Apri il menu principale
Manuel Valls
(Manuel Valls) Dinar Cambra amb Manuel Valls, candidat a l'alcaldia de Barcelona (cropped).jpg

Primo Ministro della Francia
Durata mandato 31 marzo 2014 –
6 dicembre 2016
Presidente François Hollande
Predecessore Jean-Marc Ayrault
Successore Bernard Cazeneuve

Ministro dell'Interno
Durata mandato 16 maggio 2012 –
31 marzo 2014
Presidente François Hollande
Capo del governo Jean-Marc Ayrault
Predecessore Claude Guéant
Successore Bernard Cazeneuve

Sindaco di Évry
Durata mandato 18 marzo 2001 –
24 maggio 2012
Predecessore Christian Olivier
Successore Francis Chouat

Dati generali
Partito politico PS (1980-2017); DVG (dal 2017)
Tendenza politica Terza via
Università Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne
Professione Consigliere in comunicazione

Manuel Carlos Valls i Galfetti (Barcellona, 13 agosto 1962) è un politico francese con cittadinanza spagnola, Primo ministro della Francia dal 31 marzo 2014 al 6 dicembre 2016.

BiografiaModifica

Figlio del pittore spagnolo Xavier Valls (1923-2006) e dell'insegnante ticinese Luisangela Galfetti (sorella dell'architetto Aurelio Galfetti), nacque alle otto di sera nella clinica « La Ferroviaria » in Carrer Campoamor nel quartiere di Horta a Barcellona, il 24 agosto è stato battezzato nella chiesa del quartiere e ha avuto come padrino lo scrittore italiano Carlo Coccioli (1920-2003). Residente in Francia da sempre, ha acquisito la cittadinanza solo nel 1982.

La famiglia Valls ha delle origini marrane delle Baleari[1].

Attività politicaModifica

Il suo primo incontro con la politica è stato nel 1980, all'età di 17 anni, quando aderì al Partito Socialista per appoggiare Michel Rocard. Ha effettuato il servizio militare nel 120º reggimento a Fontainebleau dell'Armée de terre. Membro del Partito Socialista francese, è stato sindaco di Évry dal 2001 al 2012, vicesindaco di Argenteuil dal 1989 al 1998 e deputato della prima circoscrizione dell'Essonne dal 2002.

Inoltre ha ricoperto la carica di consigliere regionale dell'Île-de-France dal 1986 al 2002. Consigliere speciale del candidato socialista François Hollande durante la campagna presidenziale del 2012, viene nominato il 16 maggio 2012 ministro dell'interno nel Governo presieduto da Jean-Marc Ayrault.

Primo ministro franceseModifica

Il 31 marzo 2014, il Presidente della Repubblica, François Hollande, gli conferisce il mandato di Primo ministro della Francia dopo la sconfitta del PS alle elezioni amministrative quando, a parte la vittoria di Parigi, i candidati socialisti erano arrivati terzi dietro esponenti del centrodestra dell'UMP e del Fronte Nazionale.

Il 25 agosto dello stesso anno, annuncia le sue dimissioni da primo ministro. La decisione di Valls nasce da un durissimo scontro in seno al Governo che vede protagonista il ministro dell'economia Arnaud Montebourg che critica la linea del rigore e dell'austerity imposta in Europa dalla Germania su cui a suo parere l'esecutivo Valls è schiacciato.[2] Alcune ore dopo Hollande lo incarica però di formare un nuovo governo.

Il 26 agosto viene presentato il Governo Valls II che apporta un forte cambiamento alla compagine governativa determinando l'esclusione dell'ala sinistra del PS in un Governo politicamente più spostato verso destra per intercettare il voto del centro moderato e liberale: fuori Montebourg che viene sostituto dall'ex banchiere e socialista liberale Emmanuel Macron all'Economia, Najat Vallaud-Belkacem, già Ministro per le Pari Opportunità nel Governo Valls I, diventa Ministro dell'Educazione e Istruzione (prima donna nella storia) al posto di Benoît Hamon e Fleur Pellerin, già Sottosegretaria al Commercio Estero nel Valls I, va al Ministero della Cultura al posto di Aurélie Filippetti. Confermati ai dicasteri chiave : Laurent Fabius agli Esteri, Bernard Cazeneuve all'Interno, Michel Sapin alle Finanze, Christiane Taubira alla Giustizia, Jean-Yves Le Drian alla Difesa, Francois Rebsamen al Lavoro, Ségolène Royal all'Ambiente e Stephane Le Foll all'Agricoltura e Portavoce del Governo.

Il suo governo ha dovuto far fronte a diverse emergenze interne derivanti dai numerosi attentati di matrice islamica avvenuti in Francia fra 2015 e 2016, tra i quali si ricordano:

Il 5 dicembre 2016 annuncia la propria decisione di presentarsi alle primarie del Partito Socialista in vista delle elezioni presidenziali previste per la primavera del 2017. Il giorno seguente presenta le dimissioni da primo ministro al presidente Hollande, il quale chiama a succedergli il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve.

Dopo l'incarico governativoModifica

Dopo la sconfitta alle primarie del PS per mano di Benoît Hamon, dichiara di sostenere al primo turno delle presidenziali Emmanuel Macron. In seguito alla vittoria di quest'ultimo, il 9 maggio 2017 dichiara di volersi candidare alle legislative con il movimento liberista ed europeista La République En Marche in quanto ritiene conclusa l'esperienza politica del PS.[3] Tuttavia il giorno successivo il movimento del neopresidenfe rifiuta la sua candidatura; Valls si candida così alle legislative come indipendente nella circoscrizione di Évry, con il partito del neopresidente che non gli oppone alcun candidato. Vince il collegio venendo così eletto in Parlamento e il 27 giugno, intervenendo all'interno di un programma radiofonico della rete Rtl, annuncia il proprio ingresso a pieno titolo all'interno della maggioranza di governo e la propria definitiva uscita dal PS.[4]

Vita privataModifica

Dalla storia cominciata nel 1986 con Nathalie Soulié, conosciuta all'Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e sposata l'anno dopo, ha avuto quattro figli; nel 2010 ha divorziato e ha sposato la violinista Anne Gravoin, di origine ebraica rumena da parte di madre. Il 18 aprile 2018, Manuel Valls annuncia la loro separazione[5]. Parla catalano, spagnolo, francese, italiano. Tifoso del Barcellona, è stato un massone, dal 1989 al 2005, membro del Grande Oriente di Francia[6][7].

OpereModifica

  • La Laïcité en face, con Virginie Malabard, éditions Desclée de Brouwer, 2005
  • Les Habits neufs de la gauche, éditions Robert Laffont, 2006
  • Pour en finir avec le vieux socialisme… et être enfin de gauche, discorso con Claude Askolovitch, Robert Laffont, 2008
  • Pouvoir, éditions Stock, 2010
  • Sécurité : la gauche peut tout changer, éditions du Moment, 2011
  • L'énergie du changement - Abécédaire optimiste, éditions Eyrolles, 2011
  • La laïcité en France, éditions Desclée De Brouwer, 2013

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Le vrai visage de Manuel Valls, Ed. Facte, 2014, p. 91-94
  2. ^ Francia, premier Valls si dimette Formerà un nuovo governo, su ilcorriere.it, 25 agosto 2014.
  3. ^ Valls si lancia sul carro di Macron, su huffpost.it, 9 maggio 2017.
  4. ^ Valls lascia i socialisti e si rifugia da Macron. URL consultato il 27 giugno 2017.
  5. ^ (FR) Ryad Ouslimani, Manuel Valls se sépare de sa femme Anne Gravoin [collegamento interrotto], in RTL.fr, 18 aprile 2018. URL consultato il 18 aprile 2018.
  6. ^ (FR) Jacques Trentesaux, La petite république vallsienne, in L'Express, 23 agosto 2007. URL consultato l'8 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2015).
  7. ^ (FR) François Koch, Un franc-maçon nommé Valls, in L'Express, 20 maggio 2015, pp. 36-48. URL consultato il 5 giugno 2015.
  8. ^ Le député socialiste Manuel Valls fait Commandeur du Ouissam alaouite, su lematin.ma (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2014).
  9. ^ Ouattara Ouakaltio, Coopération: Manuel Valls fait commandeur dans l’ordre du mérite ivoirien, su http://www.fratmat.info, 17 novembre 2013. URL consultato il 20 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2014).
  10. ^ Algerie : « la polémique est derrière nous » (Valls), su lefigaro.fr, 23 dicembre 2013.
  11. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

BibliografiaModifica

  • Jacques Hennen e Gilles Verdez, Manuel Valls, les secrets d'un destin, éditions du Moment, 2013

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN10142929 · ISNI (EN0000 0001 2020 7824 · LCCN (ENn2007063578 · GND (DE1013106393 · BNF (FRcb15104128n (data) · WorldCat Identities (ENn2007-063578