Enrico Letta

politico italiano
Enrico Letta
Επίσκεψη Αντιπροέδρου της Κυβέρνησης και ΥΠΕΞ Ευ. Βενιζέλου στην Iταλία (9798222244) (cropped).jpg

Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2013 –
22 febbraio 2014
Capo di Stato Giorgio Napolitano
Vice presidente Angelino Alfano
Predecessore Mario Monti
Successore Matteo Renzi

Vicesegretario del Partito Democratico
Durata mandato 7 novembre 2009 –
20 aprile 2013
Vice di Pier Luigi Bersani
Presidente Rosy Bindi
Predecessore Dario Franceschini
Successore Lorenzo Guerini
Debora Serracchiani

Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
Durata mandato 22 dicembre 1999 –
11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Pier Luigi Bersani
Successore Antonio Marzano

Ministro del commercio con l'estero
Durata mandato 26 aprile 2000 –
11 giugno 2001
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Piero Fassino
Successore Adolfo Urso (Viceministro con delega)

Ministro per le politiche comunitarie
Durata mandato 21 ottobre 1998 –
22 dicembre 1999
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Piero Fassino[1]
Successore Patrizia Toia

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
Segretario del Consiglio dei ministri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Gianni Letta
Successore Gianni Letta

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 30 maggio 2001 –
23 luglio 2015
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV: DL-L'Ulivo
XV: L'Ulivo
XV-XVII: PD
Coalizione L'Ulivo (XIV), L'Unione (XV), PD-IdV (XVI), Italia. Bene Comune (XVII)
Circoscrizione XIV: Piemonte 1
XV: Lombardia 1
XVI: Lombardia 2
XVII: Marche
Incarichi parlamentari
XVI legislatura
  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)

XV legislatura

  • Componente della XI Commissione (Lavoro Pubblico e Privato)
  • Componente della XIII Commissione (Agricoltura)

XIV legislatura

  • Componente della IV Commissione (Attività produttive, Commercio e Turismo)
  • Componente del Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche
Sito istituzionale

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 2004 –
27 aprile 2006
Legislature VI
Gruppo
parlamentare
ALDE
Circoscrizione Italia nord-orientale
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per i problemi economici e monetari
  • Membro della delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)
  • Membro sostituto della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (2007-2015; dal 2019)
In precedenza:
DC (fino al 1994)
PPI (1994-2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Dottorato di ricerca in diritto delle comunità europee
Università Università di Pisa
Professione Docente universitario; Dirigente di partito; Dirigente d'impresa privata
Firma Firma di Enrico Letta

Enrico Letta (Pisa, 20 agosto 1966) è un politico e accademico italiano, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014.

Europarlamentare dal 2004 al 2006 nel gruppo liberaldemocratico, dal 2001 al 2015 è deputato, iscritto dapprima al gruppo parlamentare della Margherita e poi a quello del PD.[2]

Il 14 febbraio 2014 rassegna le proprie dimissioni a seguito della sfiducia votata il giorno precedente dalla Direzione Nazionale del Partito Democratico.[3]

Il 9 giugno 2015 rinuncia al seggio in Parlamento al fine di dedicarsi all'insegnamento universitario. Dal 1º settembre dirige la Scuola di affari internazionali dell'Istituto di studi politici di Parigi.[4]

BiografiaModifica

Nato a Pisa in Toscana, in una famiglia numerosa, figlio di Anna Banchi, di origini sassaresi,[5][6] e del matematico Giorgio Letta, che insegna all'Università di Pisa[7]. Ha un fratello, Vincenzo (1971), ed è nipote del politico di centro-destra Gianni Letta, uno dei principali collaboratori e stretto consigliere di Silvio Berlusconi[8] e di conseguenza cugino del figlio di questi, l'amministratore delegato di Medusa Film Giampaolo Letta. È altresì nipote della Vicepresidente della Croce Rossa italiana Maria Teresa Letta e dell'archeologo e docente di storia romana presso l'Università di Pisa (come il padre) Cesare Letta.[7]

La famiglia Letta è originaria della Marsica, in provincia dell'Aquila, dove il nonno di Enrico, Vincenzo Letta — nativo di Aielli (paese del quale fu anche podestà) e sopravvissuto al terremoto della Marsica del 1915 — esercitò per decenni la professione di avvocato.[9]

Dopo aver trascorso parte dell'infanzia a Strasburgo, frequenta la scuola dell'obbligo. Completali studi di scuola superiore a Pisa, dove frequenta il liceo classico Galileo Galilei e fin dalla quarta ginnasiale partecipa alle attività del Movimento Studenti di Azione Cattolica[10][11]. Si laurea in scienze politiche (indirizzo politico-internazionale) all'Università di Pisa nel 1994 con la votazione di 110 e lode.[12] Consegue il dottorato in Diritto delle Comunità Europee presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.[13]

È stato professore a contratto presso l'Università Carlo Cattaneo tra il 2001 e il 2003, presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nel 2003 e presso l'École des hautes études commerciales di Parigi nel 2004.[14]

Vita privataModifica

Si è sposato una prima volta a 24 anni, ha divorziato 6 anni dopo[15] ed è sposato in seconde nozze con la giornalista del Corriere della Sera Gianna Fregonara, con la quale ha tre figli: Giacomo, Lorenzo e Francesco. Attualmente vive a Parigi.[16]

Carriera politicaModifica

Gli iniziiModifica

 
Enrico Letta nel 2001

Incomincia la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana. È stato presidente dei Giovani Democristiani Europei tra il 1991 e il 1995, dove ha usato la sua presidenza per contribuire a rafforzare i legami a lungo termine tra una varietà di partiti centristi in Europa e da allora è rimasto un convinto sostenitore dell'Unione europea.[17]

Durante il governo Ciampi, tra il 1993 e il 1994, ha lavorato come Capo di Gabinetto alla Farnesina sotto il ministro Beniamino Andreatta, con cui Letta aveva già collaborato nella associazione non-profit Agenzia di Ricerche e Legislazione.[18]

Dopo aver servito come segretario generale del Comitato Euro del Ministero del Tesoro nel biennio '96-'97, è diventato vicesegretario del Partito Popolare Italiano assieme a Dario Franceschini nel 1997 sotto Franco Marini[19]. Successivamente nel 1998, con la nascita del primo governo D'Alema, abbandona il ruolo di vicesegretario del PPI, e viene nominato ministro per le politiche comunitarie, diventando il più giovane ministro, fino ad allora, della storia della Repubblica.[2][20][21]

Nel 1999 Letta diventa Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato nel secondo governo D'Alema, e nel 2000 viene confermato in quel ruolo nel secondo governo Amato, diventando anche Ministro del commercio con l'estero.[2]

Dal 2002 al 2004, Letta è responsabile nazionale per l'economia de La Margherita. Alle elezioni europee del 2004 viene candidato ed eletto al Parlamento europeo per la lista "Uniti nell'Ulivo" nella circoscrizione nord-orientale, ricevendo 176 000 preferenze[22]. Iscritto al gruppo parlamentare dell'ALDE, è stato membro della Commissione per i problemi economici e monetari; della Commissione temporanea sulle sfide e i mezzi finanziari dell'Unione allargata nel periodo 2007-2013; della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia).[23]

Rieletto alle politiche del 2006, successivamente viene nominato Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel Governo Prodi, succedendo allo zio Gianni, e abbandona l'incarico di eurodeputato per accettare quello di deputato nazionale.[2]

Partito DemocraticoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni primarie del Partito Democratico del 2007 (Italia).

Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato Nazionale per il Partito Democratico che riunisce i leader delle componenti del futuro PD. Il 24 luglio 2007 annuncia la sua candidatura alle primarie per la segreteria del PD[24] tramite un video su YouTube.[25] In seguito ha dichiarato:

«Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po' come l'enciclopedia Wikipedia, un po' come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel PD ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu.[26]»

La sua candidatura raccoglie il sostegno di varie personalità e gruppi del centrosinistra:

Raccogliendo 391 775 voti (l'11,02%), supera i tre candidati indipendenti (Jacopo Schettini Gherardini, Pier Giorgio Gawronski e Mario Adinolfi) e si piazza terzo alle spalle di Rosy Bindi e Walter Veltroni, che viene eletto segretario col 75,82% dei voti. Nel 2007 è nominato Responsabile nazionale Lavoro nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni. Dal 9 maggio 2008 al 24 febbraio 2009 è Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali nel Governo ombra del Partito Democratico.[32] L'8 maggio 2008 restituisce l'incarico di Segretario del Consiglio allo zio Gianni Letta, a causa della caduta del Governo Prodi e della successiva nomina a Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi.

È eletto alla Camera nelle file del Partito Democratico. Tra le principali proposte di legge che ha presentato nella XVI legislatura (2008-2013), quella sull'abolizione dei vitalizi dei parlamentari.[33] Primo firmatario, insieme con Guglielmo Vaccaro, della Legge n. 238/2010 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia rientrante nel progetto "Controesodo - Talenti in movimento".

Dal 24 febbraio 2009 il segretario del PD Dario Franceschini (già vicesegretario di Veltroni nominato leader del PD dopo le sue dimissioni dalla Segreteria nazionale) lo nomina presidente nazionale del Forum Welfare del PD.

Vicesegretario del PDModifica

Alle elezioni primarie del 2009 sostiene la mozione di Pier Luigi Bersani, che risulterà vincente, e il 7 novembre 2009 viene eletto vicesegretario nazionale del PD.[34]

L'8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Letta alla Camera dei deputati come capolista della lista PD nelle circoscrizioni Marche e Campania in vista delle elezioni politiche italiane del 2013.[35] A marzo, in seguito alle elezioni, insieme con molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto "Riparte il futuro", firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione, modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (ex art. 416-ter del codice penale) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.[36]

Il 20 aprile 2013, contemporaneamente alla effettività delle dimissioni di Bersani da segretario del PD a causa dell'esito fallimentare delle candidature a Presidente della Repubblica di Franco Marini e Romano Prodi, tutta la segreteria del PD, e quindi anche Letta che era vicesegretario, rassegna le dimissioni dai propri incarichi nel partito.

Presidente del Consiglio dei ministriModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Letta.
 
Enrico Letta con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il 24 aprile 2013 riceve l'incarico di Presidente del Consiglio dei ministri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appena rieletto, gli conferisce l'incarico di formare un nuovo governo, incarico che accetta con riserva.[37] Dopo un rapido giro di consultazioni nella giornata del 25 aprile,[38] il successivo 27 aprile scioglie positivamente la riserva e forma il 62º governo della Repubblica Italiana, che il 28 aprile pronuncia il giuramento[2]. Il governo è composto da esponenti di Partito Democratico, Il Popolo della Libertà, Unione di Centro e Scelta Civica, formato da 21 ministri, di cui sette donne, con un'età media di 54 anni.[39]

Il 29 aprile ottiene la fiducia dalla Camera dei deputati con 453 voti favorevoli su 623 votanti, 153 contrari e 17 astenuti.[40] Il giorno successivo ha ottenuto la fiducia anche al Senato della Repubblica con 233 sì, 59 no e 18 astenuti.[41] Il suo governo si caratterizza come il primo esecutivo di grande coalizione della Storia dell'Italia repubblicana, in quanto comprende esponenti di entrambe le principali coalizioni che si contrapponevano prima delle elezioni. In particolare, la stessa carica di vicepresidente del Consiglio dei ministri è stata affidata al segretario politico del Popolo della Libertà Angelino Alfano.

Il 14 giugno promuove un vertice a quattro a Palazzo Chigi con i ministri economici e del Lavoro di Italia, Germania, Francia e Spagna sul tema della disoccupazione giovanile.[42] Il 15 giugno il suo governo emana il cosiddetto "decreto del fare", provvedimento volto ad assumere politiche per il rilancio dell'economia.[43]

Il 17 e 18 giugno partecipa al G8 a Lough Erne in Irlanda del Nord,[44] mentre tra il 5 e il 6 settembre partecipa al G20 di San Pietroburgo.[45] Suo sherpa e consigliere economico è Fabrizio Pagani.

Il 28 settembre i cinque ministri del PdL si dimettono su ordine del loro leader Silvio Berlusconi, prendendo a pretesto la decisione di posticipare il decreto che impediva l'aumento dell'IVA dal 21 al 22%, aprendo così di fatto una crisi di governo.[46] Il giorno seguente Letta si reca al Quirinale dal Presidente della Repubblica per fare il punto della situazione sul Governo e le alternative possibili. In precedenza il Presidente della Repubblica aveva dichiarato che avrebbe sciolto le camere solo se non ci fossero state alternative possibili.[47]

Il 2 ottobre si è votato per la fiducia: in mattinata si è votato presso il Senato, nel pomeriggio alla Camera.[48][49] Al Senato ha ottenuto 235 voti favorevoli e 70 contrari, mentre alla Camera 435 favorevoli e 162 contrari, ottenendo quindi la piena fiducia da parte del Parlamento.[50] Il 27 novembre il Senato approva il ddl di Stabilità con 162 voti favorevoli (Partito Democratico, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica) e 115 contrari (Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Sinistra Ecologia Libertà, Fratelli d'Italia). Ciò comporta, dunque, sia l'approvazione della legge finanziaria da parte del Senato sia la composizione di una nuova maggioranza di Governo dopo l'uscita di Forza Italia, anche a seguito della votazione della decadenza dalla carica di senatore di Berlusconi avvenuta in quello stesso giorno.[51][52]

In seguito alle dimissioni dal Governo del ministro Nunzia De Girolamo, dal 27 gennaio assume ad interim la carica di Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.[53]

La crescente critica alla lentezza della riforma economica italiana lasciò Letta sempre più isolato. Il 13 febbraio 2014 la Direzione Nazionale del Partito Democratico, su impulso del neo segretario Matteo Renzi, in rivalità con Letta, chiede a Letta le dimissioni per fare spazio a un nuovo esecutivo guidato dallo stesso Renzi.[54] Il giorno seguente, Letta rassegna le proprie dimissioni al Presidente del Consiglio, restando in carica per gli affari correnti fino al 22 febbraio.[3][55]

Dopo la presidenza del ConsiglioModifica

Nel 2015 si dimette anche da deputato dopo aver votato contro l'Italicum, la nuova legge elettorale; nel contempo non rinnova la tessera del PD.[56]

In seguito si trasferisce a Parigi per insegnare nella grande école Sciences Po Paris (Institut d'études politiques) dove tiene un corso su Europa e populismi.[57] Nell'aprile 2015, accetta l'incarico di tornare presso l'Istituto di studi politici parigino, al fine di dirigerne, dal 1º settembre, l'École d'affaires internationales (PSIA - Scuola di affari internazionali).[4] Il 9 giugno presenta così le dimissioni da parlamentare, il cui incarico cessa il 23 luglio 2015.[4] Con Sciences Po ha inoltre svolto periodi di ricerca e insegnamento presso l'Università della Tecnologia di Sydney[58] e la Scuola di Politica e Strategia Globali dell'Università della California, San Diego.[59]

Nel 2015 su sua iniziativa viene fondata la Scuola di Politiche (SdP), promossa dall'Agenzia di ricerche e legislazione (AREL).

Nella primavera 2016 si è espresso a favore della riforma costituzionale proposta dal governo Renzi.[60]

Nel luglio 2016 sotto l'egida dell'Istituto Jacques Delors ha lanciato una scuola di politiche centrata sui temi europei, l'Académie Notre Europe.[61]

Nel'ottobre 2017 entra a far parte del nuovo Comitè Action Publique 2022, una Commissione pubblica per la riforma dello Stato e della Pubblica Amministrazione in Francia che dipende dal governo di Édouard Philippe e che è stata fortemente voluta dal presidente Emmanuel Macron.[62]

Nel marzo 2019, in seguito alla vittoria di Nicola Zingaretti alla segreteria del Partito Democratico, annuncia che riprenderà la tessera del partito.[63]

Incarichi associativiModifica

 
Enrico Letta a VeDrò 2012

Nel luglio 2016 è stato nominato presidente dell’Istituto Jacques Delors, un think tank europeo fondato vent’anni prima dall’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors, guidato in passato anche da Tommaso Padoa-Schioppa.

Sempre dal luglio 2016 Enrico Letta è il nuovo Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aristide Merloni, incarico conferitogli per il triennio 2016-2019.

Letta è segretario generale dell'Arel - Agenzia di ricerche e legislazione, fondata da Beniamino Andreatta, nonché fondatore delle associazioni Trecentosessanta e VeDrò.[64] Al 2015 è membro della Commissione Trilaterale[65] ed è stato membro del comitato esecutivo e vicepresidente dell'Aspen Institute Italia.

ControversieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Luigi Lusi § Inchieste giudiziarie.

Nel gennaio 2012 l'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, iscritto nel registro degli indagati per aver sottratto, secondo la procura di Roma, ingenti somme di denaro dalle casse del partito, ha sostenuto che parte di tali soldi sia andata a diversi appartenenti al partito, tra i quali Enrico Letta.[66]

OnorificenzeModifica

Onorificenze straniereModifica

  Commendatore della Legion d'onore
— Parigi— 25 marzo 2016[67]

OpereModifica

 
Enrico Letta nel 2013

NoteModifica

  1. ^ Sottosegretario agli affari esteri con delega alle politiche comunitarie.
  2. ^ a b c d e Enrico Letta, Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2014).
  3. ^ a b Letta, dimissioni compiute. Quirinale, subito consultazioni: nessun passaggio in Aula, la Repubblica, 14 febbraio 2014. URL consultato il 14 febbraio 2014 (archiviato il 15 febbraio 2014).
  4. ^ a b c Enrico Letta lascia il Parlamento, su ansa.it. URL consultato il 10 giugno 2015 (archiviato il 9 giugno 2015).
  5. ^ (IT) Francesco Borgonovo, Lobby e parenti, l'uomo qualsiasi della politica, in Libero, Milano, Editoriale Libero s.r.l., 25 aprile 2013.
    «Sua madre, Anna Bianchi, origini sassaresi e fu vicina di casa di Francesco Cossiga».
  6. ^ (IT) Gianni Bazzoni, Enrico Letta, premier orgoglioso delle sue radici sarde, in La Nuova Sardegna, Sassari, DBInformation Spa, 24 aprile 2013.
    «Sua madre, Anna Banchi è nata a Sassari, e sua nonna Elsa Bazzoni, vicina di casa della famiglia di Francesco Cossiga, era la sorella più grande di Gianpaolo, scrittore e studioso che vive a Porto Torres.».
  7. ^ a b Gli zii di Enrico Letta. Non solo Gianni: c'è anche Gian Paolo Bazzoni a Porto Torres, su Sardiniapost.it, 25 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  8. ^ Mattia Feltri, Gianni ricevuto da Enrico. E per la prima volta zio e nipote trattano “alla luce del sole”, La Stampa, 28 settembre 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 22 febbraio 2014).
  9. ^ Un Letta per ogni stagione - Regione - il Centro, su il Centro. URL consultato il 17 febbraio 2016 (archiviato il 12 marzo 2017).
  10. ^ Al MSAC ho scoperto la parola “impegno” «  Movi 100, su movi100.azionecattolica.it. URL consultato il 20 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2016).
  11. ^ Wayback Machine (PDF), su web.archive.org, 11 giugno 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2013).
  12. ^ Come riportato sul CV della sua pagina web. Il prof. M. Bassani, in un'intervista a Libero, in libero.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 19 settembre 2013 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2013). ricorda diversamente.
  13. ^ Un volto da Premier (FOTO), su L'HuffPost, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  14. ^ Governo. Enrico Letta, l’allievo di Andreatta diventa presidente del Consiglio, in giornale.sm, 24 aprile 2013. URL consultato il 26 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  15. ^ Quando Enrico Letta ringraziò lo «zio Gianni» Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive., Vanity Fair, Sara Faillaci, 3 maggio 2013
  16. ^ Enrico Letta Profile: Mild-Mannered AC Milan Fan who is Italy’s Next PM, in International Business Times, 24 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013 (archiviato il 27 aprile 2013).
  17. ^ (EN) Elisabetta Povoledo, An Italian Leader and a Political Acrobat (Published 2013), in The New York Times, 28 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  18. ^ Un volto da Premier (FOTO), su L'HuffPost, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  19. ^ Orlando Sacchelli, Enrico Letta, il giovane Dc che deve far da paciere tra Pd e Pdl, su ilGiornale.it, 24 aprile 2013. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  20. ^ (EN) Profile: Enrico Letta, in BBC News, 13 febbraio 2014. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  21. ^ Il record è stato superato da Giorgia Meloni, ministro nel 2008 a 31 anni.
  22. ^ Enrico Letta, genitori tra gioia e timori, ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato il 15 febbraio 2014 (archiviato il 21 febbraio 2014).
  23. ^ (EN) Home | MEPs | European Parliament, su www.europarl.europa.eu. URL consultato il 10 febbraio 2021.
  24. ^ Pd: Letta: «Mi candido». Video sul web - Corriere della Sera, su corriere.it. URL consultato il 5 aprile 2010 (archiviato il 4 dicembre 2011).
  25. ^ Enrico Letta si candida alle primarie del Partito Democratic - YouTube, su youtube.com. URL consultato il 1º maggio 2019 (archiviato il 12 ottobre 2016).
  26. ^ Citato in Paolo Tessadri, Letta leader? Senza grinta, il Fatto Quotidiano, 1º agosto 2013. URL consultato l'8 dicembre 2013 (archiviato il 28 novembre 2013).
  27. ^ De Castro: «Candidatura Letta grande occasione per coinvolgere società» Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive. - EnricoLetta.it
  28. ^ con il Pd Corritore appoggia Letta
  29. ^ ds Ranieri «Pronto a sostenere Letta»
  30. ^ qui il Pd non si farà - Cronaca - Trentino Corriere Alpi[collegamento interrotto]
  31. ^ Gli Innovatori Europei sostengono la candidatura di Enrico Letta in tutta Italia Archiviato l'8 ottobre 2007 in Internet Archive. - Innovatori Europei- Info
  32. ^ Governo ombra, tutti i nomi, in Corriere della Sera, 09 maggio 2008. URL consultato il 1º novembre 2009 (archiviato il 12 maggio 2008).
  33. ^ La nostra battaglia per l’abolizione dei vitalizi, su Sito ufficiale Enrico Letta, 24 ottobre 2011. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato il 2 maggio 2013).
  34. ^ Bersani indica la rotta "Partito dell'alternativa" Enrico Letta eletto vice, in Quotidiano Nazionale, 07 novembre 2009. URL consultato il 7 novembre 2009 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2010).
  35. ^ Elezioni Politiche - Ordine di lista della Camera dei deputati (PDF) [collegamento interrotto], su Sito ufficiale Partito Democratico, 8 gennaio 2013. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  36. ^ parlamento italiano Archiviato il 18 marzo 2013 in Internet Archive. riparteilfuturo.it
  37. ^ Federica Seneghini, Letta nuovo premier incaricato «Siamo in terra incognita , ma sono fiducioso», in Corriere della Sera, 24 aprile 2013. URL consultato il 25 aprile 2013 (archiviato il 25 aprile 2013).
  38. ^ Letta: "Nodi restano, ci vuole tempo"Alfano: "Difficoltà, ma spirito costruttivo", in la Repubblica, 25 aprile 2013. URL consultato il 26 aprile 2013 (archiviato il 26 aprile 2013).
  39. ^ Nasce il governo Letta, ora la fiducia. Il premier: «Sobria soddisfazione», in Corriere della Sera, 27 aprile 2013. URL consultato il 28 aprile 2013 (archiviato il 1º luglio 2013).
  40. ^ 453 sì, 153 no: il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera, in Corriere della Sera, 29 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013 (archiviato il 30 aprile 2013).
  41. ^ Letta incassa la fiducia anche al Senato, in Corriere della Sera, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013 (archiviato il 3 maggio 2013).
  42. ^ Vertice lavoro, Letta ai ministri europei: «Non c'è più tempo, si deve agire subito Scelta sciagurata guardare solo i conti», in Il messaggero, 16 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato il 16 giugno 2013).
  43. ^ Il Decreto del fare, misura per misura, in europaquotidiano.it, 14 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2013).
  44. ^ G8, il debutto di Enrico Letta Prima l'incontro con Obama L'incognita Siria divide già, in qn.quotidiano.net, 17 giugno 2013. URL consultato il 17 giugno 2013 (archiviato il 21 giugno 2013).
  45. ^ San Pietroburgo, al via il G20 Tensione e freddezza tra Obama e Putin, in corriere.it, 5 settembre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2013 (archiviato il 19 ottobre 2013).
  46. ^ Berlusconi fa dimettere ministri: è crisi - Letta: gesto folle per motivi personali, 28 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 30 settembre 2013).
  47. ^ Napolitano: "Verifico se possibile legislatura" In serata Letta sale al Colle, 29 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 10 dicembre 2013).
  48. ^ Crisi di governo: i ministri PdL rassegnano le dimissioni irrevocabili, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 2 ottobre 2013).
  49. ^ Crisi di governo: voto di fiducia il 2 ottobre, 30 settembre 2013. URL consultato il 1º ottobre 2013 (archiviato il 1º ottobre 2013).
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