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Giovanni Prandini

funzionario e politico italiano
Giovanni Prandini
Giovanni Prandini (2).jpg

Ministro della marina mercantile
Durata mandato 28 luglio 1987 –
12 aprile 1988
Presidente Giovanni Goria

Durata mandato 13 aprile 1988 –
21 luglio 1989
Presidente Ciriaco De Mita

Ministro dei lavori pubblici
Durata mandato 22 luglio 1989 –
11 aprile 1991
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Enrico Ferri

Durata mandato 22 aprile 1991 –
28 giugno 1992
Presidente Giulio Andreotti
Successore Francesco Merloni

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature VI, VII, VIII, XI
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Collegio Brescia
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature IX, X
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Circoscrizione Lombardia
Collegio Chiari
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio Laurea in scienze economiche e commerciali
Professione Funzionario pubblico

Giovanni Prandini (Calvisano, 22 gennaio 1940Lonato del Garda, 12 marzo 2018) è stato un funzionario e politico italiano, già Ministro della Marina Mercantile e Ministro dei lavori pubblici.

Indice

BiografiaModifica

Laureato in scienze economiche e commerciali. Ha svolto la professione di funzionario pubblico. Viene eletto, per la prima volta, deputato nel 1972 (Collegio di Brescia) con la Democrazia Cristiana, a cui è sempre appartenuto fino alla sua scomparsa.[1]. Eletto senatore invece nelle legislature IX e X.

L'esponente democristiano Guido Bodrato coniò la definizione "banda dei quattro" per riferirsi al gruppo composto da Prandini, Paolo Cirino Pomicino, Francesco De Lorenzo e Carmelo Conte, locuzione poi utilizzata soprattutto dalla sinistra con accezione molto negativa[2]

Malato da tempo, è scomparso nel 2018 all'età di 78 anni[3].

Incarichi parlamentariModifica

Ha fatto parte delle seguenti commissioni parlamentari: Finanze; Interni; Igiene pubblica e sanità; Affari costituzionali; Difesa; Agricoltura e foreste; Industria, commercio e turismo; Lavoro e previdenza sociale; Agricoltura e produzione agroalimentare; Esteri.

Ministro della Marina mercantile e dei Lavori pubbliciModifica

È stato Ministro della marina mercantile nel governo di Giovanni Goria e in quello di Ciriaco De Mita, e Ministro dei lavori pubblici nel sesto e settimo governo di Giulio Andreotti[4].

Il 15 gennaio 1992 la Camera dei Deputati respinge (con 190 si, 275 no e 4 astenuti) una mozione di sfiducia presentata dai Verdi contro Prandini.

Sottosegretario di StatoModifica

È stato sottosegretario di Stato per il commercio estero nel primo governo di Bettino Craxi[5].

Procedimenti giudiziariModifica

Negli anni Novanta Prandini è stato coinvolto dall'inchiesta di Tangentopoli.[6] Nel febbraio 2010 è stato condannato ad un risarcimento di cinque milioni di euro per abuso di potere (sostituzione di bandi di concorso con trattative private) durante il mandato da Ministro dei Lavori Pubblici. La condanna gli è stata inflitta dalla Corte dei Conti. Da precisare, inoltre, che l'ex ministro era stato condannato anche alla pena detentiva ma la sentenza fu annullata[7].

CuriositàModifica

Il figlio Ettore il 7 novembre 2018 è diventato presidente nazionale della Coldiretti [8][9]. La figlia Giovanna è diventata presidente di Sintesi S.p.A.[10][11] del gruppo Brescia Mobilità.

NoteModifica

Voci correlateModifica

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