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General Electric

azienda multinazionale nel campo della tecnologia e dei servizi
General Electric Co.
Logo
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariapublic company
Borse valoriNYSE: GE
ISINUS3696041033
Fondazione1892 a Schenectady
Fondata da
Sede principaleBoston
Filiali
Persone chiave
  • Lawrence "Larry" Culp chairman e CEO
  • Jamie S.Miller vicepresidente senior e CFO
SettoreConglomerato
Prodottiautomazione, elettricità, finanza, generazione, illuminazione, imaging biomedico, intrattenimento, elettrodomestici, locomotive, motori aeronautici, motori elettrici, Plastica, Software sanitario, turbine a gas, turbine eoliche, tecnologia militare, reattori nucleari[1], armi nucleari (fino al 1993)[2]
Fatturato$ 122.1 miliardi[3] (2017)
Utile netto$ 5,79 miliardi[3] (2017)
Dipendenti313.000 (2017)
Slogan«Imagination at Work»
Sito web

La General Electric Company (abbreviato General Electric Co, o semplicemente GE) è una multinazionale statunitense, fondata nel 1892, attiva nel campo della tecnologia e dei servizi. Secondo la classifica stilata da Fortune nel 2016 si trattava della ventiseiesima compagnia al mondo per fatturato.[4]

Indice

StoriaModifica

Gli iniziModifica

 
Il 30 Rockefeller Plaza, sede della GE tra il 1988 ed il 2015.

Nel 1878 Thomas Edison fondò la Edison Electric Light Company, già l'anno successivo l'azienda vantava un prodotto rivoluzionario: la lampadina elettrica a filamento incandescente, che veniva brevettata il 27 gennaio 1880. Il primo stabilimento per la produzione di lampadine fu aperto a Menlo Park (New Jersey).

Nel 1892 nasce la General Electric Company dalla fusione della Edison con la Thomson-Houston Company, operazione che fu curata da John Pierpont Morgan, famoso uomo d'affari newyorkese del tempo, fondatore della JPMorgan e membro della "Associazione dei trecento", nata nel 1729 dalla Compagnia britannica delle Indie orientali.

Negli anni Novanta dell'Ottocento la General Electric, strenua sostenitrice della corrente continua, ingaggiò la cosiddetta Guerra delle correnti con la Westinghouse Electric, convinta invece della superiorità della corrente alternata, che poi si affermò definitivamente.

Nel 1896 la GE, era già pronta a commercializzare apparecchi per le radiografie (Röntgen aveva annunciato la scoperta dei raggi X giusto l'anno prima).

Gli anni del NovecentoModifica

All'inizio del novecento la General Electric era già un'industria affermata, con una produzione che spaziava da ventilatori, a locomotive elettriche, da tostapane a gigantesche turbine a vapore, da refrigeratori a fornelli elettrici.

Nel 1909 vi fu una miglioria della lampadina ad incandescenza: il filamento di carbone fu sostituito da uno di tungsteno duttile, e tale rimase fino ai giorni odierni.

Negli anni dieci la General Electric aveva già varie sedi in giro per il mondo, e si aggiudicava il bando per gli impianti e i motori delle chiuse del Canale di Panama. Passare da pesanti motori ferroviari o navali, come quello della USS Jupiter (poi USS Langley (CV-1)), ai più snelli e compatti motori d'aereo, potrebbe sembrare azzardato, ma non fu così per la GE, che, nel 1918, realizzava un sovralimentatore per il motore Liberty L-12, con il quale veniva stabilito qualche anno dopo il record di quota, oltre 12.000 m.

 
Carmen Miranda in una pubblicità del 1945 per la General Electric FM radio sul The Saturday Evening Post

Negli anni trenta l'azienda ormai operava ai massimi livelli nel campo degli elettrodomestici, delle comunicazioni, dell'impiantistica elettrica, dei motori (elettrici e non) e della plastica (avendola studiata in quanto materiale utile all'isolamento, la società ne aveva scoperto le innumerevoli possibilità), e questo solo per citare i campi più importanti.

La Grande depressione non era certo capace di scalfire un colosso del genere, tant'è che furono fondate la GE Capital (GE Consumer Finance) per permettere l'acquisto di prodotti di marca GE, anche a coloro che erano stati rovinati dal giovedì nero.

Negli anni quaranta sulla spinta bellica data dalla seconda guerra mondiale la General Electric iniziava a produrre i primi motori aeronautici a reazione statunitensi; in particolare il primo motore realizzato è il GE I-A, che equipaggiava i prototipi del Bell P-59 Airacomet.

Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale la GE continuava con successo a sviluppare motori aeronautici militari e non (J47, J79, CJ805, J93, F101, CFM, CF6, CFM56, GE90-115B) e ad occuparsi di portare innovazioni in tutti i campi agricoli in cui era già affermata negli anni trenta, con un notevole sforzo di ricerca.

Dalle turbine a gas aeronautiche sono derivati modelli per la produzione industriale di energia elettrica, nonché modelli per la propulsione navale. La LM-2500 è la turbina a gas per uso navale più diffusa al mondo, imbarcata su quasi 600 navi militari, comprese quelle della Marina Militare italiana.

Dagli anni cinquanta la GE ha continuato a mantenere la sua posizione di leader in alcuni tra gli svariati campi di cui si occupa, anzi ha affermato sempre più su questi il suo predominio, tanto da diventare una delle più grandi e importanti realtà industriali contemporanee.

La diversificazione dei diversi business e le sinergie realizzabili ha costituito un punto di forza del gruppo, almeno fino alla fine degli anni 1980. Nella teoria della Finanza, infatti, General Electric ha costituito uno dei rari casi di generazione di un "holding premium" cioè di un valore economico generato dalla diversificazione dei diversi business (al contrario del più noto effetto dell'"holding discount", che tipicamente penalizza la valutazione di realtà conglomerate).

Fra le altre attività degne di nota, è da rilevare che la GE, dopo aver collaborato con l'industria ferroviaria nordamericana Alco, alla fine degli anni cinquanta è entrata direttamente nel campo della produzione dei locomotori diesel, diventando leader mondiale nel settore alla fine degli anni '90. La GE Transportation è il principale fornitore di materiale di trazione ferroviario al mondo.

Gli anni del 2000Modifica

Nel 2005 la GE si è lanciata in un'iniziativa chiamata Ecomagination[5] nel tentativo di diventare un'azienda il più possibile eco-compatibile; lanciandosi nel campo delle energie alternative, della trazione ibrida e nella riduzione delle emissioni dei gas serra.

La General Electric, che ha avuto la sua sede principale a Fairfield (Connecticut) prima del trasferimento a Boston, è la più grande società diversificata al mondo, esempio per eccellenza di diversificazione del rischio del portafoglio business, leader nei settori della tecnologia, della finanza, del manifatturiero e dei media. GE è l'unico titolo, quotato al NYSE, che appartiene all'indice DJIA dalla creazione dello stesso, avvenuta nel 1896. Ma il 26 giugno 2018 GE ha lasciato dopo più di cent'anni l'indice DJIA, al suo posto la catena Walgrens Boots Alliance.[6][7]

Nell'ottobre 2016 GE entra in trattative per un accordo del valore di circa 30 miliardi di dollari per fondere GE Oil & Gas con Baker Hughes e creare una nuova società quotata in Borsa e controllata da GE. Nello stesso tempo GE Oil & Gas avrebbe ceduto la sua attività di trattamento delle acque. La transazione è stata completata il 3 luglio 2017: da quel giorno Baker Hughes diventa una società di GE.

Nel maggio 2017 GE firma accordi commerciali (valore di 15 miliardi di dollari) con l'Arabia Saudita, uno dei maggiori clienti. Nel giugno 2017, con il gruppo che capitalizza in Borsa circa 116 miliardi di dollari (nel 2001 con 455 miliardi era la prima società al mondo per capitalizzazione), GE annuncia che Jeff Immelt sarebbe andato in pensione e lasciato la carica di CEO, a sostituirlo è nominato John L. Flannery.[8][9] Viene decisa una rifocalizzazione dei business del gruppo, puntando su aviazione, energia e rinnovabili, scorporando le attività sanitarie e lasciando la presa su trasporti, illuminazione e oil&gas.[10]

Dopo solo sedici mesi in cui il titolo GE a Wall Street ha perso oltre il 50%, un record, Flannery viene licenziato e al suo posto subentra un "outsider", cioè il primo ad essere scelto al di fuori del gruppo, Lawrence "Larry" Culp, ex numero uno del gruppo manifatturiero Danaher.[11] Deve proseguire nel razionalizzare le attività del gruppo in grande affanno: la divisione GE Power (turbine) ha perso negli Stati Uniti quote di mercato precipitando dal 50% all'11%, l'acquisizione nel 2015 della francese Alstom si è dimostrata disastrosa,[12] nel giugno 2018 cede la sua attività di Industrial Solutions a ABB, viene messa in vendita anche la Baker Hughes nei servizi petroliferi.

In ItaliaModifica

General Electric, presente in Italia dal 1921, conta circa 12 500 dipendenti che operano in 8 divisioni in più di 20 sedi, inclusi due centri di ricerca e sviluppo e un centro di formazione manageriale. Presidente e amministratore delegato di GE Italia è Sandro De Poli, in carica dal novembre 2011. Nel 2014 General Electric ha registrato in Italia ricavi per 2 miliardi di euro con un volume di affari di 6 miliardi di euro, operando sul territorio attraverso tutte le divisioni:

  • Baker Hughes, a GE company, con sede a Firenze, è il settore più importante sia per la sua dimensione, sia perché funge da quartier generale per il suo segmento di prodotto. Altri stabilimenti in Italia sono a Massa, Talamona, Bari, Casavatore (Napoli) e Vibo Valentia. Oil che& Gas è nata in seguito all'acquisizione da ENI della società Nuovo Pignone; la produzione spazia dai sistemi di compressione per l'estrazione, il raffinamento e il trasporto di petrolio e gas; sistemi installati in tutto il mondo; dai singoli componenti come i compressori centrifughi, assiali e alternativi, le valvole (dall'acquisizione di Pignone Sud a Bari nel 1972), le pompe centrifughe, le turbine a vapore nonché turbine a gas heavy duty e aeroderivative, ed air cooler.
  • Avio Aero, un settore di GE Aviation che opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l'aeronautica civile e militare. È il centro d'eccellenza dell'intero gruppo General Electric nel campo delle trasmissioni meccaniche e delle turbine di bassa pressione. In Italia ha oltre 4 000 dipendenti impiegati nella sede principale di Rivalta di Torino, dove c'è anche il più grande insediamento produttivo, e negli importanti stabilimenti di Brindisi e Pomigliano d'Arco (Napoli).
  • GE Healthcare, con sede a Milano, è attiva nel settore biomedicale; commercializza ed assiste macchinari diagnostici: TAC, PET, X-Ray, ecografi, dispositivi di rianimazione e liquidi di contrasto.
  • GE Energy. Di Energy dal 2003 fa parte Jenbacher con sede a Jenbach, Austria, che dal 1957 produce generatori a gas. Si occupa principalmente di cogenerazione da fonti rinnovabili.
  • GE Capital è un gruppo bancario che offre servizi finanziari alle imprese, in particolare leasing e factoring.
  • GE Transportation System di Firenze, che opera nel settore del segnalamento ferroviario.
  • GE Industrial Solution è composta da diversi settori:
    • GE Power Protection, tra cui GE Power Controls, con sede ad Agrate e a Chiuduno (BG), che opera nel settore dei quadri elettrici in bassa e media tensione.
    • GE Lighting, che opera nel settore dell'illuminazione, si è radicata in Italia dagli anni novanta, acquisendo, attraverso la Thorn, la SIVI di Vicenza ed il marchio Ilesa.
    • GE Appliances, che si occupa di elettrodomestici quali frigoriferi, condizionatori, lavatrici.

Nel 2018 le decisioni dei vertici del gruppo di razionalizzare i vari business potrebbero avere riflessi anche sulle attività in Italia.[10]

NoteModifica

  1. ^ GE Power - Nuclear Energy
  2. ^ Stop corporate abuse - Nuclear Weapon Makers Campaign Archiviato il 16 gennaio 2009 in Internet Archive.
  3. ^ a b Annual Report 2017 (PDF), su ge.com. URL consultato il 3 ottobre 2018.
  4. ^ (EN) Fortune Global 500 List 2017: These are the Companies shaping the world, su fortune.com. URL consultato il 30 novembre 2017.
  5. ^ GE - Premio Ecomagination Archiviato l'8 gennaio 2008 in Internet Archive.
  6. ^ General Electric lascia il Dow Jones. Addio dopo 100 anni, in Repubblica.it, 20 giugno 2018. URL consultato il 20 giugno 2018.
  7. ^ Ge "espulsa" dal Dow Jones, al suo posto Walgreens Boots Alliance, su ilsole24ore.com, 20 giugno 2018. URL consultato il 22 giugno 2018.
  8. ^ Storico cambio al vertice di GE: Jeffrey Immelt lascia dopo 16 anni, su ilsole24ore.com, 12 giugno 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  9. ^ (EN) Chad Bray e Steve Lohr, Jeffrey Immelt to Retire as General Electric Chief, in The New York Times (New York City), 12 giugno 2017. URL consultato il 12 giugno 2017.
  10. ^ a b Il declino di General Electric, su it.businessinsider.com, 19 luglio 2018. URL consultato il 10 novembre 2018.
  11. ^ General Electric, ribaltone al vertice: un outsider scelto come nuovo CEO, su ilsole24ore.com, 1º ottobre 2018. URL consultato il 10 ottobre 2018.
  12. ^ Maria Teresa Cometto, GE, un pescatore per darle la scossa, L'Economia del Corriere della Sera, 8 ottobre 2018, p. 16

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