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Moerna

frazione del comune italiano di Valvestino
Moerna
frazione
Moerna – Veduta
Moerna di Valvestino
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
ComuneValvestino-Stemma.png Valvestino
Territorio
Coordinate45°46′N 10°36′E / 45.766667°N 10.6°E45.766667; 10.6 (Moerna)Coordinate: 45°46′N 10°36′E / 45.766667°N 10.6°E45.766667; 10.6 (Moerna)
Altitudine983 m s.l.m.
Abitanti70 (2007)
Altre informazioni
Cod. postale25080
Prefisso0365
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiMoernesi
Patronosan Bartolomeo apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Moerna
Moerna

Moerna (pronunciato Moèrna) è una frazione del comune di Valvestino, nella omonima valle in provincia di Brescia.

Fu comune indipendente del Trentino fino al 1931, anno in cui fu aggregato a Valvestino. Dal censimento del 1921 risultava avere 250 abitanti.

La frazione è il luogo natale di don Pietro Porta, botanico, a cui è dedicato il locale Museo botanico.

ToponimoModifica

L'etimologia è ignota e secondo Natale Bottazzi la terminazione in -erna è uguale a quella dell'antico nome del vicino comune di Vobarno che al tempo dei romani, nel I secolo a.C., era chiamato "Voberna"[1] o a quella del comune svizzero di Balerna, Lierna in provincia di Lecco o di Boerna, località sita ai confini della Val Vestino verso il comune di Gargnano. Secondo i ricercatori il suffisso -erna è piuttosto comune nei luoghi e nelle parole di derivazione etrusca[2] e nel linguaggio celtico verna, verno, sberna indicava la pianta dell'ontano, arbusto che notoriamente predilige vegetare in zone umide, come ad indicare un luogo boscoso di quella specie. Sull'origine etrusca della desinenza -erna concorda anche il linguista Carlo Battisti[3].

Per altri il toponimo deriverebbe da Moierna, una imprecisata divinità retico-etrusca[4] o dal latino mollis o molliana che significa terreno umido ad indicare la tipologia dell'ambiente in cui sorge la località. Quest'ultima tesi potrebbe essere sostenuta dal fatto che a un centinaio di metri a nord dell'abitato vi è una zona acquitrinosa chiamata Paù (palude).

Il toponimo Moerna compare per la prima volta il 5 settembre 1356 quando, a Storo, Pietro fu Bacchino da Moerna, a nome delle comunità di Val Vestino, Bollone e Magasa si accorda con Giovanni fu "Gualengo" e Frugerio fu "Casdole", in qualità di consoli della comunità di Storo, e con altri uomini della suddetta comunità, in merito ai diritti di pascolo sulla cima del monte Tombea[5]. Moerna è pure citata il 25 aprile del 1480 in una pergamena del comune di Tignale, il documento rogato nella frazione di Piovere dal notaio Bartolomeo del fu Dolcibene da Muslone, consiste in una concessione annuale fatta dai rappresentanti della comunità a "Pietro Baldassare da Moerna" e ai soci Pietro di Grecino da Armo e Pietro Domenichino da Moerna per lo sfruttamento di un monte in Val Vestino nella Valle del Droanello. Nella stessa pergamena è citato pure un certo Pietro da Armo, consigliere del comune di Tignale[6]. L'8 dicembre 1491 il toponimo è attestato in un documento come "ville Moerne" quando Antonio di Pietrobono e Pietro Porta, ambedue di Moerna, presenziano come testimoni all'elezione dei procuratori della comunità di Storo presso il vescovo trentino Uldarico Frundsberg in seguito all'assassinio del capellano Iacobo[7].

StoriaModifica

Moerna trova la sua origine probabilmente in epoca pre-romana come piccolo insediamento di popolazioni “reto-celtiche”: Stoni o Galli Cenomani. La comunità di Moerna unitamente a quelle di Bollone e Magasa, nel novembre del 1844 contribuì con una colletta al sostentamento delle 29 famiglie di Por, frazione di Pieve di Bono, che il giorno 12 ebbero le case distrutte da un furioso incendio[8].

Il 7 luglio 1866, durante la terza guerra di indipendenza, Giuseppe Garibaldi dal quartier generale della Rocca d'Anfo ordinava a Enrico Guastalla di "far vedere la camicia rossa" a Bollone, Moerna e a Magasa per mezzo della 9ª Compagnia del 2º Reggimento Volontari Italiani[9] mentre Giuseppe Avezzana, generale comandante del settore del lago di Garda, stabilì un magazzino di viveri e munizioni a Gargnano per rifornire i garibaldini dei distaccamenti operanti a Moerna, Magasa, Tignale, Tremosine e sul monte Nota[10].

Il 25 maggio 1915, con lo scoppio della prima guerra mondiale, Moerna fu occupata dalla fanteria del Regio Esercito italiano e al seguito della truppa vi era il noto scrittore Mario Mariani, corrispondente di guerra del quotidiano Il Secolo che scriveva: "Quando il sole era già alto la batteria raggiungeva la frontiera. I pali austriaci erano già stati rovesciati. Un bersagliere ciclista che tornana d'oltre confine gridava passando e pedalando a rotta di collo per salite ripide e voltate al ginocchio: "Il mio plotone è a Moerna, gli austriaci scappano". La colonna rispondeva: "Viva l'Italia!"[11]. Nel dicembre 1916 vi transitò, proveniente da Capovalle, anche il re Vittorio Emanuele III in ispezione alle linee fortificate della Val Vestino.

La chiesa di San BartolomeoModifica

La chiesa fu consacrata il 30 agosto 1867 dal principe vescovo di Trento Benedetto Riccabona. Fu restaurata nel 1907 e decorata nel 1947 dai pittori trentini Bruno Colorio e Marco Bertoldi[4]. Poco distante dall'abitato sorge sull'omino colle l'oratorio di San Rocco che fu edificato prima del 1750, ampliato tra il 1902 e il 1907 e visitato da Cesare Battisti e dall'arciduca Eugenio Ferdinando Pio d'Asburgo-Teschen nel maggio del 1910.

NoteModifica

  1. ^ Natale Bottazzi, Valle Sabbia e Riviera: toponomastica e qualche balla, Società editrice Vannini, 1956.
  2. ^ Renata Turrini, Balerna. Repertorio toponomastico ticinese. I nomi di luogo dei comuni del Canton Ticino, Centro di ricerca per la storia e l'onomastica ticinese, Università di Zurigo, 1996.
  3. ^ Carlo Battisti, Alle fonti del latino: Lezioni universitarie sui problemi indoeuropeo e mediterraneo, Universitaria editrice, 1945.
  4. ^ a b Vito Zeni, La valle di Vestino - Appunti di storia locale, Fondazione Civiltà Bresciana, 1993.
  5. ^ Parrocchia di San Floriano in Storo. Inventario dell'archivio storico (1356-2004), a cura di Cooperativa Koinè, Provincia autonoma di Trento. Soprintendenza per i beni librari e archivistici, 2008.
  6. ^ Giuseppe Cinquepalmi, Un documento inedito di storia patria, in Misinta, Rivista dell'Associazione Bibliofili Bresciani "Bernardino Misinta", n. 42, Brescia, dicembre 2014.
  7. ^ Giuseppe Ippoliti e Angelo Maria Zatelli, Archivi Principatus Tridentini regesta, sectio latina (1027-1777), pag.203-204, Trento 2001.
  8. ^ Antonio Armani, Gli incendi che devastarono i nostri paesi nell'Ottocento, in Pieve di Bono notizie, n. 67, dicembre 2015, pag. 68.
  9. ^ G. Garibaldi, Edizione Nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi, a cura di L. Cappetti, 1932
  10. ^ Giuseppe Avezzana, I miei ricordi, 1881.
  11. ^ Mario Mariani, Giorni di sole. Ricordi della nostra avanzata in Trentini, in Il Secolo XX, 1915