Marta Cartabia

docente e costituzionalista italiana
Marta Cartabia
Marta Cartabia - 2011.jpg

Vicepresidente della Corte costituzionale
In carica
Inizio mandato 12 novembre 2014

Giudice costituzionale della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 13 settembre 2011

Dati generali
Università Università degli Studi di Milano
Professione Professore ordinario

Marta Cartabia (San Giorgio su Legnano, 14 maggio 1963) è una docente e costituzionalista italiana, giudice costituzionale dal 2011, vicepresidente della Corte costituzionale dal 12 novembre 2014.

Indice

BiografiaModifica

Marta Cartabia si è laureata in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano nel 1987 con il massimo dei voti e lode, discutendo la tesi «Esiste un diritto costituzionale europeo?» (relatore Valerio Onida, futuro presidente della Corte costituzionale).

Nel 1993 ha conseguito il dottorato di ricerca in legge presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole (supervisore, Bruno de Witte). Specializzatasi all'Università di Aix-Marseille sui temi della giustizia costituzionale comparata, ha svolto periodicamente attività di ricerca all'estero, in particolare negli Stati Uniti d'America. Subito dopo la laurea è stata research fellow all'University of Michigan Law School di Ann Arbor sotto la direzione dei professori J. H. H. Weiler e T. Sandalow.

Dal 1993 al 1999 è stata ricercatrice di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano e fra il 1993 e il 1995 ha svolto funzioni di assistente di studio presso la Corte costituzionale; successivamente è stata professore associato (1999 - 2000) ed ordinario (2000 - 2004) di istituzioni di diritto pubblico presso l'Università degli Studi di Verona; dal 2004 è professore ordinario di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è anche stata titolare del corso Jean Monnet in diritto costituzionale europeo (2005 - 2008). Ha insegnato in numerosi atenei, in Italia e all'estero, tra cui Tours, Tolone, San Sebastián, Eichstätt.

È stata Inaugural Fellow allo Straus Institute for Advanced Study in Law and Justice (New York University), diretto da Joseph H.H. Weiler. Ha incarichi di direzione in numerose riviste di settore nazionali e internazionali ed è tra i fondatori, nonché co-direttore, di Italian Journal of Public Law[1], la prima rivista giuridica italiana interamente in lingua inglese.

È membro dell'Associazione italiana dei costituzionalisti e dell'Inaugural Society's Council di ICONS – The International Society of Public Law[2].

Incarichi istituzionaliModifica

Giudice costituzionaleModifica

 
Marta Cartabia con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il giorno del giuramento come giudice costituzionale (13 settembre 2011)

Il 2 settembre 2011 è stata nominata giudice della Corte costituzionale della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[3]. Ha prestato giuramento al Quirinale il 13 settembre 2011 insieme al giudice Aldo Carosi eletto a luglio e proveniente dalla Corte dei conti[4].

È la terza donna ad essere nominata giudice dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle; è anche tra i più giovani giudici mai nominati, preceduta solo da Francesco Paolo Bonifacio, Aldo Mazzini Sandulli, Livio Paladin e Antonio Baldassarre[5].

La nomina di Marta Cartabia ha suscitato polemiche nella comunità LGBT, espresse sul web da alcune testate a tematica[6] a riguardo della dichiarazione: «la Corte Costituzionale ha chiaramente affermato (sent. 138 del 2010)[7] che la Costituzione italiana protegge la famiglia, differenziandola da altre forme di convivenza e non permette il matrimonio omosessuale».

Il 12 novembre 2014 viene nominata vicepresidente della Corte costituzionale dal suo presidente Alessandro Criscuolo[8] venendo riconfermata il 24 febbraio 2016 dal neoeletto presidente Paolo Grossi[9].

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 24 ottobre 2011[10]

Opere scelteModifica

  • Marta Cartabia, Cittadinanza europea, "Enciclopedia Giuridica Italiana Treccani", Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1995.
  • Marta Cartabia, Principi inviolabili e integrazione europea, Milano, Giuffrè Editore, 1995.
  • Marta Cartabia e Joseph H.H. Weiler, L'Italia in Europa, Bologna, il Mulino, 2000.
  • Raffaele Bifulco, Marta Cartabia, Alfonso Celotto, L'Europa dei diritti, Bologna, il Mulino, 2001.
  • Marta Cartabia (a cura di), I diritti in azione, Bologna, il Mulino, 2007.
  • Mary Ann Glendon, Tradizioni in subbuglio, traduzione di Paolo G. Carozza e Marta Cartabia, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2007.
  • Marta Cartabia, Europe and Rights: Taking Dialogue Seriously, "European Constitutional Law Review", 2009, 5-31.
  • Marta Cartabia, L'universalità dei diritti umani nell'età dei nuovi diritti, "Quaderni costituzionali", 2009, 3, 537-68.
  • Marta Cartabia e Andrea Simoncini (a cura di), La sostenibilità della democrazia nel XXI secolo, Bologna, il Mulino, 2009.
  • Marta Cartabia (a cura di), Dieci casi sui diritti in Europa, Bologna, il Mulino, 2011.
  • Marta Cartabia e Andrea Simoncini (a cura di), La legge di re Salomone. Ragione e diritto nei discorsi di Benedetto XVI, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2013.
  • Vittoria Barsotti, Paolo G. Carozza, Marta Cartabia, Andrea Simoncini, Italian Constitutional Justice in Global Context, New York, Oxford University Press USA, 2015.

NoteModifica

  1. ^ (EN) About IJPL, su www.ijpl.eu. URL consultato il 6 aprile 2017.
  2. ^ (EN) Icon S Conference 2016 Programme by Playnary - issuu, su issuu.com. URL consultato il 6 aprile 2017.
  3. ^ Comunicato di nomina, su www.quirinale.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  4. ^ Sito web della Corte costituzionale: note biografiche giudice, su www.cortecostituzionale.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  5. ^ Profilo biografico, su www.lettera43.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  6. ^ NG — Marta Cartabia. La nuova giudice della Corte, su notiziegaytum.tumblr.com, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  7. ^ Sentenza n. 138 del 2010 della Corte costituzionale
  8. ^ Criscuolo nuovo presidente della consulta, su www.repubblica.it, 12 novembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  9. ^ Consulta: Paolo Grossi nuovo presidente, su www.repubblica.it, 2 settembre 2011. URL consultato il 6 aprile 2017.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato, su www.quirinale.it. URL consultato il 6 aprile 2017.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica