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Ernesto (Tino) Scotti
Tino Scotti.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1933
Carriera
Giovanili
Inter
Squadre di club1
1924-1925InterRiserve[1]
1928-1929Flag blue HEX-539ADE.svg Arona? (?)
1928-1930Trevigliese? (?)
1931-1933Fanfulla? (?)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Tino (Ernesto) Scotti (Milano, 16 settembre 1905Tarquinia, 16 ottobre 1984) è stato un attore e calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Indice

BiografiaModifica

Dopo aver giocato come calciatore nelle giovanili dell'Inter, nell'Arona, nella Trevigliese[2] e nel Fanfulla, registrato come Ernesto[3][4], Scotti iniziò la sua carriera come attore di teatro, calcando le assi di palcoscenici sui quali venivano prodotti spettacoli di varietà e di teatro di rivista. Dotato di una memoria eccezionale e di una fantastica capacità oratoria, si contraddistinse per la velocità e la precisione delle sue parlate, sempre convulse e frenetiche, ma mai incomprensibili. Per questo motivo, Achille Campanile lo rinominò Tino "Scatti"[5].

Frequenti le partecipazioni a programmi radiofonici di varietà e di prosa, dalla fine degli anni trenta, presso gli studi dell'EIAR e Rai, tra cui il varietà settimanale Rosso e nero.

Da buon caratterista inventò due personaggi destinati a segnarne il successo: il cavaliere con il famoso motto "ghe pensi mi" ed il bauscia, emblemi di una milanesità agli antipodi. Se il secondo era uno sbruffone, il primo impersonava il ruolo del gigolò assennato: entrambi erano però lo specchio della personalità dell'attore, di gran classe e mai volgare. Nel 1952 commentò con la sua voce le comiche riunite nel film: Ridolini e la collana della suocera, con Larry Semon. Molto noti i suoi Caroselli del confetto Falqui, prodotto farmaceutico da banco, come si direbbe oggi: famoso il motto pubblicitario ad esso riferito ("Falqui... Basta la parola!").

Ebbe anche successo come attore di prosa, affrontando autori come Shakespeare (Pene d'amor perdute) e Goldoni (Le baruffe chiozzotte), sotto la regia di grandi nomi come Giorgio Strehler e Franco Enriquez.

Partecipò anche a varie pellicole cinematografiche, soprattutto di genere comico, ed in televisione fu spesso protagonista di trasmissioni di varietà, come Bambole, non c'è una lira, diretta da Antonello Falqui nel 1977.

La sua ultima apparizione avvenne nello sceneggiato televisivo ...e la vita continua (1984). Morì la mattina del 16 ottobre 1984, all'Ospedale di Tarquinia in Provincia di Viterbo. Soffriva da qualche tempo di disturbi cardiocircolatori che si erano aggravati negli ultimi giorni. Ad assisterlo la moglie Tiziana, che gli era rimasta vicina per tutta la vita, fin dagli incerti inizi nella rivista a Milano[6].

Filmografia parzialeModifica

Attore

Doppiatore

Da doppiatore ha prestato la voce a:

  • Ridolini nelle sonorizzazioni d'epoca delle sue comiche mute

Programmi radio RAIModifica

Prosa televisivaModifica

TelevisioneModifica

NoteModifica

  1. ^ In lista di trasferimento perché militare a Bologna.
  2. ^ Liste di trasferimento pubblicate da "La Stampa di Torino e da "Il Littoriale" i primi di agosto 1930 e conservato dalla Biblioteca Universitaria di Pavia e Biblioteca Nazionale Braidense di Milano.
  3. ^ 1984, addio a Tino Scotti il cavaliere del palcoscenico archiviostorico.corriere.it
  4. ^ Acquisti e cessioni dell'Inter Archiviato il 25 settembre 2011 in Internet Archive. Storiainter.com
  5. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della televisione (Milano, Garzanti, 1996), p. 661
  6. ^ È scomparso Tino Scotti. Dalla Rivista a Fellini Archivio Repubblica.it, 17/10/1984.

BibliografiaModifica

  • Silvia Tisano (a cura di), Attori milanesi in scena. Milly, Tino Scotti e Walter Chiari, Mimesis, 2016

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN169556993 · ISNI (EN0000 0001 1843 9925 · SBN IT\ICCU\MILV\269304 · LCCN (ENno2011039765