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BiografiaModifica

 
Giuseppe Velasco, scultura presente sul balcone del Seminario dei Chierici sul Cassaro, opera di Valerio Villareale.

Giuseppe Velasco o Giuseppe Velázquez (correnti le varianti Velásquez o Velasquez o Velásques o Velasques) è in Sicilia e in Italia uno dei più importanti rappresentanti del neoclassicismo del tardo XVIII e inizio XIX secolo. Figlio di genitori spagnoli Fabiano Ugo de Generalife e Anna Rodriguez, all'età di 15 anni decide di cambiare il suo cognome in omaggio al grande pittore spagnolo Diego Velázquez. Sacerdote francescano scopre la passione per la pittura e nel 1770 sposa Marianna Puleo. Nel 1798 incontra Vincenzo Riolo concedendone in sposa la figlia Anna. Per lungo tempo lavora con l'architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia insieme al quale esegue diversi lavori: Palazzo Costantino di Palermo e la Palazzina Cinese nel Parco della Favorita di Palermo.

Nel periodo 1785 - 1790 collabora con l'architetto Léon Dufourny per la scuola del Giardino Botanico Reale di Palermo dove manifesta la sua piena maturità artistica. Sotto il regno dei Borboni in Sicilia negli anni 1798 - 1802 e 1806 - 1815 trae i favori della sua origine spagnola. Ottiene i consensi del Vice Cancelliere Caramanico il quale assegna assieme al Marvuglia, varie commissioni della corte borbonica. Nel 1805 è nominato direttore di artistico presso la Regia Università di Palermo.

Allievo dei pittori Gaetano Mercurio e Giuseppe Tresca,[1] insegnante di Valerio Villareale, si dedica in particolare alle rappresentazioni mitiche e religiose eseguite con la tecnica a olio e prodotto numerosi ritratti personaggi per lo più borbonici. Tecniche abituali: il bianco e nero, la pittura a fresco, imitando lo stile di Raffaello dal quale trae fonte di ispirazione. Ha avuto grande interesse per il pittore Pietro Novelli, del quale ha restaurato molte opere e sviluppato le sue abilità di osservatore e copiatore. Le sue opere principali si trovano a Palermo, in Sicilia, territorio che non ha mai abbandonato durante tutto il suo operato. È sepolto nella Cripta dei Cappuccini a Palermo.

OpereModifica

AffreschiModifica

PalermoModifica

Dipinti ad olioModifica

 
"San Benedetto e la presentazione dei Santi Mauro e Placido" , Noto.

Agrigento e provinciaModifica

Catania e provinciaModifica

Enna e provinciaModifica

  • 1772 - 1775, Ciclo, San Benedetto che abbatte gli idoli, Estasi di Santa Scolastica e Presentazione di Gesù al tempio, San Biagio che guarisce un ammalato di gola, Martirio di San Placido e dei suoi compagni, dipinti su tela, opere commissionate per la chiesa di San Biagio di Nicosia.
  • XVIII secolo, Resurrezione di Nostro Signore e Adultera, dipinti su tela, opere custodite nella cattedrale di San Nicolò di Nicosia.

Messina e provinciaModifica

Palermo e provinciaModifica

PalermoModifica

Siracusa e provinciaModifica

  • 1808, Presentazione a San Benedetto, dipinto raffigurante San Benedetto, San Placido e San Mauro, opera custodita nella chiesa di San Salvatore di Noto.
  • 1808, Adorazione dei Magi, dipinto su tela, commissione per la chiesa di San Salvatore di Noto.

MaltaModifica

  • 1793, San Paolo cura gli infermi, San Paolo cura il padre di Publio, dipinti su tela, opere custodite nel coro della collegiata di San Paolo Naufrago di La Valletta, Malta.[7]
    • Appartengono allo stesso ciclo e commissione del vescovo Vincenzo Labini: Maria Vergine della Provvidenza 1804, Maria Vergine della Carità con San Giuseppe, San Gaetano, Sant'Agata, Gloria di San Filippo raffigurato con le anime del Purgatorio.

RitrattiModifica

Velasco dipinge i ritratti di Giuseppe Ventimiglia, Monsignor Antonio Ciafaglione, Ferdinando III, Ignazio Marabitti e della famiglia Airoldi Marchesi di Santa Colomba d'origine lombarda.

NoteModifica

  1. ^ Pagina 79, Agostino Gallo, "Elogio storico di Pietro Novelli da Morreale in Sicilia, pittore, architetto e incisore" [1], Terza edizione, Palermo, Reale Stamperia, 1830.
  2. ^ Gaspare Palermo Volume terzo, p. 31.
  3. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, p. 49.
  4. ^ Gaspare Palermo Volume primo, p. 245.
  5. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, pp. 57.
  6. ^ Pagina 88, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [2], Volume terzo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  7. ^ Pagina 164, Achille Ferres, "Descrizione storica delle chiese di Malta e Gozo" [3], Malta, 1866.

BibliografiaModifica

Galleria d'immaginiModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN8186352 · ISNI (EN0000 0001 1741 0055 · LCCN (ENno2008124393 · GND (DE118921037 · BNF (FRcb122523395 (data) · ULAN (EN500000890 · CERL cnp01335361 · WorldCat Identities (ENno2008-124393