Giuseppina Arcucci

religiosa italiana fondatrice delle Suore dello Spirito Santo

Giuseppina Arcucci (Palermo, 11 aprile 1860Ariano Irpino, 21 gennaio 1940) è stata una religiosa italiana, fondatrice della congregazione delle Suore dello Spirito Santo.

Suor Giuseppina Arcucci

BiografiaModifica

Giuseppina Arcucci nacque l'11 aprile 1860 a Palermo, poche settimane prima che la città venisse conquistata dalle truppe garibaldine. Figlia di Giovanni, ufficiale napoletano dell'esercito borbonico, e di Maria, palermitana, Giuseppina fu battezzata come Ernesta Maria Luigia; tale nome (spesso abbreviato in Ernestina) sarà poi cambiato all'atto della professione religiosa. L'arrivo dei garibaldini costringe la famiglia a una fuga precipitosa dapprima a Foggia, poi all'Aquila, ove Ernestina frequenta l'Istituto San Paolo, gestito da religiose, conseguendo la patente di maestra. Fin dagli inizi di febbraio 1878 Ernestina si inserisce nella Pia casa d'istruzione e lavoro di Ariano di Puglia (l'odierna Ariano Irpino), un istituto che era stato fondato solo poche settimane prima dalle Suore del Preziosissimo Sangue, quale apprendista le cui retribuzioni vengono impegnate per il corredo monacale.[1]

Inizia così la vita religiosa di Ernestina che il 15 maggio 1880 diviene suor Giuseppina. Divenuta poi direttrice della Pia Casa dal 1883, la figura di suor Giuseppina diviene nota fin dal settembre 1889, allorquando si distingue nelle operazioni di soccorso in occasione dell'incidente ferroviario di Pianerottolo. A partire dal 1894 le Suore del Preziosissimo Sangue lasciano Ariano di Puglia ma suor Giuseppina, unitamente a un gruppo di giovani consorelle e con l'appoggio di monsignor Andrea D'Agostino, vescovo della diocesi di Ariano, decide di rimanere. Si pongono così le basi che porteranno alla nascita della congregazione delle Suore dello Spirito Santo, avvenuta nel 1896 (la Regola porta la data del 2 febbraio).[1]

Fin dall'inizio l'opera della congregazione si orienta sul fronte educativo-assistenziale ma, a partire dal 1904, l'intera opera viene messa a rischio da un ricorso, promosso dal comune, volto a richiedere la chiusura della Pia Casa. La controversia giudiziaria si conclude solo nel 1908 quando il Consiglio di stato respinge la richiesta del comune. Da quel momento ha inizio una fase assai proficua per suor Giuseppina che raccoglie numerose vocazioni ed apre molte filiali (la prima nel 1911 a Faeto, nella diocesi di Troia). Le attività educative si susseguono ininterrotte mentre le finalità assistenziali si rivolgono ai bisogni contingenti: così nel primo dopoguerra la Pia Casa accoglie un gran numero di orfanelle di guerra, mentre a seguito del terremoto del 1930 ospita un ricovero per i senzatetto con l'aggiunta di un ospedaletto. Suor Giuseppina dedica gli ultimi anni della sua vita a diffondere la sua opera in molte realtà dell'Italia meridionale: ormai la congregazione conta un numero di suore sufficientemente elevato da consentire l'apertura di filiali in grandi città come Bari (dal 1937) e Napoli (dal 1939)[1]. Il 21 gennaio 1940 suor Giuseppina Arcucci si spegne nella casa madre di Ariano Irpino (città così ridenominata fin dal 1930); proclamata serva di Dio[2], nel 1975 le sue spoglie mortali furono definitivamente traslate dal locale cimitero alla chiesa di Sant'Anna, posta nella medesima casa madre[3] (la congregazione era stata riconosciuta di diritto pontificio fin dal 1948)[4].

MuseoModifica

Museo "Giuseppina Arcucci"
La sala contenente la camera personale dell'Arcucci
Ubicazione
Stato  Italia
LocalitàAriano Irpino
Indirizzovia Mancini 16
Coordinate41°09′11.16″N 15°05′21.84″E / 41.1531°N 15.0894°E41.1531; 15.0894
Caratteristiche
Tipoarte cristiana
Collezionivolumi, manoscritti, suppellettili, manufatti artistici
Periodo storico collezionirinascimento / epoca moderna
Apertura1990
ProprietàSuore dello Spirito Santo

All'interno della casa-madre è ubicato un museo interamente dedicato alla figura di Giuseppina Arcucci[5]. Aperto al pubblico nel 1990 in occasione del cinquantenario della sua morte, il museo conserva documenti di archivio delle monache benedettine di Ariano risalenti al periodo tra il 1565 e il 1877 oltre a volumi della biblioteca, arredi e oggetti sacri. Sono inoltre in esposizione cimeli personali dell'Arcucci nonché oggetti d'artigianato esotico prodotti dalle suore della congregazione dopo che nel 1986 ebbe inizio l'attività missionaria in Estremo Oriente[6]. L'ingresso è gratuito e non richiede prenotazione[7].

NoteModifica

  1. ^ a b c B. Carderi.
  2. ^ M. Grechi, p. 5.
  3. ^ La fondatrice - Madre Giuseppina Arcucci, su Suore dello Spirito Santo. URL consultato il 5 marzo 2019 (archiviato il 6 marzo 2019).
  4. ^ R. Capobianco, pp. 41-47.
  5. ^ Museo Giuseppina Arcucci, su Touring Club. URL consultato il 16 gennaio 2018 (archiviato il 14 ottobre 2017).
  6. ^ Miari-Mariani.
  7. ^ Museo Giuseppina Arcucci, su Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. URL consultato il 4 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2018).

BibliografiaModifica

  • Benedetto Carderi O.P., Giuseppina Arcucci dalla Casa del Popolo al Cenacolo dello Spirito, Roma, 1987.
  • Cav. Riccardo Capobianco, Suor Giuseppina Arcucci, Napoli, 1949.
  • Mario Grechi, Una madre per tutti - Giuseppina Arcucci, Roma, 1990.
  • Erminia Giacomini Miari e Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano, Touring, 2005, pp. 43-44, ISBN 9788836536535.

Collegamenti esterniModifica

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