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Domenico Menotti Garibaldi
16 settembre 1840 – 22 agosto 1903
Nato aMostardas, Repubblica Riograndense
Morto aRoma, Italia
Cause della morteMalaria
Dati militari
Forza armataEsercito garibaldino, esercito francese
Corpo9º Reggimento Volontari Garibaldini
GradoGenerale
GuerreSpedizione dei Mille, Terza guerra d'indipendenza, Guerra Franco-Prussiana
CampagneSpedizione dei Mille (come secondo in comando dopo il padre)
BattaglieBattaglia di Bezzecca, Battaglia di Digione
DecorazioniMedaglia d'oro al valor militare

— Bezzecca, 21 luglio 1866 Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)

— Digione, 1870
Altre caricheDeputato nella Camera dei Deputati del Regno d'Italia
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Menotti Garibaldi
Ritratto di Menotti Garibaldi.JPG

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XIII, XIV, XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX

Domenico Menotti Garibaldi (Mostardas, 16 settembre 1840Roma, 22 agosto 1903) è stato un politico e militare italiano.

BiografiaModifica

Nacque nel borgo di São Luís, oggi quartiere della città brasiliana di Mostardas, stato del Rio Grande do Sul, primogenito di Giuseppe e Anita Garibaldi. Venne battezzato con il nome di Domenico, in onore del padre di Garibaldi, ma il Generale volle chiamarlo anche Menotti, in onore del patriota Ciro Menotti.

 
Busto di Menotti Garibaldi al Gianicolo - Roma
 
Statua di Menotti Garibaldi in bronzo dello scultore Ernesto Biondi in un giardino pubblico di Ariccia (RM)

Partecipò alla spedizione dei Mille, nella quale si distinse. Nel 1866, durante la terza guerra di indipendenza, comandò, con il grado di colonnello, il 9º reggimento di volontari garibaldini e fu l'artefice della vittoria nella battaglia di Bezzecca, meritandosi la medaglia d'oro al Valor Militare. Nel 1870, durante la guerra franco-prussiana, comandò un reggimento di truppe franco-italiane, combattendo a Digione e sui Vosgi e meritandosi la Legion d'Onore conferitagli dal governo francese.

Massone, fu membro della loggia romana "Propaganda massonica" del Grande Oriente d'Italia.

Divenne deputato alla Camera nei collegi di Velletri e di Roma per otto legislature, dal 1876 fino al 1900[1]

Si sposò con Italia Bidischini dall'Oglio e ne ebbe sei figli:

  • Gemma Garibaldi (1871 - 1951) sposata con il Barone Vittorio Senese di Curinga
  • Anita Garibaldi (1875 - 1961)
  • Rosita Garibaldi, sposata con il Conte Vittorio Ravizza d'Orvieto (1877 - 1964)
  • Giuseppina Garibaldi (1883 - 1910)
  • Giuseppe "Peppinello" Garibaldi, morto all'età di tre anni (1884 - 1886)
  • Giuseppe Garibaldi (1887 - 1969)

A Senigallia, la famosa banda musicale di Pianella lo omaggiò con alcuni pezzi in una serenata estiva negli anni Ottanta dell'Ottocento[2]. Morì a Roma (per aver contratto la malaria) all'età di 62 anni, ma le sue spoglie furono trasportate nella tomba di famiglia, nota anche come Tomba di Menotti Garibaldi. Era infatti stata fatta costruire da lui stesso nell'odierna frazione Carano Garibaldi, all'epoca nel comune di Velletri, oggi in quello di Aprilia. Gli furono tributati solenni funerali di Stato a cui partecipò in qualità di amico anche Gabriele D'Annunzio e ai quali si associò ufficialmente il governo francese.[3]

A Velletri è ancora ricordato per aver dato importanza alla cittadina, facendovi spostare o riuscendo a mantenervi sedi di organi statali e per aver fondato la "Cantina sperimentale del vino di Velletri". Prese in enfiteusi perpetua una vasta tenuta dell'Agro Romano (oggi Aprilia), idea che anni prima era stata proposta dal padre, ma che allora non aveva trovato seguito, divenendo un apprezzato imprenditore agricolo[4].

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Spiegò capacità ed intelligenza rimarchevole durante la campagna conducendo il proprio reggimento in delicate ed importanti operazioni ; si segnalò per colpo d'occhio pari alla risoluzione ed al valore nel combattimento il cui successo gli fu in gran parte dovuto. Bezzecca, 21 luglio 1866[5]»
— 6 dicembre 1866
  Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— Digione, 1870
  Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala
«Ai prodi cui fu duce Garibaldi»
— Palermo, 21 giugno 1860

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Marco Formato, Menotti Garibaldi. Un eroe di due mondi, Paolo Sorba Editore (2015).
  • Antonio Fappani, La Campagna garibaldina del 1866 in Valle Sabbia e nelle Giudicarie, Brescia 1970.
  • Gianpaolo Zeni, La guerra delle Sette Settimane. La campagna garibaldina del 1866 sul fronte di Magasa e Val Vestino, Comune e Biblioteca di Magasa, 2006.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN52441765 · ISNI (EN0000 0001 1234 9275 · LCCN (ENn95921394 · BNF (FRcb104700307 (data) · WorldCat Identities (ENn95-921394