Sozzo, con il quale iniziò una collaborazione che durò diversi anni. Una Madonna del Carmelo, opera dispersa, fu il primo dipinto documentato nel 1581. Nel 1582, come aiutante di bottega del Sozzo collaborò nel decoro della chiesa di San Filippo gancia dei Carmelitani di Trapani. Nel 1587 fece parte delle maestranze che decorarono gli interni di Porta Nuova e del Palazzo Reale. Nel 1591 collaborò con Giuseppe d'Alvino, Giovanni Paolo Fondulli e Mariano Smiriglio nelle decorazioni della Sala del Consiglio nel Palazzo Pretorio e della Sala delle quattro colonne rinominata in Sala dei Venti, della Camera del Paradiso e della Porta del Garagolo del Palazzo Reale.

Realizzò molte opere in tutta la Sicilia, spesse volte aiutato dal figlio Leonardo (1588 - 1615), anch'egli pittore. Giuseppe Bazzano figlio minore, anch'egli pittore.

Fu seppellito nella chiesa di San Domenico nella sepoltura della confraternita a cui apparteneva.

PseudonimoModifica

Zoppo di Gangi:

  • Gaspare Vazzano. Nel 1624 realizzando l'ultima sua grande opera, il ciclo pittorico della matrice di San Pietro di Collesano rivendicò lo pseudonimo firmandosi Gaspar Vazanus vulgo dictus lu Zoppu di Gange.
  • Giuseppe Salerno. Pur non manifestando alcuna menomazione fisica si firma Joseph Salerno ut dicitur il Zoppo di Gange nel Trionfo della Fede del 1602, pala d'altare custodita oggi presso il Museo Alessi di Enna. Addirittura emula il primo firmando il Giudizio Universale nel duomo di San Nicolò di Gangi con l'autografo Giuseppe Salerno il Zoppo di Gangi, dicitura al presente non più leggibile. Simbiosi, società, semplice collaborazione o complicità spesso ulteriormente complicati dalla realizzazione di identici soggetti con diverse ubicazioni, opere contraddistinte dallo stesso pseudonimo accompagnato dalla vera identità.[1]

OpereModifica

Agrigento e provinciaModifica

BurgioModifica

  • XVII secolo, L'eucaristia e i sette sacramenti della Chiesa Cattolica, olio su tela, attribuzione verosimile al connubio Gaspare Vazzano - Giuseppe Salerno all'epoca dello stretto sodalizio, opera custodita nella chiesa dei Cappuccini.[2]

Enna e provinciaModifica

NicosiaModifica

Palermo e provinciaModifica

CariniModifica

CastelbuonoModifica

CollesanoModifica

Lercara FriddiModifica

  • 1604c., San Gregorio d'Armenia raffigurato con la Vergine Maria, attribuzione, dipinto proveniente dalla chiesa di San Gregorio, transitato per la chiesa di San Gregorio Lo Novo, opera custodita nel coro della chiesa di San Matteo. Commissione del barone Leonello Lercaro, trasferitosi da Genova in Sicilia, la cui famiglia di rito greco - cattolico era originaria dell'Armenia.

MonrealeModifica

  • 1600 - 1610c., Basilica abbaziale di San Martino delle Scale, Ciclo di dipinti su tela:
    • XVII secolo, Santi Apostoli, dipinto, opera documentata nella Cappella degli Apostoli.[3]
    • XVII secolo, San Nicola di Bari, dipinto, opera documentata nella Cappella di San Nicola di Bari.[3]
    • XVII secolo, San Matteo Apostolo, dipinto, opera documentata nella Cappella di San Matteo Apostolo.[4]
    • XVII secolo, Sette Angeli, dipinto, opera documentata nella Cappella dei Sette Angeli.[4]
    • XVII secolo, San Giovanni Battista, dipinto, attribuzione d'opera documentata.[4]
    • 1605, San Gregorio Magno, olio su tela, opera autografa con iscrizione in basso a destra "Il Zoppo di Gangi".
    • 1607, San Mauro Abate che riceve la visita di re Teodoberto, opera autografa con il solo pseudonimo di "Zoppo di Gangi".
    • 1609c., Adorazione dei Magi o Epifania, dipinto, opera documentata verosimilmente identificabile con la medesima custodita nella Cappella dell'Epifania.[4]
    • 1600c., Incredulità di San Tommaso, opera documentata e realizzata nei primi anni del secolo.
  • 1609, Madonna degli angeli raffigurata tra San Vito, San Bartolomeo e Santa Crescenzia, opera realizzata per la Confraternita di San Vito della chiesa di San Vito.

PalermoModifica

 
San Girolamo nello studio, chiesa di Sant'Orsola di Palermo.
 
Cappellone di San Domenico e quadro Estasi di San Domenico.
 
San Giacinto di Polonia, chiesa di San Domenico di Palermo.
 
San Raimondo di Peñafort attraversa il mare a bordo del suo mantello, chiesa di San Domenico di Palermo.
 
Morte di Sant'Onofrio, chiesa di Sant'Onofrio di Palermo.

Petralia SopranaModifica

Petralia SottanaModifica

Polizzi GenerosaModifica

  • 1601, Insegne di compagnia, 42 insegne per la Confraternita del Sacramento della chiesa di Santa Maria Assunta.
  • XVII secolo secondo decennio, I quattro Arcangeli, attribuzione, dipinto raffigurante gli arcangeli Uriel con la spada, Gabriel con il giglio in mano, Michael che trafigge con la spada il demonio, Raphael con un grande pesce in mano, in basso scenette con Annunciazione, la Natività, opera proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie o Badia Vecchia e custodito nella Badia Nuova.

Trapani e provinciaModifica

AlcamoModifica

Mazara del ValloModifica

NoteModifica

  1. ^ Francesco Abbate, pp. 306, 307 e 308.
  2. ^ Pagine 55, 69, 73 e 74, Umberto Di Cristina, Antonio Gaziano, Rosanna Magrì, "La dimora delle anime: i Cappuccini nella Val di Mazara e il convento di Burgio (Agrigento)" [1], Palermo, Officina di Studi Medievali, 2007.
  3. ^ a b Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 252.
  4. ^ a b c d Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 253.
  5. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 243.
  6. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 246.
  7. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 188.
  8. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 76.
  9. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 212.
  10. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 110.
  11. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 81.
  12. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 275.
  13. ^ Gaspare Palermo Volume primo, pp. 152.
  14. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 19.
  15. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 357.
  16. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 123.
  17. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 165.
  18. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, pp. 185.
  19. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 88.
  20. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, pp. 209.
  21. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 100.
  22. ^ a b Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 99.
  23. ^ Gaspare Palermo Volume quinto, pp. 101.

BibliografiaModifica

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