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Maschilismo

Neologismo nato con intenti polemici

Il maschilismo è un atteggiamento o forma mentis, basato sulla presunta superiorità dell'uomo nei confronti della donna.[1][2]

Indice

StoriaModifica

Tale termine divenne di uso comune negli anni sessanta per indicare un atteggiamento socio-culturale basato sull'idea di una supremazia maschile e sulla continuità del sistema patriarcale. Il neologismo si ottenne dalle parole maschio o maschile e dal termine femminismo, intendendo erroneamente una sorta di contrapposizione al femminismo. Il maschilismo non va confuso con il mascolinismo o con il machismo.[3] Per alcuni autori è una forma di sciovinismo.[4]

Sociologia umanaModifica

Secondo alcuni sociologhi il maschilismo nella famiglia cosiddetta tradizionale è stata la soluzione prevalente. La parità di diritti tende a diffondersi trovando resistenze in differenti culture, come quella islamica, le quali hanno capacità di condizionare il diritto di comunità politiche influenti.[nota 1]

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ nella famiglia tradizionale, il potere è tendenzialmente maschile. L’uguaglianza è praticata fra i tuareg, gli andamani, i pigmei, e in altre culture; ma le culture maschiliste predominano in numero. Nella società a base matrilineare la moglie – sottratta, in vari settori, alle decisioni del marito – sottostà in modo simmetrico alle scelte dei propri fratelli Rodolfo Sacco, p.259
Fonti
  1. ^ maschilismo, in Il Sabatini Coletti.
  2. ^ Cambridge University Press.
  3. ^ maschilismo, su treccani.it, Treccani. URL consultato l'8 aprile 2019.
  4. ^ Mansbridge-Flaster, pp.256-279.

BibliografiaModifica

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