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La Lega Sud fu l'organizzazione che gestì la categoria di vertice dei gironi meridionali del Campionato di calcio italiano dal 1921 al 1926. La sede fu collocata dapprima a Roma e poi, a partire dal 1924, a Napoli. La società campione affrontava poi la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto, anche se quest'ultima era solo una formalità data la nettissima superiorità delle squadre settentrionali su quelle meridionali. Solo in un'occasione il campione della Lega Sud non si fece travolgere dal campione della Lega Nord: fu il Savoia di Torre Annunziata che perse per 4-2 (3-1 e 1-1) la finalissima contro il Genoa.

La Lega Sud venne smantellata nel 1926, in seguito alla Carta di Viareggio, un importante riforma dei campionati che eliminò la dicotomia tra campionato del Nord e del Sud. Le migliori tre classificate, Alba Roma, Internaples (che nell'estate 1926 fondò il Napoli) e Fortitudo vennero ammesse insieme alle migliori diciassette della Lega Nord in Divisione Nazionale (il nuovo massimo campionato), mentre altre 10 società vennero raggruppate nel torneo cadetto, la Prima Divisione Meridionale. Da quel momento la Lega fu ridenominata Direttorio Divisioni Inferiori Sud, e comprese i rimanenti sodalizi retrocessi al terzo livello calcistico e che non si fossero fusi con società maggiori.

Le autorità fasciste intervennero quindi pesantemente per stabilizzare il traballante calcio del Sud, imponendo fusioni forzate che creassero pochi ma forti club. Nel 1928 il ridenominato Direttorio Meridionale fu chiamato a gestire uno sperimentale Campionato Meridionale, che però non diede i frutti sperati e fu quindi scisso in due categorie nel 1929. Il direttorio fu poi sostituito da un Fiduciario unico per il Sud nel 1930, e definitivamente smantellato nel 1931.

Nel dopoguerra nacque un organismo federale avente un nome leggermente diverso: la Lega Interregionale Sud.
Fu destinato a gestire le squadre di Serie C delle regioni meridionali per sole due stagioni sportive perché ridimensionato nel 1948 con la nascita della Promozione Interregionale.

Indice

StoriaModifica

La Lega Sud fu fondata il 21 agosto 1921 nel corso di una riunione avvenuta in una vasta sala del Circolo Militare di Napoli. La fondazione della Lega Sud fu dovuta all'iniziativa di numerose società meridionali, intenzionate a ottenere il decentramento dalla Federazione con l'istituzione di una Lega interamente dedicata al calcio meridionale. All'assemblea del 21 agosto fu eletto presidente l'avvocato e cavaliere Felice Tonetti, a cui fu demandato l'incarico di recarsi nel Settentrione per negoziare sia con la FIGC sia con la CCI. Venne eletto vicepresidente Del Pezzo. All'assemblea partecipò anche un inviato dalla FIGC che inviò alla neocostituita Lega i migliori auguri da parte del presidente federale. Nonostante gli iniziali rapporti amichevoli con la FIGC, la Lega Sud ottenne maggiori garanzie dal gruppo delle 24 secessioniste, e quindi, alcuni giorni dopo la sua istituzione, decise di aderire alla CCI. Al Congresso del 21 agosto 1921 fu decisa l'istituzione dei Comitati Regionali entro l'11 settembre. La sede fu posta inizialmente a Roma. Per merito della Lega Sud furono ammesse per la prima volta al campionato di massima serie meridionale anche squadre della Puglia, della Sicilia e delle Marche.

La Lega Sud continuò con la formula dei campionati regionali, le cui vincenti si sarebbero qualificate per le Finali per il titolo di Campione dell'Italia Centro-Meridionale. La vincente della Lega Sud avrebbe ottenuto poi il diritto di affrontare nella Finalissima per lo scudetto la vincente della Lega Nord, scontro che terminava di solito con pesanti sconfitte per le squadre centro-meridionali, ancora di livello inferiore rispetto alle grandi del Nord. Quando la FIGC e la CCI si riunirono nel luglio 1922, la FIGC decise di mantenere la Lega Sud, che continuò a gestire il calcio nell'Italia centro-meridionale anche sotto l'egida della FIGC. A partire dalla stagione 1924-25 la sede della Lega Sud fu spostata a Napoli, nei locali dell'Internaples.[1]

I Campionati della Lega Sud erano comunque di livello nettamente inferiore rispetto a quelli della Lega Nord, come notò un redattore dell'epoca de La Gazzetta del Mezzogiorno:[2]

«Da ultimo parlerò del campionato e dirò subito che se vogliamo giungere ad essere rapidamente pari agli squadroni del Nord occorre istituire subito il campionato interregionale, ridurre senza pietà il numero delle squadre di Prima Divisione e risolvere la questione dei campi.
È doloroso e porterà con sé gravi sacrifici finanziari, ma è necessario che le società si provvedano di campi propri, ben cintati e muniti di comode tribune. Gli attuali campi sono degni appena della Seconda e della Terza Divisione.
E più ancora occorre ridurre il numero delle squadre, selezionarle, affinarle e irrobustirle con i continui incontri interregionali. Ne guadagnerà la Prima Divisione che diverrà più forte e pari a quella della Lega Nord: ne guadagnerà ancora la Seconda Divisione che acquisterà di combattività e di importanza e che diverrà vera, rude scuola per meritarsi la Prima Divisione.»

Con il trasferimento della sede a Napoli, i nuovi dirigenti partenopei della Lega Sud si batterono per abolire i gironi regionali rendendo interregionale, ovvero subnazionale, il campionato a partire dalla stagione 1925-26. Come misura transitoria fu stabilito che per la stagione 1924-25 le eliminatorie regionali di Prima Divisione sarebbero state gestite direttamente dalla Lega Sud, relegando i Comitati Regionali all'organizzazione dei campionati regionali delle divisioni inferiori. Durante l'assemblea della Lega Sud del 20 luglio 1925 la proposta di rendere interregionale il campionato fu messa ai voti: le società campane proposero che per l'anno successivo venissero ammesse al Campionato di Prima Divisione della Lega Sud 16 società, di cui 4 campane, 4 laziali, 4 pugliesi, 2 siciliane e 2 marchigiane. Le 16 società selezionate sarebbero state suddivise in due gironi da otto squadre, con 2 campane, 2 laziali e 2 pugliesi per girone, mentre nel Girone A sarebbero finite le 2 siciliane e nel Girone B le due marchigiane. Le due squadre prime classificate si sarebbero contese il titolo di Campione Centro-Meridionale nella Finale, mentre le due ultime classificate sarebbero risultate retrocesse in Seconda Divisione. La Seconda Divisione sarebbe stata suddivisa in sei campionati regionali: Lazio, Marche, Umbria, Puglia, Sicilia e Campania. I Campioni regionali sarebbero poi state suddivisi in due gironi interregionali, uno comprendente i Campioni di Lazio, Marche e Umbria e l'altro i Campioni di Puglia, Campania e Sicilia. Le vincenti dei due gironi avrebbero ottenuto la promozione in Prima Divisione. Nel corso dell'assemblea fu avanzata una proposta alternativa, che suddivideva il campionato in tre gironi interregionali, con due gironi da sei e un girone da quattro. Le due proposte furono messe ai voti e a vincere fu la prima che prevalse con 29 voti favorevoli contro 14.[3] Dunque il campionato di Prima Divisione della Lega Sud 1925-1926 avrebbe dovuto svolgersi in linea di massima con la seguente suddivisione in due gironi:

Le iscrizioni si sarebbero chiuse il 15 settembre, mentre il campionato avrebbe dovuto iniziare il 4 ottobre.[4] Le società contrarie a questa proposta di riforma, principalmente perché trasferte più lunghe avrebbero portato a un aumento delle spese di gestione che avrebbero portato le società meno solide finanziariamente al rischio addirittura di rinuncia al campionato, non si diedero per vinte e decisero di fare ostruzionismo. All'Assemblea Federale del 17 agosto 1925, la proposta di abolire i campionati regionali fu respinta dal grosso delle società minori e così anche questa proposta di riforma andò definitivamente accantonata. E ciò accadeva mentre, nel corso di quella stessa assemblea, le squadre di Lega Nord avevano deciso di istituire a partire dalla stagione 1926-27 il girone unico, a cui sarebbero state ammesse le migliori otto squadre di ognuno dei due gironi di Lega Nord 1925-26. Insomma, mentre al Nord ci si avvicinava sempre di più all'ideale del girone unico, al Sud si continuava con i campionati regionali e ogni tentativo di aumentare la competitività del campionato falliva miseramente osteggiato dalle società minori contrarie all'aumento delle spese di trasferta. Con l'approvazione del piano di riforma della "commissione dei tredici", nella stagione 1925-26 la Lega Sud fu scissa in una Lega delle società maggiori di Prima e Seconda Divisione e una Lega delle società minori di Terza e Quarta Divisione, analogamente a quanto stabilito per la Lega Nord. In seguito al respingimento della proposta del campionato interregionale, il presidente della Lega Sud Pasquale De Rosa rassegnò le dimissioni, ma al momento della costituzione della Lega Sud delle società maggiori fu rieletto presidente.[5]

I provvedimenti disciplinari, spesso discutibili, della Lega Sud attirarono le proteste dapprima delle squadre pugliesi e poi persino di quelle campane e laziali. Fu criticato in particolar modo l'operato di Mario Argento, dirigente della Lega Sud, arbitro, nonché redattore de Il Mattino e de Il corriere di Napoli. Alle proteste iniziali delle società pugliesi, sentitesi danneggiate da certi provvedimenti disciplinari della Lega Sud nei loro riguardi, fece seguito un articolo pubblicato dal giornale campano Il Mezzogiorno Sportivo:[6]

«La Lega si fa esautorare.
Ha permesso che il Comitato Regionale Laziale... appaltasse ad una società, con modestissimo contributo il match Toscana-Lazio.
La Lega non sa curare gli interessi delle società sottoposte.
Si ostina a far disputare a Taranto l'incontro tra le due squadre rivali di Bari, e non pensa che sarebbe opportuno organizzare a suo rischio e pericolo, l'incontro a Bari, con un arbitro di polso, e presente qualche papavero della Lega.
La Lega non è coerente né previdente. Lo incontro di Taranto viene sospeso. Ecco la Lega riorganizzarlo, a Bari, e a suo rischio e pericolo. Non poteva farlo prima?
La Lega non è giusta nelle sue punizioni. A Cava, in seguito a una campagna giornalistica del segretario della Lega Sud avvengono presente questi degli incidenti, nei quali si trova coinvolto anche il Presidente della Lega stessa.
La Lega punisce la squadra locale con tre mesi di squalifica del campo.
Ora il dilemma è questo: o la Cavese era in difetto e allora tre mesi erano pochi e soprattutto, la punizione doveva essere data con urgenza non a campionato finito: gli incidenti erano fuori della responsabilità della società e allora tre mesi sono ingiusti.
Ma la verità è semplice: la Lega Sud non ha neppure in Campania quelle adesioni e quelle simpatie che vanta.
La Lega Sud dimostra di non essere composta tutta da competenti. Infatti delibera per il 22 corrente un match Puglie Campania, a Taranto ed un match Lazio Toscana a Livorno.
Due sole constatazioni che varranno a far giudicare come meritano tali matchs.
Entrambi verranno senza dubbio giocati con cavalleria ma anche con accanimento.
Il 29 corrente, cioè una settimana dopo, hanno inizio le semifinali interregionali.
Avrà il coraggio la Lega Sud di punire una società la quale negherà i suoi giocatori per non compromettere le sue chanches alla vigilia della conclusione dei sacrifici di una intera annata?»

Nel corso della stagione 1925-26 alcuni provvedimenti disciplinari da parte della Lega Sud suscitarono le proteste persino di alcune società laziali, e l'Alba minacciò addirittura di ritirarsi dal Campionato in segno di protesta per l'arbitraggio di Battucci, i cui errori arbitrali penalizzarono l'Alba nella partita casalinga con la Pro Italia terminata 1-1.[7] Il quotidiano romano L'Impero attaccò duramente l'operato della Lega Sud definendola una «combriccola camorristica napoletana» e accusandola di favorire le squadre napoletane affinché fossero loro a vincere il campionato:[8]

«Non è tanto per l'incontro di domenica scorsa con la Pro Italia che l'Alba chiede giustizia, quanto per l'infame e malvagio trattamento del quale è fatta bersaglio da ormai troppo tempo dai gaglioffi componenti della combriccola camorristica napoletana che si chiama ancora, chissà perché, Lega Sud. L'Alba da circa un anno deve combattere due guerre: una sportiva, sui campi di gioco, [...] e un'altra inqualificabile, sorda, sotterranea, segreta, implacabile, ingenerosa, [...] condotta in grande stile e con ogni mezzo dalla Lega Sud. [...] La misura s'è colmata domenica scorsa ed il vaso è finalmente traboccato. Lo ha fatto traboccare quel povero diavolo di Battucci, il quale [...] venne perentoriamente respinto dall'Alba (motivandone il rifiuto con [...] l'incapacità organica e irrimediabile di Battucci) per l'incontro di gennaio scorso con la Lazio. Per la partita di domenica scorsa l'Alba aveva chiesto alla Lega Sud [...] l'arbitro del Settentrione. Come sempre la sua richiesta non fu nemmeno presa in considerazione. [...] Tutti gli incontri disputati dall'Internaples sono [...] stati diretti da arbitri del Nord. [...] Occorre insistere su questo particolare per mettere ancora in evidenza la doppiezza, la malafede, l'ignobile condotta dei dirigenti la Lega del Sud? È ormai noto a tutti, anche ai sassi, che la squadra campione centromeridionale quest'anno dovrà aver sede a Napoli. Questo per dichiarazioni ripetutamente fatte dai sinistri figuri di Napoli.»

La minaccia del ritiro rientrò, ma il 13 giugno 1926 la Presidenza Federale, applicando l'articolo 18 del regolamento organico, assegnò persa a tavolino all'Alba la partita contro la Pro Italia decretando la vittoria del girone da parte della Bagnolese e l'eliminazione degli albini.[9] Il quotidiano romano L'Impero attaccò l'operato del segretario della Lega Sud Luigi Filosa, accusandolo di aver approfittato dell'amicizia con i membri della Presidenza Federale di Torino, definiti «legulei», per assicurarsi la vittoria del girone da parte della partenopea Bagnolese ai danni dell'Alba.[10] Comunque, in seguito al reclamo dell'Alba, la sconfitta a tavolino fu annullata dalla stessa Presidenza Federale e l'Alba, vincendo la ripetizione, sorpassò in classifica la Bagnolese qualificandosi alla finale. L'Alba avrebbe poi vinto il campionato della Lega Sud, surclassando in Finale l'Internaples (6-1 e 1-1), per poi essere travolta nella Finalissima per lo scudetto dalla Juventus (1-7 e 0-5).

Alla fine della stagione 1925-26 il regime fascista decise di riformare il campionato di calcio, abolendo la Lega Sud e aggregando le migliori tre squadre del Sud alle 17 squadre migliori del Nord, istituendo finalmente un Campionato di massima serie non più diviso tra squadre del Nord e squadre del Sud, ma veramente nazionale. Il 4 luglio 1926 il consiglio della Lega Sud fu costretto a dimettersi. Un articolo del 5 luglio 1926 de La Gazzetta del Mezzogiorno espresse il seguente giudizio sull'operato complessivo della Lega Sud:

«La Lega Sud della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha rassegnato le sue dimissioni!
Dopo una serie di atti che molti e per molto tempo hanno aspramente censurato perché contrari allo Statuto, ai regolamenti, ad ogni ragionamento logico e morale; dopo una ricca collezione di deliberata e decisioni che hanno sempre e sistematicamente sollevato un vespaio di reclami, di mal represse ribellioni, di invocazioni alla giustizia all'equità; dopo alterne vicende in cui portarono il loro contributo uomini che ancora ieri stavano al potere ed anche uomini che dal potere si sono allontanati da qualche tempo, che si imperniano sempre su coloro che sono stati i disfattisti del calcio meridionale, la Lega del Sud sgombra il terreno e, pavida e timorosa dell'imminente e immancabile scoccione, fa fagotto e guadagna l'uscio.
[…]
Non è trascorso molto tempo, e pur sembrano lontani quegli anni in cui lo sport non era avvelenato dalla politica. Poi cominciarono i dissidi interni della Federazione Italiana Giuoco Calcio, le cui ripercussioni furono sensibilissime anche nel campo atletico del Mezzogiorno, ove le ancora sparute e non armoniche forze sociali furono ben presto facile preda della politica... La Puglia stessa ne sofferse... E cominciò, già da allora, la tattica del patteggiamento, del do ut des, dell'accordo a due a dubbio del terzo, augure il deus ex machina Mario Argento, le cui visite nelle fertili plaghe meridionali furono impensatamente frequenti, e la cui opera da allora in poi fu feconda nel creare a se stesso una posizione di privilegio.
È da questa epoca che anche la Puglia ha sofferto i rigori di una antipatia alla quale Argento la designò per aver tenuto fede, sportivamente, lealmente, a quella Federazione nella quale soltanto erano uomini di vero sport. Ed anche le società pugliesi conobbero le decisioni più strane, e più antistatutarie che sia possibile concepire.»

Il segretario della Lega Sud (nonché corrispondente del Mattino) Luigi Filosa, sentendosi infangato e diffamato dalle invettive contro il suo operato scagliate dai giornali L'Impero di Roma e Il Mezzogiorno Sportivo di Napoli, per vendicare l'onore leso, sfidò a duello due giornalisti, Felice Scandone del Mezzogiorno Sportivo e Umberto Lazzotti dell'Impero. Il duello con le spade tra Filosa e Lazzotti ebbe luogo a Cassino il 15 agosto 1926 e fu fatto cessare al 21° assalto dai medici presenti onde tutelare la loro incolumità.[11] Il duello, sempre con le spade, tra Filosa e Scandone ebbe luogo invece il 23 agosto e fu fatto cessare al nono assalto dai medici presenti perché Scandone, ferito da una stoccata di Filosa all'avambraccio, era impossibilitato a proseguire lo scontro. Al termine dei due duelli Filosa si riconciliò con Lazzotti ma non con Scandone.

In seguito alla Carta di Viareggio del 2 agosto 1926, un importante riforma dei campionati che eliminò la dicotomia tra campionato del Nord e del Sud, le migliori tre classificate, Alba Roma, Internaples (che nell'estate 1926 fondò il Napoli) e Fortitudo vennero ammesse insieme alle migliori diciassette della Lega Nord in Divisione Nazionale (il nuovo massimo campionato), mentre altre 10 società vennero raggruppate nel torneo cadetto, il gruppo Sud della Prima Divisione. Da quel momento la Lega fu ridenominata Direttorio Divisioni Inferiori Sud, e comprese i rimanenti sodalizi retrocessi al terzo livello calcistico e che non si fossero fusi con società maggiori.

Le autorità fasciste intervennero quindi pesantemente per stabilizzare il traballante calcio del Sud, imponendo fusioni forzate che creassero pochi ma forti club. Nel 1928 il ridenominato Direttorio Meridionale fu chiamato a gestire uno sperimentale Campionato Meridionale, che però non diede i frutti sperati e fu quindi scisso in due categorie nel 1929. Il direttorio fu poi sostituito da un Fiduciario unico per il Sud nel 1930, e definitivamente smantellato nel 1931.

Nel dopoguerra nacque un organismo federale avente un nome leggermente diverso: la Lega Interregionale Sud.
Fu destinato a gestire le squadre di Serie C delle regioni meridionali per sole due stagioni sportive perché ridimensionato nel 1948 con la nascita della Promozione Interregionale.

PresidentiModifica

Formula dei campionati 1922-1926Modifica

Il torneo era suddiviso in tre fasi.

  • Prima fase: Campionati Regionali (Campano, Laziale, Pugliese, Siciliano e Marchigiano) le cui migliori classificate (di solito le prime due dei Campionati Campano, Laziale e Pugliese e il Campione di Sicilia e delle Marche) si qualificavano alle Semifinali.
  • Semifinali: 2 gironi di 4 squadre (nel 1926 cinque). La prima di ogni girone si qualifica alla Finale.
  • Finale: il vincitore della finale vince la Lega Sud e si qualifica alla finale, scontro diretto con la vincente delle finali gestite dalla Lega Nord.

Albo d'oroModifica

  • Prima Categoria Italia Meridionale
Stagione Campione Ris. 2º posto Semifinaliste
eliminato dal Campione eliminato dal finalista
1913
Dettagli
Lazio And.: 2-1
Rit.: 1-1
Naples Virtus Juventusque Internazionale NA
1914
Dettagli
Lazio And.: 1-0
Rit.: 8-0
Internazionale NA SPES Livorno Naples
1915
Dettagli
Lazio/Inter NA N.D. Lazio/Inter NA Roman/Naples Roman/Naples
Stagione Campione Ris. 2º posto Secondi fase a gironi
1920
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Livorno 3-2 Fortitudo Roma Pisa Audace Roma
1921
Dettagli
Pisa
1-0 Livorno Naples Fortitudo Roma
  • Prima Divisione Lega Sud
Stagione Campione Ris. 2º posto Semifinaliste
eliminato dal Campione eliminato dal finalista
1922
Dettagli
Fortitudo Roma 2-0 Puteolana Audace Taranto Anconitana
Stagione Campione Ris. 2º posto Secondi fase a gironi
1923
Dettagli
Lazio And.: 3-3
Rit.: 4-1
Savoia   Alba Roma Ideale Bari
1924
Dettagli
Savoia And.: 3-1
Rit.: 0-1
Spar.: 2-0 tav.
  Alba Roma Lazio Audace Taranto
1925
Dettagli
  Alba Roma And.: 3-1
Rit.: 1-0
Anconitana Lazio Cavese
1926
Dettagli
  Alba Roma
And.: 6-1
Rit.: 1-1
Internaples Fortitudo Roma Bagnolese

NoteModifica

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