Ministero dell'economia e delle finanze

dicastero del Governo Italiano

Coordinate: 41°54′21.3″N 12°29′52.5″E / 41.905917°N 12.497917°E41.905917; 12.497917

Ministero dell'economia e delle finanze
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Castro Pretorio - Min Finanze 1190639.JPG
Ingresso al Ministero da via XX Settembre, 97.
SiglaMEF
StatoItalia Italia
TipoMinistero
Dipartimenti
Istituito2001
daGoverno Berlusconi II
PredecessoreMinistero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, Ministero delle finanze
MinistroRoberto Gualtieri
ViceministroLaura Castelli
Antonio Misiani
SedePalazzo delle Finanze, Roma
IndirizzoVia Venti Settembre, 97
Sito webwww.mef.gov.it

Il Ministero dell'economia e delle finanze è uno dei dicasteri del governo della Repubblica Italiana ed ha il compito di controllare le spese pubbliche, le entrate dello Stato, nonché sovraintendere alla politica economica e finanziaria, nonché ai processi e agli adempimenti di politica di bilancio sul bilancio dello Stato.

Al Ministero vennero collegate quattro Agenzie fiscali: l'Agenzia delle entrate, l'Agenzia del territorio, l'Agenzia del demanio e l'Agenzia delle dogane che pur essendo completamente autonome, lavorano in stretta interdipendenza con il Ministero. Ha sede nel Palazzo delle Finanze, sito in Roma. L'attuale ministro è Roberto Gualtieri, in carica dal 5 settembre 2019.

L'accesso di via Cernaia alla sede del MEF. Il pubblico può accedere solo dall'ingresso principale di via XX settembre, 97.
Il cortile centrale del Palazzo delle Finanze, sede del Ministero.

Cenni storiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ministeri economici (Italia).

Già nel 1947 il Governo De Gasperi III provò ad accorpare i preesistenti ministeri del Tesoro e delle Finanze, ma l'esperimento trovò forte opposizione politica per il largo potere concentrato nelle mani del ministro Pietro Campilli, e fu quindi rapidamente abbandonato per oltre cinquant'anni.

Dopo un primo riordina con la legge 29 ottobre 1991 n. 358, sulla base della delega conferita dalla legge 15 marzo 1997, n. 59 venne emanato il d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300 il quale unificò i ministeri economici, segnatamente il ministero delle finanze e il ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, a sua volta costituito nel 1998 dall'accorpamento tra il ministero del tesoro e il ministero del bilancio e della programmazione economica. Durante governo Berlusconi II venne emanato il regolamento di attuazione con il D.P.R. 26 marzo 2001, n. 107, sancendo l'assorbimento nel Ministero dell'economia e delle finanze dei precedenti dicasteri: ovvero il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ed il Ministero delle finanze.

Nel 2001, appena divenuto operativo, il Ministero dell'economia e delle finanze si articolava in 5 dipartimenti:

  • Dipartimento del tesoro;
  • Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;
  • Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione;
  • Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi del tesoro;
  • Dipartimento per le politiche fiscali.

I primi quattro dipartimenti erano stati ereditati dal ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, mentre il quinto dipartimento costituiva l'unica struttura dipartimentale del ministero delle finanze. La disciplina organizzativa del dicastero fu poi riformata col d.lgs. 173/2003. A seguito della riorganizzazione operata dal DPR 43/2008, il dicastero venne ad articolarsi in 4 dipartimenti:

  • Dipartimento del tesoro;
  • Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;
  • Dipartimento delle finanze;
  • Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi.

La successiva riorganizzazione avvenne con DPR 67/2013.

OrganizzazioneModifica

 
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Innovazione del MEF, a Roma, Piazza Dalmazia.

Il dicastero ha una struttura centrale e territoriale alquanto complessa, frutto dell'accorpamento dei vecchi dicasteri e variamente rivisitata negli ultimi anni.

DipartimentiModifica

Secondo la disciplina dettata dal DPCM 103/2019, il ministero è articolato nei seguenti dipartimenti:

A. Il Dipartimento del tesoro è articolato in 8 direzioni:

  • Direzione I - Analisi economico-finanziaria;
  • Direzione II - Debito pubblico;
  • Direzione III - Rapporti finanziari internazionali;
  • Direzione IV - Sistema bancario e finanziario-affari legali;
  • Direzione V - Prevenzione dell'utilizzo del Sistema finanziario per fini illegali;
  • Direzione VI - Operazioni finanziarie-contenzioso comunitario;
  • Direzione VII - Finanza e privatizzazioni;
  • Direzione VIII - Valorizzazione dell'attivo e del patrimonio pubblico.

B. Il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato è articolato in:

  1. Uffici centrali di livello dirigenziale generale;
  2. Uffici centrali del bilancio;
  3. Ragionerie territoriali dello Stato.

B1. Sono qualificati come uffici centrali di livello dirigenziale generale 9 Ispettorati Generali e 2 servizi:

  • IG di finanza;
  • IG del bilancio;
  • IG per gli ordinamenti del personale e l'analisi dei costi del lavoro pubblico;
  • IG per gli affari economici;
  • IG per la finanza delle pubbliche amministrazioni;
  • IG per i rapporti finanziari con l'Unione europea;
  • IG per la spesa sociale;
  • IG per l'informatica e innovazione tecnologica;
  • IG per la contabilità e la finanza pubblica.
  • Servizio studi dipartimentale;
  • Servizio centrale per il sistema delle ragionerie.

B2. Gli uffici centrali del bilancio sono istituiti presso ciascun ministero:

Gli uffici territoriali del bilancio e le ragionerie territoriali dello Stato costituiscono il sistema delle ragionerie.

C. Il dipartimento delle finanze si articola in 6 uffici di livello dirigenziale generale:

  • Direzione studi e ricerche economico-fiscali;
  • Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale;
  • Direzione agenzie ed enti della fiscalità;
  • Direzione rapporti fiscali europei e internazionali;
  • Direzione sistema informativo della fiscalità;
  • Direzione della giustizia tributaria.

D. Il dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi si articola in 5 direzioni centrali:

  • DC per la razionalizzazione degli immobili, degli acquisti, della logistica e degli affari generali;
  • DC dei sistemi informativi e dell'innovazione;
  • DC del personale;
  • DC della comunicazione istituzionale;
  • DC dei servizi erogati alle amministrazioni e a terzi.

Uffici di diretta collaborazioneModifica

Secondo la disciplina dettata dal DPR 227/2003, sono uffici di diretta collaborazione del ministro:

  • l'ufficio di gabinetto (nel cui ambito sono stati nominati un consigliere diplomatico, 4 consiglieri e un aiutante di campo);
  • la segreteria del ministro;
  • l'ufficio del coordinamento legislativo (articolato in due sezioni: «Ufficio legislativo-Economia» e «Ufficio legislativo-Finanze»);
  • la segreteria tecnica del ministro;
  • l'ufficio stampa;
  • le segreterie e l'ufficio dei viceministri;
  • le segreterie dei sottosegretari di Stato;
  • il Servizio di controllo interno - SECIN.

Altri uffici centraliModifica

Infine, sempre nell'ambito del dicastero operano alcuni uffici ad ordinamento particolare:

  • la Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze (SSEF) "Ezio Vanoni", che gode di una completa autonomia organizzativa, gestionale e contabile quale autonomo centro di responsabilità dell'amministrazione economica e finanziaria;
  • il Servizio Consultivo ed Ispettivo Tributario (SECIT);
  • la Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (ex art. 1, comma 474, legge 27 dicembre 2006, n. 296);
  • il Comitato Permanente per il Coordinamento delle Attività in Materia di Finanza Pubblica;
  • il Comitato Permanente di Indirizzo e Coordinamento della Fiscalità.

Uffici territorialiModifica

A livello periferico il Ministero è organizzato in Ragionerie Territoriali dello Stato (RTS), che dipendono organicamente e funzionalmente dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Dal 1º febbraio 2015, in seguito alla riorganizzazione degli Uffici Territoriali del MEF, le RTS di Biella, Crotone, Enna, Lecco, Lodi, Massa Carrara, Prato, Rimini, Verbania e Vibo Valentia sono state soppresse o accorpate ad altre RTS.

Fino al 28 febbraio 2011 esistevano anche le Direzioni territoriali dell'economia e delle finanze, o DTEF, che dipendevano organicamente e funzionalmente dal Dipartimento dell'Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi, ma con DM 23/12/2010 ne è stata stabilita la cessazione delle attività.

Le competenze delle DTEF sono state assorbite in gran parte dalle Ragionerie Territoriali dello Stato, ma non di tutto il personale, poiché una parte è passato all'Agenzia dei Monopoli.

Le agenzie fiscaliModifica

In stretto coordinamento con il Ministro, ma del tutto autonome, sono le agenzie fiscali:

Le Agenzie hanno la propria sede centrale a Roma ed uffici periferici su tutto il territorio nazionale.

La giustizia tributariaModifica

Presso il Ministero ha sede il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, organo di autogoverno dei giudici tributari, con compiti simili al Consiglio superiore della magistratura. I giudici tributari operano presso le Commissioni Tributarie, hanno lo status di magistrati onorari e sono nominati dal Ministro dell'Economia e delle Finanze su designazione del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.

FunzioniModifica

Ai sensi del d.lgs. n. 300/1999, esercita le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politica economica, politica finanziaria e di bilancio, in relazione alla programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale, catasto e dogane, programmazione, coordinamento e verifica degli interventi per lo sviluppo economico, territoriale e settoriale e politiche di coesione. Ha il compito precipuo di organizzare la formazione e gestione del bilancio dello Stato, compresi gli adempimenti di tesoreria e la verifica dei relativi andamenti e flussi di cassa, assicurandone il raccordo operativo con gli adempimenti in materia di copertura del fabbisogno finanziario, nonché alla verifica della quantificazione degli oneri derivanti dai provvedimenti e dalle innovazioni normative ed al monitoraggio della spesa, coordinandone e verificandone gli andamenti e svolgendo i controlli previsti dall'ordinamento.

Cura la programmazione economica e finanziaria, il coordinamento e la verifica degli interventi per lo sviluppo economico territoriale e settoriale e delle politiche di coesione, anche avvalendosi delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, con particolare riferimento alle aree depresse, esercitando a tal fine le funzioni attribuite dalla legge in materia di strumenti di programmazione negoziata e di programmazione dell'utilizzo dei fondi strutturali comunitari. In materia finanziaria, cura l'analisi del sistema fiscale e delle scelte inerenti alle entrate tributarie ed erariali in sede nazionale, comunitaria e internazionale, nonché alle attività di coordinamento.[1]

La sua attività va coordinata con le agenzie fiscali, regolate da apposita convenzione, a cui il Ministero, per conto dello Stato, detta gli obiettivi da conseguire, e di cui nomina i vertici, ed inoltre può disporre dell'operato della Guardia di Finanza per il perseguimento di finalità e obiettivi previsti dalla legge, tramite il ministro da cui il corpo dipende direttamente [2].

Svolge inoltre compiti di vigilanza sugli enti, le attività e le funzioni relative ai rapporti con le autorità di vigilanza e controllo previsti dalla legge,[3] ed è componente del Consiglio supremo di difesa.[4]

PartecipazioniModifica

Le partecipazioni societarie dirette del Ministero sono[5][6]:

  1. Amco S.p.A. (100%) opera nel settore finanziario, in particolare nel settore della gestione e del recupero di crediti deteriorati
  2. ARCUS S.p.A. (100%) società in house del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
  3. Banca Monte dei Paschi di Siena (68,25%[7])
  4. Alitalia-Trasporto Aereo Italiano (100%)
  5. Cassa Depositi e Prestiti (82,77%)
  6. Cinecittà Luce (100%)
  7. Consap (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  8. Consip (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  9. Expo 2015 (40%)
  10. ENAV (53,37%[8])
  11. Enel (23,585%[9][10])
  12. Eni (4,34%[11])
  13. Leonardo (30,20%[12])
  14. Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa - Invitalia (100%) società in house del Ministero dello sviluppo economico
  15. Istituto Luce Cinecittà (100%)
  16. EUR (90%)
  17. Ferrovie dello Stato Italiane (100%[13])
  18. Fondo Italiano d'Investimento SGR S.p.A. (12,50%)
  19. Gestore dei Servizi Energetici - GSE (100%)
  20. INVIMIT SGR (100%)
  21. Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  22. Italia Lavoro (100%)
  23. MEFOP - Società per lo Sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione (58,21%)
  24. PagoPA (100%)
  25. Poste italiane (29,26%[14])
  26. Rai (99,56%[7])
  27. Rete Autostrade Mediterranee (100%) società in house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
  28. Sogei (100%) società in house del Ministero dell'Economia e delle Finanze
  29. Sogesid (100%)
  30. SOGIN (100%)
  31. SOSE - Soluzioni per il sistema economico (88%)
  32. Sport e salute (100%)
  33. ST Holding (50%)
  34. Studiare Sviluppo (100%)

Enti vigilatiModifica

Il MEF vigila sui seguenti Enti:

  • la Cassa Ufficiali della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale ed assistenziale degli ufficiali appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza;
  • il Fondo di previdenza per il personale appartenente ai ruoli di ispettori, sovrintendenti, appuntati, finanzieri della Guardia di Finanza, ente di sostegno previdenziale per il personale del Corpo della Guardia di Finanza, ad esclusione degli ufficiali;
  • il Fondo di previdenza per il personale dell'ex Ministero delle Finanze, ente di sostegno previdenziale per gli appartenenti all'ex dicastero delle Finanze, incorporato dal 2001 nel MEF;
  • l'Istituto di studi e analisi economica, ente di ricerca nel campo giuridico-economico.

Riferimenti normativiModifica

NoteModifica

  1. ^ Art. 56 d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300., su edizionieuropee.it.
  2. ^ Art. 1 legge 23 aprile 1959, n. 189, su edizionieuropee.it.
  3. ^ Art. 23, comma 2, d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300., su edizionieuropee.it.
  4. ^ Regolamento di organizzazione del Ministero dell'economia e delle finanze., su www.normattiva.it. URL consultato il 30 settembre 2019.
  5. ^ Elenco delle Partecipazioni dirette del Ministero dell'Economia e delle Finanze, su dt.mef.gov.it. URL consultato il 1º gennaio 2019.
  6. ^ Alessandra Puato, Quanto vale il tesoro del Tesoro? 105 miliardi. È cresciuto del 4% in sei mesi. Ma le cessioni per 18 miliardi sono un miraggio, su Corriere della Sera, 30 aprile 2019. URL consultato il 30 aprile 2019.
  7. ^ a b 4 miliardi
  8. ^ 1,4 miliardi
  9. ^ Enel, il Tesoro vende il 5,7%. In arrivo altri 2,2 miliardi, su Corriere.it, 25 febbraio 2015. URL consultato il 26 febbraio 2015.
  10. ^ 13,4 miliardi
  11. ^ 2,5 miliardi
  12. ^ 1,8 miliardi
  13. ^ 41 miliardi
  14. ^ 3,4 miliardi

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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