I clowns

film del 1970 diretto da Federico Fellini
I clowns
I clowns.JPG
PaeseItalia, Francia, Germania Ovest
Anno1970
Formatofilm TV
Generedocu-drama, commedia
Durata92 min
Lingua originaleitaliano, francese, tedesco
Rapporto4:3
Crediti
NarratoreFederico Fellini
RegiaFederico Fellini
SceneggiaturaFederico Fellini, Bernardino Zapponi
Interpreti e personaggi
Voci e personaggi
FotografiaDario Di Palma
MontaggioRuggero Mastroianni
MusicheNino Rota
ScenografiaRenzo Gronchi
CostumiDanilo Donati, Renzo Gronchi
ProduttoreElio Scardamaglia, Ugo Guerra
Casa di produzioneRai, ORTF, Bavaria Film, Compagnia Leona Cinematografica
Prima visione
Data25 dicembre 1970
Rete televisivaProgramma Nazionale

I clowns è un documentario televisivo del 1970 diretto da Federico Fellini.

TramaModifica

Il film inizia con un ricordo semi-autobiografico di quando Fellini era bambino. Attratto dall'arrivo del circo, il fanciullo si reca per la prima volta a vedere lo spettacolo ma ne rimane turbato, soprattutto nel momento in cui compaiono in scena i pagliacci.

Da questa specie di "trauma", il regista decide di intraprendere un reportage in tutta Europa per comprendere e analizzare la figura professionale e storica del clown.

ProduzioneModifica

Seguendo lo stesso schema di Block-notes di un regista, la RAI affidò a Fellini un documentario da trasmettere in prima serata nel periodo natalizio.

Inizialmente, Zapponi e il cineasta avevano previsto la partecipazione di Charlie Chaplin ma il progetto sfumò per problemi di budget.

Durante le riprese, Fellini ebbe l'idea di girare un lungometraggio "frammentato" sulla Capitale, seguendo quindi la scia de I Clowns. Nacque così il soggetto di Roma, affidato sempre al produttore Scardamaglia.[1]

DistribuzioneModifica

Il film venne presentato il 30 agosto alla 31ª edizione del Festival di Venezia.

Venne trasmesso in prima visione televisiva sul Primo Canale della Rai il 25 dicembre 1970, in bianco e nero; due giorni dopo iniziò la distribuzione nelle sale cinematografiche nella sua versione originale a colori.[2]

Nel 1977 venne riedito in coppia con l'episodio di Tre passi nel delirio Toby Dammit, col titolo 2 Fellini 2; in questa versione la voce di Fellini è doppiata da Gigi Proietti.[3]

Nel 2019 fu restaurato dalla Cineteca di Bologna e proposto nella retrospettiva Il Cinema Ritrovato.[4]

AccoglienzaModifica

Guglielmo Biraghi del Messaggero scrisse una recensione sottolineando come nel film ci fossero numerosi richiami auto-referenziali, una sorta di costante creativa tipica di Fellini.

Giovanni Grazzini sul Corriere della Sera apprezzò moltissimo la prima parte della pellicola, rimarcando come «con mirabile purezza d'immagine e inimitabile forza icastica, accomuna nel ricordo la meraviglia per la gente del circo e lo stupore per i personaggi deformi della sua provincia natale.»

Philip French del quotidiano inglese The Guardian lodò il documentario descrivendolo come un racconto «fantasioso sulla storia e la natura di un'arte morente». Secondo il critico inglese, fu anche una anticipazione tematica di Amarcord.[5][6]

RiconoscimentiModifica

1970 - Mostra internazionale d'arte cinematografica

1971 - Nastro d'argento

1971 - David di Donatello

1971 - National Board of Review

NoteModifica

  1. ^ A. Borini, Federico Fellini, Cremona, ed. MEDIANE, 2009, pp. 94-95
  2. ^ Tullio Kezich, Federico: Fellini, la vita e i film, Feltrinelli, 2002
  3. ^ Fellini fa e disfa, le riprese si allungano, il budget aumenta. Ma nascono I clowns, rai.it
  4. ^ I Clowns, su festival.ilcinemaritrovato.it. URL consultato il 2 marzo 2021.
  5. ^ I Clowns review - Philip French on Fellini’s beautifully made 1970 documentary/memoir, su theguardian.com. URL consultato il 2 marzo 2021.
  6. ^ I Clowns, su archivio.federicofellini.it. URL consultato il 2 marzo 2021.

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