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Paolo Guzzanti
Paolo Guzzanti daticamera 2008.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 2/02/2009)

- GRUPPO MISTO (Dal 2/02/2009 al 7/06/2010)

- GRUPPO MISTO - componente: Noi Sud-Libertà e Autonomia-Partito Liberale Italiano (Dal 7/06/2010 al 21/10/2010)

- GRUPPO MISTO (Dal 21/10/2010 al 17/02/2011)

- Popolo e Territorio (Dal 17/02/2011 al 16/05/2012)

- GRUPPO MISTO - componente: Iniziativa Liberale (Dal 16/05/2012 a fine legislatura)

- Partito Socialista Italiano (prima del 1994)

Circoscrizione Lazio 1
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV
Gruppo
parlamentare
Forza Italia
Circoscrizione XIV:
Lombardia

XV:
Lazio

Collegio XIV:
22 (Brescia)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico FI (2001-2009)
PLI (2009-2011)
FI (2013-2016)
Rete Liberale (Dal 2016)
Titolo di studio Diploma di liceo classico
Professione Giornalista professionista

Paolo Guzzanti (Roma, 1º agosto 1940) è un giornalista, politico e saggista italiano.

Eletto nella XVI legislatura deputato del Popolo delle Libertà, in precedenza era stato senatore e aveva fatto parte del Partito Socialista Italiano, del Patto Segni e di Forza Italia. Nel 2009 lascia questo partito e passa all'opposizione. Quindi aderisce al Partito Liberale Italiano, che successivamente lascia in favore del Polo della Nazione. Il 17 febbraio 2011 annuncia il suo ingresso nel gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile in qualità di "indipendente liberale"[1][2]. Il 22 maggio 2012 aderisce al gruppo Iniziativa Liberale, sino alla fine della XVI legislatura, per ricandidarsi alle elezioni europee del 2014 nuovamente in Forza Italia, nonostante le aspre critiche espresse a Silvio Berlusconi negli anni della rottura con il PdL.[3]

Indice

BiografiaModifica

È nipote di Elio Guzzanti e padre dei comici Sabina, Corrado e Caterina, avuti dalla prima moglie Germana. Dalla seconda moglie, la statunitense Gill Falcigno (insegnante d'inglese di origini italoamericane, irlandesi e svedesi), ha avuto Liv Liberty, Lars Lincoln e Liam Lexington.[4][5]

Carriera giornalisticaModifica

Ha scritto per L'Automobile, l'Avanti!, la Repubblica, la Stampa e di recente è stato vicedirettore de Il Giornale. Ha condotto le trasmissioni televisive Chi l'ha visto?, Fai la TV e Bar Condicio.

È membro della Fondazione Italia USA.

 
Paolo Guzzanti

Carriera politicaModifica

Senatore di Forza ItaliaModifica

Eletto al Senato nel Collegio di Brescia, ha presieduto dal 2002 al 2006 la commissione parlamentare d'inchiesta sul Dossier Mitrokhin che ha indagato sull'attività del KGB in Italia fino al 1984. A causa della segnalazione di possibili attentati alla sua persona in relazione alla sua attività di presidente della commissione Mitrokhin è stato sotto scorta armata dal 2003 al 2008, anno in cui ritenendola inutile, gli viene definitivamente tolta; Guzzanti si oppose a questa decisione dicendo di aver ricevuto "continue e numerose minacce di morte"[6].

Deputato del Popolo della LibertàModifica

Attraverso il suo blog, il 9 febbraio 2008 Paolo Guzzanti annuncia che quello che lui definisce "il laboratorio politico-culturale Rivoluzione Italiana" confluisce nella federazione del Popolo della Libertà.

L'uscita dal PdL e il passaggio all'opposizioneModifica

Nonostante l'avesse elogiata pubblicamente su Panorama[7], in seguito polemizza più volte con la deputata Mara Carfagna, Ministro per le pari opportunità,[8] e sulla ragione per cui secondo Guzzanti le sarebbe stato assegnato l'incarico ministeriale,[9] scatenando così la querela da parte del ministro in qualità di persona offesa.[10][11]

Guzzanti pone sotto accusa anche alcuni comportamenti di Silvio Berlusconi[12] e nell'ottobre 2008, attraverso il suo sito internet, lo critica: "Berlusconi ha superato se stesso paragonando il presidente georgiano Saakašvili a Saddam Hussein. Ho vomitato. Ieri sera ho ascoltato da Berlusconi parole terribili e inaccettabili che non avrei mai voluto ascoltare"[13][14].

Critico sulla politica filo-russa perseguita dal Governo Berlusconi, il 2 febbraio 2009 lascia il partito di Forza Italia e il suo gruppo parlamentare per poi aderire al Partito Liberale Italiano e al gruppo misto della Camera[15].

In seguito pubblica opere critiche nei confronti di Berlusconi, tra cui Guzzanti vs Berlusconi (dicembre 2009) e Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre (2011). Il 5º Congresso nazionale del PLI, il 21 febbraio 2009, lo elegge Vicesegretario Nazionale. Il 21 ottobre 2010, però, abbandona il Partito Liberale Italiano per aderire al gruppo del Polo della Nazione.

Il ritorno in maggioranza e la candidatura alle Elezioni europee del 2014Modifica

Il 17 febbraio 2011 annuncia il suo ingresso nel gruppo di Iniziativa Responsabile come "indipendente liberale". Il gruppo sostiene alla Camera dei deputati il Governo Berlusconi. Il 17 maggio 2012 abbandona, insieme al collega Maurizio Grassano, il gruppo dei "Responsabili" per aderire al gruppo Misto, dove resterà fino al 22 maggio 2012.

In seguito aderisce al gruppo parlamentare "Iniziativa Liberale" fino alla fine della legislatura il 14 marzo 2013, per tornare di nuovo in Forza Italia nel 2014. Alle Elezioni europee del 2014, candidato per Forza Italia nella Circoscrizione Centro, non viene tuttavia eletto, raccogliendo soltanto 6.792 preferenze.

Nell'aprile 2016, candidandosi come capolista di Rete Liberale, sostiene Guido Bertolaso come candidato sindaco di Roma confluendo poi sul candidato Alfio Marchini.

IntercettazioniModifica

Il 1º dicembre 2006 sono state riportate dai giornali alcune intercettazioni[16] con un consulente della Commissione Mitrokhin, Mario Scaramella, con l'obiettivo, secondo quanto dichiarato da alcuni giornali, di screditare pubblicamente l'allora candidato alla carica di Presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi. Nelle intercettazioni, Scaramella, successivamente arrestato per calunnia nei confronti di un ex capitano del KGB Alexander Talik, che viveva illegalmente in Italia[17], riferisce che fonti russe vicine al KGB avrebbero indicato Prodi come l'uomo di fiducia del KGB in Italia.

Sempre secondo quanto emerge da tali intercettazioni, Scaramella avrebbe cercato prove di finanziamenti a Prodi da Mosca attraverso la Cassa di Risparmio e, da qui, a Nomisma. Le dichiarazioni su Prodi da lui registrate di Litvinienko, avrebbero potuto essere utilizzate nella campagna elettorale del 2006, ma non vennero mai utilizzate.[18] Furono rese note al pubblico solo in seguito all'intervento dell'eurodeputato inglese Gerald Batten al parlamento europeo.

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, Paolo Guzzanti è stato al centro di una grossa polemica politica riguardante il ruolo da lui ricoperto. In un'inchiesta si analizzano le credenziali del consulente di Guzzanti, Mario Scaramella, sia come esperto di problemi ambientali, sia come analista di intelligence.[19][20] Il 22 gennaio 2008 la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato ha respinto la richiesta dell'uso di intercettazioni telefoniche del senatore Paolo Guzzanti.[21].

ControversieModifica

Si è scontrato spesso con la figlia Sabina Guzzanti per la sua imitazione di Silvio Berlusconi, dicendo che faceva male a prenderlo in giro. Successivamente si è scontrato sempre con lei per l’imitazione della politica Giorgia Meloni.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ http://it.euronews.net/flashnews/747493-camera-guzzanti-nei-responsabili/[collegamento interrotto]
  2. ^ Il Secolo XIX
  3. ^ Paolo Guzzanti, candidato, si auto-intervista
  4. ^ Come ha spiegato nel suo blog lo stesso Guzzanti, Copia archiviata, su paologuzzanti.it. URL consultato il 18 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2009). i nomi sono stati dati "in omaggio alle origini svedesi-irlandesi di mia moglie, il primo nome è svedese (Liv e Lars) o irlandese (Liam, che è anche ebraico). Il loro secondo nome è statunitense (Liberty, Lincoln e Lexington) per bilanciare il cognome che è italiano"
  5. ^ Emilia Costantini, Nasce Livliberty, la saga dei Guzzanti continua, Corriere della Sera, 25 agosto 200. URL consultato il 3 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2009).
  6. ^ "Senza scorta rischio la vita", Corriere della sera. URL consultato il 1º settembre 2008.
  7. ^ Paolo Guzzanti, Bella dentro e votata fuori, in Panorama, Picconate, 27 aprile 2006.
  8. ^ Affaritaliani.it - Paolo Guzzanti (Pdl): "Libero di attaccare Mara Carfagna. Se poi mi cacciano..."
  9. ^ Paolo Guzzanti: «Carfagna calendarista delle pari opportunità». Ministro querela - Il Messaggero, su ilmessaggero.it. URL consultato il 6 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2008).
  10. ^ Intercettazioni: la Carfagna querela Paolo Guzzanti. Ecco le frasi incriminate, da calendarista a meretrice
  11. ^ Guzzanti: "Contro la Carfagna porto i testimoni in tribunale" - Politica - Repubblica.it
  12. ^ YouTube - Paolo Guzzanti: "Berlusconi è Pisello Irrefrenabile!" ... ("e mi incita al Palpeggio")
  13. ^ Paolo Guzzanti contro Berlusconi "È amico di Putin, mi fa vomitare", La Repubblica, 8 ottobre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  14. ^ Guzzanti attacca Berlusconi Forza Italia: «Ora chieda scusa», il Giornale, 9 ottobre 2008. URL consultato il 9 ottobre 2008.
  15. ^ Antonello Caporale, "Silvio è come Kim Il Sung" E Guzzanti dà l'addio al Pdl, la Repubblica, 3 febbraio 2009. URL consultato il 3 febbraio 2009.
  16. ^ "Così incastreremo Prodi" il piano Scaramella-Guzzanti, La Repubblica, 1º dicembre 2006. URL consultato il 26 agosto 2008.
  17. ^ Il mio agente Sasha, pp. 111-112
  18. ^ Il mio agente Sasha
  19. ^ Claudio Gatti, La resistibile ascesa di Scaramella, Il Sole 24 Ore, 11 gennaio 2007. URL consultato il 25 ottobre 2007.
  20. ^ Francesco Grignetti, Istruzioni per incastrare Prodi[collegamento interrotto], La Stampa. URL consultato il 5 febbraio 2008.
  21. ^ Mitrokhin: Guzzanti, per giunta illegali mie intercettazioni, Diritto Oggi, 22 gennaio 2008. URL consultato il 5 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2009).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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